La classe 2AM dell’ITET Varese – Daverio Casula Nervi ha trasformato un percorso di educazione civica in un podcast fiction capace di parlare ai coetanei di rispetto, relazioni tossiche e consapevolezza.

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Introduzione editoriale

Non è solo un podcast.
Non è solo un articolo.

È una prova concreta che la scuola, quando lavora in profondità, può trasformare un tema difficile come la violenza di genere in un percorso di consapevolezza reale, capace di parlare ai ragazzi con il loro linguaggio.

La classe 2AM dell’ITET Varese ha scelto una strada tutt’altro che scontata: non limitarsi a “spiegare” il problema, ma attraversarlo. Leggere, discutere, interrogarsi, confrontarsi con dati, storie, emozioni. E poi tradurre tutto questo in una narrazione condivisa.

È così che nasce Non per amore: un podcast che non giudica, non semplifica, ma accompagna chi ascolta a riconoscere i segnali di una relazione tossica, restituendo dignità e complessità a un tema spesso banalizzato.

Colpisce, in questo lavoro, la maturità del percorso:

  • l’uso consapevole delle fonti e dei dati;
  • il confronto con esperti;
  • la scelta della forma narrativa come strumento di empatia;
  • l’utilizzo dichiarato dell’intelligenza artificiale, non come scorciatoia, ma come supporto alla costruzione del pensiero.

Qui l’AI non sostituisce, ma affianca. Non semplifica, ma aiuta a chiarire.
E questo è un passaggio culturale fondamentale.

Questo progetto dimostra che il digitale, quando è abitato consapevolmente, non è uno strumento, ma un ambiente educativo e civile in cui si costruisce significato.

È esattamente in questo spazio che si gioca la sfida di #HackCultura: trasformare conoscenza, esperienza e responsabilità in azione condivisa.

A queste ragazze e a questi ragazzi va un riconoscimento sincero.
Non solo per il risultato, ma per il percorso.

Perché hanno fatto qualcosa di raro:
hanno imparato a dare un nome alle cose.
E, così facendo, hanno iniziato a cambiarle.


Come si parla di violenza di genere a ragazze e ragazzi di quindici anni senza ridurre tutto a una lezione astratta, fatta di definizioni e formule?

La classe 2AM dell’ITET Varese “F. Daverio – N. Casula – P.L. Nervi” ha scelto di provarci in un altro modo: partendo dalle domande, dalle emozioni, dalle letture e dal confronto, per arrivare a un podcast fiction capace di parlare ai coetanei con un linguaggio vicino alla loro esperienza.

È nato così Non per amore, un progetto di educazione civica che ha intrecciato riflessione, scrittura, ascolto e competenze digitali, con un obiettivo preciso: aiutare gli studenti a riconoscere i segnali di una relazione tossica e a interrogarsi sul significato autentico del rispetto.

Il percorso, sviluppato tra settembre 2025 e marzo 2026, non è stato pensato come una semplice successione di lezioni, ma come un lavoro graduale di consapevolezza.

In classe sono stati letti articoli di giornale, materiali di approfondimento e pagine tratte da Cara Giulia di Gino Cecchettin, Sentimenti maleducati di Stefano Rossi e Maledetta sfortuna di Carlotta Vagnoli. Durante la prima fase dell’anno scolastico gli studenti hanno inoltre letto il romanzo Noi siamo fuoco di Marco Magnone, che ha offerto un importante spunto di riflessione sul tema del consenso, aiutando la classe a interrogarsi sul confine tra desiderio, rispetto e libertà dell’altro.

Gli studenti hanno anche letto e commentato i dati ISTAT 2025 sulla violenza di genere e sugli stereotipi tra adolescenti, utilizzandoli come base per una riflessione concreta sul rapporto tra dati, realtà sociale e vissuto giovanile.

Le letture e i materiali proposti hanno offerto l’occasione per interrogarsi sugli stereotipi, sul linguaggio con cui spesso si racconta la violenza, sulla confusione tra amore e possesso e su quei comportamenti che, soprattutto in adolescenza, rischiano di essere considerati normali quando normali non sono.

Ogni fase del lavoro è stata accompagnata da discussioni, momenti di confronto e riflessioni scritte, perché il tema non restasse astratto, ma potesse essere compreso, discusso e rielaborato personalmente.

