{"id":2261,"date":"2022-04-21T19:35:36","date_gmt":"2022-04-21T17:35:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=2261"},"modified":"2022-04-21T19:35:40","modified_gmt":"2022-04-21T17:35:40","slug":"dalla-pietra-al-digitale-il-progetto-epicum-tra-storia-e-scuola","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/dalla-pietra-al-digitale-il-progetto-epicum-tra-storia-e-scuola\/","title":{"rendered":"Dalla pietra al digitale: il progetto EpiCUM tra storia e scuola"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Salvatore Cristofaro, Francesca Prado, Pietro Sichera, Daria Spampinato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">The project EpiCUM (<strong>Epi<\/strong>graphs of <strong>C<\/strong>astello <strong>U<\/strong>rsino <strong>M<\/strong>useum) pursued the important objective of valorizing and making publicly available (in digital format) the 574 epigraphs of the Castello Ursino Museum in Catania. The various phases of the project (cataloguing and examination of the epigraphic material; setting-up of an exhibition; organization of an international scientific conference; encoding according to the EpiDoc schema; creation of a digital scientific edition; realization of a web platform) seen the involvement of different entities, among which, in particular, a group of students of a High School. Their activities represented a good example of work-related learning.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Keywords<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Digital epigraphy, Digital humanities, interdisciplinary collaboration, work-related learning, digital scientific edition, virtual museum, EpiDoc<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il progetto EpiCUM (<strong>Epi<\/strong>graphs of <strong>C<\/strong>astello <strong>U<\/strong>rsino <strong>M<\/strong>useum) ha perseguito l\u2019obiettivo di valorizzare e rendere largamente fruibili le 574 epigrafi custodite all\u2019interno del Museo Civico Castello Ursino di Catania. Le varie fasi in cui si \u00e8 articolato il progetto (catalogazione e analisi autoptica del materiale; allestimento di una mostra permanente; organizzazione di un convegno internazionale; codifica di informazioni epigrafiche in EpiDoc; realizzazione di un\u2019edizione scientifica digitale; creazione di una piattaforma web) hanno coinvolto diversi attori, tra cui gli studenti di un Liceo impegnati in buone pratiche di alternanza scuola-lavoro (PCTO).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parole chiave<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Epigrafia digitale, Informatica umanistica, collaborazione interdisciplinare, alternanza scuola-lavoro (PCTO), edizione scientifica digitale, museo virtuale, EpiDoc<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto EpiCUM (<strong>Epi<\/strong>graphs of <strong>C<\/strong>astello <strong>U<\/strong>rsino <strong>M<\/strong>useum) nasce a inizio 2016 dall\u2019intenzione del Comune di Catania (attraverso il Museo civico Castello Ursino) e dell\u2019Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISTC-CNR) di Catania di valorizzare il ricco <em>corpus<\/em> epigrafico custodito all\u2019interno del Museo, rendendolo facilmente fruibile attraverso un\u2019interfaccia web proposta come museo digitale multicanale. Il progetto, pensato e attuato attraverso la cooperazione di attori differenti<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, si \u00e8 articolato in pi\u00f9 fasi che hanno dato alla luce prodotti di diverso genere in grado di raggiungere svariate tipologie di pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima fase del progetto \u00e8 stata dedicata alla ricognizione e all\u2019esame autoptico del materiale epigrafico, all&#8217;allestimento di <em>Voci di Pietra, <\/em>mostra permanenteche propone una selezione di epigrafi secondo modalit\u00e0 di esposizione innovative, e all\u2019organizzazione di un convegno scientifico internazionale. Questa fase, come si dir\u00e0 nel successivo paragrafo, ha visto il coinvolgimento attivo del Liceo artistico M.M. Lazzaro in modalit\u00e0 innovative di alternanza scuola-lavoro (PCTO).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una seconda fase si \u00e8 realizzato un portale web, pensato come museo virtuale ma soprattutto come edizione scientifica digitale delle iscrizioni del Museo Civico, codificate nello standard internazionale <em>EpiDoc<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una terza fase si sono operati un aggiornamento dei dati presenti nella piattaforma digitale e l\u2019introduzione di nuovi strumenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali numerose e varie attivit\u00e0 legate a EpiCUM testimoniano i frutti di una buona collaborazione interdisciplinare che si \u00e8 rivelata capace di rispondere alle attuali esigenze di ricerca scientifica e fruibilit\u00e0 del patrimonio storico-culturale da parte di un ampio pubblico, attraverso il sapiente impiego del digitale, supportato da precisione filologica dei dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fasi del progetto e i risultati raggiunti sono veicolati attraverso il portale web<a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\"> <\/a><a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\">http:\/\/epicum.istc.cnr.it<\/a>, che si realizza come collezione di schede epigrafiche scientificamente rigorose e in grado di offrire importanti strumenti agli esperti del settore, ma anche come museo digitale, accessibile a ogni tipo di pubblico, accattivante oltre che facilmente navigabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Collaborazione interdisciplinare tra enti e istituzioni differenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fasi di gestazione e realizzazione delle varie attivit\u00e0 di EpiCUM hanno coinvolto diversi attori, ognuno dei quali si \u00e8 distinto per le proprie peculiarit\u00e0 e competenze, pur operando in continuo raccordo per la valorizzazione del materiale epigrafico (Agodi et alii, 2018).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019edizione digitale della collezione \u00e8 stata curata da Jonathan Prag<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> della Faculty of Classics della Oxford University e dall\u2019ISTC-CNR<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>, a partire dagli studi di Korhonen (Korhonen, 2004). L\u2019accertamento delle informazioni epigrafiche, il loro riscontro inventariale, la documentazione grafica e fotografica, il logo del sito, l\u2019allestimento della mostra sono stati oggetto delle attivit\u00e0 di alternanza scuola-lavoro (attualmente PCTO, Percorsi per le Competenze Trasversali e per l\u2019Orientamento) svolte dal Liceo Artistico Statale M.M. Lazzaro di Catania, in stretta cooperazione con i curatori dell\u2019edizione digitale e con la dirigenza e il personale del Museo. Le ricostruzioni 3D di alcuni reperti sono state realizzate dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell\u2019Universit\u00e0 di Catania. I dati delle schede epigrafiche sono stati organizzati anche come ontologia formale in collaborazione con studiosi del Dipartimento di Matematica e Informatica dell\u2019Universit\u00e0 di Catania (Cantone et alii, 2019). La revisione finale dei dati e la creazione di strumenti di ricerca per la piattaforma digitale hanno impegnato un tirocinio universitario e parte di un progetto di dottorato, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell\u2019Universit\u00e0 di Catania. L\u2019organizzazione del convegno scientifico internazionale si deve al proficuo dialogo tra le Universit\u00e0 di Catania e Catanzaro. In aggiunta, soggetti privati sono stati chiamati a curare le fasi di restauro, organizzazione di eventi e diffusione delle iniziative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale inedita collaborazione interdisciplinare \u00e8 risultata feconda: tutti