{"id":1344,"date":"2021-12-28T15:07:56","date_gmt":"2021-12-28T14:07:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=1344"},"modified":"2021-12-28T15:07:59","modified_gmt":"2021-12-28T14:07:59","slug":"rilanciare-le-arti-performative-a-partire-dal-digitale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/rilanciare-le-arti-performative-a-partire-dal-digitale\/","title":{"rendered":"Rilanciare le arti performative a partire dal digitale"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"le-esperienze-dei-progetti-cad-comunita-artistiche-digitali-e-approdi-affrontare-le-prossime-distanze\"><strong>Le esperienze dei progetti CAD (Comunit\u00e0 Artistiche Digitali) e APPRODI (Affrontare le Prossime Distanze)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"di-silvia-cacciatore-silvia-cacciatore-unive-it\">di Silvia Cacciatore (silvia.cacciatore@unive.it)<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi che ha colpito il settore dello spettacolo ha messo in luce tutta la fragilit\u00e0 di un sistema, quale quello del terzo settore, che solo marginalmente ha trovato\u2013sia nella nuova normativa legata all\u2019impresa sociale, che negli interventi statali attuati \u0336 risposte a livello di welfare, di tutela, di reale sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presente articolo intende presentare i primi risultati di una ricerca, nata a partire dai progetti CAD \u0336 Comunit\u00e0 Artistiche Digitali, e APPRODI \u0336 Affrontare le Prossime Distanze, della Fondazione Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia (Centro Aiku- Arte Impresa Cultura) e finanziati dalla Regione del Veneto tramite il bando \u201cLaboratorio Veneto \u0336 Strumenti per il settore Cultura\u201d, sviluppata parallelamente ad una serie di azioni di rilancio per il settore della danza e del teatro indipendente, mettendo in luce come l\u2019apporto delle tecnologie digitali sia stato cruciale per mettere in condivisione pratiche, poetiche e azioni sceniche e aiutare nel concreto le organizzazioni coinvolte a trovare nuovi spazi, modalit\u00e0 di dialogo e costruzione narrativa, in linea con i propri valori e la portata innovativa del proprio linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Parole chiave<\/em>: piano di rilancio, strategia, arti performative, modello di business, digitale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The crisis that hit the entertainment sector has highlighted all the fragility of a system, such as that of the third sector, which has only marginally found \u0336 both in the new legislation linked to social enterprise and in the state, interventions implemented \u0336 responses to the level of welfare, protection, real support.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">This article intends to present the first results of research, born from the <em>CAD <\/em>projects \u0336 <em>Comunit\u00e0 Artistiche Digitali<\/em>, and <em>APPRODI \u0336<\/em> <em>Affrontare le Prossime Distanze<\/em>, of the Ca&#8217; Foscari University of Venice (Centro Aiku- Arte Impresa Cultura) and financed by the Veneto Region through the &#8220;Laboratorio Veneto \u0336 Strumenti per il settore Cultura&#8221; call, developed in parallel with a series of relaunch actions for the dance and independent theater sector, highlighting how the contribution of digital technologies has been crucial for sharing practices, poetics and scenic actions and concretely helping the organizations involved to find new spaces, methods of dialogue and narrative construction, in line with their values \u200b\u200band the innovative scope of their language.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Keywords<\/em>: theater recovery plan, strategy, performing arts, business model, digital.