00:00 – Carmine Marinucci apre il webinar dando il benvenuto per la ripresa delle attività e introducendo la DiCultHer Academy, definendola un ambiente di apprendimento che trasforma dieci anni di attività in un luogo formativo tradizionale. Sottolinea l’importanza della collaborazione con Marilena Ferraro e il gruppo Google JEG per rendere le sfide, come l’Hackathon, momenti interattivi in cui l’intelligenza artificiale diventa un ecosistema di condivisione.

01:42 – Carmine Marinucci Ringrazia Silvia Mazzeo e Giovanni Piscolla per il lavoro svolto nella creazione di un ambiente culturale da “abitare”, superando la semplice interazione tecnica o il download di test. Afferma che il progetto interpreta i frame europei sulla literacy e mira a costruire l’Europa attraverso la cultura e i comuni ambienti di lavoro.

04:53 – Giovanni Piscolla Introduce Marilena Ferraro ricordando il precedente incontro sull’uso di Gemini e annuncia un futuro webinar per il 30 gennaio dedicato a NotebookLM. Descrive NotebookLM come un tool gratuito fondamentale con cui sono stati realizzati i materiali della Classroom, pensati per aiutare i docenti a rispondere alle sfide di #HackCultura in modo innovativo.

07:15 – Marilena Ferraro Presenta la Classroom dedicata ai docenti come uno spazio di condivisione, collaborazione e supporto per lo sviluppo di idee. Specifica che, sebbene NotebookLM sia uno strumento spettacolare che ha generato i materiali, è sempre guidato dal pensiero critico umano. La Classroom fornisce il know-how necessario per guidare studenti e insegnanti nella realizzazione dei prodotti per l’Hackathon.

10:13 – Marilena Ferraro Mostra concretamente l’interfaccia della Classroom e spiega le modalità di iscrizione, raccomandando l’uso degli account Workspace scolastici per un ambiente protetto. Fornisce indicazioni tecniche su come superare eventuali restrizioni dei domini scolastici utilizzando account Gmail personali se necessario.

12:44 – Giovanni Piscolla Interviene brevemente per condividere in chat il link al modulo di iscrizione, precisando che l’accesso alla Classroom non è diretto ma avviene tramite un invito inviato successivamente via mail.

13:22 – Marilena Ferraro Descrive i contenuti della Classroom, tra cui lo stream di benvenuto, materiali divisi in sezioni, slide e i chatbot dedicati alle 15 sfide. Illustra l’uso di Orbit Note per la lettura inclusiva e l’annotazione dei PDF delle presentazioni generate con l’IA.

18:32 – Marilena Ferraro Risponde a una domanda sull’accesso degli studenti, chiarificando che la Classroom è riservata ai docenti, i quali possono poi scaricare i materiali e condividerli nei propri ambienti scolastici. Sottolinea che l’uso di strumenti Google come Gemini e NotebookLM a scuola permette di lavorare in un ecosistema integrato e protetto.

25:00 – Giovanni Piscolla Ricorda che la Classroom è uno strumento di supporto, ma è altrettanto fondamentale iscrivere formalmente il team scolastico ad #HackCultura, poiché le due procedure corrono in parallelo.

31:00 – Carmine Marinucci Sottolinea con orgoglio che gli strumenti presentati sono costruiti da docenti per i docenti, evidenziando che la scuola si migliora dall’interno e non tramite consulenti esterni.

32:07 – Silvia Mazzeo Inquadra il lavoro come una “mappa” e un viaggio di scoperta per riflettere sul rapporto tra IA e istruzione, rifiutando l’idea di un semplice manuale d’uso. Definisce l’IA non solo come strumento, ma come ambiente culturale che richiede consapevolezza ed etica.

34:38 – Silvia Mazzeo Espone la visione del progetto basata sulla centralità della persona, il diritto all’educazione e la responsabilità algoritmica. L’IA deve essere uno strumento che accompagna l’educazione e la cura del patrimonio, permettendo allo studente di essere cittadino, custode e autore.

39:08 – Silvia Mazzeo Descrive la scuola come una “comunità patrimoniale” e introduce l’Heritage Understanding System (HUS), un sistema di archivio dinamico dove dati, algoritmi e persone cooperano. L’obiettivo è insegnare alle persone a dialogare con la complessità attraverso l’IA, intesa come potenziatore della grammatica del patrimonio.

