{"id":5138,"date":"2022-12-27T23:09:05","date_gmt":"2022-12-27T22:09:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=5138"},"modified":"2023-01-04T13:14:42","modified_gmt":"2023-01-04T12:14:42","slug":"arte-scienza-e-tecnologia-il-patto-per-salvare-il-pianeta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/arte-scienza-e-tecnologia-il-patto-per-salvare-il-pianeta\/","title":{"rendered":"Arte, scienza e tecnologia, il patto per salvare il pianeta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019intuizione del progetto <em>The ReefLine <\/em>a Miami.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>di Matilde Ferrero *<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il pianeta sta soffrendo a causa dell\u2019impatto dell\u2019uomo. Gli interessi economici improntati ancora a logiche manifatturiere e standardizzate impediscono di fermarsi, pensare, innovare, diversificare per un futuro che guarda al rapporto primordiale uomo-natura in un\u2019ottica contemporanea. Nuovi modelli economici di sviluppo dovranno puntare sulle competenze artistiche, culturali, scientifiche e tecnologiche per costruire realt\u00e0 pi\u00f9 sostenibili per l\u2019ambiente e la societ\u00e0. L\u2019articolo presenta l\u2019argomento da una prospettiva artistica, riportando quelli che sono le novit\u00e0 nell\u2019ambito dell\u2019arte contemporanea in rapporto alla salvaguardia del pianeta. L\u2019arte \u00e8 visione e forza trasformatrice e dovr\u00e0 avere un ruolo fondamentale, accanto alla scienza, nel ristabilire un contatto con la natura. Insieme alla tecnologia, intesa come lo studio delle scienze applicate con particolare riferimento ai processi di trasformazione, l\u2019arte pu\u00f2 sfruttare la scienza e modificare il corso delle cose. Il progetto <em>The ReefLine<\/em> a Miami offre un esempio visionario ma concreto di fusione di competenze per il recupero della barriera corallina, sempre entro l\u2019ottica del rapporto uomo-natura verso una convivenza ristabilita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract EN<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">The planet is suffering because of human existence. Economic interests still rely on manufacturing and standardized logics thus preventing us from stopping, thinking, innovating, diversifying for the reestablishment of a man-nature primordial relationship seen under a contemporary perspective. Next development economies need to focus on artistic, cultural, scientific and technological knowledge in order to foster sustainable practices for nature and society. The article examines the topic from an artistic perspective, reporting what is new in the field of contemporary art in relation to the sustainability. Art creates visions and acts as a transformative force and thus should play a fundamental role, alongside science, in re-establishing a direct contact with nature. Together with technology understood as the study of applied sciences with particular reference to transformation processes, art can exploit science and modify the course of nature. The <em>ReefLine<\/em> project in Miami offers a visionary but concrete example of combination of competences for the rehabilitation of the local coral reef, and craves after a re-established coexistence in nature.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Parole chiave: <\/strong>arte, scienza, tecnologia, sostenibilit\u00e0 ambientale, architettura<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Termini come \u201curgenza ambientale\u201d o \u201ccrisi climatica\u201dnon si leggono spesso sulle prime pagine dei giornali n\u00e9 si vedono in televisione. Si sente parlare di alluvioni, disastri architettonici, spiagge affollate a fine ottobre. Il concetto \u00e8 lo stesso, ma i termini identificano un fenomeno pericoloso per la natura e per l\u2019essere umano, da cui &nbsp;probabilmente non ci sar\u00e0 scampo, mentre le notizie riportano una realt\u00e0 che, seppur disastrosa, ancora pu\u00f2 essere soggetta a indifferenza da parte del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Cosa pu\u00f2 servire per richiamare l\u2019attenzione delle masse, dei popoli di quel mondo occidentalizzato che continua a guidare incessantemente verso la morte certa della propria casa, del proprio pianeta? Se i fatti non bastano perch\u00e9 non comunicano realmente la gravit\u00e0 dei fenomeni, se le parole&nbsp; caratterizzanti non vengono utilizzate per paura o per interessi economici, allora pu\u00f2 entrare in scena l\u2019arte, forza comunicativa potentissima e democratica (quando ben disseminata).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"806\" height=\"536\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-20.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5141\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-20.png 806w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-20-300x200.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-20-768x511.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-20-600x399.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 806px) 100vw, 806px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 1: <em>Small White Pebble Circles, Richard Long, Tate Modern. Fonte: Wikimedia Commons.