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pandemia ha messo in crisi il sistema economico mondiale e, con esso, ha scardinato certezze, allontanato persone, amplificato differenze, preteso una distanza. Distanza che \u00e8 divenuta, dai primi mesi del lockdown sino al periodo corrente, necessit\u00e0 di regole e protocolli che hanno sancito, per l\u2019intero sistema culturale e dello spettacolo, la definitiva chiusura dei luoghi aperti al pubblico per oltre un anno. Questo ha comportato una estrema difficolt\u00e0, non soltanto legata agli spazi e agli enti pubblici deputati alle arti \u0336 e al personale che in essi lavora \u0336 ma anche e soprattutto agli artisti in prima persona, che quei luoghi li animano, li rendono vivi con il loro lavoro. La crisi che ha colpito il settore dello spettacolo \u00e8 stata, ed \u00e8 tuttora, una evenienza che ha messo in luce tutta la fragilit\u00e0 di un sistema, quale quello del terzo settore, che solo marginalmente ha trovato\u2013sia nella nuova normativa legata all\u2019impresa sociale, che negli interventi statali attuati, risposte a livello di welfare, di tutele, di reale sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia ricerca, sotto la direzione scientifica del Prof. Fabrizio Panozzo, a partire dai progetti <em>CAD \u0336 Comunit\u00e0 Artistiche Digitali<\/em>, e <em>APPRODI \u0336 Affrontare le Prossime Distanze<\/em>, della Fondazione Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia (Centro Aiku- Arte Impresa Cultura) e finanziati dalla Regione del Veneto tramite il bando \u201cLaboratorio Veneto \u0336 Strumenti per il settore Cultura\u201d, ha inteso prendere in esame la struttura organizzativa e il posizionamento delle singole compagnie e organizzazioni dei settori del teatro e della danza al fine di porli in relazione con un\u2019idea di rilancio in chiave strategica che fosse in linea con la poetica artistica, i valori e la portata innovativa di ognuna di esse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I progetti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto <em>APPRODI (Affrontare le Prossime Distanze)<\/em> ha identificato come principali beneficiarie degli interventi le realt\u00e0 di produzione teatrale venete che si sono sviluppate e consolidate professionalmente alla ricerca di un equilibrio tra qualit\u00e0 della proposta culturale e differenziazione di servizi e attivit\u00e0 anche in ottica di sostenibilit\u00e0 economica. Il progetto \u00e8 stato concepito per supportare queste strategie di innovazione del lavoro teatrale sfruttando la situazione presente di emergenza e crisi come vettore per ripensare in chiave creativa lo stesso tema del \u201cdistanziamento\u201d. Il predisporsi alle \u201cprossime distanze\u201d \u00e8 divenuto cos\u00ec una sorta di ossimoro generatore di riflessione sulla dialettica tra prossimit\u00e0 e distanziamento. La distanza \u00e8 drammaticamente entrata nell\u2019agenda di chi fa teatro negli ultimi mesi ma in chiave emergenziale e per via burocratica, come vincolo imposto dall\u2019esterno. Ci sono per\u00f2 altre, meno evidenti, \u201cdistanze\u201d che si sono manifestate; pi\u00f9 interne e complesse da affrontare. Le \u201cprossime distanze\u201d corrispondono quindi ai fabbisogni che APPRODI ha affrontato mobilitando le risorse messe a disposizione del bando. Un primo fabbisogno \u00e8 stato riscontrato nella distanza tra le compagnie e gli operatori teatrali su scala regionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La produzione teatrale indipendente in Veneto \u00e8 caratterizzata dalla presenza di molti soggetti, molto, forse troppo indipendenti. La mancanza di un riconoscimento reciproco come portatori di \u201cun certo modo di fare teatro\u201d, di un coordinamento e di una voce collettiva di rappresentanza \u00e8 una questione ormai ineludibile che il progetto ha in qualche modo contribuito a districare ed affrontare. Il secondo fabbisogno \u00e8 stata la distanza rispetto al pubblico e alla societ\u00e0 in generale. La percezione \u00e8 che il pubblico ci sia ma sia altrove, distanziato rispetto al teatro indipendente e (in)trattenuto non solo dalla televisione o dallo streaming ma anche da altre forme di espressione teatrale. Il terzo fabbisogno da colmare ha corrisposto alla distanza che separa il teatro da una fetta rilevantissima delle generazioni pi\u00f9 giovani e che determina il progressivo invecchiamento del pubblico. APPRODI ha inteso quindi intervenire nella ritessitura dei rapporti tra teatro, pubblico e societ\u00e0. Il