i partner hanno messo in campo le proprie capacit\u00e0 e fornito il proprio contributo, esprimendo in maniera costruttiva esigenze e opinioni. Il coinvolgimento di pi\u00f9 enti di diversa natura, tradotto, dunque, in sapiente interazione tra differenti professionalit\u00e0,<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> ha costituito la chiave di volta dell\u2019intero progetto, garanzia fondamentale per l\u2019efficacia delle azioni svolte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo panorama meritevole di menzione \u00e8 l\u2019intento di rendere interoperabili i progetti EpiCUM e I.Sicily, correlando l\u2019intero <em>corpus<\/em> delle iscrizioni del Castello con l\u2019edizione digitale dell\u2019intera epigrafia siciliana. Il progetto I.Sicily \u00e8 entrato in connessione con EpiCUM grazie a un accordo tra il Comune di Catania e l&#8217;Universit\u00e0 di Oxford; tale <a href=\"https:\/\/www.sinonimi-contrari.it\/partnership\"><em>partnership<\/em><\/a> ha arricchito il progetto delle competenze epigrafiche necessarie alla catalogazione delle epigrafi e all&#8217;allestimento della mostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la sfida pi\u00f9 audace, ma dai risultati sorprendenti, si \u00e8 rivelata la partecipazione del Liceo artistico M.M. Lazzaro nella attivit\u00e0 di promozione del patrimonio epigrafico. Il coinvolgimento del Liceo,<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> interlocutore-destinatario insolito ma privilegiato del Museo, ha significato un novello approccio degli studenti a un tipo di bene culturale che generalmente considerano alieno pur essendo parte essenziale del proprio territorio. Essi sono stati spinti a promuovere tale patrimonio in maniera innovativa attraverso le <em>digital humanities<\/em>, nuova frontiera degli studi umanistici, e tramite l\u2019uso di linguaggi informatici moderni e specifici (ad esempio XML\/TEI). In tale prospettiva, la partecipazione degli studenti ha rappresentato anche la possibilit\u00e0 di riflettere su ipotetici sbocchi lavorativi nel settore dei Beni Culturali. L\u2019attivit\u00e0, infatti, \u00e8 andata oltre la sola esperienza didattica e ha fornito la possibilit\u00e0 di esplorare da vicino la complessit\u00e0 gestionale, amministrativa e scientifica di un museo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. La piattaforma digitale EpiCUM<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto EpiCUM, nella globalit\u00e0 delle sue fasi e attivit\u00e0, \u00e8 attualmente veicolato attraverso un portale web (<a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\">http:\/\/epicum.istc.cnr.it<\/a>) che si realizza come collezione di schede epigrafiche di robusto valore scientifico e, allo stesso tempo, come museo virtuale, attrattivo e facilmente fruibile.<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\"><strong><sup><strong><sup>[6]<\/sup><\/strong><\/sup><\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale piattaforma si \u00e8 rivelata indispensabile durante il periodo di emergenza sanitaria da Covid-19 poich\u00e9 non ha solo permesso la fruizione dell\u2019intero <em>corpus<\/em> epigrafico, ma ha costituito uno strumento indispensabile per la ricerca scientifica. Il chiosco multimediale presente nel portale web (descritto dettagliatamente nel paragrafo 3.2), inoltre, consentendo la visita virtuale della mostra <em>Voci di Pietra<\/em>, allestita all\u2019interno del Castello, ha consentito di \u201cpercorrere\u201d le sale del Museo, nonostante esso fosse chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La piattaforma EpiCUM, che si rivela principalmente un\u2019edizione scientifica digitale delle schede epigrafiche,<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> si realizza, allo stesso tempo, come museo multicanale progettato attraverso appropriate tecniche di responsive web design (RWD) e con opportuni fogli di stile; sono stati adottati gli standard <em>HTML 5<\/em>, <em>CSS3 <\/em>e <em>JavaScript<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al fine di valorizzare e promuovere l\u2019ingente patrimonio epigrafico del Castello, sia una parte visibile nella mostra \u201cVoci di Pietra\u201d, sia il resto attualmente non esposto al pubblico, il portale web \u00e8 stato dotato di una serie di strumenti che ne facilitano la fruibilit\u00e0 e rispondono agli obiettivi suddetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul lato <em>front-ent<\/em>, ogni pagina della piattaforma presenta un unico <em>layout <\/em>con loghi, font, menu, collegamenti ipertestuali ed altri elementi grafici utili alla navigazione e alla fruizione dei contenuti, che sono stati divisi in sezioni e sottosezioni, come nelle Figure 1 e 2.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-30.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2262\" width=\"835\" height=\"565\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-30.png 662w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-30-300x203.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-30-600x406.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 835px) 100vw, 835px\" \/><figcaption><strong>Figura 1.<\/strong> Home page del portale EpiCUM con il menu \u201cRISORSE\u201d<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-31.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2263\" width=\"833\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-31.png 661w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-31-300x202.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-31-600x405.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 833px) 100vw, 833px\" \/><figcaption><strong>Figura 2.<\/strong> Home page del portale EpiCUM con il menu \u201cEPIGRAFI\u201d<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello specifico, attraverso le pagine consultabili nella sezione \u201cEPIGRAFI\u201d \u00e8 possibile esplorare la collezione epigrafica sia tramite l\u2019elenco completo dei documenti, sia attraverso una ricerca avanzata, sia per mezzo di percorsi tematici, sia attraverso alcune ricostruzioni 3D. Le sottosezioni di \u201cPROGETTO EPICUM\u201d e \u201cATTIVIT\u00c0\u201d descrivono nel dettaglio tutte le fasi e le attivit\u00e0 legate al progetto EpiCUM, compresi la mostra e il convegno internazionale. Attraverso le pagine di \u201cRISORSE\u201d \u00e8 possibile consultare l\u2019elenco completo dei simboli occorrenti nelle epigrafi, i segni diacritici impiegati nell\u2019edizione scientifica digitale, la bibliografia. Infine la sezione \u201cABOUT\u201d offre informazioni sia sulle scelte editoriali e di codifica applicate al portale web e all\u2019edizione digitale, sia sui contributori coinvolti nella creazione della piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.1 La ricostruzione degli oggetti epigrafici in 3D<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accessibile dalla sezione \u201cEpigrafi\u201d, la ricostruzione in 3D ha interessato 13 epigrafi della collezione del Museo ed \u00e8 stata realizzata da alcuni studenti del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell\u2019Universit\u00e0 di Catania, coordinati da Cettina Santagati, attraverso tecniche di scansione come la fotogrammetria digitale e la scansione laser. Per la visualizzazione delle immagini 3D si \u00e8 impiegato il software 3DHOP prodotto dal Laboratorio di Visual Computing dell\u2019ISTI-CNR<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> con il supporto dell\u2019ILC-CNR<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricostruzione in 3D, di cui si pu\u00f2 osservare un esempio in Figura 3, permette di osservare e apprezzare ogni dettaglio di ciascuna delle 13 iscrizioni scelte pur non potendo, di fatto, toccare gli oggetti. In tal modo \u00e8 anche possibile svolgere un esame autoptico dei documenti epigrafici per mezzo di diversi strumenti che permettono di analizzare ogni particolare e di ricavarne le informazioni principali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-32.