{"id":1801,"date":"2022-01-22T21:25:47","date_gmt":"2022-01-22T20:25:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=1801"},"modified":"2022-01-23T14:36:11","modified_gmt":"2022-01-23T13:36:11","slug":"conversando-con-francesco-toniolo-docente-saggista-e-videogiocatore","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/conversando-con-francesco-toniolo-docente-saggista-e-videogiocatore\/","title":{"rendered":"Conversando con Francesco Toniolo: docente, saggista e videogiocatore"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\" id=\"a-cura-di-elisabetta-betty-l-innocente\">a cura di Elisabetta Betty L&#8217;Innocente<\/h5>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"618\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/01\/toniolo-foto-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1812\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/01\/toniolo-foto-1.jpg 1000w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/01\/toniolo-foto-1-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/01\/toniolo-foto-1-768x475.jpg 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/01\/toniolo-foto-1-600x371.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"abstract\">Abstract<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le jeu est ph\u00e9nom\u00e8ne total. Il int\u00e9resse l&#8217;ensemble des activit\u00e9s et des ambitions humaines.<br>Aussi est-il bien peu de disciplines &#8211; de la p\u00e9dagogie aux math\u00e9matiques en passant par l&#8217;histoire et la sociologie &#8211; qui ne puissent pas l&#8217;\u00e9tudier fructueusement par quelque biais. Cependant, quelle que soit la valeur th\u00e9orique ou pratique des r\u00e9sultats obtenus dans chaque perspective particuli\u00e8re, ces r\u00e9sultats resteraient priv\u00e9s de leur signification et de \u00ceeur port\u00e9e v\u00e9ritable, s&#8217;ils n&#8217;\u00e9taient pas lus par r\u00e9f\u00e9rence au probl\u00e8me central que pose l&#8217;univers indivisible des jeux, d&#8217;o\u00f9 ils tirent d&#8217;abord l&#8217;int\u00e9r\u00eat qu&#8217;ils peuvent pr\u00e9senter.<\/em>  <strong>Roger Caillois, Les jeux et les hommes (Le masque et le vertige) Gallimard rue S\u00e9bastien-Bottin, Paris VII5\u00b0 \u00e9dition, 1948 pag. 251<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-francesco-toniolo wp-block-embed-francesco-toniolo\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"ACMTFQXQWi\"><a href=\"https:\/\/www.francescotoniolo.com\/\">Chi sono<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Chi sono&#8221; &#8212; Francesco Toniolo\" src=\"https:\/\/www.francescotoniolo.com\/embed\/#?secret=EVl0CsOqlD#?secret=ACMTFQXQWi\" data-secret=\"ACMTFQXQWi\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Edutainment? S\u00ec, grazie!<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono Francesco Toniolo. Sono un docente universitario e mi occupo di videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un simile esordio, ci si aspetterebbe una di quelle storie di bambini nati \u201ccol joystick in mano\u201d, che fin da piccolissimi giocavano ai videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo deludervi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho iniziato a giocare ai videogiochi relativamente tardi, rispetto a tanti miei coetanei. Avevo otto anni, credo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima che arrivassero i videogiochi nella mia vita ero un amante dei libri. E da quando sono arrivati i videogiochi\u2026 lo sono anche di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche qui potrei avervi stupiti. Io amo leggere. Mediamente, in un anno, leggo circa 200 libri. In larga parte di saggistica, ma in questo numero ci sono anche un po\u2019 di romanzi, ovviamente. Aggiungo anche che non conteggio i fumetti. Se inserissi anche i manga \u2013 di cui sono un grande appassionato \u2013 nel conteggio supereremmo con molta tranquillit\u00e0 la soglia dei 300.