di Paola di Scanno
Introduzione editoriale
Quando i bambini della scuola primaria progettano un prompt, stanno facendo filosofia. Non lo sanno ancora — o forse sì, a modo loro. Stanno imparando che ogni domanda è una scelta: cosa chiedere, come chiederlo, perché chiederlo. Stanno scoprendo che il linguaggio non è uno strumento neutro — è una responsabilità.
Il contributo della Scuola Primaria “Alberto La Rocca” di Valleradice — I.C. Sora 3 — è il più prezioso e il più inatteso che la Redazione di Culture Digitali abbia ricevuto per il numero 18. Prezioso perché porta una voce che mancava: quella della scuola primaria, dei bambini, dell’età in cui i valori non si insegnano ancora con le parole giuste ma si praticano con le mani, con i disegni, con le domande.
Inatteso perché mostra che l’educazione all’intelligenza artificiale non comincia alle superiori, non comincia con il coding, non comincia con la robotica. Comincia quando un bambino di otto anni impara a costruire una domanda e a capire perché la risposta dipende da come l’ha posta.
I progetti digitali della Primaria Alberto La Rocca protagonisti a HackCultura 2026
Dalla biodiversità globale alla parità di genere, passando per sostenibilità, architettura e patrimonio culturale: la scuola Primaria “A. La Rocca” di Valleradice presenta un modello educativo in cui tecnologia, pensiero critico e responsabilità civile crescono insieme.
Nell’ambito dell’VIII Rassegna Nazionale di HackCultura, l’Istituto Comprensivo Sora 3, la Scuola Primaria “Alberto La Rocca” di Valleradice ha presentato un articolato percorso di innovazione didattica che coniuga cultura digitale, educazione civica e sviluppo del pensiero critico, offrendo una testimonianza significativa di come la scuola possa interpretare il proprio ruolo di laboratorio permanente di cittadinanza.
L’esperienza maturata nel corso dell’anno scolastico si distingue per una visione educativa, che considera l’Intelligenza Artificiale non come semplice strumento tecnologico, ma come interlocutore cognitivo e creativo, capace di amplificare i processi di apprendimento e di favorire nuove forme di produzione culturale. Una prospettiva che colloca gli studenti al centro di un percorso di consapevolezza e responsabilità, orientato alla costruzione di quella che la scuola definisce efficacemente una “cittadinanza algoritmica consapevole”.
Cuore della sperimentazione è stato il lavoro sul Prompting Design, assunto come autentico dispositivo pedagogico di educazione civica digitale. Attraverso l’apprendimento della grammatica dell’interazione uomo-macchina, fondata sui sei elementi di Ruolo, Compito, Formato, Target, Contesto e Tono, gli alunni hanno acquisito gli strumenti necessari per comprendere che l’efficacia dell’Intelligenza Artificiale dipende dalla qualità del pensiero umano che la guida.
In questa prospettiva, il “prompt” non rappresenta soltanto un comando tecnico, ma diventa un esercizio di progettazione culturale e di responsabilità etica. Gli studenti hanno così potuto sperimentare concretamente il valore del contributo umano nei processi digitali, comprendendo come l’algoritmo necessiti sempre di orientamento, interpretazione e controllo critico.
Tra i progetti presentati alla Rassegna, particolare rilievo assume l’elaborato realizzato per la Sfida 6, dedicata alla narrazione del territorio e del mondo. Il video sul Deposito Globale dei Semi delle Svalbard propone una riflessione sul tema della biodiversità e della conservazione del patrimonio naturale del pianeta, interpretando il celebre archivio artico come un autentico “presidio di speranza” per le generazioni future.
L’iniziativa, che ha coinvolto tutte le classi della scuola primaria del plesso di Valleradice, è stata ulteriormente valorizzata dal contributo culturale del filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, il cui messaggio rivolto agli studenti ha offerto una preziosa occasione di approfondimento sul rapporto tra patrimonio naturale, conoscenza scientifica e identità culturale.
Lo stesso approccio interdisciplinare ha caratterizzato altri significativi percorsi di cittadinanza attiva sviluppati durante l’anno scolastico. Tra questi spicca il progetto dedicato al Bosco Verticale di Stefano Boeri, che ha consentito agli alunni di riflettere sui temi della sostenibilità urbana, dell’architettura ecologica e della rigenerazione degli spazi cittadini. L’elaborato ha dato origine a un dialogo diretto con l’architetto Stefano Boeri, culminato in un invito ufficiale rivolto agli studenti a visitare Milano, a testimonianza della qualità del lavoro svolto.
Particolarmente significativo anche il progetto in lingua inglese dedicato agli Obiettivi dell’Agenda 2030, che ha affrontato le grandi sfide dello sviluppo sostenibile in una prospettiva internazionale ed europea. Il percorso è stato impreziosito dal saluto istituzionale della Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, rafforzando il legame tra educazione alla sostenibilità, partecipazione democratica e cittadinanza europea.
Un ulteriore tassello di questo mosaico educativo è rappresentato dall’elaborato realizzato per la Sfida 12, dedicata al 250° anniversario della nascita di Jane Austen. Il progetto, sviluppato attraverso innovative forme di digital storytelling, si colloca in una dimensione narrativa a metà strada tra graphic novel e motion novel, reinterpretando la condizione femminile dell’Ottocento attraverso i linguaggi della contemporaneità.
L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale ha consentito agli studenti di analizzare criticamente i processi di emancipazione femminile e i meccanismi culturali alla base dei bias di genere, promuovendo una riflessione coerente con i principi di inclusione, uguaglianza e gender mainstreaming sostenuti dalla rete DiCultHer.
A sintetizzare l’intero percorso è la suggestiva metafora dell’“Albero dei Diritti”, scelta dalla comunità scolastica come rappresentazione simbolica del proprio progetto educativo. Le radici affondano nel diritto universale alla cultura e all’accesso ai saperi; il tronco rappresenta l’etica degli algoritmi e la centralità del controllo umano sulle tecnologie; la linfa richiama il valore della formazione continua come antidoto alle nuove forme di esclusione; la chioma, infine, simboleggia la responsabilità collettiva verso il bene comune.
L’esperienza dell’I.C. Sora 3 dimostra come la scuola possa diventare un luogo privilegiato di elaborazione culturale, capace di integrare innovazione tecnologica, patrimonio, sostenibilità e cittadinanza democratica. In un tempo segnato da profonde trasformazioni digitali, il percorso della Primaria “Alberto La Rocca” di Valleradice offre un esempio concreto di educazione orientata non soltanto all’acquisizione di competenze, ma alla formazione di persone consapevoli, responsabili e capaci di abitare criticamente il proprio tempo.
La partecipazione alla Rassegna Nazionale di HackCultura rappresenta così non solo la presentazione di elaborati digitali, ma la testimonianza di una visione educativa condivisa, resa possibile grazie all’impegno della Dirigente scolastica Prof.ssa Donatella Antonellis, delle docenti del plesso, della comunità scolastica e del dialogo costante con la rete DiCultHer, guidata dal professor Carmine Marinucci e dal professor Piscolla. Un’esperienza che conferma come educare al digitale significhi, prima di tutto, educare all’umanesimo del futuro.