A novembre la classe ha anche partecipato a “Libere” – Unisona Live, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: un’esperienza che ha ampliato ulteriormente lo sguardo degli studenti, collocando il lavoro svolto in aula dentro una cornice culturale e civile più ampia.

Un ruolo centrale è stato svolto anche dagli incontri con le psicologhe del Centro Gulliver di Varese. Durante gli incontri (per un totale di tre ore), la classe ha approfondito il tema della violenza nelle relazioni, soffermandosi in particolare su quella psicologica: la forma più difficile da riconoscere, perché non lascia segni visibili ma si manifesta nel controllo, nella svalutazione, nell’isolamento e nella gelosia scambiata per amore.

Le psicologhe hanno aiutato gli studenti a riflettere sul motivo per cui chi subisce violenza spesso fatica a rendersene conto o ad allontanarsi, mettendo in luce il peso del legame emotivo, del senso di colpa e della speranza che l’altro cambi. Hanno inoltre guidato la classe sul terreno della prevenzione, ragionando sui segnali di una relazione sana, sui campanelli d’allarme da non ignorare e sui modi corretti per aiutare un’amica o un amico in difficoltà.

La scelta del podcast è nata proprio da qui. La classe ha individuato in questo formato uno strumento particolarmente efficace per parlare ai coetanei, perché il podcast crea vicinanza, lavora sulla voce, sui silenzi e sulle sfumature emotive, e può essere ascoltato ovunque.

Permette di entrare in una storia e di viverla quasi dall’interno. Per questo non è stata scelta una forma espositiva tradizionale, ma una narrazione fiction: una storia costruita per mostrare come una relazione possa cambiare lentamente volto e trasformarsi in qualcosa che ferisce.

Il podcast Non per amore mette al centro personaggi adolescenti, situazioni credibili e dinamiche riconoscibili. Racconta la storia di Clara e Lucio, narrata attraverso la voce empatica di Marta, e mostra come la gelosia, il controllo, le richieste insistenti, la svalutazione e la paura possano insinuarsi in una relazione fino a renderla tossica.

Anche la realizzazione del podcast è stata pienamente laboratoriale. Gli studenti si sono organizzati in gruppi, dividendosi tra scrittura, interpretazione dei personaggi, ricerca di musiche ed effetti sonori, ideazione della copertina, preparazione dell’articolo e presentazione del progetto.

Prima della stesura, tutta la classe ha contribuito alla definizione dei personaggi; il testo è stato poi discusso, corretto e riscritto più volte, per trovare una lingua adatta all’ascolto e coerente con il vissuto adolescenziale.

Le voci sono state registrate dagli studenti, mentre il montaggio finale è stato curato da una docente. Anche in questa fase il lavoro non è stato soltanto tecnico: ogni battuta, ogni suono, ogni effetto è stato pensato come parte di un messaggio autentico ed efficace.

Nel percorso è stato utilizzato anche il supporto dell’intelligenza artificiale, in modo dichiarato e consapevole. Copilot è stato impiegato per la costruzione dello storytelling e per la rielaborazione dei testi, così da adattarli alla scrittura del podcast fiction. L’AI è stata utilizzata anche come strumento di lettura critica dello script, per valutarne la tenuta e suggerire correzioni. L’intelligenza artificiale di Canva è stata invece usata per la grafica destinata alla pubblicazione su Spotify.

In questo progetto, dunque, l’AI non ha sostituito il lavoro degli studenti, ma lo ha accompagnato come supporto alla revisione, alla costruzione narrativa e alla comunicazione finale.

Non per amore è il risultato di un percorso interdisciplinare che ha unito educazione civica, lettura, scrittura, oralità e competenze digitali. Ma, soprattutto, mostra che la scuola può affrontare temi complessi trovando linguaggi capaci di coinvolgere davvero.

In questo caso il podcast non è stato soltanto un prodotto finale: è diventato uno strumento per capire, riconoscere, nominare.

Attraverso la scrittura, l’ascolto e il confronto, gli studenti hanno trasformato informazioni, emozioni e riflessioni in una voce condivisa, capace di parlare ad altri ragazzi e ad altre ragazze con immediatezza e verità.

Ascoltatelo e lasciate un commento, se volete.

(Articolo scritto dalla 2AM e rielaborato con l’AI sotto la guida di un docente)