quarto fabbisogno \u00e8 stata la distanza rispetto al mercato, soprattutto quello internazionale. Nella produzione teatrale indipendente le logiche commerciali vengono spesso vissute come un male necessario, soluzione innaturale ma obbligata dalla quasi totale assenza di finanziamento pubblico. Senza negare la valenza di bene collettivo e sociale della produzione teatrale APPRODI si \u00e8 proposto di affrontare in maniera organica le questioni della produzione per il mercato, della differenziazione dell\u2019offerta, della segmentazione del pubblico e dei modelli di business della produzione teatrale. Particolare attenzione \u00e8 stata dedicata alle possibilit\u00e0 di concepire la produzione teatrale veneta in ottica di internazionalizzazione ed apertura a mercati e pubblici di culture e lingue diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto si \u00e8 proposto anche importanti obiettivi formativi, innestando su una buona formazione teorica e di metodo la capacit\u00e0 di cogliere il potenziale di innovazione che si \u00e8 presentato ai professionisti dello spettacolo teatrale nell\u2019era post-pandemica. Da ci\u00f2 \u00e8 derivata la necessit\u00e0 di sviluppare competenze trasversali, peraltro sempre nuove e in continua evoluzione, soprattutto se si guarda all\u2019ambito delle tecnologie digitali. Principale obiettivo formativo \u00e8 stato quindi aumentare la digitalizzazione nel settore teatrale veneto quale vettore di nuove possibilit\u00e0 per la creazione, espressione, comunicazione e diffusione di arte e cultura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce del cambiamento radicale imposto dal distanziamento, \u00e8 urgente che le compagnie teatrali si adattino al nuovo panorama digitale. Il passaggio al digitale ha scatenato cambiamenti nel modo in cui creiamo, condividiamo e valorizziamo tutti i contenuti, comprese le opere teatrali. Si \u00e8 puntato inoltre ad aumentare l&#8217;impegno civico portando il teatro a nuovi pubblici e settori\u2013attraverso strumenti come il teatro partecipativo e le nuove tecnologie\u2013in grado di abbattere le barriere, incoraggiando il dialogo e aiutando la ricca tradizione culturale veneta a prosperare. Un altro obiettivo formativo \u00e8 stato quello di sviluppare una strategia digitale per gli spazi teatrali indipendenti per aiutarli a integrare le nuove tecnologie a lungo termine in produzioni artistiche, divulgazione e modelli di coproduzione internazionale. Centrale, soprattutto in connessione con l\u2019acquisizione di nuove dotazioni, \u00e8 stato poi l\u2019accompagnamento alla creazione di opere innovative in grado di combinare le nuove tecnologie con l&#8217;immediatezza del teatro. La realt\u00e0 aumentata, la realt\u00e0 virtuale, gli strumenti interattivi e la nuova tecnologia audio sono stati presentati come modi in gran parte inesplorati per creare esperienze teatrali pi\u00f9 coinvolgenti e avvincenti e appassionare il pubblico con l&#8217;imprevisto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto \u201c<em>CAD-Comunit\u00e0 Artistiche Digitali\u201d<\/em> si \u00e8 sviluppato a partire dalle esperienze maturate all\u2019interno del network di arti performative attivato da <em>Opera Estate Festival<\/em> (OEF). In quattro decenni OEF ha infatti dato vita ad un sistema di produzione culturale territorialmente distribuito che costituisce un unicum in Veneto. Una parziale ma significativa porzione di questo sistema \u00e8 stata raccolta nel partenariato del progetto CAD che identifica come destinatarie alcune tra le realt\u00e0 che hanno segnato l\u2019innovazione nel campo delle arti performative in Veneto negli ultimi decenni. Si tratta di compagnie e professionisti della danza e del teatro accomunati dallo spirito dell\u2019innovazione ma alla ricerca di un equilibrio costante tra sperimentazione (anche tecnologica) e radicamento del lavoro artistico nelle comunit\u00e0 locali. \u00c8 questo il fabbisogno che si \u00e8 cercato di cogliere con il progetto, sostenendo la dimensione comunitaria del lavoro artistico ed esplorando il ruolo che le tecnologie digitali possono avere nell\u2019amplificare le possibilit\u00e0 