{"id":1626,"date":"2022-01-05T14:08:48","date_gmt":"2022-01-05T13:08:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=1626"},"modified":"2022-01-05T14:09:49","modified_gmt":"2022-01-05T13:09:49","slug":"quale-progetto-per-un-nuovo-bauhaus-in-italia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/quale-progetto-per-un-nuovo-bauhaus-in-italia\/","title":{"rendered":"Quale progetto per un \u201cNuovo Bauhaus\u201d in Italia?"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"giordano-bruno\">Giordano Bruno<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong>: Dopo aver esaminato la situazione degli ISIA (Istituti Superiori per le Industrie Artistiche), evidenziandone i punti di debolezza attuali e riproponendo, al contrario, un loro ritorno alle origini, che si rifacevano al modello del Bauhaus, ci si interroga su quale nuovo progetto di sviluppo possa essere utile per loro, ma soprattutto per il paese. In questo senso, si fa riferimento ad un articolo dell\u2019autore di questo scritto che tratta della necessit\u00e0 di introdurre un modo di pensare e progettare di carattere \u201csistetico\u201d (sistemico, etico, estetico). Da qui, si prende spunto per delineare quello che potrebbe essere un progetto di un \u201cNuovo Bauhaus\u201d in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parole chiave<\/strong>: ISIA, Bauhaus, Design, \u201cSistetica\u201d, Nuovo Bauhaus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong>: After examining the situation of the ISIA (Higher Institutes for Artistic Industries), highlighting their current weaknesses, and proposing, on the contrary, a return to their origins, which were based on the Bauhaus model, the question arises as to what new development project might be useful for them, but above all for the country. In this sense, references are made to an article by the author of this paper that deals with the need to introduce a \u201csystetic\u201d (systemic, ethical, aesthetic) way of thinking and designing. From here, we take inspiration to outline what could be a project of a \u201cNew Bauhaus\u201d in Italy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Key Words<\/strong>: ISIA, Bauhaus, Design, \u201cSystetics\u201d, New Bauhaus.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019erano una volta in Italia, nel panorama della formazione nel campo del design, gli ISIA (Istituti Superiori per le Industrie Artistiche) \u2026 potrebbe questo, a mio parere, essere un \u201critornello\u201d che ascolteremo &#8211; mal volentieri &#8211; in un futuro non molto lontano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi istituti pubblici sono nati in Italia (Roma, Firenze, Urbino, Faenza) <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_1626_1('footnote_plugin_reference_1626_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_1626_1('footnote_plugin_reference_1626_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_1626_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[1]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_1626_1_1\" class=\"footnote_tooltip\">A partire dal 2010 l\u2019ISIA di Roma ha istituito dei Corsi decentrati a Pescara e a Pordenone; nel 2016 \u00e8 stato istituito a Pescara il quinto ISIA italiano.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_1626_1_1').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_1626_1_1', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script> negli anni Settanta del secolo scorso, sotto la spinta di uomini illuminati che avevano compreso l\u2019importanza di una formazione avanzata e di un approccio culturale innovativo riguardanti il design, ispirati al modello del Bauhaus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Far\u00f2 riferimento qui, principalmente, all\u2019ISIA di Roma, che conosco bene in qualit\u00e0 di docente a partire dal 1982 e di Direttore dal 2010 al 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giulio Carlo Argan e Aldo Cal\u00f2, principali ideatori del progetto ISIA, e rispettivamente primo Presidente del Comitato Scientifico- Didattico e primo Direttore dell\u2019ISIA di Roma, in breve tempo formarono una magistrale squadra di docenti; tra cui Andries Van Onck, Rodolfo Bonetto, Enzo Frateili, Maurizio Sacripanti, Pio Manz\u00f9, Renato Pedio, Maurizio Aymonino, Filiberto Menna, Achille Perilli, Nicola Carrino, Nato Frasc\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si noti come costoro rappresentassero svariati ambiti del sapere e tra di loro fossero presenti intellettuali, artisti e professionisti del design.