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2264\" width=\"838\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-32.png 755w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-32-300x166.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-32-600x333.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px\" \/><figcaption><strong>Figura 3. <\/strong>Ricostruzione 3D di EpiCUM562<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.2 Il chiosco multimediale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il chiosco multimediale rappresenta la versione web della postazione multimediale presente all\u2019interno della mostra <em>Voci di Pietra, <\/em>di cui segue le stesse direttive pur differenziandosi leggermente. Fruibile sia in lingua italiana che inglese, il chiosco consente la visita virtuale di <em>Voci di Pietra<\/em> muovendosi nel percorso espositivo delle sale, come visibile nella Figura 4. \u00c8 possibile, inoltre, soffermarsi su ciascuna epigrafe, osservare attentamente le immagini ad alta risoluzione, leggere commenti e informazioni, confrontare il testo delle iscrizioni in lingua antica con le traduzioni in italiano e in inglese<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-33.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2265\" width=\"826\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-33.png 730w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-33-300x175.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-33-600x349.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><strong>Figura 4<\/strong>. Pagina del chiosco multimediale riguardante un pannello della prima sala della mostra<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. L\u2019edizione scientifica digitale: la collezione delle schede epigrafiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La collezione digitale di EpiCUM \u00e8 composta da 574 epigrafi provenienti principalmente da due raccolte catanesi del Settecento: quella dei monaci Benedettini di San Nicol\u00f2 l\u2019Arena e quella di Ignazio Patern\u00f2 Castello, principe di Biscari. Del <em>corpus<\/em> fanno parte epigrafi greche dei periodi classico ed ellenistico, un vasto fondo di iscrizioni siciliane di epoca imperiale romana e un gruppo di epigrafi giunte a Catania da Roma, importate soprattutto per piacere antiquario; vi \u00e8 inoltre un gruppo di copie e di false settecentesche che documentano, anch\u2019esse, gli interessi del collezionismo dell\u2019epoca. Molti anche i frammenti, quasi tutti locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019edizione scientifica digitale della collezione epigrafica del Museo \u00e8 stata condotta sulla base degli studi svolti da Korhonen e pubblicati nel 2004. L\u2019edizione critica cartacea, tuttavia, \u00e8 di tipo \u201ctradizionale\u201d e non presenta le immagini n\u00e9 dello specchio epigrafico n\u00e9 dei manufatti. I dati ricavati dalla pubblicazione di Korhonen, allora, controllati con ispezioni autoptiche <em>in loco<\/em>, sono stati aggiornati e arricchiti con l\u2019aggiunta di fotografie ad alta risoluzione che ritraggono diversi particolari delle epigrafi e delle quali forniscono una riproduzione grafica ricca e dettagliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019edizione sono state lasciate fuori le epigrafi collocabili nei secoli posteriori alla tarda antichit\u00e0, le quali non costituiscono copie ma prodotti di et\u00e0 medievale o moderna. Sono state inglobate, invece, sei nuove iscrizioni e sono stati inclusi i bolli, che Korhonen passava in rassegna all\u2019interno di un\u2019unica sezione. Riguardo alle copiee alle iscrizioni false non sono stati corretti i molteplici errori e\/o cambiamenti attribuibili al lapicida e si \u00e8 stabilito di mettere un riferimento all\u2019archetipo, se noto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuna delle 574 epigrafi \u00e8 stata dotata di una singola scheda HTML semplice e intuitiva, codificata come singolo file XML visualizzabile attraverso l\u2019interfaccia grafica o scaricabile dalla scheda stessa. Le epigrafi, infatti, oltre che valorizzate per la bellezza e la rilevanza storica, necessitano di un \u201cvolto nuovo\u201d raggiungibile solo attraverso un linguaggio moderno, creativo, rivolto all\u2019interlocutore autoctono e al contempo a quello virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati delle schede epigrafiche, che seguono i vocabolari controllati di EAGLE,<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> sono facilmente navigabili perch\u00e9 raggruppati in sezioni e sottosezioni: immagini ad alta risoluzione; informazioni sull\u2019iscrizione, sull\u2019oggetto, sul luogo di ritrovamento, sulla collezione, con commenti chiari e scientificamente robusti; trascrizione del testo interpretativa e in EpiDoc; traduzione del testo in lingua italiana; contributori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si osservi che, riguardo alla trascrizione del testo, essa viene visualizzata completa dei segni diacritici secondo gli standard del sistema di Leida; riguardo alla trascrizione in EpiDoc, invece, sono stati introdotti tre nuovi elementi di marcatura per la codifica delle informazioni riguardanti l\u2019ambito religioso, la collezione di provenienza e lo <em>status<\/em> di copia. Come visibile in Figura 5, per l\u2019ambito religioso si \u00e8 scelto di utilizzare l\u2019elemento di marcatura TEI &lt;domain>, con attributo type=\u201drel\u201d, collocandolo immediatamente all\u2019interno dell\u2019elemento &lt;textDesc>; per le collezioni di provenienza \u00e8 stato usato l\u2019elemento &lt;provenance type=\u201dtransferred\u201d subtype=\u201dgiven\u201d> all\u2019interno dell\u2019elemento &lt;history>; per le copie \u00e8 stato proposto l\u2019elemento di marcatura TEI &lt;derivation> (all\u2019interno di &lt;textDesc>), con attributo type=\u201dcopy\u201d; secondo le specifiche della codifica TEI, l\u2019elemento &lt;derivation> consente infatti di descrivere la natura e il grado di originalit\u00e0 del testo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-34.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2266\" width=\"841\" height=\"711\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-34.png 946w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-34-300x254.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-34-768x649.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-34-600x507.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><figcaption><strong>Figura 5.<\/strong> Sezione di codice EpiDoc di EpiCUM10.xml con i tre nuovi elementi di marcatura<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 accedere alle schede epigrafiche sia attraverso l\u2019elenco completo, presente in Figura 6, che pu\u00f2 essere disposto in ordine crescente o decrescente scegliendo il numero di riferimento (EpiCUM, Korhonen, inventario), sia tramite una ricerca avanzata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-35.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2267\" width=\"804\" height=\"966\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-35.png 446w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-35-250x300.png 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><figcaption><strong>Figura 6.<\/strong> Elenco delle epigrafi della collezione<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 possibile inoltre esaminare le epigrafi attraverso percorsi tematici, che raggruppano le iscrizioni in base a caratteristiche particolarit\u00e0, distinguibili in Figura 7 (collezione di provenienza, lingua, ambito religioso, periodo, copie).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-36.