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 amo anche i videogiochi. Li amo proprio in quanto lettore e amante dei classici. Cos\u00ec come amo i libri proprio perch\u00e9 sono un videogiocatore. Per me le due cose sono sempre andate di pari passo. Semplicemente si sono alternate come \u201clavoro\u201d e \u201cpassione\u201d nella mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando studiavo lettere moderne all\u2019universit\u00e0, infatti, mi immaginavo un futuro come docente in qualche liceo. Con i videogiochi come passatempo. Poi, con il dottorato di ricerca, ho ribaltato il tavolo e il mio \u201clavoro\u201d sono diventati proprio i videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ultimamente sono sempre pi\u00f9 interessato a tenere insieme queste due anime. Ho scritto alcuni contributi sulla letteratura e i videogiochi. Ogni tanto ne parlo anche nei miei video su YouTube, o negli incontri con le scuole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma soprattutto ho scritto un libro per me piuttosto importante. Il suo titolo \u00e8 <em>Scopri i videogiochi con i Promessi sposi (e viceversa)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_97761\"  width=\"1260\" height=\"709\"  data-origwidth=\"1260\" data-origheight=\"709\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Drw8do7AN6g?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suscita sempre molta curiosit\u00e0. Anche perch\u00e9 non ci sono videogiochi dedicati ai <em>Promessi sposi<\/em>. Nulla di lontanamente significativo, perlomeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo libro, per\u00f2, ho fatto qualcosa di diverso. Ho preso diversi passi dei <em>Promessi sposi<\/em> \u2013 uno dei miei libri preferiti, per inciso \u2013 e li ho utilizzati per spiegare le meccaniche dei videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questo \u00e8 un capovolgimento di prospettiva. Finora, infatti, quando si \u00e8 pensato al binomio letteratura\/videogiochi lo si \u00e8 sempre fatto usando i secondi per cercare di attirare l\u2019interesse verso la prima. Con la speranza che studenti e studentesse, attraverso il videogioco, possano riavvicinarsi ai classici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono delle operazioni talvolta interessanti, talvolta meno. A volte \u2018funzionano\u2019 piuttosto bene, in altri casi per nulla. In ogni caso, per\u00f2, vanno sempre nella stessa direzione. Io ho voluto fare il contrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendo questa mia iniziativa personale come uno spunto per una riflessione pi\u00f9 ampia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene io sia convinto non solo della bont\u00e0, ma anche dell\u2019utilit\u00e0 del medium videoludico, quest\u2019ultimo non \u00e8 certo la panacea che risolver\u00e0 i problemi dell\u2019insegnamento. L\u2019impiego didattico e formativo dei videogiochi ha una sua tradizione ormai lunga e si presta molto bene in certi contesti, ma ha anche dei limiti, soprattutto in certi casi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non far\u00f2 una casistica completa, ma pu\u00f2 capitare un po\u2019 di tutto: videogiochi con finalit\u00e0 educative che sono estremamente noiosi; videogiochi \u2018commerciali\u2019 che risultano essere poco adatti come esempi; difficolt\u00e0 nel far giocare i videogiochi (immaginate proporre come attivit\u00e0 di giocare un gioco di ruolo dalla durata media di 70-90 ore\u2026); difficolt\u00e0 nel reperire quel particolare videogioco che magari era molto interessante ma si trovava solo su quella vecchia console non pi\u00f9 in commercio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, man mano dovranno emergere nuove sinergie educative, soprattutto rispetto alla letteratura. Per esempio, ove c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0, pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 istruttivo realizzare da zero un piccolo videogioco, piuttosto che usarne uno in commercio come esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono anche un po\u2019 dubbioso riguardo a certe forme di <em>gamification<\/em> applicate alla didattica. Ricordo, per chi non lo sapesse, che il termine <em>gamification<\/em> non riguarda i videogiochi educativi o cose del genere. Indica, piuttosto, tutte quelle situazioni in cui delle meccaniche di gioco vengono applicate in contesti non ludici. \u00c8 una precisazione doverosa che mi sento di fare, perch\u00e9 in tantissime occasioni vedo che c\u2019\u00e8 ancora chi mescola queste cose tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei chiudere con un ricordo. Qualche anno fa ebbi l\u2019onore di partecipare a un TEDx. Mi avevano invitato per dare una risposta a un interrogativo: \u201ci videogiochi sono cultura?