[0:00] Carmine Marinucci Il webinar è incentrato sull’essenza delle sfide di HackCultura2026, le quali stanno diventando il vero laboratorio per l’Intelligenza Artificiale (AI) applicata alla Cultura. Viene sottolineata l’importanza di DiCultHer come l’unica infrastruttura culturale in Italia che si occupa di queste tematiche e sono citati due principi fondamentali che nella Home Page di DiCultHer riassumono l’approccio dell’associazione: il primo principio chiede ai giovani del XXI secolo di creare i contenuti per le infrastrutture del XXI secolo, in contrasto con la richiesta fatta ai giovani del XX secolo di costruire le infrastrutture fisiche. Il secondo principio, dedicato al professor Dino Buzzetti, invita ad “andare oltre” il semplice click, poiché per comprendere è necessario essere consapevoli del lavoro, della conoscenza e delle attività che si celano dietro quel click. La consapevolezza delle grandi opportunità è essenziale per non subirle, ma per governarle.

[3:10] Carmine Marinucci Ringraziamenti vengono rivolti a tutti i partecipanti e, in particolare, a Marilena Ferraro, relatrice che rappresenta il mondo Google e che aiuta a portare consapevolezza. L’incontro non è un corso sulle tecniche o tecnologie AI, ma un percorso di utilizzo e di consapevolezza culturale degli strumenti. L’intelligenza artificiale è definita un ambiente da abitare con responsabilità, un ecosistema di oggetti da imparare a utilizzare, la cui dimensione culturale è la “bussola etica” per mantenere la direzione. Si evidenzia che le scuole hanno la facoltà di utilizzare la famiglia Gemini e altri strumenti. L’Hackathon è descritto come un luogo dove ragazze e ragazzi mettono in gioco la loro creatività per creare oggetti digitali.

[6:52] Giovanni Piscolla Ringrazia per l’ampia partecipazione e annuncia di aver preparato un breve sondaggio (da lanciare più tardi) per conoscere meglio i partecipanti, chiedendo il loro ruolo (docente o altro) e la provincia di provenienza, con l’obiettivo di mantenere i contatti. Sottolinea il piacere di avere moltissimi nuovi iscritti che non hanno mai partecipato ai webinar precedenti.

[8:08] Marilena Ferraro Esprime gratitudine a Giovanni e Carmine ed è felice per la partecipazione di tanti colleghi, molti dei quali provengono dalle community Google come GEG Italia e ELP Admin. Afferma che le community Google supportano le scuole che partecipano a percorsi come l’Hackathon. L’obiettivo dell’incontro è discutere come l’AI possa supportare lo sviluppo culturale e come utilizzarla in sicurezza nell’ambito scolastico per favorire la creatività, in linea con la richiesta di creazione di un prodotto dell’Hackathon. Si presenta come docente di lettere in una scuola secondaria di primo grado ad Aprilia (Latina), oltre a essere Google Certified Trainer, Coach, Innovator, GEG leader di GEG Italia e facilitator di ELP Admin. È anche giornalista e direttrice di un quotidiano online, dedicandosi alla divulgazione a 360°.

[13:17] Giovanni Piscolla Comunica di aver aggiunto al sondaggio la domanda sul nome della scuola, come richiesto da Marilena.

[14:07] Marilena Ferraro Fornisce una panoramica di Gemini e Notebook LM, gli strumenti Google AI a supporto delle sfide Hackathon di DiCultHer. Descrive la Google Workspace come una piattaforma educativa gratuita per tutte le scuole, che include applicativi come Documenti, Drive e Classroom. Accenna all’esistenza di licenze in upgrade (Teaching and Learning, Education Plus, Gemini Pro), ma specifica che il focus del webinar sarà sulla versione fondamental base, utilizzabile immediatamente dagli account base della Workspace. Sottolinea che l’uso dei sistemi AI a scuola deve avvenire con piattaforme sicure e certificate, in linea con le linee guida ministeriali che prevedono un’implementazione graduale. Precisa che Gemini e Notebook all’interno della Workspace sono protetti, e ciò che si crea non addestra il Large Language Model (LLM), mantenendo i dati nell’ambiente protetto della scuola. L’obiettivo è usare l’AI al servizio del patrimonio e delle sfide dell’HackCultura, sviluppando la cittadinanza digitale attraverso l’uso consapevole della tecnologia e dell’AI. L’obiettivo è creare studenti che siano cocreatori di cultura, contribuendo alla crescita e implementazione del patrimonio.