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2268\" width=\"788\" height=\"750\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-36.png 574w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-36-300x285.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><figcaption><strong>Figura 7<\/strong>. Percorsi tematici<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5. La ricerca avanzata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le informazioni epigrafiche possono essere interrogate opportunamente eseguendo varie tipologie di ricerche semplici e avanzate, si veda Figura 8. Le ricerche possono essere <em>combinate interattivamente <\/em>con <em>operatori booleani <\/em>ottenendo interrogazioni sempre pi\u00f9 mirate e complesse. Queste funzionalit\u00e0 sono gestite da un apposito <em>modulo di ricerca <\/em>progettato per rendere possibile ricercare i dati epigrafici in maniera varia ed articolata, combinando tra loro interrogazioni &#8211; <em>query<\/em> (di ricerca) &#8211; effettuate in sequenza attraverso l&#8217;uso di uno <em>stack<\/em> di memorizzazione in cui le <em>query<\/em> stesse possono essere via via salvate. Una volta che le <em>query<\/em> vengono salvate nello <em>stack<\/em>, queste ultime possono essere logicamente combinate tra loro, richiamandole opportunamente, attraverso gli <em>operatori logici<\/em> di <strong>congiunzione<\/strong>, <strong>disgiunzione<\/strong> e <strong>negazione<\/strong>, ottenendo query pi\u00f9 complesse e raffinate. Le <em>query<\/em> non originate mediante questo processo di combinazione logica che usa lo <em>stack<\/em> sono le <strong><em>query<\/em> elementari<\/strong>. Si possono effettuare diverse tipologie di <em>query<\/em> elementari, corrispondenti ai diversi tipi di dati epigrafici, sia relativamente al supporto sia all\u2019iscrizione: nello specifico, ad esempio, sono possibili <em>query<\/em> di <em>ricerca per datazione <\/em>dell\u2019epigrafe (con e senza <em>linea del tempo<\/em> e per <em>intervallo di date<\/em>), query di ricerca riguardanti il supporto (materiale, tipo d\u2019oggetto), query di ricerca riguardanti l\u2019iscrizione (religione\u2026), parole nel testo (maiuscole, minuscole\u2026) utilizzando la tastiera in greco qualora si stia effettuando una ricerca su un\u2019iscrizione in greco antico (tastiera estensibile con segni diacritici), <em>query<\/em> di <em>ricerca per nomi, <\/em>pensata per lo svolgimento di interrogazioni onomastiche e prosopografiche riguardanti le persone o le <em>gentes<\/em> attestate all\u2019interno delle iscrizioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-37.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2269\" width=\"825\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-37.png 741w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-37-300x169.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-37-600x338.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px\" \/><figcaption><strong>Figura 8.<\/strong> Ricerca avanzata<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6. Organizzazione in ontologie formali: EpiONT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella moderna visione di <em>web semantico<\/em> i dati leggibili dalla macchina permettono agli agenti software di manipolare le informazioni per conto di agenti umani. L&#8217;informazione web deve poter essere elaborata e integrata automaticamente dalle macchine e i dati devono essere accessibili e modificabili a livello globale. Inoltre, attraverso l&#8217;uso di sistemi di <em>ragionamento automatico<\/em>, \u00e8 possibile testare esplicitamente la coerenza dei dati, ed estrarre e dedurre informazioni implicite racchiuse nei dati stessi, con conseguente ampliamento della conoscenza. Informalmente, nel contesto dell&#8217;informatica, un&#8217;ontologia definisce un insieme di classi e relazioni che costituiscono la base di conoscenza semantica modellante un determinato dominio del discorso. Al fine di poter elaborare in maniera automatizzata ed efficace il contenuto dell&#8217;informazione, favorendo e semplificando al contempo l&#8217;organizzazione e l&#8217;interoperabilit\u00e0, le applicazioni software richiedono un linguaggio formalizzato sufficientemente espressivo e potente per rappresentare e descrivere le informazioni stesse. Ci\u00f2 risulta essere particolarmente importante nel caso del web e dei contenuti distribuiti. A questo scopo, il <em>Word Wide Web Consortium<\/em> (W3C) ha identificato il linguaggio<em> OWL<\/em> (oggi disponibile nella versione <em>OWL-2<\/em>) come lo standard per rappresentare le ontologie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso delle edizioni scientifiche digitali, a supporto e completamento delle stesse, pu\u00f2 risultare di particolare interesse esplicitare e condividere la conoscenza circa il sussistere di determinate relazioni tra le entit\u00e0 descritte e rappresentate in forma testuale attraverso l&#8217;edizione e tra queste entit\u00e0 e il mondo esterno. A tal fine, le entit\u00e0 e relazioni interessanti possono essere formalmente modellate in un&#8217;apposita ontologia dedicata, da implementare, in ultima analisi, mediante il linguaggio OWL, rendendola cos\u00ec disponibile e fruibile attraverso il web. Il progetto EpiCUM implementa un esempio di una tale &#8220;prassi&#8221; di modellazione formale attraverso la realizzazione dell\u2019ontologia<em> EpiONT<\/em>, sviluppata dalla collaborazione tra l&#8217;ISTC-CNR di Catania e il Dipartimento di Matematica e Informatica dell\u2019Universit\u00e0 di Catania. <em>EpiONT<\/em> costituisce la base di conoscenza semantica del dominio delle epigrafi del Castello Ursino. Essa si basa sul ben noto modello concettuale <em>CIDOC-CRM<\/em>, standard internazionale per l\u2019integrazione e lo scambio di informazioni nel contesto del patrimonio culturale<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. <em>CIDOC-CRM<\/em> si compone di due tipi principali di <em>primitive<\/em>, ovvero le <em>classi CRM<\/em>, identificate dai nomi <strong>E1<\/strong>, <strong>E2<\/strong>, &#8230; e le <em>propriet\u00e0 CRM<\/em>, denominate <strong>P1<\/strong>, <strong>P2<\/strong>, &#8230;, che servono a modellare rispettivamente oggetti e relazioni sottostanti una data realt\u00e0. Infatti, le entit\u00e0 coinvolte nell&#8217;ontologia <em>EpiONT<\/em>, che descrivono istanze del mondo reale (come supporti epigrafici fisici, luoghi, date, ecc.) possono essere rappresentate in termini di <em>sottoclassi<\/em> delle <em>classi CRM<\/em> (ad esempio le classi <strong>E19<\/strong> (Physical Object), <strong>E53<\/strong> (Place),<strong> E50<\/strong> (Date)), mentre le relazioni tra le entit\u00e0 possono essere implementate collegando le sottoclassi che le rappresentano attraverso <em>propriet\u00e0 CRM<\/em> o loro <em>concatenazioni<\/em> (<em>propertychain<\/em>). La Figura 9, tratta da una pagina del sito EpiCUM, riporta una rappresentazione semplificata, ad alto livello, di una parte dello schema ontologico di <em>EpiONT<\/em> assieme ad una breve descrizione dell\u2019ontologia stessa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> https:\/\/www.cidoc-crm.org\/<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> EAGLE, The Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy, <a href=\"https:\/\/www.eagle-network.eu\/\">https:\/\/www.eagle-network.eu\/<\/a>, si pone l\u2019obiettivo di raccogliere, in un unico portale di facile utilizzo, tutte le iscrizioni del mondo antico complete delle principali informazioni su di esse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-38.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2270\" width=\"818\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-38.png 719w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-38-300x125.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-38-600x250.