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un bel concetto, perch\u00e9 possiamo declinarlo in tanti modi differenti. Sicuramente si pu\u00f2 considerare il videogioco come un prodotto culturale al fianco di tanti altri, in quel calderone della \u201ccultura pop\u201d, e penso che su questo punto nessuno avrebbe nulla da dire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, nessuno si stupirebbe nel parlare di <em>game culture<\/em>, del fatto che il videogioco abbia una sua cultura specifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando emergono simili interrogativi, per\u00f2, di solito so cosa c\u2019\u00e8 davvero sotto: il videogioco pu\u00f2 essere cultura alta? La vera domanda \u00e8 questa qui. E mi capit\u00f2 anche di sentirla per davvero, in pi\u00f9 occasioni. Una volta venne formulata da un giornalista, durante l\u2019inaugurazione di una <em>gaming zone<\/em> in una biblioteca. Forse gli sembrava un peccato che quel \u2018tempio\u2019 della cultura libresca venisse aggredito dai rozzi videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per me letteratura e videogiochi hanno la stessa bellezza, per cui non mi pongo il problema. Rientreranno nella \u201ccultura alta\u201d quando qualcuno decider\u00e0 di etichettarli in quel modo. \u00c8 accaduto con il cinema e sta accadendo con i fumetti, pur con qualche resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che interessa a me, semmai, \u00e8 che giocare ai videogiochi mi aiuta ad apprezzare meglio certi libri. E viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rigettare il medium videoludico nel suo insieme sulla base di un paio di videogiochi che si sono intravisti sarebbe come rigettare tutta la letteratura perch\u00e9 ci si \u00e8 imbattuti in un brutto romanzo, magari ben sponsorizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiunque lettore o lettrice vi saprebbe ovviamente dire che c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9, e non avrebbe nemmeno bisogno di doversi giustificare in tal senso. Anche con i videogiochi c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da parte mia posso solo consigliare di leggere un libro \u2013 uno che sia nelle nostre corde \u2013 a chi ama i videogiochi. E di provare un videogioco \u2013 anche qui, uno nelle nostre corde \u2013 a chi ama i libri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente ci sono delle differenze, ma la sfida sta proprio qui. Dei videogiochi, per esempio, apprezzo moltissimo la gestione degli spazi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 bello immaginare un paesaggio nella propria mente, partendo dalla descrizione presente in un libro, ma \u00e8 anche affascinante poter esplorare uno spazio videoludico, intervenire su di esso, muoversi liberamente al suo interno, scoprirne i confini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il desiderio di avventura torna ad affacciarsi grazie a certi videogiochi, soprattutto quelli che sono definiti <em>open world<\/em>, in cui poter esplorare pi\u00f9 o meno liberamente un ampio mondo, dandosi i propri tempi e i propri ritmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, oggi, le mappe del nostro mondo rivelano tutto, non nascondono pi\u00f9 alcun segreto, negli spazi videoludici si cela quella meraviglia della scoperta, quel desiderio di esplorare nuovi territori, che ha ispirato un\u2019ampia casistica di produzioni letterarie. Penso a <em>Cuore di tenebra<\/em>, per fare giusto un esempio, quando il suo narratore racconta della giovanile passione per le mappe che aveva sviluppato, col suo desiderio di poter un giorno esplorare quelle aree ancora vuote sul mappamondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima o poi, anche nei videogiochi, si arriver\u00e0 comunque a un confine, certo. Come Alessandro Magno in <em>Alexandros<\/em> di Pascoli, giunto al limite estremo del mondo, dinnanzi all\u2019oceano. I mondi videoludici vivono all\u2019interno di questa tensione, tra il desiderio di buttarsi continuamente a capofitto nella loro esplorazione, passo dopo passo, e il languore che subentra nel momento in cui si \u00e8 visto tutto, quando la mappa non ha altri segreti da rivelarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a> A differenza delle conquiste di Alessandro Magno, per\u00f2, avremo sempre un altro videogioco da poter avviare e vivere. In un ciclo idealmente infinito di avventure videoludiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Elisabetta Betty L&#8217;Innocente Abstract Le jeu est ph\u00e9nom\u00e8ne total. Il int\u00e9resse l&#8217;ensemble des activit\u00e9s et des ambitions humaines.Aussi est-il bien peu de disciplines &#8211; de la p\u00e9dagogie aux math\u00e9matiques en passant par l&#8217;histoire et la sociologie &#8211; qui ne puissent pas l&#8217;\u00e9tudier fructueusement par quelque biais. 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