[27:35] Marilena Ferraro Sottolinea l’importanza di sviluppare l’attenzione e il pensiero critico degli alunni sull’output dell’AI. Ricorda che le risposte dell’AI sono basate sulla probabilità statistica e non sono certe al 100%. Spiegare queste basi ai ragazzi è cruciale per renderli consapevoli dello strumento che utilizzano.

[28:44] Carmine Marinucci Ritorna sull’importanza di come vengono poste le domande all’AI, non solo sulla valutazione dell’output. L’AI, vista come un “compagno” per la verifica e il confronto, stimola l’analisi critica e aiuta a ragionare e a esercitare il cervello.

[30:06] Marilena Ferraro Ribadisce che saper interagire con l’AI e porre le domande giuste (il “probleming,” precedentemente chiamato “problem solving”) è fondamentale per l’utilizzo ottimale. Cita il filosofo Luciano Floridi, definendo l’AI come “intelligenza zero” o “intelligenza operativa,” in quanto scompone le unità lessicali e le “pesa” nei contesti più probabili, senza comprendere i contesti stessi. L’esito dipende dalla gestione della mente umana e della creatività.

[34:08] Marilena Ferraro Rispondendo alla domanda (posta da Patrizia) sull’uso dell’AI per l’educazione civica e le limitazioni sui dispositivi, consiglia ai docenti di usare inizialmente Gemini come codocente per preparare materiali, verifiche o idee per le lezioni, aumentando efficacia ed efficienza. Ad esempio, si può creare una “gemma alter ego” addestrata sul proprio stile di insegnamento. L’AI è uno strumento “magico” per il docente per diversificare il materiale di studio e supportare l’Universal Design for Learning (UDL). Riguardo al problema dei device, sconsiglia l’uso dei cellulari per la didattica, poiché non sono strumenti produttivi di apprendimento, preferendo notebook o tablet (come i Chromebooks). Suggerisce di esplorare la dotazione digitale della scuola e l’uso del Bring Your Own Device (BYOD), introdotto già nel 2015 con il PNSD.

[40:34] Carmine Marinucci Sottolinea che il senso dell’incontro è aiutare i docenti a crearsi i propri strumenti AI (come i 40 AI Hub di DiCultHer) per essere protagonisti. Auspica che ogni docente sviluppi il proprio “strumento didattico” a supporto. Menziona l’uso di questi AI Hub come “codocenti” anche all’università, citando la professoressa Calanca.

[44:44] Marilena Ferraro Illustra i pilastri dell’AI literacy. Il primo è Creating with AI (Gemini), che funge da potenziatore della creatività, non da suo annientatore. L’uso dannoso è il copia-incolla senza pensiero critico, come un tempo era l’uso errato di Wikipedia. Gemini è il coautore/copilota che supporta gli alunni, specie nelle sfide dell’Hackathon. Descrive l’uso della “musa ispiratrice” (una Gem) per la scrittura creativa (come la poesia), superando la “paura del foglio bianco” e accelerando l’apprendimento. Gemini può anche creare storybook visivi e assistere nella prototipazione del prodotto finale. Il secondo pilastro è Managing e Engaging (Notebook LM), definito il “guardiano della conoscenza,” poiché lavora solo sulle fonti inserite dall’utente, riducendo gli errori. Notebook LM è eccellente come supporto allo studio, permettendo la creazione di presentazioni, mappe ed elementi multimediali. Il flusso di lavoro integrato prevede la ricerca e l’analisi concettuale con Notebook, l’uso di Gemini come assistente creativo (es. nello storytelling), e infine, la cruciale revisione critica umana dell’elaborato finale.

[53:01] Carmine Marinucci Interviene sull’agenda delle sfide, menzionando la sua preferita, la Sfida 8, che considera il cuore delle attività e che ha già il patrocinio del Parlamento europeo e sarà presentata nella sua sede a Roma.

