{"id":1017,"date":"2021-10-26T14:13:30","date_gmt":"2021-10-26T12:13:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=1017"},"modified":"2021-10-26T14:13:34","modified_gmt":"2021-10-26T12:13:34","slug":"dai-performing-media-alle-hacking-libraries","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/dai-performing-media-alle-hacking-libraries\/","title":{"rendered":"Dai performing media alle hacking libraries"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Viviana Vitari<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contributo vuole essere un\u2019introduzione alle motivazioni che hanno portato a sperimentare un nuovo progetto di piattaforma web per riunioni, colloqui one-to-one o policy courseware che punti all\u2019usabilit\u00e0, alla semplificazione, alla scalabilit\u00e0 e alla personalizzazione, aderendo all\u2019open source, all\u2019interoperabilit\u00e0 dei database e alle necessit\u00e0 di raccolta dei dati statistici in ambito bibliotecario. Il processo ha portato a pianificare una piattaforma che il gruppo di lavoro ha definito come \u201cecologica\u201d: una scelta che non \u00e8 semplicemente qualcosa che \u201caccade\u201d all\u2019individuo, ma fa rientrare la persona nel processo di trasformazione. Tiene conto delle variabili socio-culturali del lavoratore, ne riconosce pensieri ed emozioni, affronta la dimensione dell\u2019esperienza facendola diventare un parametro di riferimento per la personalizzazione e l\u2019adattamento alle nuove tensioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The issue aims to explain why we are experimenting a new web platform for meetings, one-to-one interviews and policy courseware which is usable, friendly, simple, scalable, customizable, open source, interoperable, suitable for collecting statistical data in the library field.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The working group is calling this platform \u201cecological\u201d. Ecological is also a choice that is not simply something that \u201chappens\u201d to individuals, but brings them inside the process of transformation. It also takes into account the socio-cultural variables of the practitioner. It admits their thoughts and emotions. It tackles the dimension of experience by making it a benchmark for personalization and adaptation. The article is an introduction to some of the reasons why the team group is working on this project.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Performing media<\/em>: dopo la lettura dell\u2019interessante commento sui&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/performing-media-agire-i-media-per-non-subirli\/\">performing media<\/a>&nbsp;di &nbsp;Carlo Infante, &nbsp;mi addentro in quella che \u00e8 la mia zona franca, le biblioteche. Dall\u2019accentuazione pi\u00f9 di carattere produttivo del cosiddetto&nbsp;<em>prosumer<\/em>, pur sempre da indicizzare nel nostro vocabolario,&nbsp;<em>media performer<\/em>&nbsp;\u00e8 un\u2019espressione in cui vedo sdaziare l\u2019artigianalit\u00e0 di un prodotto che rispetti competenze incrementali. Mi interessa qui cogliere il versante migliore che esce dalla vecchia bottega di arti e mestieri e dalle corporazioni per entrare nei neo collettivi del&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.bibliotecheoggi.it\/rivista\/article\/view\/1129\"><em>phygital<\/em>.<\/a>&nbsp;Il lavoro di ricerca e di pianificazione dei prodotti mediali pu\u00f2 passare di mano in mano, in una staffetta coordinata e in un sistema di leadership diffusa. L\u2019affaccio di questa bottega rimane sulla pubblica via: l\u2019esposizione \u00e8 propria dell\u2019ambiente digitale; tutto o quasi pu\u00f2 passare davanti agli occhi, anche indiscreti, di ognuno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Della bottega colgo la vivacit\u00e0 insita nell\u2019apprendere mentre si produce. Prendo l\u2019idea di un atelier fatto di legami non tanto vincolati alla \u201cfamiliarit\u00e0\u201d, ma a una \u201ccontrattualit\u00e0 sociale\u201d. Ci si muove dentro in un continuo&nbsp;<em>stop and go<\/em>&nbsp;dovuto all\u2019accomodamento di sempre nuove abilit\u00e0 dentro le pratiche del quotidiano. Pratiche che oggi faticano ad esprimersi nel ricorso che molti enti fanno di quello che intendo chiamare \u201crisparmio formativo\u201d.