di connessione e partecipazione di varie fasce della cittadinanza nel farsi della produzione artistica. Si tratta d\u2019altra parte di una direzione che le realt\u00e0 partner hanno gi\u00e0 autonomamente intrapreso nei mesi di lockdown e che hanno trovato, grazie a \u201cLaboratorio veneto\u201d, l\u2019occasione per proseguire lo sviluppo di nuove forme di produzione e concretizzarle anche mediante l\u2019acquisto di nuove dotazioni. Il progetto CAD \u00e8 andato quindi a sostenere il lavoro di un network coeso di realt\u00e0 della nuova scena performativa veneta accomunate dalla scelta di coinvolgere gruppi e comunit\u00e0 locali come partecipanti nello sviluppo di una produzione teatrale. Si \u00e8 colta quindi l\u2019intenzione di generare relazioni comunitarie in cui i partecipanti potessero indagare e interrogare idee, possibilit\u00e0 o esperienze anche con l&#8217;integrazione delle tecnologie digitali. Tale integrazione \u00e8 stata diversificata, coinvolgendo l&#8217;uso di diversi tipi di dispositivi digitali e applicazioni che consentono forme di coinvolgimento multimediale, connettivit\u00e0, realt\u00e0 aumentata e virtuale. Nonostante i vari sviluppi negli scorsi anni, il supporto all&#8217;integrazione delle tecnologie digitali nel lavoro artistico di comunit\u00e0 \u00e8 tuttora sorprendentemente scarso e si \u00e8 quindi configurato quale principale fabbisogno che ha motivato il progetto CAD.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laddove esiste, l\u2019interesse per la costruzione artistica di comunit\u00e0 digitali riflette in gran parte ci\u00f2 che potrebbe essere descritto come un discorso di progettazione, attraverso il quale il contributo delle tecnologie \u00e8 definito in termini di utilizzo pianificato. Tuttavia, un discorso sulle potenzialit\u00e0 non tiene conto del dispiegarsi concreto dell&#8217;attivit\u00e0 che \u00e8 al centro della pratica performativa partecipativa. Il progetto CAD ha visto quindi le tecnologie non solo come risorse da utilizzare, ma come partecipanti al processo di produzione artistica. In questa prospettiva si sono potute espandere e approfondire la comprensione della relazione tra tecnologie digitali e arti performative e il potenziale generativo per gli operatori culturali e i decisori politici che sono alla ricerca di nuovi modi per integrare o valutare le arti nelle politiche pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro della progettualit\u00e0 formativa di CAD si sono poste dunque le conoscenze e competenze gi\u00e0 accumulate con le sperimentazioni recenti e si \u00e8 puntato a consolidarle cercando di raggiungere almeno tre obiettivi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) Espandere l\u2019accesso alle arti performativa e promuovere lo sviluppo del pubblico attraverso mezzi digitali. Ci\u00f2 include strumenti atti ad aiutare i partner a superare i confini \u0336 nazionali, sociali o culturali \u0336 attraverso i canali dei social media, ma anche streaming live, <em>storytelling<\/em> interattivo e sottotitoli digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) Condure nuovi pubblici ad un apprezzamento delle arti performative come un evento dal vivo combinando la sua identit\u00e0 rituale, l&#8217;immediatezza e il carattere spontaneo con la tecnologia digitale sia sul palco che a distanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) Sostenere l\u2019inclusione sociale e culturale e approfondimento dell&#8217;impegno comunitario attraverso la ricca tradizione di OEF per garantire che tutti siano inclusi indipendentemente da condizione di salute, et\u00e0, orientamento sessuale, contesto geografico o sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello sviluppo progettuale si \u00e8 richiamata l&#8217;attenzione sulle interconnessioni tra materiale e sociale mostrando come entrambi lavorino l&#8217;uno sull&#8217;altro in modo complesso. Questa ontologia relazionale ha introdotto anche una visione particolare delle tecnologie digitali come mezzo per amplificare gli effetti del lavoro di comunit\u00e0. Piuttosto che avvicinarsi all&#8217;integrazione tecnologica dalla