[55:40] Carmine Marinucci Descrive l’origine della Sfida 7 (“Mille mani per una storia”), nata durante la pandemia come progetto di scrittura cooperativa per continuare la scuola a distanza. La sfida richiedeva la collaborazione di almeno tre scuole o classi diverse per scrivere un romanzo (capitoli iniziali, centrali, finali) dopo aver condiviso una storia. Ricorda il successo della prima edizione, con un romanzo scritto da 80 ragazzi e la partecipazione di licei italiani all’estero (Parigi, Lille, Barcellona). Sottolinea come i ragazzi abbiano trovato l’esperienza coinvolgente e abbiano litigato solo sulla copertina, ma non sulla continuità narrativa.

[1:03:59] Marilena Ferraro Spiega come creare una gemma personalizzata (“Mille mani per una storia”) per la Sfida 7. La Gem deve agire come assistente di scrittura creativa che guidi gli alunni sui temi, la struttura e le tecniche narrative, ma non deve scrivere i testi per loro. Le istruzioni del prompt sono fondamentali, specificando cosa la Gem deve fare e cosa non deve fare. Le Gem utilizzano un ragionamento socratico, ponendo domande per stimolare gli alunni a tirare fuori le risposte da soli, anziché fornirle direttamente. Vengono illustrate le funzionalità di Gemini, tra cui Deep Research, Nano Banana (creatore/modificatore di immagini utile per le copertine) e Canvas (per creare attività interattive come un escape book all’interno del romanzo digitale). Viene mostrata la creazione passo passo della Gem “Mille mani per una storia,” includendo l’inserimento delle tematiche di DiCultHer.

[1:41:48] Marilena Ferraro Dopo la creazione del testo con l’aiuto della Gem, si suggerisce l’uso della Gem predefinita Storybook. Storybook permette di incollare un estratto della storia realizzata e di illustrarlo, creando un libro sfogliabile illustrato da presentare all’Hackathon. Per il romanzo completo, l’assemblaggio può avvenire in app come Book Creator.

[1:44:48] Carmine Marinucci Descrive la Sfida 13 (“Reincantiamo il mondo con il digitale”), che inizialmente si concentrava sulla bellezza locale, mentre negli ultimi due anni è collegata al Progetto Gaia, in collaborazione con l’Università di Torino (Professoressa Emanuela Guarcello). Lo scopo è fare in modo che i ragazzi sviluppino una relazione estetica con l’ambiente e un giudizio critico sugli strumenti AI che utilizzano per creare oggetti o storie di bellezza.

[1:47:48] Marilena Ferraro Suggerisce che per la Sfida 13 ci si focalizzi sulla parola come veicolo di bellezza per “reincantare il mondo”. Si propone di utilizzare una “musa ispiratrice sostenibile” (una Gem) per riflettere sulle problematiche sociali/ambientali e per analizzare e utilizzare la parola in modo corretto. Il prodotto finale può essere un componimento o un poster, e si può usare Nano Banana per creare un moodboard visivo concettuale legato alle parole chiave individuate.

[1:53:39] Carmine Marinucci Introduce la Sfida 15 (“La lettura educa all’amore”) come un contributo del professor Motta sui temi di genere e della violenza sulle donne. La sfida ripercorre momenti salienti della letteratura che mostrano come il fenomeno della violenza contro le donne si trascini da troppi secoli. L’obiettivo è rileggere la letteratura in chiave di rispetto e amore universale.

[1:56:00] Marilena Ferraro L’output della Sfida 15 è un prodotto digitale che unisce riflessione e creatività, testimoniando l’interpretazione personale e collettiva di testi letterari per educare al rispetto e all’ascolto. Si suggerisce di addestrare l’AI su un filone di autori per aiutare i ragazzi a modernizzare i testi classici e riflettere sulle radici culturali della violenza. Viene illustrato l’uso del Gemini Chatbot generico (non una Gem personalizzata) per preparare la lezione: inserendo il link alla sfida e specificando il target di età (es. 12 anni), si ottengono proposte strutturate come un dibattito provocatorio (“Se Romeo e Giulietta avessero avuto WhatsApp…”) o un podcast letterario simulato (“Posta del Cuore Letteraria”).

[2:04:13] Carmine Marinucci Ringrazia Marilena per aver chiarito l’ecosistema Gemini. Ribadisce che il progetto DiCultHer è focalizzato sui contenuti e sul tema trasversale dei diritti (accesso alla cultura, cittadinanza), citando la “Carta dei diritti umani nell’era digitale dell’intelligenza artificiale” lanciata l’anno precedente. Conferma l’impegno per un prossimo webinar dedicato a Notebook LM.