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><figcaption><strong>Figura 9<\/strong>. Ontologia EpiONT<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7. L\u2019allestimento della mostra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della trattazione si \u00e8 fatto riferimento alla mostra permanente <em>Voci di Pietra<\/em>, che ha costituito uno dei pi\u00f9 importanti risultati del progetto EpiCUM e ha reso visibile la portata dell\u2019intervento di valorizzazione compiuto sulla collezione epigrafica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La progettazione della mostra ha coinvolto tutti i partner attivi nel progetto e, in particolare, circa duecento studenti dei diversi indirizzi del Liceo Artistico Lazzaro (sezioni Design, Video e Multimedialit\u00e0, Grafica). In tale occasione gli studenti, sotto la guida dei docenti tutor e degli esperti, hanno indossato le vesti di consapevoli operatori del Museo, studiando innovative strategie di allestimento, progettando e realizzando strumenti all\u2019avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso espositivo della mostra, inaugurata nel luglio del 2017, \u00e8 dislocato all&#8217;interno di tre sale nel lato est del Museo Civico Castello Ursino. La prima presenta un\u2019introduzione all&#8217;epigrafia antica in Sicilia e conduce nel mondo funerario dell\u2019antica Roma. La seconda \u00e8 costituita da una selezione di iscrizioni ufficiali pubbliche della Catania romana. Infine nella terza vengono esposti alcuni epitaffi funebri della Catania antica, pagana, cristiana ed ebraica. A queste tre sale \u00e8 stato aggiunto un percorso romano, itinerario di reperti variamente collegati ai documenti epigrafici della mostra, snodato lungo tutto il primo piano e nel cortile del Museo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra \u00e8 stata ideata e realizzata a forte impatto didattico, secondo modalit\u00e0 inedite e innovative, puntando sulla comprensione del contenuto e del contesto delle epigrafi, evocativi del loro ambito di provenienza. Si \u00e8 inoltre cercato di semplificare e proporre visivamente alcune questioni storiche o iconografiche connesse alle iscrizioni scelte: l\u2019esempio pi\u00f9 calzante \u00e8 rappresentato dall\u2019ipotesi restitutiva di una statua perduta della <em>Venus Victrix Ibleense,<\/em> che sormontava una base di statua con iscrizione proveniente da Patern\u00f2. L\u2019iconografia della statua, scomparsa gi\u00e0 all\u2019epoca del ritrovamento della base e ricostruita attraverso le testimonianze numismatiche successive al I secolo a.C., \u00e8 stata resa attraverso una silhouette in plexiglass, collocata sul piccolo basamento che reca incisa la dedica alla dea, visibile in Figura 10.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"349\" height=\"454\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-39.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2271\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-39.png 349w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-39-231x300.png 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><figcaption><strong>Figura 10<\/strong>. Silhouette in plexiglass della <em>Venus Victrix<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto innovativo si \u00e8 rivelato l&#8217;impiego di video, ideati e interamente realizzati dagli allievi del Liceo. Gli studenti &#8211; indossati i panni di sceneggiatori, registi, attori, montatori &#8211; hanno saputo ben tradurre le conoscenze acquisite in immagini, in particolare in due filmati, veri e propri esempi di <em>storytelling<\/em> per immagini, di cui si possono vedere alcune immagini nelle Figure 11 e 12: uno sul mito di Amfinomos e Anapias, i \u201cfratelli pii\u201d che, secondo la leggenda, salvarono gli anziani genitori da una spaventosa eruzione dell\u2019Etna, portandoli sulle loro spalle (<a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/EPICUM\/chiosco\/VIDEO-PII.mp4\">http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/EPICUM\/chiosco\/VIDEO-PII.mp4<\/a>); l\u2019altro sulle tecniche antiche e moderne dell\u2019incisione della pietra (<a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/EPICUM\/chiosco\/kiosk_10.html\">http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/EPICUM\/chiosco\/kiosk_10.html<\/a>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"428\" height=\"270\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-43.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2275\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-43.png 428w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-43-300x189.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><figcaption><strong>Figura 11.<\/strong>\u00a0 Video sui \u201cfratelli pii\u201d<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"436\" height=\"270\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-44.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2276\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-44.png 436w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-44-300x186.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><figcaption><strong>Figura 12.<\/strong> Video sulle tecniche dell\u2019incisione della pietra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza all\u2019interno del percorso espositivo del chiosco multimediale touch, presente nelle Figure 13 e 14, ha consentito di esplorare il materiale esposto, di approfondire i contenuti delle epigrafi ma anche di accedere alle schede epigrafiche ricavate dai dati dei file in XML\/EpiDoc.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"337\" height=\"394\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-45.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2277\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-45.png 337w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-45-257x300.png 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-regular\"><table><tbody><tr><td><\/td><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"514\" height=\"342\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-46.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2278\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-46.png 514w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-46-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><figcaption><strong>Figura 13 e 14<\/strong> Postazione chiosco nella terza sala<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si osservi che nel percorso espositivo sono presenti anche ricchi pannelli didattici, la restituzione grafica di una tomba a edicoletta, la ricostruzione stilizzata di un colombario (con gli epitaffi funerari), come in Figura 15.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"342\" height=\"594\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-47.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2279\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-47.png 342w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-47-173x300.png 173w\" sizes=\"auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/><figcaption><strong>Figura 15.<\/strong> Ricostruzione di un colombario<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il museo \u00e8 stato fornito di tabelloni con la mappa di Catania, come nelle Figure 16, 17 e 18, che mostra i luoghi di ritrovamento delle epigrafi catanesi e il loro rapporto con le pi\u00f9 importanti costruzioni antiche della citt\u00e0; in tal modo la mappa \u00e8 diventata il punto di partenza ideale per la visita dell\u2019antica Catania e dei suoi edifici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"961\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/prove-di-foto1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2280\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/prove-di-foto1.jpg 961w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/prove-di-foto1-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/prove-di-foto1-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/prove-di-foto1-600x267.