prospettiva<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di ci\u00f2 che dovrebbe accadere, l\u2019offerta formativa di CAD si \u00e8 orientata a vedere le tecnologie come partecipanti, mettendo in primo piano ci\u00f2 che fanno quando entrano in relazione con altri soggetti. Ci\u00f2 ha spostato l&#8217;enfasi dall&#8217;uso progettato a ci\u00f2 che accade mentre la produzione artistica si realizza ponendo l&#8217;attenzione sulle interazioni tra umani e non umani (le cose, gli artefatti digitali) per chiarire come le tecnologie non siano semplicemente prodotti del mondo sociale, ma attori dello stesso. Nell\u2019incontrarsi, tecnologie, artisti e pubblico agiscono e vengono messe in atto l&#8217;una dall&#8217;altra. Le tecnologie digitali sono quindi inseparabili dalle pratiche: non solo modellano la pratica, ma sono esse stesse mutabili, messe in atto man mano che entrano in relazione con altre cose. Nel progetto CAD quindi, non sono stati solo i partecipanti umani ad essere rilevanti per ci\u00f2 che accade, ma i materiali con cui sono entrati in relazione. Inoltre, non sono stati solo i manufatti progettati a svolgere un ruolo, ma anche altre cose, compresa l&#8217;area in cui si \u00e8 svolto il progetto (teatro, sala, spazio esterno), le cose gi\u00e0 presenti (ad es. scrivanie, sedie, display), modi abituali di fare e di essere (ad es. routine sociali, procedure di cura). Le tecnologie digitali, da questo punto di vista, hanno preso il loro posto insieme ad una serie di altre cose situate all\u2019interno del campo relazionale attivato dall\u2019azione performativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Metodologia di ricerca<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo di ricerca, parallelo a quello della stesura dei Piani di Adeguamento e Rilancio previsti dai menzionati progetti, \u00e8 stato quello di evidenziare i processi trasversali e le linee evolutive comuni del modello di business delle principali compagnie della danza e del teatro indipendente veneto e comprendere la dimensione strategica del rilancio effettivamente messo in campo dalle stesse. Le organizzazioni esaminate, tra quelle coinvolte nei progetti sono state nel complesso dodici (Elevator Bunker, La Piccionaia, Nolimita-c-tions, SlowMachine, Zebra Cultural Zoo per il progetto CAD; Carichi Sospesi, Cinema Teatro Busan, Farmacia Zoo:\u00e8, Tam Teatromusica, Teatro del Pane, Top Teatri Off Padova e Zelda Teatro per il progetto APPRODI) e l\u2019analisi \u00e8 stata svolta in un arco di tempo di circa 10 mesi complessivi. La metodologia di ricerca ha previsto un\u2019indagine qualitativa (interviste in profondit\u00e0) e un\u2019indagine quantitativa (analisi dati). La prima ha inteso esaminare la storia, l\u2019attivit\u00e0, gli aspetti identitari e la poetica artistica di ogni organizzazione, la forma giuridica, la vision e la mission, il rapporto con ricerca e innovazione. Inoltre, la <em>Swot Analysis<\/em> si \u00e8 rivelata uno strumento utile all\u2019identificazione sia di punti di forza e debolezza interni, che di minacce e opportunit\u00e0 provenienti dall\u2019ambiente esterno, relativi ad ogni area aziendale: dalla sostenibilit\u00e0 economica al settore produzione e distribuzione, dall\u2019innovazione e ricerca alle risorse umane, sino ad arrivare a relazioni pubbliche, marketing e comunicazione, responsabilit\u00e0 sociale. L\u2019analisi del modello di business (grazie al <em>Business Model Canvas<\/em>) ha aiutato a mettere in luce le aree di creazione del valore coinvolte dal cambiamento organizzativo in atto sotteso al rilancio. La seconda \u00e8 stata dedicata alla <em>data analysis<\/em> inerente agli spettacoli prodotti negli ultimi tre anni e relativi incassi, le entrate da altre attivit\u00e0 (corsi di formazione, workshop, bandi pubblici, sponsoring e fundraising, finanziamenti esterni), il fatturato complessivo, i costi fissi e variabili, gli spettatori, al fine di analizzare, dal punto di vista economico-finanziario, la sostenibilit\u00e0 complessiva di ogni organizzazione e l\u2019impatto negativo riconducibile al periodo delle chiusure causato dal Covid-19. Tali analisi hanno consentito di indicare