{"id":1996,"date":"2022-02-26T08:46:23","date_gmt":"2022-02-26T07:46:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=1996"},"modified":"2022-02-26T08:46:28","modified_gmt":"2022-02-26T07:46:28","slug":"il-latino-sbarca-nel-semantic-web-la-knowledge-base-lila","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/il-latino-sbarca-nel-semantic-web-la-knowledge-base-lila\/","title":{"rendered":"Il latino sbarca nel Semantic Web. La Knowledge Base LiLa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <strong><em>Marco Passarotti* <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Questo articolo presenta LiLa, una Knowledge Base fondata sui principii del paradigma Linked Data (adottato nel Semantic Web) il cui obiettivo \u00e8 rendere interoperabili in Rete risorse linguistiche, sia lessicali che testuali, della lingua latina. Dopo un\u2019introduzione dedicata alle diverse fasi metodologiche attraversate lungo la storia della Linguistica Computazionale, l\u2019articolo fornisce una breve panoramica delle risorse linguistiche disponibili per il latino, per poi concentrarsi sull\u2019applicazione dei principii Linked Data ai (meta)dati di tipo linguistico. Viene quindi descritta l\u2019architettura della Knowledge Base LiLa che \u00e8 mostrata attraverso alcuni esempi specifici del suo uso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">This paper introduces the LiLa Knowledge Base, a collection of both lexical and textual resources for Latin made interoperable on the Web by applying the principles of the Linked Data paradigm (widely adopted in the Semantic Web). After discussing the different methodological phases through which Computational Linguistics has passed across its history, the paper presents a brief overview of the currently available linguistic resources for Latin, to focus then on the use of the Linked Data principles for the description of linguistic (meta)data. The architecture of the LiLa Knowledge Base is shown through a number of examples of its use.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parole chiave<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Linguistica Computazionale, Risorse Linguistiche, Latino, Linguistic Linked Open Data, Ontologie<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Quando nel 1949 il gesuita trentaseienne Roberto Busa si sedette nello studio del grande capo dell\u2019IBM Thomas Watson Sr. a New York aveva ben chiaro cosa avrebbe voluto realizzare. Si era convinto che i computer, allora enormi macchine rumorose che occupavano intere stanze, avrebbero potuto portare una svolta metodologica nello studio dei testi: la computazione, innanzitutto quantitativa, del dato linguistico avrebbe fornito la documentazione empirica essenziale e oggettiva su cui fondare ogni considerazione di tipo qualitativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Busa incontrava Watson con la solidit\u00e0 di chi sente di avere in mano un\u2019intuizione alla base di una rivoluzione inevitabile e assoluta: \u201cse l\u2019idea non fosse venuta a me, sarebbe venuta certamente a qualcun altro\u201d, era solito ripetere padre Busa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Fu l\u2019inizio di una storia trentennale, che port\u00f2 alla pubblicazione tra il 1974 e il 1980 dell\u2019Index Thomisticus (Busa, 1974-1980), le concordanze e il corpus lemmatizzato dell\u2019opera omnia di Tommaso d\u2019Aquino: un totale di circa undici milioni di parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nel frattempo, gli studi computazionali sul linguaggio si era andati diffondendo in tutto il mondo. Dopo la presa di coscienza dei limiti della ricerca sulla traduzione automatica, messi nero su bianco dal rapporto ALPAC del 1966 (National Research Council &amp; ALPAC, 1966), la Linguistica Computazionale, che la storia vuole nominata tale proprio dai membri di ALPAC, si era concentrata sullo sviluppo di strumenti di analisi linguistica automatica fondamentale, quali sono la lemmatizzazione (ovvero, la riduzione delle parole di un testo alla loro forma di citazione convenzionale sui dizionari), l\u2019attribuzione delle parti del discorso (come Nome, Verbo e Aggettivo) e dei tratti morfologici (genere, numero, modo, tempo etc.). Insomma, si lavorava affinch\u00e9 i computer potessero realizzare da soli l\u2019analisi grammaticale di un testo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Parallelamente, la disponibilit\u00e0 di strumenti di analisi linguistica automatica favoriva lo sviluppo di corpora arricchiti con siffatte analisi, ovvero raccolte di testi a cui sono associati diversi livelli di \u2018annotazione metalinguistica\u2019: ciascuna parola dei testi \u00e8 accompagnata dalla sua parte del discorso, dal lemma e, a volte, anche dai tratti morfologici. Strumenti e (meta)dati, dunque: il pane quotidiano di cui si nutre e che produce chi fa Linguistica Computazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">A partire dagli anni Novanta del secolo scorso si fa strada il termine \u201crisorse linguistiche\u201d, introdotto dal compianto prof. Antonio Zampolli, fondatore dell\u2019Istituto di Linguistica Computazionale del CNR di Pisa e, giovane, collaboratore di Busa all\u2019Index Thomisticus.