[00:00:11] Carmine Marinucci L’intervento apre il webinar descrivendolo come l’avvio di un percorso intrigante volto ad aprire un dialogo e capitalizzare il lavoro svolto. Marinucci annuncia il successo della DiCultHer Academy, che conta circa 250 iscritti, e l’ottava edizione dell’Hackathon focalizzata sull’intelligenza artificiale in collaborazione con Google Education. Introduce il concetto di “intelligenza culturale” come evoluzione del termine intelligenza artificiale, sottolineando una trasformazione strutturale e culturale che pone l’accento sul pensiero critico e sulla responsabilità educativa. Viene inoltre annunciato il primo Congresso Nazionale DiCultHer (9 e 16 ottobre 2026) e l’istituzione del Premio “Dino Buzzetti”, dedicato al mentore dell’associazione per valorizzare i contributi che intrecciano tecnologia e patrimonio.

[00:10:03] Daniela Calanca Intervenendo dall’Università di Bologna, la professoressa Calanca definisce DiCultHer come una “famiglia” che ha il compito di trasformare l’orizzonte di senso in futuro. Illustra i tre pilastri del congresso: coltivare (intendere il digitale come terreno fertile per il dato culturale), educare (formare cittadini capaci di dialogare con le macchine tramite il pensiero critico) e umanizzare (porre un’etica del limite e della responsabilità). Sottolinea come il Premio Buzzetti non sia un semplice concorso, ma l’impegno di una comunità a proteggere la luce dell’analisi critica per non rendere le nuove generazioni semplici utenti, ma interpreti della complessità.

[00:20:30] Neri Fadigati Fadigati presenta l’Archivio Giorgini non come un mero archivio di moda, ma come un archivio storico dei rapporti economici internazionali dell’Italia. Ricorda Dino Buzzetti evidenziando l’importanza del pensiero critico come metodo di ricerca appreso all’università, che va oltre le semplici nozioni. Esprime preoccupazione per il fatto che l’IA sia controllata da grandi poteri privati lontani dalla vita dei cittadini, definendola uno strumento che può migliorare la vita ma che necessita di controllo umano e consapevolezza per evitare che la persona diventi una merce.

[00:36:46] Silvia Mazzeo La dottoressa Mazzeo coordina la parte tecnica e interattiva del webinar, presentando le slide relative al congresso e lanciando i sondaggi in tempo reale per raccogliere i feedback dei partecipanti. Guida la riflessione sul ruolo del docente come “architetto di senso”, capace di esercitare una regia umana sui sistemi algoritmici senza diventarne dipendente.

[00:42:51] Giovanni Piscolla Piscolla gestisce la visualizzazione dei risultati dei sondaggi, commentando insieme agli altri relatori le diverse “nuvole di parole” e i sentimenti emersi, che spaziano dallo stupore alla preoccupazione per l’intrusione tecnologica. Sottolinea che l’uso principale dei modelli di linguaggio (LLM) è la relazione e il confronto, aspetto di cui bisogna tenere conto a livello educativo.

[00:51:13] Francesco Follo Monsignor Follo interviene sul tema dell’educazione, affermando che per costruire un progetto educativo serve innanzitutto un’idea di educazione, proprio come per costruire una casa serve l’idea di casa. Critica l’approccio puramente tecnico, definendo l’IA “un cretino che lavora velocemente” e sottolineando che il pensiero critico deve fornire i criteri di giudizio (dal greco crino) per non essere meri “venditori di saponette”. Evidenzia l’importanza dei sentimenti come “occhiali” per mettere a fuoco la realtà, cosa di cui la macchina è priva.

[01:00:40] Massimo Russo Intervenendo durante il sondaggio, Russo descrive l’IA come uno strumento di organizzazione esponenziale che permette di gestire ricerche in tempi minimali. Propone provocatoriamente di parlare di “diligenza artificiale” (richiamando il mondo preindustriale), intesa come mezzo che permette di attivarsi e sviluppare ulteriormente l’intelligenza umana.

[01:04:39] Patrizia Marletta Esprime il suo stupore e apprezzamento per la dimensione di innovazione del percorso. In chat, propone l’immagine suggestiva del “Wood Wide Web”, l’alleanza sotterranea tra radici e funghi, come metafora della connessione autentica che deve sussistere tra gli esseri umani per non restare passivi davanti alla tecnologia.

[01:16:41] Isabella Astorri Confessa di essere inizialmente “atterrita” dall’intelligenza artificiale, ma riconosce la necessità di avvicinarvisi per imparare a “tenerla a bada” attraverso la capacità di giudizio e la maieutica. Sottolinea l’importanza del dialogo tra le diverse agenzie culturali (scuole, musei, archivi) per mantenere l’uomo al centro.

[02:13:32] Carmine Marinucci (Conclusioni) Nelle fasi finali, Marinucci ribadisce che il congresso non sarà un evento episodico ma un racconto volto a generare valore condiviso, che sarà documentato in un volume della rivista Culture Digitali. Annuncia il lancio di una newsletter su Substack per mantenere vivo il dialogo settimanale e la volontà di riattivare il podcast e il telegiornale dell’associazione per non delegare la comunicazione. Conclude invitando tutti a coprogettare il futuro dell’educazione in una comunità di confronto aperta e divergente

Sintesi del Webinar

Il webinar #153, intitolato “Coltivare, Educare, Umanizzare l’Intelligenza Artificiale” e svoltosi il 13 febbraio 2026, segna l’avvio di un percorso volto a ridefinire il rapporto tra tecnologia, scuola e cultura. L’incontro ha avuto come obiettivi principali il lancio del primo Congresso Nazionale di DiCultHer e la presentazione del Premio “Dino Buzzetti”.

I temi centrali del webinar sono riassunti in tre pilastri fondamentali:

  • Coltivare: Intendere il digitale non come mera estrazione di dati, ma come un terreno fertile dove la qualità del dato culturale può generare nuovo valore.
  • Educare: Superare l’alfabetizzazione tecnica per promuovere un’educazione al pensiero critico, formando cittadini capaci di dialogare con le macchine senza farsi sostituire.
  • Umanizzare: Porre un’etica del limite e della responsabilità, garantendo che l’algoritmo sia uno strumento di inclusione e di riappropriazione della memoria collettiva.

Durante la sessione, è emersa la volontà di sostituire il termine “intelligenza artificiale” con “intelligenza culturale”, per sottolineare una trasformazione che sia prima di tutto strutturale e umana.

Il Congresso Nazionale, previsto online per il 9 e 16 ottobre 2026, si configurerà come un laboratorio di esperienze reali, alimentato da una call for paper aperta a docenti, ricercatori e operatori culturali. Parallelamente, il Premio Dino Buzzetti celebrerà i migliori contributi capaci di intrecciare pensiero critico, tecnologia e responsabilità educativa, onorando la memoria del mentor dell’associazione