[2:08:32] Giovanni Piscolla Propone di fissare l’appuntamento per il webinar su Notebook LM il 30 gennaio, dopo alcune verifiche di calendario.

[2:09:56] Silvia Mazzeo Presenta il percorso DiCultHer Academy (MOC – Massive Open Online Course) come un “laboratorio di intelligenza culturale,” parallelo e complementare agli argomenti trattati. Il MOC, strutturato in cinque moduli, mira a costruire un viaggio di consapevolezza per docenti e studenti, affinché diventino “co-autori del futuro”.

• Modulo 1: Principi della literacy europea sull’AI, da costruire insieme (un Decalogo).

• Modulo 2: Mappa di strumenti/AI Hubs (spazi culturali specializzati in patrimonio, etica, ecc.) ed ebook esperienziali (libri digitali aperti e collettivi).

• Modulo 3: Heritage Understanding System (HUS), un modello culturale, educativo e tecnologico per rigenerare il patrimonio culturale (suddiviso in quattro livelli: Dati, Semantico/Grammatica, Cognitivo, Umano/Titolarità).

• Modulo 4: Rete di scuole patrimoniali, per superare l’isolamento e creare intelligenze culturali in collaborazione con musei, archivi e università.

• Modulo 5: Laboratorio creativo (HackCultura), dove si chiede di scegliere una sfida DiCultHer, progettare il percorso, co-creare un elaborato digitale e spiegare il supporto, i limiti e l’aspetto etico dell’AI utilizzata (metacognizione). Il MOOC è totalmente gratuito e richiede circa 25 ore di impegno in autonomia, con test di verifica e un attestato di competenza acquisita. Il MOOC sarà supportato anche da un tutor realizzato con Notebook LM.

[2:31:54] Silvia Mazzeo Aggiunge che la rete di scuole costruita con DiCultHer sta riscuotendo interesse e richieste di adesione, sintomo di un bisogno da parte delle scuole di muoversi in una dimensione che non sia solo tecnologica, ma anche culturale, etica e significativa. Sottolinea la necessità di fare rete per gestire la complessità del mondo digitale ed evitare lo smarrimento.

[2:37:01] Giovanni Piscolla Analizzando i risultati del sondaggio, che mostra un’alta partecipazione di docenti di scuola secondaria (35 su 42 risposte), propone, alla luce delle questioni sollevate sulla sicurezza, di creare un Gruppo Google dedicato. Questo gruppo servirebbe a mantenere un contatto continuo, affrontare le tematiche specifiche sull’uso dell’AI a scuola e scambiare stimoli.

[2:39:20] Carmine Marinucci Accetta la proposta di creare il Gruppo Google. Annuncia il prossimo webinar (19 dicembre) con la professoressa Daniela Calanca, che si concentrerà sull’eBook sulla moda e sul suo “alterego moda”. Ribadisce che il primo modulo gratuito del MOOC partirà a gennaio.

[2:42:26] Daniela Calanca Ringrazia i relatori e spende parole positive sull’AI Hub “moda e patrimonio culturale” di DiCultHer, confermando la sua utilità con gli studenti internazionali. Riporta i complimenti ricevuti dal CESIA (servizi informatici dell’Università di Bologna), i quali hanno validato la struttura dell’Hub per l’aggancio degli account Unibo, dimostrando che è “fatto molto molto bene”.

[2:45:44] Carmine Marinucci Conclude menzionando l’ultimo AI Hub creato, quello sulla creatività. Questo Hub è nato con l’obiettivo di spingere i ragazzi a essere creativi attraverso la cultura e il patrimonio mediati dalla tecnologia. Sottolinea che i 40 AI Hub di DiCultHer sono tutti collegati fra loro, permettendo, ad esempio, di confrontare le risposte tra l’hub sulla creatività e quello sull’orientamento.