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Le \u201crisorse linguistiche\u201d sono raccolte di dati linguistici, macroscopicamente categorizzabili in due tipi: risorse testuali (i corpora, appunto) e risorse lessicali (come i lessici, o i dizionari). Proprio con gli anni Novanta, la crescita progressiva di disponibilit\u00e0 di evidenza empirica di tipo linguistico raccolta in forma di risorse \u00e8 stata il vol\u00e0no che, in una sorta di circolo virtuoso, ha portato a una svolta empirista nel trattamento automatico del linguaggio: vengono sviluppati strumenti di tipo probabilistico che fanno machine-learning, ovvero \u2018imparano\u2019 regolarit\u00e0 a partire da un insieme di dati di addestramento che consistono, appunto, in corpora testuali (pi\u00f9, o meno annotati). Il circolo \u00e8 virtuoso in quanto risorse pi\u00f9 grandi consentono addestramenti migliori e, quindi, strumenti che forniscono prestazioni pi\u00f9 accurate, che, a propria volta, favoriscono lo sviluppo di ulteriori corpora annotati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La svolta empirista oggi \u00e8 scoppiata anche alla luce del fatto che viviamo il tempo dei cosiddetti \u2018big data\u2019. Siamo circondati dai dati. Quotidianamente vengono prodotti e resi a diverso titolo accessibili in Rete milioni di testi scritti, video e audio, cos\u00ec come d\u2019immagini; una ricerca condotta dalla piattaforma di Business Intelligence Domo nel 2017 ha calcolato che ogni giorno vengono condivise su Snapchat pi\u00f9 di 500.000 fotografie, vengono inviate pi\u00f9 di 100.000 e-mail di spam, sono pubblicate circa 600 nuove pagine di Wikipedia, Google conduce quasi 4 milioni di ricerche, pi\u00f9 di 15 milioni di testi vengono inviati e circa mezzo milione di tweet sono prodotti su Twitter (<a href=\"https:\/\/www.domo.com\/learn\/data-never-sleeps-5?aid=ogsm072517_1&amp;sf100871281=1\">https:\/\/www.domo.com\/learn\/data-never-sleeps-5?aid=ogsm072517_1&amp;sf100871281=1<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Molti dei dati digitali che sono parte della nostra vita sono di tipo linguistico, comprese queste parole pubblicate su una rivista online. \u00c8 il paradiso del paradigma empirista, che oggi pu\u00f2 facilmente avere a disposizione miliardi di occorrenze di parole sulla cui base addestrare strumenti di trattamento automatico del linguaggio in modalit\u00e0 non supervisionata, ovvero senza neppure il bisogno di arricchire i dati con annotazione metalinguistica (si veda ad esempio la tecnica di machine-learning implementata nel sistema BERT di Google (Tenney at alii, 2019)).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le risorse linguistiche per il latino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">In questa corsa alla realizzazione di risorse linguistiche per le pi\u00f9 diverse lingue non \u00e8 mancata la partecipazione del latino, all\u2019origine della Linguistica Computazionale grazie proprio al lavoro di Busa sui testi di Tommaso d\u2019Aquino. Chiunque si occupi di lingue antiche, infatti, non pu\u00f2 prescindere dal quotidiano confronto con i dati testuali, uniche voci che ancora fanno risuonare quelle lingue morte, ovvero ormai prive di parlanti nativi. Per questa ragione, i classicisti sono sempre stati tra coloro che massimamente hanno fatto ricorso a grandi raccolte di testi, in quanto supporti essenziali alla ricerca. Risale agli anni Sessanta l\u2019avvio della realizzazione del corpus elettronico lemmatizzato di testi classici prodotto dal laboratorio LASLA a Liegi (<a href=\"http:\/\/web.philo.ulg.ac.be\/lasla\/\">http:\/\/web.philo.ulg.ac.be\/lasla\/<\/a>), che, solo per il latino, oggi raccoglie pi\u00f9 di 130 testi per un totale di circa un milione e settecentomila parole. E dagli anni Ottanta il Packard Humanities Institute (<a href=\"https:\/\/packhum.org\/texts.html\">https:\/\/packhum.org\/texts.html<\/a>) e la Perseus Digital Library (<a href=\"http:\/\/www.perseus.tufts.edu\/hopper\/\">http:\/\/www.perseus.tufts.edu\/hopper\/<\/a>) hanno prodotto e messo a disposizione sostanziose raccolte di testi greci e latini in formato digitale, sviluppando contestualmente strumenti di ricerca linguistica che consentissero agli utenti di estrarre facilmente informazione dai dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Con gli anni Duemila, la ricerca nel settore si \u00e8 innanzitutto concentrata sull\u2019arricchimento delle raccolte testuali latine disponibili con livelli di annotazione pi\u00f9 \u201calti\u201d rispetto alla lemmatizzazione e alla morfologia, particolarmente sviluppando \u2018treebank\u2019, ovvero corpora annotati a livello sintattico, in cui la sintassi di ogni frase dei testi l\u00ec inclusi \u00e8 rappresentata graficamente in termini di alberi sintattici (\u2018tree\u2019). Risale al 2006 l\u2019avvio delle prime due treebank della lingua latina, ovvero la Latin Dependency Treebank, che raccoglie