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sar\u00e0 nel tempo una caratteristica fondante e pregnante dell\u2019Istituto: la presenza di contributi disciplinari e interdisciplinari di ampio respiro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non solo, altri tre aspetti peculiari hanno reso queste istituzioni cos\u00ec apprezzate nel panorama della formazione terziaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo \u00e8 stato, oltre a poter scegliere i docenti da parte del Comitato Scientifico-Didattico, quello di individuare le materie pi\u00f9 opportune da insegnare a partire dalla discussione e dal confronto fra i docenti stessi, assieme ai laboratori da costruire e alle ricerche da affrontare in partenariato con le imprese, con un progetto lungimirante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo, anch\u2019esso determinante, \u00e8 consistito nella modalit\u00e0 di reclutamento dei docenti e della loro contrattualizzazione: le attribuzioni delle docenze venivano fatte per chiamata diretta, senza la presenza di un organico di ruolo, con l\u2019assegnazione di incarichi di insegnamento. Ci\u00f2 permetteva la presenza di docenti selezionati opportunamente e provenienti in prevalenza dalle professioni del design e artistiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo, infine, \u00e8 derivato dalle modalit\u00e0 dell\u2019organizzazione didattica: piccoli gruppi di studenti per anno (25\/30), selezione di qualit\u00e0 in entrata, tempo pieno di apprendimento, creando opportuni spazi per attivit\u00e0 laboratoriali, di workshop e per attivit\u00e0 di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 ha funzionato sostanzialmente nello stesso modo fino alla riforma dell\u2019AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) approvata nel 1999, ma a tutt\u2019oggi non ancora integralmente applicata a causa della mancata approvazione di importanti decreti delegati, oltre all\u2019essere stata disattesa in un aspetto cruciale. &nbsp;Si noti, infatti, come proprio quella riforma prevedeva la messa ad esaurimento di tutti i posti di ruolo e l\u2019attribuzione di incarichi rinnovabili ai docenti. Ma purtroppo questa norma, che avrebbe assicurato una presenza fondamentale di professionisti e che quindi trasferiva nell\u2019AFAM il modello del Bauhaus, \u00e8 stata inapplicata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 il caso, qui, di ripercorrere tutte le vicende che hanno riguardato gli ISIA fino ad oggi, se non per sottolineare alcuni rilevanti cambiamenti in atto da pochi anni a questa parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per prima cosa \u00e8 stato imposto, per legge, a queste istituzioni di attribuire gli incarichi di insegnamento non pi\u00f9 per chiamata diretta dei docenti, ma attraverso selezioni comparative stabilite da bandi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8, poi, di quest\u2019ultimo periodo la scelta di dotare gli ISIA di unit\u00e0 personale di ruolo, per ora a tempo determinato (ma \u00e8 gi\u00e0 previsto il passaggio a tempo indeterminato). Non posso esimermi dal sottolineare come ci\u00f2 stia avvenendo sulla base di graduatorie nazionali, costruite sostanzialmente solo per titoli didattici (ovvero anzianit\u00e0 di servizio), senza uno straccio di selezione qualitativa e senza un progetto sostanziale di completamento della riforma, o del suo abbandono e della riformulazione di un disegno strategico per il settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, \u00e8 stata stabilita una revisione degli attuali settori disciplinari degli ISIA, uniformandoli interamente ai settori delle Accademie di Belle Arti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono, come \u00e8 ovvio constatare, tutti questi ultimi elementi citati che mi hanno dato lo spunto per aprire questo mio intervento con \u201cC\u2019erano una volta in Italia gli ISIA\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si comprende, facilmente, come queste \u201cScuole\u201d che si richiamavano al Bauhaus e alla Scuola di Ulm siano destinate fatalmente, se non altro, a cambiare totalmente il loro \u201cstatus\u201d; e comunque a non poter rappresentare pi\u00f9 quel modello innovativo che le aveva caratterizzate e che, con lo sforzo di tanti, si \u00e8 cercato di conservare fino a poco tempo fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante, allora riportare qui quanto espresso nel 2020 dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen in \u201cIl nuovo Bauhaus europeo: editoriale