delle azioni di rilancio su misura per ogni compagnia, frutto di un percorso di accompagnamento e revisione degli stessi processi aziendali creatori di valore economico e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi dei dati relativi alle produzioni e al fatturato, in particolare, insieme all\u2019analisi dei fabbisogni ha portato alla luce considerazioni a volte in contrasto con il modello di business emerso. In alcuni casi le compagnie hanno investito molte energie nella produzione di spettacoli andati in scena poche volte e i principali interlocutori nel tempo sono divenute le amministrazioni pubbliche e non pi\u00f9 centri di produzione ed enti teatrali. In altri casi, invece, ci si \u00e8 accorti che la sostenibilit\u00e0 dei costi di struttura stava soffocando la spinta creativa: come far girare i propri spettacoli se poi si \u00e8 costantemente impegnati in corsi di formazione e attivit\u00e0 sul territorio? Lo spazio teatrale inteso quale sede fisica \u00e8 davvero ancora necessario?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato doveroso quindi chiedersi: ma cosa \u00e8 realmente successo in questi mesi? Che cosa sta cambiando nelle organizzazioni culturali? Il clima di profonda incertezza dovuto alla pandemia ha prodotto solo effetti negativi o sta generando un impatto resiliente, una trasformazione in chiave innovativa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Principali risultati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A livello di ricerca scientifica, i principali esiti derivano dall\u2019osservazione dell\u2019evoluzione del modello di business delle compagnie teatrali e di danza teso allo sviluppo di nuove strategie competitive e di mercato. La principale riflessione ruota intorno alla dicotomia tra l\u2019essere impresa di produzione e distribuzione posizionata sul mercato e il configurarsi quale organizzazione culturale attiva nel campo delle arti performative in una logica prevalentemente di relazione. Alcune organizzazioni hanno perso il loro modello originario a causa soprattutto della necessit\u00e0 legata all\u2019autosostentamento; altre, invece, si sono evolute verso una forma pi\u00f9 strutturata ritrovando la propria vocazione artistica legata alla creazione e vendita di spettacoli. Le organizzazioni culturali attive in ambito performativo stanno ampliando notevolmente il proprio sistema di relazioni, accogliendo, in gran parte dei casi, partners in co-produzione; alcune hanno avviato una riflessione sulla propria forma giuridica (valutando il passaggio da associazione culturale a cooperativa, ad esempio) e optato per una sostanziale riduzione dei costi (soprattutto costi fissi di struttura). I canali di diffusione del valore, prevalentemente sito web e social media, sono stati in molti casi interamente rivisitati; alcune compagnie stanno implementando l\u2019attivit\u00e0 di progettazione, la partecipazione a bandi di finanziamento e il ricorso a sponsoring e fundraising. Le imprese di produzione e distribuzione, invece, hanno scelto una strategia diversa, coinvolgendo in alcuni casi le aziende profit in percorsi formativi di teatro d\u2019impresa, oltre che, in sporadici casi, di welfare aziendale. Molto importante \u00e8 stato il ricorso all\u2019esplorazione di nuove opportunit\u00e0 in partnership con altre compagnie e centri di produzione; in alcuni casi ci si \u00e8 rivolti verso nuovi mercati \u0336 soprattutto esteri \u0336 e implementato la partecipazione a progetti europei, mentre la digitalizzazione \u00e8 stata rivolta sia ai processi (gestione in cloud di buste paga e fatture, riunioni online) che alla stessa produzione artistica (dai corsi di formazione alla creazione di trailers degli spettacoli). In molti hanno iniziato a studiare modalit\u00e0 di riprese video live delle proprie rappresentazioni artistiche atte a valorizzare il linguaggio teatrale e della danza e non \u201cappiattire\u201d la carica emotiva legata alla performance dal vivo. La sperimentazione \u0336 che \u00e8 il caso forse di chiamare innovazione \u0336 maggiore, che ha coinvolto tutte le compagnie e che pu\u00f2 essere considerata una caratteristica