44:10 – Silvia Mazzeo Presenta gli AI-HUB (ambienti educativi creati con chatbot IA) progettati per temi come etica, diritti e sostenibilità. Introduce anche il concetto di AI-Book, una narrazione esperienziale e multimodale in cui gli studenti diventano co-autori e costruttori di conoscenza collettiva grazie al supporto dell’IA.

55:00 – Silvia Mazzeo Mostra la piattaforma del MOOC (Learning Hub) su Moodle, strutturata in cinque moduli e accessibile gratuitamente. Spiega che il percorso mira a formare “costruttori di un manifesto” e innovatori capaci di umanizzare le tecnologie mettendo la dignità umana al primo posto.

1:00:36 – Silvia Mazzeo Delinea i vantaggi del MOOC, tra cui il riconoscimento delle competenze tramite badge digitali coerenti con il framework europeo DigCompEdu e l’ingresso in una comunità di pratica permanente.

1:06:49 – Silvia Mazzeo Descrive il compito finale per ottenere l’attestato: partecipare al contest di #HackCultura producendo un oggetto digitale (video, podcast, ae-Book) e restituire sulla piattaforma una narrazione del percorso didattico svolto.

1:11:51 – Carmine Marinucci Ribadisce che DiCultHer non è un ente di formazione, ma un ambiente di apprendimento che si fonda sulla Convenzione di Faro e sul diritto all’istruzione e alla cittadinanza. Esorta a usare l’IA per esercitare la creatività e la bellezza, evitando di “portare il cervello all’ammasso”.

1:18:15 – Giovanni Piscolla Fornisce informazioni di servizio sul MOOC, annunciando che ci sono già 22 iscritti e che le credenziali per la piattaforma Moodle Cloud verranno inviate la settimana successiva via mail.

1:22:15 – Silvia Mazzeo Mostra il Manuale degli AI-HUB e spiega come ogni hub sia corredato da istruzioni, citazioni e “starter pack” di prompt per facilitarne l’uso da parte dei docenti.

1:41:57 – Carmine Marinucci Illustra come strumenti specifici come l’AI-HUB “Design della Cultura” possano aiutare concretamente i docenti a progettare percorsi di valorizzazione del territorio senza sostituirsi alla loro creatività.

2:04:40 – Carmine Marinucci Conclude il webinar annunciando l’incontro del 16 gennaio, che verterà su ciò che non è delegabile all’intelligenza artificiale per mantenere la piena titolarità del nostro essere cittadini pensanti.

Il webinar #148, svoltosi il 9 gennaio 2026, ha sancito ufficialmente l’avvio della DiCultHer Academy, definita come un ambiente di apprendimento che trasforma dieci anni di attività in un luogo formativo per “abitare” la cultura digitale. L’incontro si è focalizzato sulla presentazione di strumenti e percorsi pensati per supportare i docenti nelle sfide di #HackCultura.

I punti chiave emersi durante l’evento includono:

La Classroom per i docenti: Uno spazio di condivisione e supporto che fornisce materiali innovativi per guidare studenti e insegnanti nella realizzazione dei progetti per l’Hackathon. Questi materiali, che includono slide, infografiche e chatbot dedicati alle 15 sfide, sono stati realizzati tramite NotebookLM e il motore di Gemini.

Il MOOC (Learning Hub): Silvia Mazzeo ha presentato un laboratorio di intelligenza culturale gratuito ospitato su piattaforma Moodle, articolato in cinque moduli. Il percorso mira a formare “innovatori” capaci di umanizzare le tecnologie, ponendo la dignità umana e la persona al centro del processo educativo.

Heritage Understanding System (HUS): Un concetto fondamentale presentato come un sistema di archivio dinamico dove dati, algoritmi e persone cooperano per insegnare a dialogare con la complessità del patrimonio attraverso l’IA.

Strumenti operativi (AI-HUB e AI-Book): Sono stati introdotti gli AI-HUB, ecosistemi di chatbot progettati per assistere i docenti nella progettazione culturale (come l’AI-HUB “Design della Cultura”), e gli AI-Book, narrazioni esperienziali multimodali dove gli studenti diventano co-autori della conoscenza.

Visione Pedagogica: Il webinar ha sottolineato che l’IA non deve essere un mero strumento tecnico, ma un ambiente culturale che richiede responsabilità algoritmica, etica e consapevolezza. L’obiettivo è trasformare la scuola in una comunità patrimoniale attiva sul territorio.

L’evento è stato presentato come un “viaggio di scoperta” costruito dai docenti per i docenti, per migliorare la scuola dall’interno attraverso la creatività e la titolarità culturale