[00:00:00] Carmine Marinucci: Introduce l’incontro sottolineando che DiCultHer non è un semplice ente di formazione, ma una comunità d’interesse nazionale. L’obiettivo principale è accrescere la consapevolezza sull’uso degli strumenti digitali nei contesti educativi e culturali, attuando i principi della Convenzione di Faro per rendere i giovani protagonisti del proprio patrimonio. Ringrazia per l’altissima partecipazione al primo corso della DiCultHer Academy (oltre 230 iscritti) e definisce l’obiettivo di creare una “comunità educante” che dialoghi costantemente per migliorare i processi formativi.

[00:06:15] Silvia Mazzeo: Presenta il “Laboratorio di intelligenza culturale”, un percorso per docenti intesi come “costruttori e custodi del futuro”. Utilizza la metafora del surfista per spiegare che l’IA va navigata e governata senza farsi travolgere, ribadendo che essa non può sostituire il pensiero umano, la coscienza o l’autorità culturale. Introduce i principi non delegabili alla macchina: memoria (come processo vivo), cura (attenzione al fragile), pensiero critico, responsabilità etica e relazione educativa.

[00:15:20] Giovanni Piscolla: Gestisce l’interazione tecnica del webinar lanciando i sondaggi su Zoom. Invita sia i docenti che i non docenti a partecipare attivamente per esprimere opinioni sugli “atti educativi invalicabili” che non dovrebbero mai essere simulati da un algoritmo. Coordina i momenti di attesa dei risultati e la risoluzione di problemi tecnici degli utenti.

[00:18:29] Isabella Astorri e altri partecipanti: Intervengono brevemente per chiedere chiarimenti tecnici su dove inserire le risposte al sondaggio nella piattaforma Zoom.

[00:21:58] Silvia Mazzeo: Approfondisce la spiegazione dei principi non delegabili nelle sfere cognitiva, relazionale e civica. Analizza i risultati del primo sondaggio tramite una Word Cloud, rilevando che i termini “relazione” e “cura” sono i più sentiti dai partecipanti come ambiti esclusivamente umani. Mette in guardia dal rischio che i giovani cerchino nell’IA quell’attenzione emotiva che non trovano più nelle relazioni umane.

[00:33:49] Carmine Marinucci: Interviene per spiegare la struttura degli AI-Hub (Hub federati di intelligenza artificiale). Descrive i cinque cluster tematici (Etica e diritti, Futuro sostenibile, Territori e comunità, Salute e benessere, Educazione e patrimonio) che contengono circa quaranta piattaforme con documenti selezionati per supportare la formazione.

[00:35:39] Silvia Mazzeo: Illustra il concetto di “ebook esperienziale”, un prodotto digitale aperto che va oltre il semplice libro elettronico. Spiega il processo di “Ingest” (gestione umana dei dati), dove docenti e studenti raccolgono fonti (diari, foto, interviste) e le caricano in un hub di IA (come NotebookLM o ChatGPT) per poi agire come curatori editoriali tramite il prompting e la revisione critica.

[00:46:20] Francesco Follo: Interviene come “avvocato del diavolo” ponendo una sfida pedagogica: come si educa all’amore e alla capacità di sintesi, elementi che la macchina non può possedere?. Citando Agostino e Dante, ricorda che la conoscenza perfetta non esiste senza l’amore e che l’insegnante deve essere “maestro e amico” che agisce insieme all’alunno, non una semplice fonte di dati.

[00:48:59] Carmine Marinucci: Risponde a Mons. Follo ricordando esperienze passate (come lo studio delle utopie di Campanella negli anni ’90) per ribadire che lo strumento digitale deve servire a far emergere la creatività di ognuno all’interno di un progetto comune. Sottolinea l’importanza di governare il processo senza mandare “il cervello all’ammasso”.

[01:01:55] Docente da Alessandria d’Egitto: Condivide l’entusiasmo dei suoi studenti egiziani per il progetto, proponendo di creare un ebook basato sulle loro storie e sull’archivio della scuola (che include la pagella di Giuseppe Ungaretti).

[01:03:25] Silvia Mazzeo: Presenta l’Heritage Understanding System (HUS), definito il “cervello” dell’ecosistema digitale. Spiega che l’HUS trasforma i dati grezzi in conoscenza semantica e narrazioni ricche di significato attraverso quattro livelli: dati, organizzazione, connessioni di senso e interpretazione umana. La scuola diventa così un connettore tra territorio, dati digitali e comunità.

[01:14:33] Silvia Mazzeo: Introduce il concetto di “Cittadinanza Algoritmica”, ovvero la capacità di negoziare con la complessità degli algoritmi per passare da utenti passivi a cittadini consapevoli. Tratta anche i temi della sostenibilità digitale (persimonia nell’uso delle risorse), dell’inclusione e del gender mainstreaming, invitando a usare l’IA per far emergere figure femminili storicamente invisibili.

[01:22:15] Selene Corbelli: Racconta il suo lavoro di tesi sulle donne nelle STEM, citando il “test dello scienziato” (dove i bambini disegnano quasi sempre uomini) e il recupero delle storie delle suore dell’Osservatorio Vaticano che catalogarono milioni di stelle senza ricevere credito.