della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/AC_20_1916\">https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/AC_20_1916<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCome lo storico movimento Bauhaus che si diffuse in tutto il mondo partendo da Weimar, il nuovo Bauhaus europeo \u00e8 immaginato per essere ben pi\u00f9 di una semplice scuola di architettura che utilizza nuove tecnologie e tecniche. L&#8217;esplosione innovativa del Bauhaus non sarebbe infatti stata immaginabile senza il ponte gettato verso il mondo dell&#8217;arte e della cultura o verso le sfide sociali dell&#8217;epoca. Il primo Bauhaus ha dimostrato che l&#8217;industria e l&#8217;eccellenza nel design possono migliorare la vita quotidiana di milioni di persone. Il nuovo Bauhaus europeo deve innescare una dinamica analoga. Deve dimostrare che ci\u00f2 che \u00e8 necessario pu\u00f2 essere anche bello, che lo stile e la sostenibilit\u00e0 vanno di pari passo. Dobbiamo abbandonare strade a noi familiari e cambiare la nostra prospettiva. Il nuovo Bauhaus europeo creer\u00e0 le condizioni necessarie per farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I prossimi due anni vedranno nascere i cinque progetti iniziali del Bauhaus europeo in diversi paesi della nostra Unione. Tutti saranno improntati alla sostenibilit\u00e0, ciascuno con una sfumatura diversa: i loro temi spazieranno dai materiali da costruzione naturali all&#8217;efficienza energetica, dalla demografia alla mobilit\u00e0 orientata al futuro o all&#8217;innovazione digitale efficiente sotto il profilo delle risorse, ma sempre in combinazione con la cultura e l&#8217;arte. Questi laboratori creativi e sperimentali, autentici punti di attracco per le industrie europee, costituiranno il punto di partenza di una rete europea e mondiale che &#8211; al di l\u00e0 dei singoli Bauhaus &#8211; punter\u00e0 a massimizzare l&#8217;impatto economico, ecologico e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;auspicio \u00e8 che il Nuovo Bauhaus europeo lanci un movimento creativo e interdisciplinare che sviluppi norme estetiche e funzionali, in sintonia con le tecnologie di punta, l&#8217;ambiente e il clima. Se riusciremo a combinare la sostenibilit\u00e0 con il design di eccellenza, il Green Deal europeo ricever\u00e0 un impulso formidabile, anche al di l\u00e0 delle nostre frontiere. L&#8217;obiettivo \u00e8 stimolare il dibattito su nuovi metodi di costruzione e nuovi moduli di progettazione. Il nuovo Bauhaus europeo deve sperimentare e fornire risposte pratiche alla grande questione sociale del futuro: come immaginare per noi europei una vita moderna in sintonia con la natura? Dipende da noi fornire una risposta che sappia rendere pi\u00f9 bello e umano il nostro XXI\u00ba secolo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trovo quanto mai paradossale che, avendo fatto nostre &#8211; in anticipo sui tempi &#8211; le esigenze espresse dalla von der Leyen ed avendole inverate in una realt\u00e0 come quella degli ISIA da quasi cinquanta anni, proprio questi ultimi vengano ridimensionati e uniformati, rendendoli omogenei ad altre istituzioni nate e sviluppatesi in condizioni ben diverse!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritengo inammissibile la mancanza di visione e di conoscenza storica sottese alle scelte fatte. Come rispondere, allora, a questa incapacit\u00e0 di saper valorizzare l\u2019esistente che ha portato il design a rappresentare e manifestare una vera e propria \u201ccultura del progetto\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ISIA di Roma, peraltro, gi\u00e0 negli anni Duemila \u00e8 andata avanti introducendo lo studio dei sistemi complessi nei corsi erogati. E ha fatto propria una visione che, ripresa dal Bauhaus, l\u2019avrebbe portato a rappresentare pienamente il suo progetto didattico e di ricerca, istituendo anche sotto la spinta culturale di uno dei suoi meritori Presidenti, Augusto Morello, un corso specialistico in Design dei sistemi (primo in Italia ad essere pensato e proposto). Gi\u00e0 dal 2004 il corso biennale in Design dei sistemi ha rappresentato in pieno la capacit\u00e0 dell\u2019ISIA di Roma di andare oltre il design del prodotto e di occuparsi, attraverso l\u2019analisi teorica e pratica e la ricerca, di sistemi complessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa ricavare allora da queste considerazioni? Si pu\u00f2 cercare di invertire quella che considero una vera e propria \u201ccaduta\u201d di queste istituzioni?