A cura di: Prof.ssa Giuliana Amicone e Prof. Andrea Conte
Liceo Classico “G. d’Annunzio”, Pescara — Classi V Beta e IV H (Indirizzi Europeo e Biomedico)
Abstract: il presente articolo illustra il progetto didattico sperimentale “L’ordine invisibile: il viaggio di Mach”, un percorso di 20 ore. Coniugando la tradizione letteraria di Charles Dickens con l’epistemologia fisica del XIX e XX secolo, gli studenti hanno realizzato una performance teatrale aumentata in cui attori umani interagiscono con il robot umanoide NAO e scenografie generate tramite Intelligenza Artificiale. L’esperienza dimostra come le tecnologie emergenti, se governate con pensiero critico e trasparenza metodologica, possano trasformarsi in formidabili catalizzatori per la valorizzazione del patrimonio storico-scientifico e per lo sviluppo di competenze digitali trasversali.
1. Introduzione

Nel contesto dell’innovazione metodologica promossa da DiCultHer, il progetto “L’ordine invisibile: il viaggio di Mach” risiede nella convinzione che l’innovazione non scaturisca in modo deterministico dalla tecnologia in sé, bensì dall’incontro generativo tra memoria culturale e visione del futuro.
Il valore pedagogico più profondo di questa sfida risiede nell’aver ridefinito il concetto stesso di “scrittura”. Scrivere a “mille mani” ha insegnato agli studenti l’importanza della co-creazione e della responsabilità condivisa di una storia. Inoltre, la tecnologia non ha sostituito la parola scritta, ma l’ha potenziata: l’uso dell’IA generativa per i testi e le scenografie ha richiesto una costante revisione critica per identificare bias, mentre la programmazione del robot ha dimostrato ai ragazzi che il codice è a tutti gli effetti un linguaggio filosofico. Gli studenti hanno capito che la scrittura non è un atto solitario, ma un ponte transmediale capace di dare forma visibile e digitale al pensiero scientifico.
2. Il nodo concettuale

Il baricentro narrativo dell’opera esplora il delicato passaggio dal dubbio scientifico ottocentesco sulla struttura intima della materia fino alla complessità computazionale dell’era digitale (reti neurali e IA). Nello specifico, la trama drammaturgica mette in scena la celebre disputa epistemologica svoltasi a cavallo tra il XIX e il XX secolo tra il fisico Ernst Mach e Ludwig Boltzmann. Il primo, fermo su posizioni di empirismo radicale, rifiutava l’esistenza degli atomi in quanto entità non direttamente osservabili; il secondo, al contrario, difendeva strenuamente l’ipotesi microscopica e probabilistica della materia.
La narrazione, arricchita da un espediente fantastico ispirato al “Canto di Natale” di Charles Dickens, vede la celebre matematica dell’antichità Ipazia accompagnare Ernst Mach in un viaggio a ritroso nel tempo fino ad Abdera, la patria di Democrito, per poi proiettarlo nel futuro dei sistemi complessi di Giorgio Parisi e delle conferme einsteiniane del 1905.
Attraverso questo impianto, gli studenti hanno dovuto tradurre in algoritmi e azioni sceniche conoscenze scientifiche moderne. La programmazione del codice è emersa così nel suo valore più autentico: un vero e proprio linguaggio filosofico atto a dare forma fisica al pensiero scientifico.
3. Il percorso didattico
Il percorso didattico, della durata complessiva di 20 ore, ha visto una stretta collaborazione interdisciplinare e l’attivazione del peer tutoring. Gli studenti dell’indirizzo Biomedico del Liceo Classico hanno operato come tutor tecnici per le fasi di coding, mentre gli studenti dell’indirizzo Europeo hanno coordinato l’analisi storico-filosofica e la recitazione.
L’approccio non è stato trasmissivo, ma di co-costruzione attraverso una combinazione di metodologie didattiche: peer-to-peer Learning e Team-Based Learning (TBL), digital storytelling e apprendimento cooperativo. Il workflow si è articolato in cinque macro-fasi:

Nella fase 5.Performance finale – due gruppi di studenti si sono alternati per interpretare i seguenti personaggi storici: Ernst Mach il nostro scettico “Scrooge” della fisica, un uomo ancorato solo a ciò che può vedere e toccare, la saggia Ipazia la sua guida spirituale nel tempo, pronta a fargli compiere un viaggio tra passato, presente e futuro per fargli scoprire i segreti dell’invisibile. Insieme a lei, Mach ha incontrato giganti come Democrito, Boltzmann, Helmholtz, Einstein e Parisi, esplorando, con il robot umanoide NAO, come miliardi di elementi microscopici interagiscono tra loro generando comportamenti collettivi complessi e imprevedibili, esattamente come i nodi di una rete neurale.
4. Sviluppo di competenze
Il progetto ha declinato gli obiettivi dei framework europei DigComp 3.0 e DigCompEdu in due macro-aree:
- AI Literacy e competenze digitali: gli studenti hanno sviluppato il pensiero computazionale programmando il robot NAO con Choregraphe e hanno esercitato il pensiero critico analizzando i bias dei testi e dei video generati con l’IA, riflettendo sul rischio dei modelli e sulla centralità dell’approccio human-in-the-loop (il controllo umano sull’algoritmo).
- Soft skills e orientamento: l’approccio laboratoriale ha rafforzato il problem solving, l’alleanza di lavoro nel team e la capacità di esprimere ed elaborare emozioni complesse attraverso canali artistico-letterari. Il lavoro creativo è stato una sfida di scrittura collaborativa a più livelli: prima i ragazzi hanno dovuto documentarsi e strutturare il testo letterario, poi hanno dovuto compiere uno sforzo di trasposizione multimediale.
5. Conclusioni
Riteniamo che questo percorso abbia offerto un valore educativo straordinario nel contesto della cittadinanza digitale. Scrivere insieme una storia ha allenato l’empatia, il lavoro di squadra e la gestione del compromesso creativo, ma l’impatto più grande è stato scardinare la falsa diceria che separa le discipline umanistiche da quelle scientifiche. Attraverso la Sfida 7, gli studenti hanno compreso che la scrittura letteraria e la programmazione informatica sono due facce della stessa medaglia: entrambe sono linguaggi creativi usati dall’essere umano per dare un senso e una forma al mondo, rendendo i ragazzi non fruitori passivi, ma autori consapevoli del proprio futuro digitale.
Al fine di garantire la piena sostenibilità e la trasferibilità dell’esperienza, l’intero progetto è stato interamente documentato attraverso:
– estratto video della performance teatrale: https://youtu.be/WMmckGB_HPM
– Google Sites: https://sites.google.com/liceoclassicope.edu.it/esperienze-di-fisica-simulator/il-viaggio-di-mach?authuser=1