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il binomio arte e natura non costituisce sicuramente una novit\u00e0 nel mondo dell\u2019arte contemporanea. Consacrata da una mostra collettiva alla Dwan Gallery di New York del 1968 e poi da un filmato di Gerry Schum, la Land Art segnava l\u2019irruzione, negli anni Sessanta, della questione ambientale nel mondo dell\u2019arte. Il paesaggio non era pi\u00f9 solo oggetto dell\u2019opera d\u2019arte, ma diventavano materia. La natura diventava cos\u00ec la tela dell\u2019artista, dando voce a una riflessione sul rapporto uomo-ambiente. Le opere di Land Art si discostano da tutta la tradizione della conservazione dell\u2019arte, poich\u00e9 si distinguono per un dichiarato carattere effimero e transitorio. D\u2019altronde, l\u2019astrazione e la solitudine, il romanticismo dei non-luoghi, degli spazi cos\u00ec desertici e omogenei da richiamare l\u2019infinito e l\u2019indeterminato sono alcuni dei principi fondanti del romanticismo della Land Art. Espressione altissima di questo concetto \u00e8 l\u2019opera di Richard Long, che evoca il ritorno alle origini costruendo le sue opere con materiali trovati sul posto, nel paesaggio, e componendo forme primitive come cerchi, linee, spirali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-21.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5142\" width=\"832\" height=\"1091\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-21.png 636w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-21-229x300.png 229w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-21-600x787.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 832px) 100vw, 832px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 2: <em>Idee di pietra &#8211; Olmo, Giuseppe Penone, Biennale di Venezia. Fonte: Wikimedia Commons.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Parallelamente, negli anni Sessanta, nasce a Torino l\u2019Arte Povera, un movimento che segna le opere di alcuni dei pi\u00f9 grandi nomi della seconda met\u00e0 del Novecento e di oggi, tra cui Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto. Il nome \u201cArte Pover\u201da, coniato dal critico d\u2019arte&nbsp;Germano Celant che lo utilizz\u00f2 nel suo scritto&nbsp;<em>Arte povera: appunti per una guerriglia<\/em> pubblicato sulla rivista&nbsp;Flash Art, fa riferimento alla natura umile dei materiali impiegati (stracci, oggetti riciclati, legna, terra) e alla volont\u00e0 degli artisti di adottare un linguaggio pi\u00f9 basso rispetto all\u2019arte tradizionale, considerata troppo pretenziosa per poter comunicare con la societ\u00e0 contemporanea. Alcuni materiali dell\u2019arte povera ed in particolare alcuni artisti come Giuseppe Penone condividono con la Land Art l\u2019idea di sviluppare l\u2019opera d\u2019arte nel paesaggio, utilizzando oggetti trovati in natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Sul legame tra Arte Povera e natura si \u00e8 fondata la mostra <em>Naturecultures<\/em>, tenutasi alle OGR di Torino l\u2019estate scorsa, che ha voluto celebrare gli artisti del movimento come precursori dell\u2019ecologia contemporanea e della necessit\u00e0 di un nuovo equilibrio ambientale. <em>Naturecultures <\/em>si inserisce in realt\u00e0 in un ampio spettro di mostre dedicate alla natura e, diciamolo ad alta voce, alla crisi climatica. C\u2019\u00e8 stata, ad esempio, <em>Arte Circolare<\/em>, inaugurata da Spazio Taverna a Roma e conclusasi lo scorso maggio. Qui, il fondamento della mostra non risiede pi\u00f9 nel rileggere un movimento storico in chiave moderna come alle OGR, quanto nel commissionare ad artisti italiani emergenti opere legate alla natura, alla sostenibilit\u00e0 e all\u2019ambiente. In un certo senso, un\u2019operazione di marketing e di mecenatismo promossa dal CONAI, un consorzio di imprese attivo sul territorio nazionale nel settore degli imballaggi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"589\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-22.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5143\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-22.png 827w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-22-300x214.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-22-768x547.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-22-600x427.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 3: <em>Objecto magico encontrado, Glenda Le\u00f3n, Galleria Nazionale di Roma. Fonte: il manifesto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il legame arte-natura sta diventando uno strumento di marketing (da non intendere, per forza, nella sua accezione negativa) non solo per le realt\u00e0 come il CONAI, ma anche per musei come la Galleria Nazionale di Roma. Con la mostra <em>HOT-SPOT \u2013 Caring for a Burning World<\/em>, la Galleria di Roma ha proposto opere selezionate \u201cper approfondire la complessit\u00e0 della situazione attuale proponendo pi\u00f9 che una visione di denuncia un attivismo estetico che intende stimolare la riflessione e sensibilizzare al disastro, per immaginare un diverso rapporto con il pianeta\u201d (La Galleria Nazionale, n.d.).