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 961px) 100vw, 961px\" \/><figcaption><strong>Figure 16, 17 e 18.<\/strong> Mappa di Catania con luoghi di ritrovamento delle epigrafi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si noti che notevole attenzione \u00e8 stata riposta nel compiere scelte inclusive, che permettessero a chiunque di godere dei contenuti della mostra. Queste scelte si sono tradotte, per esempio, nella realizzazione di un percorso tattile, che presenta il modellino delle sale della mostra e i calchi tattili in gesso di 3 epigrafi significative, come nelle figure 19 e 20, con le didascalie in Braille, fornite dalla Stamperia Braille del Museo Tattile di Catania, cui \u00e8 stato donato uno dei calchi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-48.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2281\" width=\"823\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-48.png 764w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-48-300x91.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-48-600x181.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px\" \/><figcaption><strong>Figure 19 e 20<\/strong>. Calchi tattili in gesso<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra, grazie ai pannelli espositivi illustrati, ai video, al chiosco e alle altre risorse, evoca atmosfere ed emozioni che imprimono nel visitatore il contenuto culturale avvicinandolo a un passato spesso ostico e, talvolta, criptico. Il percorso nelle sale conduce allora in un onirico viaggio nel tempo, che trova nel rigore scientifico la sua guida privilegiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>8. Buone pratiche di PCTO: le attivit\u00e0 del Liceo M.M. Lazzaro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come accennato in precedenza, buona parte della prima fase del progetto EpiCUM \u00e8 stata oggetto delle attivit\u00e0 di alternanza scuola-lavoro (attualmente \u201cPCTO\u201d) \u201cEpicum \u2013 Una Mostra Dalla A alla Z\u201d svolte dagli studenti del Liceo artistico M.M. Lazzaro di Catania. L\u2019idea del coinvolgimento del Liceo \u00e8 scaturita dalle indicazioni del MiBACT in merito all\u2019educazione al patrimonio culturale, e soprattutto dalle raccomandazioni del MIUR in relazione alle buone pratiche di PCTO. Lo scopo era quello di instillare negli studenti coinvolti la consapevolezza della condivisione del patrimonio culturale, tramite una didattica innovativa che li ponesse come soggetti attivi della valorizzazione dei beni archeologici, architettonici e artistici, e li mettesse in dialogo con l\u2019educazione all\u2019arte, alla cultura, alla legalit\u00e0, alla Costituzione e alla Cittadinanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida \u00e8 apparsa ardua sin dal primo momento, perch\u00e9 legata a un settore altamente specialistico del patrimonio e di non immediata empatia, a maggior ragione se si considera che gli studenti del Liceo Artistico, la cui formazione \u00e8 principalmente basata su un tipo di cultura materiale, non avevano alcuna familiarit\u00e0 con le lingue antiche. Tuttavia tale sperimentazione \u00e8 risultata immediatamente fruttuosa, proprio in virt\u00f9 della sensibilit\u00e0 degli studenti verso l\u2019oggetto come prodotto artigianale-artistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le attivit\u00e0 hanno riguardato il triennio 2015-2018 e si sono concretizzate in tre tappe principali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo anno (cominciato nel secondo quadrimestre) ha preso avvio con un percorso di preparazione, attraverso la frequenza di seminari formativi e di orientamento. In particolare, sono state fornite nozioni di epigrafia, informazioni sulle modalit\u00e0 di utilizzo delle iscrizioni nel mondo antico e sul loro valore di documento storico, ma anche sulle tecniche antiche e moderne di scrittura su pietra. Sono state trasmesse, inoltre, le prime conoscenze dei metodi digitali. Successivamente il \u201claboratorio\u201d degli studenti ha preso forma nei magazzini del Museo Civico Castello Ursino, fucina di tecniche, competenze, creativit\u00e0. Essi hanno lavorato direttamente sul materiale epigrafico, nelle fasi di pulitura, restauro, esame autoptico, fotografia scientifica. Gli studenti hanno provato cos\u00ec l\u2019esperienza di toccare con mano i manufatti antichi e di avvicinarsi al mondo della ricerca apprendendo nuove conoscenze su temi generalmente non approfonditi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo anno \u00e8 stato interessato dalle operazioni di progettazione della mostra permanente \u201cVoci di Pietra\u201d. Le attivit\u00e0 di gestazione e allestimento del percorso espositivo della mostra hanno consolidato il rapporto tra scuola, territorio, mondo della ricerca scientifica e della conservazione dei Beni Culturali. La realizzazione della mostra \u201cVoci di Pietra\u201d ha permesso agli studenti di verificare le proprie conoscenze e competenze su un prodotto concreto, non mirato alla sola valutazione scolastica. Gli allievi hanno maturato cos\u00ec un forte senso di responsabilit\u00e0 scaturito dal continuo confronto con le richieste e le verifiche degli esperti e dei docenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultimo anno ha riguardato una prima codifica delle schede epigrafiche all\u2019interno del portale web e la disseminazione dei contenuti della mostra e delle competenze sviluppate attraverso video, articoli e social. Tutte le fasi sono state infatti documentate dagli stessi allievi, che sono stati coinvolti in prima persona nella disseminazione della loro esperienza attraverso i social media e in particolare tramite Facebook. Tra i video creati, il filmato realizzato per il concorso nazionale \u201cStorie di alternanza\u201d (<a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/alternanza-scuola-lavoro\/#fvp_1,11s\">http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/alternanza-scuola-lavoro\/#<\/a><a href=\"http:\/\/epicum.istc.cnr.it\/alternanza-scuola-lavoro\/#fvp_1,11s\">fvp_1,11s<\/a>), promosso dalle Camere di Commercio, ha ricevuto il primo premio nel settore dei Licei della Sezione Locale Sicilia Orientale (Sessione I Semestre 2018).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuna di queste fasi \u00e8 avvenuta sotto l\u2019attenta supervisione dei docenti, delle professionalit\u00e0 del Museo, degli esperti dell\u2019ISTC-CNR e degli specialisti dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pluriennale collaborazione con il Liceo M.M. Lazzaro si \u00e8 rivelata, allora, un buon esempio di alternanza scuola-lavoro (PCTO), poich\u00e9 ha prodotto negli studenti le competenze trasversali cui la scuola mira: abilit\u00e0 nel decodificare testi e selezionare dati; <em>problem solving<\/em>; capacit\u00e0 di lavorare in squadra; spirito di cooperazione e di iniziativa; autonomia decisionale ed organizzativa; adattamento a luoghi e tempi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ruolo formativo delle attivit\u00e0 non si \u00e8 esaurito nel fornire nuove conoscenze specifiche negli ambiti dell\u2019archeologia, dell\u2019epigrafia, della catalogazione digitalizzata, della fotografia scientifica. Gli studenti hanno sviluppato la consapevolezza di appartenere a un patrimonio di cui si sono sentiti studiosi, sostenitori, garanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esperienza ha poi condotto al raggiungimento dell\u2019obiettivo primario dell\u2019alternanza scuola-lavoro: l\u2019orientamento consapevole nel mondo del lavoro. Gli allievi hanno potuto sperimentare, infatti, i ritmi lavorativi a contatto con le diverse professionalit\u00e0 dei Beni Culturali, negli uffici, nelle sale, negli ambienti della biblioteca e dei magazzini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 innegabile, d\u2019altro canto, la portata del contributo apportato dagli studenti al progetto EpiCUM.