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre, a mio parere, ricostituire quelle condizioni iniziali cui ho accennato. \u00c8 necessario costruire un \u201csistema\u201d degli ISIA, ampliandone il numero con la presenza di almeno una sede in ciascuna delle regioni italiane, dotandolo di opportuni mezzi finanziari e di legge, e di un suo innovativo statuto, che permettano di far nascere il Nuovo Bauhaus italiano e andare cos\u00ec incontro alla richiesta pressante della von der Leyen di un Nuovo Bauhaus europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo in tal modo si potranno raggiungere due obiettivi rilevanti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Edificare una rete di formazione adatta a gestire singoli piccoli numeri di studenti per offrirne una qualit\u00e0 elevata, garanzia di futura occupazione.<\/li><li>Conservare e sviluppare la \u201ccultura del design\u201d italiano, che ha rappresentato e sempre pi\u00f9 pu\u00f2 rappresentare un riferimento internazionale e uno dei fondamenti del nostro esserci e agire nel mondo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2, infine, ha bisogno di una visione ben precisa e condivisa. Questa visione, non pu\u00f2 che essere, a mio avviso, \u201csistetica\u201d (termine che ho coniato fondendo insieme sistemica, etica ed estetica). Il design deve essere utile, etico e bello (come richiamato anche dalla von der Leyen). A tale proposito, per comprendere a pieno il significato di tale affermazione rimando al mio articolo \u201cA need for \u201cSystetics\u201d\u201d, <em>Systemics of Incompleteness and Quasi-Systems<\/em>, Springer, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, ne riporto alcuni brani (tradotti in italiano) per illustrare il mio pensiero e fare alcune ulteriori considerazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUn progetto pu\u00f2 definirsi sistetico quando \u00e8 in grado di far rilevare a un soggetto (collettivo) propriet\u00e0 emergenti dall\u2019interazione dei suoi elementi costitutivi, che abbiano caratteristiche inscindibili di bello e buono percepibili dallo stesso soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Direi che di conseguenza nell\u2019osservatore debba venire a configurarsi un nuovo modello cognitivo, costituito da una sorta di spazio topologico costruito a partire dai due elementi bello e buono. Uno spazio che non prevede una misura, ma solo delle propriet\u00e0 appunto di carattere topologico. Uno spazio che presenta caratteristiche di incertezza e indeterminatezza oltre che di incompletezza, quindi uno spazio intrinsecamente logicamente aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uso appositamente le categorie universali di bello e buono (\u03ba\u03b1\u03bb\u1f78\u03c2\u03ba\u1f00\u03b3\u03b1\u03b8\u03cc\u03c2) alla stregua degli antichi greci per i quali ci\u00f2 che \u00e8 bello non pu\u00f2 che essere buono, e viceversa ci\u00f2 che \u00e8 buono \u00e8 necessariamente bello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente rimane il problema di stabilire cos\u2019\u00e8 bello e cos\u2019\u00e8 buono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello di cui mi posso occupare \u00e8 cimentarmi in cosa pu\u00f2 dirsi bello e buono nell\u2019ambito della progettazione di un sistema. Sicuramente per bello possiamo intendere l\u2019aspetto de \u201cla percezione soggettiva (ma condivisa) del nostro legame con l\u2019ambiente, legame caratterizzato da una profonda ed equilibrata armonia dinamica\u201d, come dice Longo (Longo, 2010, \u201c<a href=\"file:\/\/Users\/docente\/Desktop\/Quale%20progetto%20per%20un%20Nuovo%20Bauhaus%20in%20Italia%3f.docx\">https:\/\/www.scienzainrete.it&gt;articolo&gt;giuseppe-o-longo<\/a>, Etica, estetica e libero arbitrio\u201d). Ma poich\u00e9 anche un sistema, come un oggetto, ha una forma concreta, astratta o virtuale che sia, ritengo che tale forma debba apparire qualcosa di semplice ed elegante nello stesso tempo, cos\u00ec come ci insegna la matematica: non \u00e8 possibile ridurla ulteriormente senza danneggiare il suo significato ed \u00e8 stata scelta (etimologicamente: elegante deriva dal latino eligere) in modo che noi possiamo riconoscere quella forma, accedervi in maniera intuitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte per buono possiamo intendere il risultato de \u201cla capacit\u00e0, soggettiva e intersoggettiva, di concepire e compiere azioni capaci di mantenere sano ed equilibrato il legame con l\u2019ambiente\u201d, sempre facendo riferimento a Longo (Longo, 2010). Ma credo che occorra ancora rimarcare che il sistema progettato sar\u00e0 buono se sar\u00e0 in grado di assicurare un maggior benessere in termini culturali, oltre che economici, sociali e ambientali, non solo a chi ne sar\u00e0 fruitore (e all\u2019ambiente, in generale) ma anche a tutti coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione, insieme alle future generazioni. Quindi dovr\u00e0 essere riconosciuta la sua utilit\u00e0 in termini di essenzialit\u00e0, facilit\u00e0 di comprensione, usabilit\u00e0, apprezzamento e riconoscimento della sua importanza ai fini su citati.