testi di epoca classica per un totale di circa 55.000 parole (Bamman &amp; Crane, 2007) e la Index Thomisticus Treebank con pi\u00f9 di 500,000 parole (Passarotti, 2019). A queste si sono successivamente aggiunti il corpus PROIEL (Eckhoff et alii, 2018), la Late Latin Charter Treebank (Korkiakangas, 2021) e la raccolta delle opere latine di Dante Alighieri UDante (Cecchini et alii, 2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Contemporaneamente al lavoro dedicato allo sviluppo di corpora sintattici per il latino, sono state realizzate anche numerose nuove risorse lessicali digitali, che vanno ad affiancarsi alla lunga tradizione lessicografica delle lingue classiche. Tra esse, meritevoli di menzione sono Latin WordNet (Minozzi, 2017), il lessico morfologico-derivazionale Word Formation Latin (Litta &amp; Passarotti, 2019) e il lessico di valenza Latin Vallex (Passarotti et alii, 2016).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Raccogliere e fare interagire le risorse linguistiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Tutta questa disponibilit\u00e0 di risorse linguistiche ha sollevato il problema della loro reperibilit\u00e0 e compatibilit\u00e0. Infatti, che le risorse siano accessibili in luoghi sparsi e in molteplici modalit\u00e0, oltre che seguano criteri diversi di registrazione dei (meta)dati rappresenta un forte limite al loro utilizzo da parte della comunit\u00e0 scientifica, che incontra numerose difficolt\u00e0 in fase sia di reperimento che di reciproca interazione tra le risorse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ecco, dunque, che, per far fronte a questa difficolt\u00e0, ormai da pi\u00f9 di un decennio \u00e8 stata resa disponibile l\u2019infrastruttura CLARIN (<a href=\"http:\/\/www.clarin.eu\">www.clarin.eu<\/a>), che rappresenta un luogo condiviso dove le risorse possono essere pubblicate, indagate e, nella maggior parte dei casi, scaricate, sollevando cos\u00ec gli utenti dalla necessit\u00e0 di cercare i (meta)dati che servono loro nei repository dei diversi sviluppatori e distributori di risorse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Costituito un luogo comune dove depositare e trovare le risorse linguistiche, la sfida attuale consiste nel farle interagire tra loro, ovvero creare \u2018interoperabilit\u00e0\u2019 tra risorse distribuite sul web. Ad oggi, in CLARIN tale interoperabilit\u00e0 pu\u00f2 essere realizzata a livello dei metadati descrittivi delle risorse attraverso la cosiddetta Component MetaData Infrastructure (CMDI) (Broeder et alii, 2022), che raccoglie \u2018componenti\u2019, ovvero gruppi di metadati semanticamente coerenti, che vengono connessi a un registro di concetti condiviso (il CLARIN Concept Registry) (Schuurman et alii 2016). Tuttavia, tali concetti non sono (ancora) messi in relazione con quelli di altri schemi\/ontologie e, soprattutto, non arrivano a consentire una rappresentazione dei dati pi\u00f9 granulari, siano essi lessicali (come, ad esempio, le entrate lessicali dei dizionari) o testuali (le singole parole nei testi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Una soluzione alla sfida sollevata dall\u2019interoperabilit\u00e0 granulare tra le risorse linguistiche \u00e8 venuta negli ultimi anni dall\u2019applicazione dei principii del paradigma Linked Data a dati linguistici da parte della dinamica comunit\u00e0 scientifica dei cosiddetti Linguistic Linked Open Data (LLOD), che ha realizzato una serie di ontologie specificamente dedicate alla rappresentazione di informazione (meta)linguistica e un cloud di risorse linguistiche interoperabili in quanto pubblicate in modalit\u00e0 Linked Data (LOD Cloud: <a href=\"https:\/\/lod-cloud.net\">https:\/\/lod-cloud.net<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il paradigma Linked Data e la LiLa Knowledge Base<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Proprio il latino si trova in una posizione tale da segnare lo stato dell\u2019arte nell\u2019interoperabilit\u00e0 tra le risorse linguistiche in Linked Data. Nel giugno del 2018, infatti, ha preso avvio un progetto finanziato dallo European Research Council (ERC) che ha come obiettivo proprio la realizzazione di una Knowledge Base di risorse latine interoperabili secondo il paradigma Linked Data.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il progetto, nominato \u2018LiLa: Linking Latin\u2019 (https:\/\/lila-erc.eu\/), che ho l\u2019onore di guidare come Principal Investigator, \u00e8 attualmente in corso presso il centro di ricerca CIRCSE dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano e durer\u00e0 fino al 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L\u2019architettura della LiLa Knowledge Base \u00e8 fondata sul ruolo centrale assegnato al lemma, attraverso cui le componenti delle varie risorse linguistiche entrano in reciproca interazione. La Figura 1 la mostra: le risorse lessicali sono costituite da entrate lessicali, che descrivono propriet\u00e0 di parole; le risorse testuali includono occorrenze di parole in testi (\u2018token\u2019); gli strumenti di Trattamento Automatico del Linguaggio (TAL; in inglese Natural Language Processing: NLP) producono in output diversi tipi di analisi linguistiche, tra cui anche token (tokenizzatori), che a propria volta sono input di altri strumenti di TAL (come, ad esempio, un parser sintattico). Tutte queste componenti sono rese interoperabili in LiLa attraverso il loro collegamento (\u2018linking\u2019) a una raccolta di forme di citazione, ovvero lemmi, del latino (chiamata \u2018Lemma Bank\u2019) che rappresenta il cuore stesso della Knowledge Base.