&nbsp; Nella volont\u00e0 di muoversi anche solo alternativamente dal mondo dei distillatati a quello di un bataclan creativo, \u201cosare\u201d diventa il motto pi\u00f9 adatto. Porta alla rigenerazione e rigenerarsi vale anche per le biblioteche. Un passaggio che \u00e8 utile che avvenga in modalit\u00e0 graduale e progressiva, quindi \u201ceco-\u201c. Un \u201cinformediario\u201d [neologismo che \u00e8 stato usato in alcuni convegni per indicare non propriamente il bibliotecario, ma in maniera pi\u00f9 ampia un esperto di informazioni non solo bibliografiche] non si sostituisce ad altre professionalit\u00e0 pi\u00f9 tecniche del digitale, ma neanche \u00e8 utile che si ponga nel permanente atteggiamento di subirne le condizioni: i \u201ctempi moderni\u201d della spersonalizzazione trattengono la cultura dentro l\u2019industria informativa di massa. Accanto ad essa, occorre recuperare e valorizzare la fatica della progettazione e della sperimentazione su misura, che pu\u00f2 diventare di volta in volta ricerca-azione, autodidassi, motore di pratiche sfidanti, creatrice di nuove specialit\u00e0 professionali che fanno delle&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.humanitiesblast.com\/manifesto\/Manifesto_V2.pdf\">digital humanities<\/a>&nbsp;un innesto \u201ccolturale\u201d per pi\u00f9 ambiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accostare l\u2019<em>open source&nbsp;<\/em>al&nbsp;<em>ready-m<\/em>ade digitale cui siamo abituati pu\u00f2 fare del digitale, che entra a pieno titolo anche nelle biblioteche, una nuova forma di artigianato di alto livello. E\u2019 a queste auspicabili \u201c<em>hacking libraries<\/em>\u201d cui mi riferisco, un\u2019espressione scelta per una relazione all\u2019edizione meneghina delle&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.convegnostelline.com\/vitari-uggeri\">Stelline 2021<\/a>. Fra istituzione e educazione aperta, la bottega di sperimentazione segnalata \u00e8 quella che nasce dall\u2019open source per entrare nel&nbsp;<em>live conferencing<\/em>. Si parla di \u201cpiattaforme ecologiche\u201d dove l\u2019investimento nell\u2019<em>agency<\/em>&nbsp;dei suoi membri \u00e8 sostanziale. Da queste premesse e altre ancora ne \u00e8 emerso un progetto-pilota in cui l\u2019idea di biblioteca come piattaforma, quindi anche di piattaforma digitale, apre orizzonti inesplorati di sviluppo, oltre che di accesso. Nella biblioteca delle relazioni, una piattaforma di&nbsp;<em>live conferencing<\/em>&nbsp;pu\u00f2 essere implementata fin dalle origini come spazio abilitante alle funzioni gestionali. Avvia a piccole e diffuse comunit\u00e0 di pratiche. Nella gradualit\u00e0 di approccio e nella scalabilit\u00e0 delle sue estensioni costruisce delle competenze ibride, raccoglie dati misurabili sui pubblici, predispone all\u2019alternanza fra scambi interumani analogici e digitali,&nbsp;<em><u>phygital<\/u>&nbsp;<\/em>per intenderci. &nbsp;Quella che il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.convegnostelline.com\/vitari-uggeri\">gruppo di lavoro<\/a>&nbsp;ha ridenominato per la prima volta, memore di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/biography\/Urie-Bronfenbrenner\">Bronfenbrenner<\/a>&nbsp;e delle ricerche di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.erickson.it\/it\/i-social-network-nell-educazione\">Ranieri\/Manca<\/a>, come&nbsp;<a href=\"https:\/\/sho.co\/1EVWS\">piattaforma ecologica<\/a>, mette il bibliotecario dentro il processo di trasformazione. In un\u2019ottica a medio-lungo termine e non pi\u00f9 viziata dall\u2019urgenza emergenziale, il modo in cui si pensa e si progetta parte dall\u2019analisi dei taciti bisogni. Ricordo quella scena indimenticabile della Smorfia, in un ante-litteram performing media dello straordinario saraceno che porta il nome di Massimo Troisi: in uno sketch un attore in qualit\u00e0 di esperto descriveva con saccenteria i bisogni di un partenopeo poveraccio e sprovveduto, che viveva davanti al Vesuvio. Non lo ascoltava. N\u00e9 in realt\u00e0 