\u201d (Bruno, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si noti, come quanto detto, possa e debba applicarsi alla conservazione e alla divulgazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. E come le tecnologie digitali, per essere efficaci nel raggiungere gli scopi che si prefiggono in questo ambito, abbiano bisogno di operare seguendo una tale visione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl design progettando oggetti ha integrato arte, scienza, etica ed estetica (nei casi migliori) e ha rappresentato la cultura delle forme e delle funzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi \u00e8 necessario ampliare questa visione: l\u2019oggetto deve essere concepito non pi\u00f9 come mezzo per raggiungere un risultato (risolvere un problema), ma come un \u201cnodo di relazioni\u201d, una creazione \u201ccoerente\u201d tra noi (progettista, esecutori e fruitori) e il mondo esterno. In questo senso il bello e il buono s\u2019interfacciano e realizzano l\u2019antica vocazione greca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di pi\u00f9, il progetto, l\u2019oggetto, divengono \u201csistetici\u201d se situati all\u2019interno di un sistema \u2013 oppure pensati per generarlo \u2013 che sia in grado di indurre nell\u2019osservatore (singolo e\/o collettivo), attraverso processi emergenti, un mutamento radicale del proprio modello cognitivo che rilevi appunto tale coerenza tra e nel sistema, tra lui e il sistema, percependo soggettivamente e qualitativamente un miglioramento del bene-essere procurato da questa emergenza. Lo stupore e l\u2019intima soddisfazione che proviamo di fronte a un\u2019opera d\u2019arte o un\u2019opera della natura o un gesto imprevisto di un uomo a favore di qualche altro uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sposo, a tale proposito, in pieno quanto Fran\u00e7ois Cheng esprime riguardo a Monna Lisa nel suo Cinque meditazioni sulla bellezza (Cheng, 2007):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa sua bellezza non si fonda sulla mera combinazione di tratti esteriori, ma \u00e8 come illuminata da uno sguardo ed un sorriso, un sorriso enigmatico che sembra voler dire qualcosa. Come sarebbe bello poter ascoltare la sua voce, la donna esprime le proprie sensazioni, ma anche le sue nostalgie, i suoi sogni, e quella parte indicibile che cerca comunque una via per esprimersi. Il desiderio di dire si confonde con il desiderio di bellezza; il desiderio di dire aggiunge qualcosa al fascino della bellezza. Un\u2019evidenza balza allora ai nostri occhi: la bellezza femminile non \u00e8 semplicemente il frutto di un\u2019evoluzione fisiologica, \u00e8 una conquista dello spirito. Questa conquista ci rivela che la vera bellezza \u00e8 coscienza della bellezza e slancio verso di essa, e che questa bellezza suscita amore e arricchisce la nostra concezione dell\u2019amore stesso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco in questo processo di arricchimento cognitivo, cos\u00ec magistralmente descritto da Cheng, io colgo il significato profondo di opera, progetto sistetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di pi\u00f9 \u2013 anche in riferimento a quanto appena detto \u2013 all\u2019interno di questa visione sar\u00e0 pressante inserire e dare dignit\u00e0 a tutti quei termini che nella cultura ancora dominante sono considerati come elementi limitativi, quali: incertezza, incompletezza, indeterminatezza. Come ho gi\u00e0 cercato di far vedere questi, al contrario, diventano elementi portanti di un profilo non lineare, complesso, non completamente definito, che si fa carico dell\u2019incertezza e dell\u2019indeterminatezza, aperto ai mutamenti cognitivi, che permette lo sviluppo della dinamica interna ed esterna all\u2019oggetto, al progetto, alla persona e agli esseri collettivi, in stretta interazione con l\u2019ambiente e il contesto.