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"618\" height=\"539\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1997\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-4.png 618w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-4-300x262.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-4-600x523.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 618px) 100vw, 618px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 1. L\u2019architettura fondamentale di LiLa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Attraverso il linking delle diverse risorse linguistiche a LiLa \u00e8 possibile operare query complesse che fanno uso dei (meta)dati da esse forniti, come cercare in diversi corpora tutte le occorrenze testuali di parole con certe propriet\u00e0 lessicali, quale ad esempio la presenza di un certo affisso derivazionale registrata nel lessico morfologico-derivazionale Word Formation Latin.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L\u2019interoperabilit\u00e0 tra le risorse sul web in LLOD \u00e8 resa possibile facendo fronte ai principii del paradigma Linked Data (Berners-Lee, 2006), che stabiliscono di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>assegnare identificativi unici (URI: Uniform Resource Identifiers) alle \u2018cose\u2019 con cui si ha a che fare;<\/li><li>utilizzare un protocollo di comunicazione come http al fine di consentire di individuare e osservare le \u2018cose\u2019;<\/li><li>utilizzare standard per rappresentare e ricercare le \u2018cose\u2019, come RDF (Resource Description Framework) (Lassila &amp; Swick, 1998) e SPARQL (SPARQL Protocol and RDF Query Language) (Prud\u2019Hommeaux &amp; Seaborne, 2008);<\/li><li>includere link ad altri URI, per consentire di scoprire altre \u2018cose\u2019.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nel caso di LiLa, e pi\u00f9 in generale dei LLOD, le \u2018cose\u2019 con cui si ha a che fare sono (meta)dati linguistici: parole, parti del discorso, relazioni sintattiche, affissi, morfemi etc. Questi (meta)dati, forniti dalle varie risorse linguistiche, interagiscono tra di loro grazie alla loro rappresentazione attraverso una \u201clingua\u201d comune, ovvero un vocabolario condiviso che stabilisce quali siano le classi degli oggetti in questione e le relazioni che si possono istituire tra essi. Siffatte descrizioni formali di \u201cci\u00f2 che c\u2019\u00e8\u201d sono, non a caso, chiamate \u2018ontologie\u2019. Le risorse linguistiche in LLOD, dunque, devono essere rappresentate utilizzando ontologie comuni, fondandosi su un modello dei dati comune. Questo modello \u00e8 RDF, che \u00e8 incentrato sull\u2019idea di \u2018tripla\u2019: il Semantic Web, che \u00e8 la realizzazione pi\u00f9 manifesta del paradigma Linked Data, \u00e8 costituito da miliardi di triple, ovvero relazioni tra un \u2018Soggetto\u2019 e un \u2018Oggetto\u2019 attraverso un Predicato, chiamato \u2018Propriet\u00e0\u2019. Le ontologie stabiliscono quali Propriet\u00e0 possono connettere quali classi di Soggetti a quali classi di Oggetti. Ad esempio, un Soggetto di una tripla in LiLa pu\u00f2 essere un\u2019occorrenza di parola in un testo fornito da un corpus (un \u2018token\u2019), che \u00e8 linkata attraverso una Propriet\u00e0 definita in un\u2019ontologia (hasLemma) a un Oggetto che \u00e8 il suo lemma nella Lemma Bank di LiLa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Lemma Bank di LiLa \u00e8 fondata sul vocabolario di OntoLex Lemon (McCrae et alii, 2017), i cui elementi fondamentali sono mostrati dalla Figura 2.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"456\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-5.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1998\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-5.png 717w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-5-300x191.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-5-600x382.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 2. OntoLex Lemon<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La Lemma Bank di LiLa \u00e8 un insieme di individui della classe Form; in particolare, si tratta di Canonical Form, forme di parole convenzionalmente scelte per rappresentare un\u2019entrata lessicale (Lexical Entry), ovvero lemmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La Figura 3 mostra alcuni esempi di triple in una visualizzazione a grafo adottata in LiLa sulla base di LodLive (Camarda et alii, 2012), dove i Soggetti e gli Oggetti sono rappresentati in termini di nodi e le Propriet\u00e0 sono frecce che connettono nodi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"842\" height=\"620\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-6.