Il Webinar #146, intitolato “AI per la Cultura: Gemini e NotebookLM per #HackCultura2026”, si è concentrato sull’essenza delle sfide di #HackCultura2026, viste come il vero laboratorio per l’Intelligenza Artificiale (AI) applicata alla Cultura. DiCultHer, riconosciuta come l’unica infrastruttura culturale in Italia che tratta queste tematiche, promuove la consapevolezza che per comprendere appieno non è sufficiente un semplice “click,” ma è necessario riconoscere il lavoro, la conoscenza e le attività sottostanti. L’obiettivo dell’incontro non era un corso tecnico, ma un percorso di consapevolezza culturale sull’uso responsabile dell’AI, considerata un ambiente da abitare e un ecosistema di oggetti da utilizzare nella cultura, che funge da “bussola etica”.

Strumenti AI e Sicurezza

Il webinar, che ha visto un’ampia partecipazione, ha illustrato l’uso degli strumenti AI di Google, Gemini e Notebook LM, come supporto alle sfide dell’Hackathon. Marilena Ferraro, redattrice e rappresentante del mondo Google, ha enfatizzato che gli strumenti discussi sono accessibili nella versione fondamental base della Google Workspace (piattaforma educativa gratuita per le scuole). È stato posto l’accento sulla sicurezza nell’uso dei sistemi AI, in linea con le linee guida ministeriali, specificando che Gemini e Notebook all’interno della Workspace sono protetti e non addestrano il Large Language Model (LLM), mantenendo i dati nell’ambiente scolastico protetto.

Pilastri e Uso Didattico

L’AI literacy si articola in tre pilastri: Creating with AI (Gemini), Managing e Engaging (Notebook LM), e la valutazione critica dell’output. L’AI è considerata un potenziatore della creatività, fungendo da “copilota creativo”. Tuttavia, è cruciale sviluppare il pensiero critico negli alunni, poiché le risposte dell’AI sono basate sulla probabilità statistica e non sono certe al 100%. Viene incoraggiato l’uso di Gemini da parte dei docenti come “codocente” per preparare materiali o idee, diventando più efficienti ed efficaci (ad esempio, creando una “gemma alter ego” personalizzata).

Applicazione alle Sfide HackCultura

Sono state presentate dimostrazioni pratiche di Gemini (Chatbot e Gemme personalizzate) in relazione a diverse sfide:

Sfida 7 (“Mille mani per una storia”): L’obiettivo è creare un romanzo collettivo. Viene mostrato come creare una Gem (assistente di scrittura creativa) addestrata per guidare gli alunni sui temi e la struttura narrativa, utilizzando un “ragionamento socratico” (ponendo domande) per stimolare l’azione senza scrivere il testo per loro. Il prodotto finale può essere illustrato con la Gem predefinita Storybook.

Sfida 13 (“Reincantiamo il mondo con il digitale”): Legata al Progetto Gaia, mira a sviluppare una relazione estetica con l’ambiente e un giudizio critico sugli strumenti usati per creare bellezza. Viene suggerito l’uso di una Gem (“musa ispiratrice sostenibile”) focalizzata sulla parola per analizzare problematiche sociali/ambientali.

Sfida 15 (“La lettura educa all’amore”): Si concentra sui temi di genere e sulla violenza sulle donne attraverso l’analisi della letteratura. I docenti possono usare il Gemini Chatbot generico per generare idee didattiche strutturate per la lezione, come la simulazione di un podcast letterario (“Posta del Cuore Letteraria”).

Sfida 8: Carmine Marinucci l’ha definita il “cuore” delle attività, sottolineando che gode del patrocinio del Parlamento europeo.

DiCultHer Academy e Conclusioni

Silvia Mazzeo ha presentato la DiCultHer Academy (MOC), un “laboratorio di intelligenza culturale” gratuito, strutturato in cinque moduli, finalizzato a costruire un percorso di consapevolezza per docenti e studenti affinché diventino “co-autori del futuro”. Il percorso include l’esplorazione di AI Hubs, il modello Heritage Understanding System (HUS) e l’importanza di costruire una rete di scuole patrimoniali. Il MOOC, della durata stimata di 25 ore in autonomia, culmina in un laboratorio creativo (HackCultura) dove gli studenti devono riflettere in modo metacognitivo sull’uso etico e tecnico dell’AI.

In chiusura, è stato ribadito che il progetto DiCultHer pone al centro i contenuti e il tema trasversale dei diritti, richiamando la “Carta dei diritti umani nell’era digitale dell’intelligenza artificiale”. È stato confermato un prossimo webinar dedicato a Notebook LM (fissato per il 30 gennaio).