Introduzione editoriale

Il numero 18 di Culture Digitali ha come filo conduttore lo scriptorium diffuso del XXI secolo: come le comunità educanti stanno costruendo, giorno dopo giorno, la propria regola civile per abitare l’Europa digitale. Il contributo del Liceo Fermi è esattamente questo: una scuola che non aspetta le istruzioni dall’alto, ma costruisce dal basso — con i propri studenti, con i propri docenti, con il proprio territorio — una risposta originale e documentata alla sfida dell’intelligenza artificiale.

Tre elementi, in particolare, rendono questo contributo esemplare per la visione di DiCultHer.

La titolarità culturale come pratica vissuta

“Voci di Pace” non descrive il patrimonio calabrese: lo abita, lo anima, lo co-produce. Gli studenti — italofoni e L2 insieme — diventano autori culturali: progettano prompt per animare le statue del MAB di Cosenza, costruiscono rappresentazioni teatrali itineranti, connettono storia locale e strumenti digitali del presente. È la Convenzione di Faro applicata in classe: il patrimonio non è un oggetto da studiare, è una responsabilità da esercitare.

L’inclusione come metodo, non come obiettivo

In tutti e tre i progetti l’inclusione non è un’aggiunta al percorso didattico: è la struttura portante. Studenti con background diversi, competenze diverse, storie diverse lavorano insieme su domande che li riguardano tutti. L’AI diventa il terreno comune su cui costruire, non il territorio di chi è già “sviluppato” digitalmente.

La Calabria come laboratorio del futuro

Cosenza non è la periferia del dibattito sulla cultura digitale. Con questo contributo, il Liceo Fermi dimostra che è uno dei suoi laboratori più vivi. Il MAB di Cosenza, le storie calabresi di pace, i temi dell’identità meridionale: tutto questo entra nella conversazione europea sull’AI e sulla cultura digitale con una voce originale, radicata, insostituibile.


HackCultura 2026 – Tre narrazioni digitali del Liceo Scientifico “Fermi” – Polo Tecnico “Brutium”

Il Liceo Scientifico “Fermi” – Polo Tecnico “Brutium” di Cosenza, diretto dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Rosita Paradiso, ha partecipato a HackCultura 2026 con tre progetti digitali dedicati alla cittadinanza, alla cultura digitale, alla valorizzazione del patrimonio, alla responsabilità comunicativa e all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale.

I tre percorsi, pur sviluppandosi in ambiti differenti, testimoniano l’impegno dell’istituto nel promuovere metodologie innovative capaci di integrare competenze disciplinari, creatività, pensiero critico, inclusione e responsabilità digitale.

Un progetto: “Chi decide? La relazione di cura nell’era dell’IA: etica, scuola e responsabilità”

Un progetto, “Chi decide? La relazione di cura nell’era dell’IA: etica, scuola e responsabilità”, realizzato nell’ambito della SFIDA 8 “Titolari dell’Europa nell’era dell’AI”, è stato coordinato dalle docenti Annabella Gallina (Scienze e Biologia per la Curvatura Biomedica) e Anna Ziviello (Filosofia e Bioetica) con la classe 3D LSA.

L’idea del progetto è nata da una domanda emersa durante una riflessione sull’intelligenza artificiale applicata alla medicina: chi decide davvero? Da qui gli studenti hanno costruito una narrazione digitale che mette a confronto due modi diversi di vivere la relazione di cura, mostrando come la tecnologia possa supportare le decisioni senza sostituire la responsabilità e la sensibilità umana.

La narrazione prende avvio in classe, dove gli studenti riflettono sul significato dei dati e sul rischio che i numeri possano far perdere di vista le persone. Il racconto si sposta poi nel contesto medico, mettendo in evidenza come gli stessi dati e la stessa tecnologia possano essere interpretati in modi diversi, a seconda dell’attenzione riservata alla persona.

Il lavoro creativo è stato svolto in modo collaborativo: i ragazzi hanno partecipato all’ideazione, alla scrittura dei testi, all’interpretazione delle scene e al montaggio. Il video è stato realizzato con CapCut per unire le sequenze e con Sora per modificare alcune parti, sperimentando strumenti digitali e di intelligenza artificiale in modo consapevole.

La funzione educativa di un lavoro realizzato con l’Intelligenza Artificiale consiste nel favorire nuove modalità di apprendimento, stimolare il pensiero critico e sviluppare competenze digitali innovative. L’uso dell’IA nel campo medico ha permesso di accedere rapidamente alle informazioni, organizzare contenuti in modo efficace e riflettere, in prospettiva, sulla possibilità di personalizzare i percorsi di cura in base alle esigenze del paziente.