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1999\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-6.png 842w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-6-300x221.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-6-768x566.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-6-600x442.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 3. Alcune triple di LiLa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L\u2019immagine riportata in Figura 3 \u00e8 centrata intorno al nodo per il lemma <em>aestimo<\/em> (con variante grafica <em>aestumo<\/em>), che \u00e8 un individuo della classe Lexical Form di OntoLex Lemon e fa parte della Lemma Bank di LiLa. Questo nodo \u00e8 linkato, attraverso la Propriet\u00e0 hasBase, a un nodo nominato (ovvero \u201cche ha label\u201d) \u201cBase of aestimo\u201d, che funge da collettore cui sono connessi tutti i lemmi della Lemma Bank formati con la medesima base lessicale di <em>aestimo<\/em>, come ad esempio <em>aestimabilis<\/em> (visibile in Figura 3). Inoltre, ciascun lemma della Lemma Bank che includa uno o pi\u00f9 elementi affissali nella propria formazione \u00e8 linkato ad esso\/i: nel caso di <em>aestimabilis<\/em>, il lemma \u00e8 linkato tramite la Propriet\u00e0 hasSuffix al nodo per il suffisso &#8211;<em>bil<\/em>, che a propria volta \u00e8 collettore di tutti i lemmi della Lemma Bank formati con quell\u2019affisso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il nodo di <em>aestimo\/aestumo<\/em> \u00e8 altres\u00ec collegato attraverso la Propriet\u00e0 canonicalForm di OntoLex Lemon a un individuo della classe Lexical Entry, che \u00e8 l\u2019entrata lessicale <em>aestimo<\/em> in una porzione di Latin WordNet controllata manualmente (Franzini et alii, 2019). Tale entrata lessicale \u00e8 linkata attraverso la Propriet\u00e0 di OntoLex Lemon evoke (inversamente: isEvokedBy) a un individuo di classe Lexical Concept (del medesimo vocabolario) che consiste nel WordNet synset identificato con il codice 00660971-v nel Princeton WordNet (<a href=\"http:\/\/wordnet-rdf.princeton.edu\">http:\/\/wordnet-rdf.princeton.edu<\/a>), che ha glossa \u201cestimate the value of\u201d. A questo nodo sono connessi tutti i lemmi della Lemma Bank che lo \u2018evocano\u2019: in Figura 3 sono visibili i nodi per i lemmi <em>existimo<\/em> e <em>puto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Infine, al nodo di <em>aestimo\/aestumo<\/em> sono linkati i nodi di tutti i token per le occorrenze di quel lemma nei vari corpora testuali inclusi nella Knowledge Base LiLa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento: le risorse linguistiche per il latino rese interoperabili in LiLa sono le seguenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risorse testuali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Index Thomisticus Treebank (<a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/data\/corpora\/ITTB\/id\/corpus\">https:\/\/lila-erc.eu\/data\/corpora\/ITTB\/id\/corpus<\/a>), sia nella versione originale che in quella convertita nello schema di annotazione Universal Dependencies (Cecchini et alii, 2018);<\/li><li>UDante (https:\/\/lila-erc.eu\/data\/corpora\/UDante\/id\/corpus);<\/li><li>il testo di una breve commedia anonima della tarda antichit\u00e0 dal titolo <em>Querolus sive Aulularia<\/em> (https:\/\/lila-erc.eu\/data\/corpora\/Querolus\/id\/citationUnit\/QuerolussiveAulularia);<\/li><li>il corpus di testi latini di LASLA (https:\/\/lila-erc.eu\/data\/corpora\/Lasla\/id\/corpus);<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risorse lessicali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Word Formation Latin (https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/WFL\/Lexicon);<\/li><li><em>Etymological Dictionary of Latin &amp; the Other Italic Languages<\/em> (<a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/BrillEDL\/Lexicon\">https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/BrillEDL\/Lexicon<\/a>) (De Vaan, 2018);<\/li><li>Latin Vallex (https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/LatinVallex\/Lexicon);<\/li><li><em>Index Graecorum Vocabulorum in Linguam Latinam Translatorum<\/em> (https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/IGVLL\/Lexicon): una lista di 1.763 prestiti greci in latino (Franzini et alii, 2020);<\/li><li>LatinAffectus (<a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/LatinAffectus\/Lexicon\">https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/LatinAffectus\/Lexicon<\/a>): un lessico che assegna un valore di polarit\u00e0 a un insieme di pi\u00f9 di 2.500 aggettivi e nomi latini (Sprugnoli et alii, 2020);<\/li><li>il dizionario bilingue Latino-Inglese curato da Ch.T. Lewis e Ch. Short pubblicato nel 1879 presso Harper and Oxford University Press (<a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/LewisShort\/Lexicon\">https:\/\/lila-erc.eu\/data\/lexicalResources\/LewisShort\/Lexicon<\/a>) (Mambrini et alii, 2021).