\u201d (Bruno, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ancora,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl riconoscimento della presenza di ciascuno dei sostantivi su citati e della loro interazione complessiva, rimanendo sempre sulla Gioconda di Leonardo, \u00e8 quel di pi\u00f9, quei tratti salienti che ci permettono di essere profondamente colpiti dal dipinto e indotti a una percezione cognitiva del \u03ba\u03b1\u03bb\u1f78\u03c2\u03ba\u1f00\u03b3\u03b1\u03b8\u03cc\u03c2 che traspare da esso. Siamo colti dall\u2019indeterminatezza dello sguardo e dall\u2019incompletezza di quel sorriso che parla, e la loro interazione con tutti gli altri elementi dell\u2019opera ci lasciano nell\u2019incertezza. Un\u2019incertezza che non indebolisce ma esalta il valore della comunicazione tra noi e Monna Lisa, che \u00e8 motore di una pi\u00f9 profonda riflessione sulla bellezza, che diventa come dice Cheng (Cheng, 2007): \u201ccoscienza di essa, conquista dello spirito e fonte di amore (nei due significati di fonte: luogo dove abbeverarsi e elemento generatore)\u201d. (Bruno, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, infine,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIn ogni caso occorre che l\u2019osservatore (singolo e\/o collettivo) sia in grado di percepire e recepire bene-essere dal sistema formatosi, o che si sta costituendo, attraverso l\u2019interazione tra i propri elementi che inducono emergenza di bello e buono. Inoltre tale emergenza deve essere in grado di modificare il modello cognitivo dell\u2019osservatore, nel senso di produrre una ri-modulazione del significato del proprio vivere, in particolare del valore da dare alle proprie scelte e alle proprie azioni nei confronti della relazione con l\u2019altro e con l\u2019ambiente, al fine di poter conservare e ampliare il bene-essere generato da quel sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sar\u00e0 quindi \u201csistetico\u201d quel sistema che non sar\u00e0 in grado di modificare in maniera rilevante lo stato della relazione tra lo stesso osservatore e l\u2019ambiente, in grado quindi di indurre in lui un atteggiamento coerente che privilegi la realizzazione del bello e buono nel contesto in cui si dispiega il sistema e fuori di esso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, potr\u00e0 dirsi sistetico un sistema di servizi per la mobilit\u00e0, ad esempio, che sia in grado di mettere in rete persone, ambiente, mezzi di trasporto e arredo urbano, la cui interazione produca nell\u2019osservatore (utenza e operatori) un bene-essere che sia in grado di farlo sentire parte del sistema, di salvaguardarlo e far s\u00ec che si possa sviluppare ulteriormente, che abbia un impatto che renda pi\u00f9 piacevole l\u2019ambiente in cui \u00e8 inserito, non confliggendo con esso, ma al contrario esaltandone gli aspetti presenti di bellezze naturali e \/o artificiali, infine che sia in grado di diventare un modello concettuale da poter utilizzare per altri ambiti e che sia un lascito per le future generazioni, salvaguardando contemporaneamente la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente (localmente e quindi anche globalmente) e quella legata alla libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non lo saranno, quindi, anche tutti quei progetti\/sistemi che, ad esempio, privilegiano solo l\u2019aspetto estetico o solo le valenze etiche. Che cio\u00e8 non siano in grado di far interagire tali elementi, creando un intreccio che produca bene-essere.\u201d (Bruno, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con quanto riproposto del mio articolo, ritengo di aver chiarito cosa \u00e8 da intendersi per approccio \u201csistetico\u201d e soprattutto come questo ci possa guidare nell\u2019affrontare realt\u00e0 sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uso delle differenti tecnologie, da quelle digitali a quelle robotiche, da quelle per la produzione energetica a quelle per la salvaguardia dell\u2019ambiente, da quelle per la cura delle pandemie a quelle per l\u2019allungamento della vita umana, da quelle della IA a quelle dei Big Data, e cos\u00ec via, non saranno in grado di affrontare e risolvere da sole i giganteschi problemi complessi a cui andiamo sempre pi\u00f9 incontro, se non saranno adeguatamente supportate dall\u2019approccio \u201csistetico\u201d che ho illustrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In definitiva, l\u2019adozione di un tale approccio e la creazione di un \u201csistema\u201d degli ISIA (come illustrato) potranno contribuire alla realizzazione di un Nuovo Bauhaus Italiano che si inserisca adeguatamente nel decisivo progetto del Nuovo Bauhaus Europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bruno G., (2019), A need for \u201cSystetics\u201d, in Minati G., Abram M.R., Pessa E. (A cura di), Systemics of Incompleteness and Quasi-Systems, Hiller\u00f8d, Springer, Cham.