ne aveva comprese le aspettative sulla qualit\u00e0 della vita. Oggi pu\u00f2 accadere anche nella proposta degli ambienti digitali dentro il clamore dell\u2019arena mediatica. La riflessione spinge verso un\u2019idea di \u201c<a href=\"https:\/\/sho.co\/1EVWH\">hacking libraries<\/a>\u201d, che permettano, nella nostra ormai multi-appartenenza a pi\u00f9 collettivi, di non essere solo sommersi, ma anche immersi in piattaforme digitali di condivisione, come solo un buon anfibio pu\u00f2 fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Link ai collegamenti in ordine di citazione (ultimo controllo al 2.10.2021)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Performing media:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/performing-media-agire-i-media-per-non-subirli\/\">https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/performing-media-agire-i-media-per-non-subirli\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Phygital:&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.bibliotecheoggi.it\/rivista\/article\/view\/1129\">http:\/\/www.bibliotecheoggi.it\/rivista\/article\/view\/1129<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stelline 2021:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.convegnostelline.com\/vitari-uggeri\">https:\/\/www.convegnostelline.com\/vitari-uggeri<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gruppo di lavoro:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.convegnostelline.com\/vitari-uggeri\">https:\/\/www.convegnostelline.com\/vitari-uggeri<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Digital humanities:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.humanitiesblast.com\/manifesto\/Manifesto_V2.pdf\">https:\/\/www.humanitiesblast.com\/manifesto\/Manifesto_V2.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bronfenbrenner:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/biography\/Urie-Bronfenbrenner\">https:\/\/www.britannica.com\/biography\/Urie-Bronfenbrenner<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ranieri\/Manca:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.erickson.it\/it\/i-social-network-nell-educazione\">https:\/\/www.erickson.it\/it\/i-social-network-nell-educazione<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piattaforma ecologica (video) :&nbsp;&nbsp;<a href=\"https:\/\/sho.co\/1EVWS\">https:\/\/sho.co\/1EVWS<\/a>&nbsp;Hacking libraries:&nbsp;<a href=\"https:\/\/sho.co\/1EVWH\">https:\/\/sho.co\/1EVWH<\/a><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/#facebook\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Facebook<\/a><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/#twitter\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Twitter<\/a><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/#email\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Email<\/a><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/#linkedin\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">LinkedIn<\/a><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/#telegram\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Telegram<\/a><a href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/share#url=https%3A%2F%2Fwww.diculther.it%2Frivista%2F%3Fp%3D1010&amp;title=Dai%20performing%20media%20alle%20hacking%20libraries\">Condividi<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviana Vitari Abstract Il contributo vuole essere un\u2019introduzione alle motivazioni che hanno portato a sperimentare un nuovo progetto di piattaforma web per riunioni, colloqui one-to-one o policy courseware che punti all\u2019usabilit\u00e0, alla semplificazione, alla scalabilit\u00e0 e alla personalizzazione, aderendo all\u2019open source, all\u2019interoperabilit\u00e0 dei database e alle necessit\u00e0 di raccolta dei dati statistici in ambito bibliotecario. Il processo ha portato a pianificare una piattaforma che il gruppo di lavoro ha definito come \u201cecologica\u201d: una scelta che non \u00e8 semplicemente qualcosa che \u201caccade\u201d all\u2019individuo, ma fa rientrare la persona nel processo di trasformazione. 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