comune, si \u00e8 avuta nell\u2019ampliamento degli spazi teatrali, che ha riaperto, in qualche modo, quel canale di ricerca iniziato negli anni \u201970 \u0336 sulla scia di Allan Kaprow prima, e di Tadeusz Kantor poi, con i loro famosi <em>happenings<\/em> \u0336 e che sembrava quasi dimenticato. Molte compagnie stanno studiando percorsi nei luoghi museali, negli spazi cittadini, in borghi e sentieri di montagna, coinvolgendo gli spettatori in performance all\u2019aperto in cui il mezzo digitale \u00e8 concepito quale tramite tra emozione e spazio attraversato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto comune a tutte le compagnie \u00e8 stato quello relativo all\u2019ampliamento degli spazi teatrali. gli attori sono scesi in strada coinvolgendo gli spettatori in performance all\u2019aperto in cui il mezzo digitale ha fatto da tramite tra emozione e spazio attraversato. tornando alla principale domanda di ricerca: la pandemia, oltre ad aver messo in crisi il settore dello spettacolo, soprattutto a causa della chiusura dei teatri, ha avuto anche un impatto positivo? la mia risposta \u00e8 s\u00ec, ha costretto le compagnie a riflettere su s\u00e9 stesse e ritrovare la propria vocazione artistica. perch\u00e9\u2019 avere la possibilit\u00e0 di scendere in strada e vedere a pochi passi una performance invadere lo spazio reale delle nostre citt\u00e0 significa restituire all\u2019arte la sua funzione primaria, quella di essere di tutti e per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma qual \u00e8 stato il ruolo del sistema pubblico della cultura in Veneto durante la pandemia? Da quello che emerge, nonostante i finanziamenti, manca una progettualit\u00e0 a lungo termine, da parte delle amministrazioni pubbliche, che accompagni gli artisti e valuti la qualit\u00e0 e l\u2019innovazione delle proposte sperimentali e di ricerca, diverse da quelle che girano nei circuiti distributivi. Sarebbe importante favorire un ricambio generazionale nella direzione artistica dei teatri regionali, garantire un maggiore accesso al finanziamento tramite bandi pubblici che promuovano proposte innovative, fare in modo che i teatri stabili non siano solo scatole vuote nelle nostre citt\u00e0 ma abbiano una maggiore responsabilit\u00e0 nella diffusione di valori culturali sul territorio. \u00c8 necessario riattivare il sistema di interscambio tra artisti, centri di residenza e circuiti di produzione, fare in modo che questi ultimi svolgano attivit\u00e0 di scouting all\u2019interno di un mercato che rischia altrimenti di soffocare per eccesso di offerta; realizzare investimenti sul medio termine che siano reali percorsi di dialogo e accompagnamento dei giovani talenti e favorire una reale valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le esperienze dei progetti CAD (Comunit\u00e0 Artistiche Digitali) e APPRODI (Affrontare le Prossime Distanze) di Silvia Cacciatore (silvia.cacciatore@unive.it) Abstract La crisi che ha colpito il settore dello spettacolo ha messo in luce tutta la fragilit\u00e0 di un sistema, quale quello del terzo settore, che solo marginalmente ha trovato\u2013sia nella nuova normativa legata all\u2019impresa sociale, che negli interventi statali attuati \u0336 risposte a livello di welfare, di tutela, di reale sostegno. Il presente articolo intende presentare i primi risultati di una ricerca, nata a partire dai progetti CAD \u0336 Comunit\u00e0 Artistiche Digitali, e APPRODI \u0336 Affrontare le Prossime Distanze, della Fondazione Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/rilanciare-le-arti-performative-a-partire-dal-digitale\/\">Leggi altro &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["entry","author-gpiscolla","post-1344","page","type-page","status-publish"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1344","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1344"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1344\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1345,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1344\/revisions\/1345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1344"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}