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Presso <a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/query\/\">https:\/\/lila-erc.eu\/query\/<\/a> \u00e8 disponibile un\u2019interfaccia grafica che consente di operare ricerche sulla Knowledge Base a partire dalle entrate della Lemma Bank. La Figura 4 mostra uno screenshot dell\u2019interfaccia che presenta il risultato di una query che cerca le entrate della Lemma Bank che hanno lemma=aestimo e pos=verb (pos: part of speech). Nella parte bassa della Figura \u00e8 presentato l\u2019unico lemma corrispondente ai criteri di query. Sulla riga dell\u2019output relativo a <em>aestimo<\/em>, oltre al nome del lemma e alla sua parte del discorso sono riportate alcune icone. Un gruppo di quattro icone indica le risorse lessicali in cui \u00e8 presente il lemma in questione: nell\u2019ordine, Word Formation Latin, il dizionario di Lewis &amp; Short, Latin WordNet e il dizionario etimologico di De Vaan. Cliccando su una di queste icone, vengono mostrati i contenuti dell\u2019entrata lessicale nella risorsa in questione. L\u2019icona rettangolare con tre righe \u00e8 un link al datasheet del lemma, ovvero una pagina che riassume le triple del Soggetto (in questo caso, il lemma <em>aestimo<\/em>, ovvero l\u2019individuo con URI <a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/data\/id\/lemma\/87940\">https:\/\/lila-erc.eu\/data\/id\/lemma\/87940<\/a>). Infine, l\u2019icona costituita da tre piccole palle rimanda alla visualizzazione LodLive del nodo del lemma <em>aestimo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1003\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-7.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2000\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-7.png 1003w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-7-300x144.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-7-768x368.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-7-600x287.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 4. L\u2019interfaccia di query della Lemma Bank di LiLa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Un altro servizio di LiLa \u00e8 l\u2019endpoint presso cui comporre e lanciare query SPARQL sulla Knowledge Base (<a href=\"https:\/\/lila-erc.eu\/sparql\/\">https:\/\/lila-erc.eu\/sparql\/<\/a>). Una serie di query precompilate \u00e8 messa a disposizione degli utenti che non avessero dimestichezza con il linguaggio SPARQL.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Dopo essersi concentrata per decenni sullo sviluppo di raccolte di dati linguistici lessicali e testuali, oltre che di strumenti per analizzarli automaticamente, alla svolta del nuovo millennio la ricerca di area linguistico-computazionale si \u00e8 trovata davanti alla sfida, ineludibile, di valorizzare al meglio questa massa di (meta)dati, non solo in quanto essenziale supporto all\u2019addestramento di strumenti di TAL in modalit\u00e0 machine-learning, ma anche come documentazione a fondamento di ricerche linguistico-teoriche empiricamente motivate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ad oggi, l\u2019approccio che sembra essere pi\u00f9 promettente perch\u00e9 tale valorizzazione si realizzi pienamente consiste nello sviluppo di un ecosistema condiviso e aperto (ovvero, accessibile ed estendibile) in cui i (meta)dati delle risorse linguistiche possano interagire, fornendo agli utenti la possibilit\u00e0 di combinarli secondo esigenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Applicare i principii del paradigma Linked Data alle risorse linguistiche \u00e8 il modo su cui la ricerca sta attualmente lavorando per portare a compimento un siffatto ecosistema interoperabile. Si tratta di un esempio, auspicabilmente virtuoso, di interdisciplinarit\u00e0: un paradigma sviluppato originariamente per mettere in atto gli obiettivi del Semantic Web \u00e8 applicato a (meta)dati linguistici e, nello specifico, a testi e lessici latini. Il naturale e intimo rapporto che gli studi classici mantengono con l\u2019evidenza testuale \u00e8 la ragione di fondo che spinge e motiva questa interdisciplinarit\u00e0: come il latino \u00e8 stata una delle prime lingue trattate a computer, grazie ai lavori di padre Busa, cos\u00ec oggi il latino \u00e8 la lingua che pu\u00f2 vantare il pi\u00f9 granulare livello di interoperabilit\u00e0 tra le sue risorse grazie alla LiLa Knowledge Base, che consente l\u2019interazione a livello della singola occorrenza di parola e della singola entrata lessicale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo pi\u00f9 prossimo \u00e8 fare vivere davvero LiLa, portando le risorse digitali, gli strumenti computazionali di analisi linguistica e la loro interoperabilit\u00e0 sul tavolo di lavoro quotidiano del classicista: \u00e8 un\u2019ulteriore sfida, che riguarda non solo la ricerca, ma anche, e forse soprattutto, la formazione alla ricerca. Non sar\u00e0 banale affrontarla, dato un certo grado di conservatorismo riottoso non infrequente nel mondo degli studi classici: ma \u00e8 inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ringraziamenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto \u201cLiLa: Linking Latin\u201d \u00e8 finanziato dallo European Research Council (ERC) nell\u2019ambito del programma Horizon 2020 \u2013 Grant Agreement N. 769994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bamman, D. &amp; Crane, G. (2007), The Latin Dependency Treebank in a cultural heritage digital library, in Sporleder, C., van den Bosch, A. &amp; Grover, C. (eds.), Proceedings of the Workshop on Language Technology for Cultural Heritage Data (LaTeCH 2007) (33-40), Prague: Association for Computational Linguistics.