(In occasione della ricorrenza del 10 dicembre 1948 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite)

Era il 10 dicembre 1948 quando, a Parigi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione universale dei diritti umani. Una data importante se si pensa che erano trascorsi solo tre anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, che aveva lasciato vive e profonde ferite, in particolare sull’intero continente europeo, privato a lungo dei diritti umani dalle dittature. Lo spirito della Dichiarazione è racchiuso e immediatamente annunciato nel suo articolo 1, che recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Un articolo che, preso alla lettera, lascia ancora letteralmente sognare perché introduce e dichiara “i diritti inalienabili di ogni uomo, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.

Nel mondo di oggi, dove l’Intelligenza Artificiale e il digitale plasmano in profondità l’accesso alla conoscenza, all’espressione e alla partecipazione civica, è fondamentale riaffermare il diritto alla cultura come diritto umano essenziale, strettamente legato al principio di dignità digitale.

In questa prospettiva, l’articolo 27 della Dichiarazione assume un significato ancora più attuale:
“Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”

Nel contesto dell’ecosistema digitale e dell’intelligenza artificiale, ciò si traduce in:
– accesso equo e consapevole ai saperi digitali;
– educazione alla cittadinanza algoritmica;
– partecipazione attiva alla produzione e condivisione di contenuti culturali, anche attraverso nuove forme di co-creazione con l’IA.

Il 10 dicembre 2025, in occasione del 77° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, vogliamo affermare con forza che cultura, educazione, memoria e tecnologia devono essere al servizio della dignità umana, e non viceversa.

In questo spirito, #DiCultHer promuove un’azione collettiva per riconoscere e praticare l’accesso alla cultura come diritto e come bene comune, anche nell’era delle piattaforme, dei dati e degli algoritmi.

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