{"id":1649,"date":"2022-01-06T12:24:00","date_gmt":"2022-01-06T11:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=1649"},"modified":"2022-01-08T11:16:07","modified_gmt":"2022-01-08T10:16:07","slug":"il-patrimonio-culturale-digitale-per-la-promozione-del-ruolo-dei-musei","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/il-patrimonio-culturale-digitale-per-la-promozione-del-ruolo-dei-musei\/","title":{"rendered":"Il Patrimonio culturale digitale per la promozione del ruolo dei musei"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"vincenza-ferrara\">Vincenza Ferrara<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovrebbe ormai essere stata riconosciuta la funzione educativa del museo e il suo ruolo sociale. L\u2019acquisizione di tale attribuzione, accanto alle altre funzioni come quella di conservazione e di ricerca, suggerisce alla direzione museale di ripensare lo spazio e la comunicazione nel rispetto dell\u2019importante ruolo che ha assunto (o dovrebbe assumere) il visitatore come protagonista delle attivit\u00e0 collegate al patrimonio culturale. Lo spazio museale sia fisico che virtuale pu\u00f2 essere definito un ambiente di apprendimento realizzando attivit\u00e0 e contenuti condivisi per supportare la costruzione di conoscenze, abilit\u00e0, motivazioni. Partendo dalla Raccomandazione del Consiglio d&#8217;Europa agli Stati membri sull&#8217;educazione al Patrimonio, approvata il 17 marzo 1998, viene assegnata alla definizione di \u201ceducazione al patrimonio\u201d la valenza di modalit\u00e0 di apprendimento basato su metodi educativi attivi, una proposta curriculare trasversale, un partenariato tra i settori educativo e culturale che impieghi la pi\u00f9 ampia variet\u00e0 di modi di comunicazione e di espressione. Possiamo aggiungere quanto sia diventato importante a livello di formazione sia di base che permanente l\u2019integrazione di contenuti formali e non formali per facilitare l\u2019apprendimento. E\u2019 in questo contesto che puo\u2019 essere facilmente leggibile il valore del patrimonio culturale digitale per la produzione di conoscenza e il ritorno in tutela e valorizzazione del bene che viene assunto sempre pi\u00f9 come \u201cfamiliare\u201d assumendo un valore di cittadinanza consapevole da parte di chi ne fruisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo gli studi Pedagogici legati al costruttivismo, l\u2019individuo si forma attraverso il percorso di scoperta del sapere e non soltanto attraverso il trasferimento di contenuti formativi. L\u2019oggetto museale ha una notevole potenzialit\u00e0 informativa: per le sue caratteristiche fisiche e materiali, per la sua collocazione geografica, per il suo scopo o funzione, per il contesto nel quale \u00e8 inserito, per la sua relazione con diverse discipline di studio o di ricerca. Inoltre l\u2019oggetto museale pu\u00f2 essere utilizzato come immagine associata a un concetto, ad esempio all\u2019interno di contesti diversi. La possibilit\u00e0 quindi di accedere a tali contenuti digitali da parte degli insegnanti pu\u00f2 permettere il disegno di mappe concettuali in un sistema virtuale che pu\u00f2 arricchirsi con la produzione di nuovi contenuti in ambito scolastico o di formazione permanente. Il canale digitale pu\u00f2 distribuire i contenuti culturali anche nelle classi e in altri luoghi rispetto a dove \u00e8 situato il Museo e rispondere alle\u00a0 \u201crichieste\u201d di conoscenze ed approfondimento da parte dei visitatori per tutto l\u2019arco della vita. Ed \u00e8 proprio in questa direzione che ci indirizza l\u2019Agenda Digitale Europea che ritiene molto importante la condivisione, anche da parte delle istituzioni culturali, dei contenuti stimolandone il loro riuso per attivit\u00e0 educative e ludiche. Tale pratica ha reso possibile la promozione di musei e la ridefinizione di spazi e contenuti per coinvolgere nuovi e diversi pubblici alla visita museale. In questo ambito molti sono stati gli studi e le applicazioni collegate a Musei e Gallerie come quelle collegate al Rijskmuseum di Amsterdam o alla fondazione J. Paul Getty che, non solo hanno condiviso il loro materiale digitale ma, ne stimolano il loro ri-uso. Con la condivisione delle risorse digitali del patrimonio e con lo stimolo all\u2019uso e al riuso dei materiali del proprio museo \u00e8 possibile aprire un dialogo con i diversi pubblici ed \u00e8 possibile anche favorire la creazione di comunit\u00e0. Un esempio interessante pu\u00f2 essere quello legato al corso di <em>Arte per la formazione del Medico<\/em> in un corso di laurea di Medicina di Sapienza. Agli studenti viene assegnato il compito di analizzare dal punto di vista \u201ciconodiagnostico\u201d le immagini di alcune opere conservate alla Galleria Borghese per rintracciare eventuali segni patologici. Agli studenti viene richiesto di trovare informazioni storiche artistiche e di fornire le immagini cliniche a sostegno della propria ipotesi e ovviamente si suggerisce di visitare la Galleria. Non solo, in questo modo, viene stimolata la curiosit\u00e0 dello studente verso la singola opera d\u2019arte proposta, ma anche verso la ricerca di altre situazioni analoghe negli spazi museali o in quelli virtuali collegati. Sembra che questo possa rispondere alla domanda a cui questo contributo ha fatto riferimento. La messa a disposizione delle risorse digitali pu\u00f2 quindi non solo aiutare alla divulgazione ma anche alla costruzione di conoscenza che pu\u00f2 alimentare i contenuti informativi del Museo e produrre maggiore consapevolezza da parte del cittadino riguardo l\u2019importanza del bene culturale e quindi favorirne la sua Tutela e valorizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"180\" height=\"196\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/01\/foto_ferraracv.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1669\"\/><figcaption>Vincenza Ferrara \u00e8 direttrice del Laboratorio di Arte e Medical Hu\u00admanities della Facolt\u00e0 di Farmacia e Medicina dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Roma \u201cLa Sapienza\u201d. Storica dell\u2019arte ed esperta di tecnologie ha come ambito di ricerca l\u2019uso del Patrimonio Culturale come strumento di ap\u00adprendimento, di inclusione sociale e di promozione del benessere adottando metodi innovativi. Svolge attivit\u00e0 seminariali e di docenza in corsi universitari di area medica e sanitaria, per la formazione degli insegnanti e operatori museali in relazione ad ambiti legati alla pedagogia, psi\u00adcologia speciale, museologia e Medical Humanities. \u00c8 Autrice di numerosi articoli scientifici e divulgativi e di testi di presentazione del metodo delle Visual Thinking Strategies e di altre pratiche che utilizzano il patrimonio culturale come strumento utile in ambienti di apprendimento. \u00a0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenza Ferrara Dovrebbe ormai essere stata riconosciuta la funzione educativa del museo e il suo ruolo sociale. 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