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cheng, F., (2007), Cinque meditazioni sulla bellezza, Torino, Bollati Boringhieri.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"giordano-bruno-1\"><strong>Giordano BRUNO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matematico, attualmente \u00e8 Professore straordinario di Matematica per il design, presso l\u2019Universit\u00e0 Mercatorum, dove \u00e8 anche Presidente del Corso di studi in Design del prodotto e della moda. \u00c8 Presidente della Fondazione MORFE\u2019 \u2013 Centro di Ricerca, Formazione e Sviluppo del Design. \u00c8 esperto di sistema per il settore AFAM dell\u2019ANVUR. \u00c8 Vicepresidente dell\u2019Associazione DiCultHer. \u00c8 membro del Consiglio Accademico dell\u2019ISIA di Roma Design. Nel 2018-19 \u00e8 stato membro della Commissione di studio sul Design, nominata dal Ministro del MIBACT. \u00c8 stato Direttore dell\u2019ISIA di Pescara dal 2016 al 2017. \u00c8 stato Direttore dell\u2019ISIA di Roma Design dal 2010 al 2016. Nell\u2019anno 2016 \u00e8 stato nominato \u201cAmbasciatore italiano per il design\u201d a Varsavia, per la giornata del design italiano nel mondo. Ha insegnato fino al 2009 Analisi matematica, Calcolo delle probabilit\u00e0 e Didattica della matematica presso le Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma e l\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre. \u00c8 titolare, ancora oggi, di insegnamenti di Logica matematica per il design e di Strutture e Modelli matematici per il design, e di Sistemica presso l\u2019ISIA di Roma. Ha svolto ricerca in diversi settori della matematica, delle sue applicazioni e della sua didattica. In particolare, si \u00e8 occupato dello studio dei fondamenti della teoria delle probabilit\u00e0 e delle sue ricadute didattiche. Da anni ha rivolto i suoi studi ai rapporti tra matematica, arte e design e principalmente ai sistemi complessi e alle sue applicazioni al design. Ha al suo attivo pi\u00f9 di sessanta pubblicazioni. Per la sua opera gli sono stati conferiti: Il Premio Oriente Scienza e libert\u00e0, per la scienza, dal Centro Studi Lucio Colletti nel 2012; Il premio Curcio per la Diffusione della cultura nel 2016.<\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><h2><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_1626_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_1626_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_1626_1\">+<\/a>]<\/span><\/h2><\/div> <div id=\"footnote_references_container_1626_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_1626_1('footnote_plugin_tooltip_1626_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_1626_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">A partire dal 2010 l\u2019ISIA di Roma ha istituito dei Corsi decentrati a Pescara e a Pordenone; nel 2016 \u00e8 stato istituito a Pescara il quinto ISIA italiano.<\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_1626_1() { jQuery('#footnote_references_container_1626_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_1626_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_1626_1() { jQuery('#footnote_references_container_1626_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_1626_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_1626_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_1626_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_1626_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_1626_1(); } } function footnote_moveToReference_1626_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_1626_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_1626_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_1626_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giordano Bruno Abstract: Dopo aver esaminato la situazione degli ISIA (Istituti Superiori per le Industrie Artistiche), evidenziandone i punti di debolezza attuali e riproponendo, al contrario, un loro ritorno alle origini, che si rifacevano al modello del Bauhaus, ci si interroga su quale nuovo progetto di sviluppo possa essere utile per loro, ma soprattutto per il paese. In questo senso, si fa riferimento ad un articolo dell\u2019autore di questo scritto che tratta della necessit\u00e0 di introdurre un modo di pensare e progettare di carattere \u201csistetico\u201d (sistemico, etico, estetico). 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