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Berners-Lee, T. (2006), Linked Data, <a href=\"https:\/\/www.w3.org\/DesignIssues\/LinkedData.html\">https:\/\/www.w3.org\/DesignIssues\/LinkedData.html<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Broeder, D., Windhouwer, M., Van Uytvanck, D., Goosen, T. &amp; Trippel, T. (2022), CMDI: a component metadata infrastructure, in Arranz, V., Broeder, D., Gaiffe, B., Gavrilidou, M., Monachini, M. &amp; Trippel, T. (eds.), Proceedings of the Workshop \u201cDescribing language resources with metadata: towards flexibility and interoperability in the documentation of language resources\u201d (1-4), Paris: European Language Resources Association.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Busa, R. (1974-1980), Index Thomisticus, Stuttgart-Bad Cannstatt: Frommann-Holzboog.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camarda, D.V., Mazzini, S. &amp; Antonuccio, A. (2012), LodLive, exploring the web of data, in Sack, H., Pellegrini, T., Presutti, V. &amp; Pinto, H.S. (eds.), Proceedings of the 8th International Conference on Semantic Systems (197-200), New York: Association for Computing Machinery.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cecchini, F.M., Passarotti, M., Marongiu, P. &amp; Zeman, D. (2018), Challenges in converting the Index Thomisticus treebank into universal dependencies, in De Marneffe, M.C., Lynn, T. &amp; Schuster, S. (eds.), Proceedings of the Second Workshop on Universal Dependencies (UDW 2018) (27-36), Bruxelles: Association for Computational Linguistics.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cecchini, F.M., Sprugnoli, R., Moretti, G. &amp; Passarotti, M. (2020), UDante: First Steps Towards the Universal Dependencies Treebank of Dante&#8217;s Latin Works, in Monti, J., Dell\u2019Orletta, F. &amp; Tamburini, F. (eds.), Proceedings of the Seventh Italian Conference on Computational Linguistics (1-7), Bologna: CEUR Workshop Proceedings.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">De Vaan, M. (2008), Etymological dictionary of Latin and the other Italic languages, Boston-Leiden: Brill.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eckhoff, H., Bech, K., Bouma, G., Eide, K., Haug, D., Haugen, O.E. &amp; J\u00f8hndal, M. (2018), The PROIEL treebank family: a standard for early attestations of Indo-European languages, \u201cLanguage Resources and Evaluation\u201d, 52(1), 29-65.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Franzini, G., Peverelli, A., Ruffolo, P., Passarotti, M., Sanna, H., Signoroni, E., Venturi, V. &amp; Zampedri, F. (2019), Nunc Est Aestimandum: Towards an Evaluation of the Latin WordNet, in Bernardi, R., Navigli, R. &amp; Semeraro, G. (eds.), Proceedings of the Sixth Italian Conference on Computational Linguistics (1-8), Bari: CEUR Workshop Proceedings.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Korkiakangas, T. (2021), Late Latin Charter Treebank: contents and annotation, \u201cCorpora\u201d, 16(2), 191-203.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lassila, O &amp; Swick, R.R. (1998), Resource description framework (RDF) model and syntax specification, <a href=\"http:\/\/citeseerx.ist.psu.edu\/viewdoc\/summary?doi=10.1.1.44.6030\">http:\/\/citeseerx.ist.psu.edu\/viewdoc\/summary?doi=10.1.1.44.6030<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Litta, E. &amp; Passarotti, M. (2019), (When) inflection needs derivation: a word formation lexicon for Latin, in Holmes, N., Ottink, M., Schrickx, J. &amp; Selig, M. (eds.), Lemmata Linguistica Latina. Volume I: Words and Sounds (224-239), Berlin-Boston: Walter de Gruyter GmbH.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mambrini, F., Litta, E., Passarotti, M. &amp; Ruffolo, P. (2021), Linking the Lewis &amp; Short Dictionary to the LiLa Knowledge Base of Interoperable Linguistic Resources for Latin, in Fersini, E., Passarotti, M. &amp; Patti, V. (eds.), Proceedings of the Eighth Italian Conference on Computational Linguistics (1-7), Milano: CEUR Workshop Proceedings.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">McCrae, J.P., Bosque-Gil, J., Gracia, J., Buitelaar, P. &amp; Cimiano, P. (2017), The Ontolex-Lemon model: development and applications, in Kosem, I., Tiberius, C., Jakubicek, M., Kallas, J., Krek, S. &amp; Baisa, V. (eds.), Proceedings of eLex 2017 conference (19-21), Brno: Lexical Computing CZ s.r.o.