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cEpicum \u2013 Una Mostra Dalla A alla Z\u201d si \u00e8 rivelato non solo un ottimo esempio di alternanza scuola-lavoro (La Manna, 2017), ma anche fonte d\u2019ispirazione e modello per altri Percorsi per le Competenze Trasversali e l\u2019Orientamento (PCTO) realizzati successivamente in Sicilia e in tutta Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Figure 21, 22, 23 e 24 illustrano diverse fasi del percorso formativo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"686\" height=\"381\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-49.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2282\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-49.png 686w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-49-300x167.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-49-600x333.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px\" \/><figcaption><strong>Figura 21. <\/strong>Lezione frontale di Prag su alcune nozioni di epigrafi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"676\" height=\"382\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-50.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2283\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-50.png 676w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-50-300x170.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-50-600x339.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px\" \/><figcaption><strong>Figura 22.<\/strong> Spampinato illustra agli studenti alcune nozioni di EpiDoc<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"997\" height=\"392\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/foto-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2284\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/foto-2.jpg 997w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/foto-2-300x118.jpg 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/foto-2-768x302.jpg 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/foto-2-600x236.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 997px) 100vw, 997px\" \/><figcaption><strong>Figura 23.<\/strong> Alcune fasi del lavoro sul materiale epigrafico: riscontro bibliografico, esame autoptico, pulitura<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-51.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2285\" width=\"816\" height=\"545\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-51.png 590w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-51-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px\" \/><figcaption><strong>Figura 24.<\/strong> Visione d\u2019insieme della classe al lavoro sul materiale epigrafico<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>9. La fase finale del progetto EpiCUM e le prospettive future<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima fase del progetto EpiCUM, svolta in pieno periodo pandemico, ha riguardato l\u2019aggiornamento dei dati presenti nel museo digitale, il controllo delle informazioni contenute nelle schede epigrafiche e l\u2019aggiunta di nuovi elementi e strumenti di indagine. Questa fase \u00e8 stata motivo di coinvolgimento dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania, in particolare nell\u2019ambito di un tirocinio formativo e di parte di un progetto di dottorato. Il tirocinio \u00e8 stato svolto da due studentesse del corso di laurea magistrale in Scienze del testo per le professioni digitali, con la supervisione degli specialisti dell\u2019ISTC-CNR di Catania. Le due studentesse, giovani esperte di DH e del linguaggio informatico TEI\/XML, hanno potuto apprendere e sperimentare lo standard EpiDoc effettuando il controllo e la correzione dei dati delle schede epigrafiche e aggiungendone di nuovi. Le abilit\u00e0 di codifica testuale e le nuove competenze acquisite specificatamente per l\u2019ambito epigrafico sono state sperimentate, inoltre, nella creazione di alcune schede inedite. Le studentesse hanno potuto cos\u00ec cimentarsi nella codifica <em>ex novo<\/em> di iscrizioni, nella traduzione italiana di testi in lingua antica, nell\u2019elaborazione di commenti scientifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In prima posizione tra i futuri obiettivi di EpiCUM si colloca l\u2019intento di rendere il portale web interoperabile con gli altri database epigrafici afferenti al circuito EAGLE. Si \u00e8 detto in precedenza dell\u2019attuale connessione con I.Sicily. Nell\u2019imminente futuro si intende collegare le schede alle altre principali raccolte epigrafiche: EAGLE, Trismegistos,<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> EDF.<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;In secondo luogo, si ritiene fondamentale rendere disponibile la precisa posizione geografica di ritrovamento dei documenti epigrafici, attraverso coordinate geografiche: ogni scheda sar\u00e0 dotata della geolocalizzazione dei luoghi di rinvenimento, se essa \u00e8 conosciuta o ricavabile dalle principali pubblicazioni a riguardo.<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, sar\u00e0 completata e resa disponibile la traduzione dell\u2019intero portale in lingua inglese, sia delle pagine descrittive del portale sia dei dati delle schede XML (che gi\u00e0 contengono molte informazioni in doppia lingua), cos\u00ec come gi\u00e0 \u00e8 fruibile sia in lingua italiana che in lingua inglese il chiosco multimediale, con l\u2019insieme delle informazioni sulle iscrizioni in mostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ringraziamenti<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto EpiCUM \u00e8 stato, in parte, finanziato da Patto per Catania a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020: Piano per il Mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agodi, S., Cristofaro, S., Noto, V., Prag, J.R.W., Spampinato, D. (2018). <em>Una collaborazione tra museo, enti di ricerca e scuola: l\u2019epigrafia digitale e l\u2019alternanza scuola lavoro<\/em>, in <em>Umanistica Digitale<\/em> 2, pp. 207-224.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cantone, D., Nicolosi-Asmundo M., Santamaria, D.F., Cristofaro, S., Spampinato, D., Prado, F. (2019). <em>An EpiDoc ontological perspective: the epigraphs of the Castello Ursino Civic Museum of Catania via CIDOC CRM<\/em>, in <em>Archeologia e Calcolatori<\/em> 30, pp. 139-157.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristofaro, S., Spampinato, D. (2019). <em>EpiCUM. Un museo epigrafico digitale per visitatori e specialisti,<\/em> in S. Allegrezza (Ed.), AIUCD2019 \u2013 Book of Abstracts. Udine: In: <em>Quaderni di Umanistica Digitale<\/em>, pp. 157-163.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cristofaro, S., Spampinato, D. (2020). <em>Aspetti funzionali e implementativi del Museo epigrafico digitale EpiCUM, <\/em>in <em>Umanistica Digitale<\/em> 9, pp. 61-77.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Korhonen, K. (2004). <em>Le iscrizioni del Museo Civico di Catania. Storia delle collezioni \u2013 Cultura epigrafica \u2013 Edizione<\/em>, Societas Scientiarum Fennica, Helsinki.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Manna, F. (2017). <em>Il potenziamento dell\u2019offerta formativa e l\u2019alternanza scuola-lavoro.<\/em> <em>Le buone pratiche<\/em>, in Novecento.org, n. 8, agosto 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prag, J.R.W., Chartrand, J. (2018). <em>I.Sicily: Building a Digital Corpus of the Inscriptions of Ancient Sicily, <\/em>in A. De Santis and I. Rossi (eds.), <em>Crossing Experiences in Digital Epigraphy<\/em> (Warsaw: De Gruyter Open), pp. 240-252.