[01:31:59] Carmine Marinucci: Commenta l’intervento di Selene citando l’Effetto Matilda e l’importanza di educare sin dall’inizio alle differenze come valore. Discute con Silvia Mazzeo dell’importanza di far emergere anche il mondo del volontariato, definendolo la spina dorsale del Paese che produce un “PIL di tempo e impegno” spesso ignorato.

[01:38:17] Silvia Mazzeo: Definisce la “titolarità culturale” come il passaggio da spettatore a custode responsabile della memoria collettiva. Presenta i tre livelli di valutazione del MOOC, allineati agli standard DigComp 3.0:

1. Bussola Etica (base): test su etica e privacy e micro-riflessione.

2. Lezione Aumentata (intermedio): progettazione di un’attività didattica legata a una sfida di #Aecultura.

3. Produzione e Trasparenza (avanzato): creazione di un prodotto tangibile (ebook, podcast, etc.) accompagnato da un documento che espliciti il contributo umano e la gestione dei bias.

[02:08:49] Silvia Mazzeo e Giovanni Piscolla: Mostrano concretamente la piattaforma del MOOC, illustrando i moduli, i forum di confronto e il tutor personalizzato realizzato con NotebookLM. Silvia chiarisce che il percorso è flessibile e sempre disponibile per i docenti.

[02:30:29] Carmine Marinucci: Spiega che al termine del percorso verrà rilasciato un certificato blockchain tramite l’organizzazione internazionale edo.org. Ribadisce che DiCultHer non vuole sostituirsi alle scuole come ente di formazione, ma agire come “rompiscatole” che stimolano la riflessione comune.

[02:34:52] Patrizia Marletta: Chiede chiarimenti sulla differenza tra la partecipazione alle sfide dell’Hackathon (Acaton) e il percorso del MOOC, specialmente riguardo ai tempi e alla produzione dei materiali.

[02:35:49] Carmine Marinucci e Silvia Mazzeo: Rispondono a Patrizia Marletta specificando che l’Hackaton è un contest per ragazzi, mentre il MOOC è un percorso formativo più profondo per docenti. Le due cose possono coincidere se il progetto dell’Hackathon viene usato come prova finale per il badge di terzo livello del MOOC.

[02:44:10] Carmine Marinucci: Annuncia il primo Congresso Scientifico Nazionale DiCultHer (previsto per ottobre 2026) dal titolo “Coltivare, educare e umanizzare”. L’evento sarà l’occasione per una restituzione pubblica e scientifica dei lavori, includendo il Premio Buzzetti per i migliori prodotti. Presenta inoltre il nuovo volume della linea editoriale DiCultHer dedicato agli orientamenti per l’adozione dell’IA nella scuola.

[02:56:31] Antonio Di Lorenzo: Conclude con un augurio a Carmine Marinucci per il suo imminente compleanno, utilizzando la metafora dell’albero: le Acaton sono i rami territoriali e sociali, mentre il MOOC è ciò che permette di vedere, oltre l’albero, l’intera foresta della conoscenza.

Sintesi del Webinar

Il webinar #152, tenutosi il 6 febbraio 2026, dal titolo “Educare all’IA come scelta culturale: DiCultHer Academy e MOOC”, è dedicato alla presentazione del percorso formativo della DiCultHer Academy focalizzato sull’intelligenza artificiale intesa non come mero strumento tecnico, ma come sfida culturale e pedagogica.

I punti chiave trattati nel webinar includono:

Umanesimo Digitale e Non-Delega: Il cuore della discussione è la necessità di “rimanere umani” di fronte all’avanzata dell’IA, imparando a governarla (come su una tavola da surf) senza farsi travolgere. Vengono definiti i principi non delegabili alle macchine: la memoria (processo vivo e non solo archivio), la cura (attenzione al fragile e al patrimonio), il pensiero critico, la responsabilità etica e la relazione educativa.

Il Laboratorio di Intelligenza Culturale (MOOC): Viene illustrato il corso strutturato in cinque moduli che accompagna i docenti nella costruzione di una visione di futuro sostenibile. Il percorso prevede tre livelli di valutazione (badge narrativi) allineati agli standard europei DigComp 3.0:

    1. Bussola etica (livello base): consapevolezza dei rischi etici.

    2. Lezione aumentata (livello intermedio): integrazione didattica degli strumenti.

    3. Produzione e trasparenza (livello avanzato): co-creazione di prodotti culturali concreti con documentazione dei processi.

Strumenti Metodologici:

    ◦ Ebook esperienziali: Prodotti digitali aperti che utilizzano il processo di ingest (raccolta e gestione umana dei dati) per creare narrazioni aumentate del territorio e della memoria scolastica.

    ◦ Heritage Understanding System (HUS): Un “cervello” dell’ecosistema digitale che trasforma i dati grezzi in conoscenza semantica e narrazioni ricche di significato attraverso la collaborazione uomo-macchina.

Cittadinanza Algoritmica: L’obiettivo finale è il passaggio da utente passivo a cittadino consapevole, capace di negoziare con la complessità degli algoritmi e di assumere una titolarità culturale sul patrimonio comune.

L’incontro si è distinto per la sua forte interattività, coinvolgendo i partecipanti attraverso sondaggi in tempo reale su temi come l’invisibilità delle figure femminili negli archivi e gli atti educativi considerati invalicabili per un algoritmo. Infine, è stato annunciato il primo Congresso Scientifico Nazionale DiCultHer previsto per ottobre, incentrato sul “coltivare, educare e umanizzare” nell’era dell’IA.

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