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Minozzi, S. (2017), Latin WordNet, una rete di conoscenza semantica per il latino e alcune ipotesi di utilizzo nel campo dell\u2019Information Retrieval, in Mastandrea, P. (a cura di), Strumenti digitali e collaborativi per le Scienze dell\u2019Antichita (123-134), Venezia: Edizioni Ca\u2019 Foscari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">National Research Council (US). Automatic Language Processing Advisory Committee &amp; ALPAC (1966), Language and Machines: Computers in Translation and Linguistics; a Report (Vol. 1416), National Academies.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passarotti, M. (2019), The Project of the Index Thomisticus Treebank, in Berti, M. (ed.), Digital Classical Philology. Vol. 10 of Age of Access? Grundfragen der Informationsgesellschaft (299-320), Berlin-Boston: Walter de Gruyter GmbH.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passarotti, M., Saavedra, B.G. &amp; Onambele, C. (2016), Latin vallex. a treebank-based semantic valency lexicon for Latin, in Calzolari, N., Choukri, K., Declerck, T., Grobelnik, M., Maegaard, B., Mariani, J., Moreno, A., Odijk, J. &amp; Piperidis, S. (eds.), Proceedings of the Tenth International Conference on Language Resources and Evaluation (2599-2606), Paris: European Language Resources Association.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prud\u2019Hommeaux, E. &amp; Seaborne, A. (2008), SPARQL Query Language for RDF. W3C, <a href=\"https:\/\/www.w3.org\/TR\/rdf-sparql-query\/\">https:\/\/www.w3.org\/TR\/rdf-sparql-query\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schuurman, I., Windhouwer, M., Ohren, O. &amp; Zeman, D. (2016), CLARIN concept registry: the new semantic registry, in De Smedt, K. (ed.), Selected Papers from the CLARIN Annual Conference 2015 (62-70), Link\u00f6ping: Link\u00f6ping University Electronic Press.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sprugnoli, R., Passarotti, M., Corbetta, D. &amp; Peverelli, A. (2020), Odi et Amo. Creating, Evaluating and Extending Sentiment Lexicons for Latin, in Calzolari, N., B\u00e9chet, F., Blache, P., Choukri, K., Cieri, C., Declerck, T., Goggi, S., Isahara, H., Maegaard, B., Mariani, J., Mazo, H., Moreno, A., Odijk, J. &amp; Piperidis, S. (eds.), Proceedings of the Twelfth International Conference on Language Resources and Evaluation (3078-3086), Paris: European Language Resources Association.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenney, I., Dipanjan, D. &amp; Pavlick, E. (2019), BERT Rediscovers the Classical NLP Pipeline, in Proceedings of the 57th Annual Meeting of the Association for Computational Linguistics (4593-4601), Florence: Association for Computational Linguistics.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2001\" width=\"222\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-8.png 334w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/02\/image-8-225x300.png 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\"><strong>* Marco Passarotti<\/strong> \u00e8 Professore Ordinario di Glottologia e Linguistica presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla Linguistica Computazionale e, nello specifico, sullo sviluppo, l&#8217;uso e la distribuzione d risorse linguistiche e strumenti di trattamento automatico della lingua latina. Dal 2006 guida il progetto della Index Thomisticus Treebank. Nel 2009 ha fondato il centro di ricerca CIRCSE, di cui \u00e8 attualmente Direttore. Dal 2018 \u00e8 Principal Investigator di un ERC-Consolidator Grant (LiLa: Linking Latin).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Passarotti* Abstract Questo articolo presenta LiLa, una Knowledge Base fondata sui principii del paradigma Linked Data (adottato nel Semantic Web) il cui obiettivo \u00e8 rendere interoperabili in Rete risorse linguistiche, sia lessicali che testuali, della lingua latina. Dopo un\u2019introduzione dedicata alle diverse fasi metodologiche attraversate lungo la storia della Linguistica Computazionale, l\u2019articolo fornisce una breve panoramica delle risorse linguistiche disponibili per il latino, per poi concentrarsi sull\u2019applicazione dei principii Linked Data ai (meta)dati di tipo linguistico. Viene quindi descritta l\u2019architettura della Knowledge Base LiLa che \u00e8 mostrata attraverso alcuni esempi specifici del suo uso. Abstract This paper introduces the LiLa Knowledge Base, a<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/il-latino-sbarca-nel-semantic-web-la-knowledge-base-lila\/\">Leggi altro &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["entry","author-c-marinucci","post-1996","page","type-page","status-publish"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1996","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1996"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1996\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2002,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1996\/revisions\/2002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1996"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}