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Trismegistos \u00e8 un portale interdisciplinare di risorse papirologiche ed epigrafiche, che fornisce tutte le informazioni riguardanti tutti i testi dell&#8217;antichit\u00e0, facilitando cos\u00ec la ricerca interculturale e interlinguistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> EDF &#8211; Epigraphic Database Falsae si pone l\u2019obiettivo di rendere accessibile tramite un unico portale tutti i falsi epigrafici prodotti in Italia dal medioevo a oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Attualmente le schede epigrafiche forniscono informazioni soltanto sulle citt\u00e0 di ritrovamento e non sul luogo specifico. Le denominazioni antica e moderna della citt\u00e0 fanno riferimento a un identificativo unico nei repertori <a href=\"https:\/\/pleiades.stoa.org\/\">Pleiades<\/a>, per i nominativi antichi, e <a href=\"http:\/\/www.geonames.org\/\">GeoNames<\/a>, per quelli moderni.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Istituto di Scienza e Tecnologie dell&#8217;Informazione &#8220;A. Faedo&#8221; del CNR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Istituto di Linguistica Computazionale &#8220;Antonio Zampolli&#8221; del CNR.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> ISTC-CNR di Catania, Universit\u00e0 di Oxford, Universit\u00e0 di Catania, Museo civico Castello Ursino, Liceo artistico M.M. Lazzaro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Jonathan Prag, docente di Ancient History dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, \u00e8 a capo del progetto <em>I.Sicily &#8211; Building a digital corpus of Sicilian inscriptio<\/em>ns, che persegue l&#8217;obiettivo di catalogare in EpiDoc l\u2019intero patrimonio epigrafico della Sicilia antica dal VII sec. a.C. al VII sec. d.C. (Prag et Chartrand, 2018).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> In particolare da Daria Spampinato, Salvatore Cristofaro, l\u2019allora direttore Rosario Falcone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Epigrafisti, storici, storici dell\u2019arte, archeologi, architetti, umanisti digitali, informatici, grafici, operatori museali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Per il dettaglio sulle attivit\u00e0 oggetto del progetto di alternanza scuola-lavoro (PCTO) svolto dal Liceo M.M. Lazzaro si veda <em>infra<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> A proposito della piattaforma EpiCUM, museo digitale epigrafico (Cristofaro et Spampinato, 2019) e (Cristofaro et Spampinato, 2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> si veda <em>infra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AUTORI<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"226\" height=\"239\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-52.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2286\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Salvatore Cristofaro<\/strong> \u00e8 assegnista di ricerca presso l&#8217;Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione CNR di Catania. Nel 2007 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Informatica presso l&#8217;Universit\u00e0 di Catania. I suoi interessi di ricerca includono Sistemi Deduttivi Formali e Modelli di Computazione, Logica Matematica, Estrazione e rappresentazione della conoscenza, Elaborazione dei testi. Ha pubblicato articoli su riviste nazionali e internazionali e su atti di conferenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"245\" height=\"256\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-53.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2287\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>FrancescaPrado<\/strong> \u00e8 dottoranda in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania. Nel 2018 ha conseguito la laurea magistrale in Filologia classica presso la medesima sede. Si occupa di Storia romana ed Epigrafia classica, ma anche dell\u2019uso del digitale per la valorizzazione del patrimonio culturale, in particolare del documento antico. Dal 2019 collabora al progetto <em>EpiCUM<\/em>, all\u2019interno del quale si \u00e8 occupata della supervisione storico-epigrafica dei dati e della codifica in EpiDoc, della individuazione e marcatura di nomi e simboli, della traduzione dei testi epigrafici. Collabora, inoltre, ai progetti <em>I.Sicily, <\/em>all\u2019interno del quale ha curato l\u2019edizione digitale di alcune schede epigrafiche, e <em>Piaceri CAR \u2013 Carteggio Arangio-Ruiz<\/em>. \u00c8 membro di redazione di prestigiose riviste.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"248\" height=\"246\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-54.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2288\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-54.png 248w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-54-150x150.png 150w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-54-100x100.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pietro Sichera<\/strong> \u00e8 assegnista di ricerca presso l\u2019ISTC-CNR di Catania. Dopo gli studi classici, ha conseguito la laurea in Scienze dell\u2019Informazione presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Catania, frequentando in seguito un Dottorato di Ricerca in Lessicografia e Semantica del Linguaggio Letterario Europeo, durante il quale ha approfondito le sue conoscenze sullo studio della lingua italiana tramite il metodo concordanziale. Nella sua tesi di dottorato ha analizzato oltre 700.000 occorrenze di opere di poeti italiani del \u2018900. Ha sviluppato software proprietari per l\u2019analisi dei testi, che sono stati utilizzati per varie pubblicazioni su Pirandello, Leopardi, Pavese, Bellini e per la realizzazione di un\u2019edizione critica del Canzoniere di Francesco Petrarca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/04\/image-55.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2289\" width=\"245\" height=\"232\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Daria Spampinato<\/strong>, dell&#8217;Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di formazione informatica, con esperienza pluriennale nelle DH, ha preso parte a vari progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale attraverso lo sfruttamento della tecnologia e del digitale, tra cui, da ultimo, i progetti <em>EpiCUM<\/em> e <em>BellinInRete<\/em>, che concerne l\u2019organizzazione semantica del patrimonio archivistico e documentario del Museo Civico Belliniano di Catania (http:\/\/www.bellininrete.istc.cnr.it). Svolge attivit\u00e0 di ricerca come informatica e ha pubblicato diversi articoli scientifici negli ambiti Computational Humanities, Text encoding, Digital epigraphy, Digital Libraries, Semantic Web e Linked Open Data. \u00c8 componente del Direttivo dell&#8217;Associazione per l&#8217;Informatica Umanistica e le Culture Digitali dal 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvatore Cristofaro, Francesca Prado, Pietro Sichera, Daria Spampinato Abstract The project EpiCUM (Epigraphs of Castello Ursino Museum) pursued the important objective of valorizing and making publicly available (in digital format) the 574 epigraphs of the Castello Ursino Museum in Catania. The various phases of the project (cataloguing and examination of the epigraphic material; setting-up of an exhibition; organization of an international scientific conference; encoding according to the EpiDoc schema; creation of a digital scientific edition; realization of a web platform) seen the involvement of different entities, among which, in particular, a group of students of a High School. Their activities represented a good example of<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/dalla-pietra-al-digitale-il-progetto-epicum-tra-storia-e-scuola\/\">Leggi altro &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["entry","author-c-marinucci","post-2261","page","type-page","status-publish"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2261"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2290,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2261\/revisions\/2290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}