Inoltre, lavorare con strumenti di Intelligenza Artificiale aiuta a comprendere meglio le potenzialità e i limiti della tecnologia contemporanea, promuovendo un utilizzo consapevole, etico e responsabile degli strumenti digitali. Questo tipo di esperienza educativa contribuisce anche allo sviluppo dell’autonomia, della creatività e della capacità di problem solving, competenze fondamentali nella società attuale.

L’esperienza ha avuto un forte valore educativo perché ha permesso agli studenti di riflettere sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, ma anche sulle responsabilità che essa comporta. Il messaggio che hanno voluto lasciare è racchiuso nella frase conclusiva del video: “I dati aiutano. Le persone contano”.

Un progetto: “Voci di Pace”

Abstract Progetto “Voci di Pace” – Classe II A LSO e II C LSO, Liceo “Fermi” – Polo Tecnico “Brutium” di Cosenza – Docenti Cosentino Graziella e Marcianò Antonella.

Voci di Pace” è un framework didattico per l’alfabetizzazione critica all’AI generativa attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale.

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale generativa nei contesti educativi pone sfide rilevanti in termini di pensiero critico, affidabilità delle fonti e competenze digitali. Contestualmente, la valorizzazione del patrimonio culturale locale richiede nuovi linguaggi per coinvolgere nativi digitali e studenti di lingua seconda (L2).

Metodi: Il progetto “Voci di Pace” propone un framework didattico interdisciplinare che coniuga Digital Heritage e AI Literacy. Studenti L2 e italofoni sono coinvolti in un workflow strutturato:

1) ricerca storico-documentale su eventi calabresi;

2) co-progettazione di prompt per modelli text-to-image/video volti ad animare le statue del MAB di Cosenza;

3) integrazione dei contenuti AI in rappresentazioni teatrali itineranti.

Finalità: valorizzare il patrimonio calabrese rendendolo interattivo, formare cittadini digitali consapevoli. Gli studenti non imparano solo la storia della Calabria, ma imparano a interrogare l’AI, a non subirla e a usarla come alleata per la conoscenza, nel rispetto della verità storica e della sicurezza digitale.

Risultati: Il framework consente l’acquisizione parallela di competenze culturali e di Critical AI Literacy. Sul piano culturale, si registra un miglioramento delle competenze linguistiche L2 in contesto autentico e della consapevolezza storica territoriale.

Conclusioni: “Voci di Pace” dimostra come l’AI generativa, se inserita in un design pedagogico basato su responsabilità e verifica, possa passare da rischio educativo a strumento di empowerment. Il modello è replicabile per l’educazione alla cittadinanza digitale e per la didattica del patrimonio, proponendo una best practice di uso consapevole, sicuro e culturalmente situato dell’AI.

Metodologia: Il progetto applica il metodo learning by doing e learning by debating.

Un progetto: “Oltre lo schermo, il peso delle parole”

Un progetto, “Oltre lo schermo. Il peso delle parole”, realizzato nell’ambito della SFIDA 15 “La letteratura educa all’amore?”, è stato coordinato dalla prof.ssa Maria Elena Santoro con le classi VA SIA e VA AFM.

Il percorso affronta il tema delle responsabilità che caratterizzano il mondo digitale, ponendo attenzione al peso delle parole, alle relazioni mediate dagli schermi e alle nuove forme di comunicazione nell’era dell’intelligenza artificiale.

Attraverso lo storytelling, il progetto ha evidenziato il ruolo dell’IA empatica e ha guidato gli studenti a riflettere su autonomia e responsabilità nella gestione della nuova tecnologia, intesa non solo come strumento tecnico, ma anche come pratica che richiede consapevolezza, misura e attenzione alle conseguenze umane delle parole e delle azioni.

Il lavoro ha permesso di collegare educazione letteraria, cittadinanza digitale e riflessione etica, mostrando come la parola, anche negli ambienti digitali, possa costruire relazioni, generare responsabilità e contribuire alla formazione di una comunità più consapevole.

Conclusione comune

I tre progetti confermano l’impegno dell’istituto nella promozione del pensiero critico, dell’inclusione e dell’uso responsabile delle tecnologie digitali. Attraverso percorsi differenti, le narrazioni mostrano come l’intelligenza artificiale possa diventare occasione di conoscenza, creatività e crescita educativa, se guidata da consapevolezza, responsabilità e attenzione alla persona, alla comunità e alla cultura.