&nbsp;Per fare un esempio, l\u2019artista Glenda Le\u00f3n&nbsp;suggerisce una rinascita nel suo pianoforte fiorito, come per ricordare che la vita e la natura hanno un&#8217;enorme capacit\u00e0 di resilienza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"549\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-23.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5145\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-23.png 827w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-23-300x199.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-23-768x510.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-23-600x398.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Figura 4: <em>Fotografia storica (estate 1868): Conca della Mer de Glace con la parete nord delle Grandes Jorasses (pilastro Walker) a sinistra e la Dent du G\u00e9ant all\u2019orizzonte a destra; dal bordo occidentale della Mer de Glace, vicino a Montenvers.<\/em> <em>Braun Adolphe, Fonte: Bibliothek Z\u00fcrich<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fotografia moderna (estate 2021):<\/em>&nbsp;<em>ibidem<\/em>, <em>Fabiano Ventura, Fonte: Associazione Macromicro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Le tre mostre di Torino e Roma sono eloquenti ma non bastano. Il legame con la natura c\u2019\u00e8, ma sembra essere ancora fragile. \u00c8 un rapporto uomo-natura che risulta ostentato e talvolta persino forzato, non pi\u00f9 romantico come nella Land Art, n\u00e9 essenziale come nell\u2019Arte Povera. Interessante da questo punto di vista la mostra <em>Earth\u2019s Memory, i ghiacciai testimoni della crisi climatica<\/em>, al Forte di Bard, in Valle d\u2019Aosta, fino al novembre scorso. Qui, forse per la vicinanza alla montagna, la centralit\u00e0 della natura emerge subito, potente ed eloquente. Il rapporto uomo-natura c\u2019\u00e8, ma \u00e8 distruttivo. L\u2019arte e la fotografia sono i media, la montagna e i ghiacciai sono i protagonisti di un viaggio fotografico-scientifico diretto dal fotografo&nbsp;Fabiano Ventura. Qui, \u201cgrazie alla forza delle immagini contemporanee e al raffronto con le identiche inquadrature immortalate dai grandi maestri del passato prima della crisi climatica, la mostra comunica in modo inequivocabile gli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi, proponendo al visitatore un\u2019intensa riflessione sul rapporto che lega l\u2019uomo e l\u2019ambiente naturale\u201d (Forte di Bard, n.d.). A Bard l\u2019arte entra in gioco come media potente e duraturo in grado di mettere l\u2019uomo davanti a una realt\u00e0 brutale. Non solo le fotografie, ma anche la video installazione interattiva dell\u2019artista Paolo Scoppola, opera d\u2019arte gagliarda che scuote il visitatore utilizzando la tecnologia per renderlo partecipe di una situazione cos\u00ec reale, concreta e naturale. In <em>Walking through Time<\/em>, titolo dell\u2019opera, un grande schermo riproduce immagini del passato di paesaggi montuosi che genera un\u2019apertura verso il presente non appena un visitatore si avvicina, svelando all\u2019improvviso la distruzione provocata dall\u2019uomo sul paesaggio (Paolo Scoppola, n.d.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"936\" height=\"497\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-24.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5147\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-24.png 936w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-24-300x159.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-24-768x408.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-24-600x319.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 5: <em>Miami Beach. Fonte: The ReefLine<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">\u00c8 questo approccio, diretto e disilluso, ormai lontano anni luce dal romanticismo del Novecento, che pu\u00f2 avere un impatto reale sulla societ\u00e0. Se la mostra al Forte di Bard \u00e8 un grido di denuncia, il passo successivo \u00e8 rappresentato da quelli che possiamo definire vere e proprie azioni sul territorio, progetti artistici che intervengono a ripristinare un rapporto primordiale tra uomo e natura, con l\u2019aiuto della tecnica e della tecnologia. Un esempio di questo approccio \u00e8 il progetto <em>The ReefLine<\/em>, ideato per la conservazione e il recupero della barriera corallina di Miami, dove la tecnologia \u00e8 intesa come processo complesso di trasformazione che coinvolge diverse competenze e conoscenze. In Italia, il progetto \u00e8 stato presentato e discusso nel corso della scorsa edizione del festival <em>Utopian hours <\/em>a Torino dalla visionaria autrice del progetto, Ximena Caminos (Utopian hours, n.d.). L&#8217;imprenditrice, a capo della BlueLab Preservation Society, ha fondato <em>The ReefLine<\/em> con l&#8217;obiettivo di convincere il mondo che il turismo, l&#8217;arte e la conservazione degli ecosistemi possono coesistere (The ReefLine, n.d.). I dieci chilometri di barriera corallina che verranno costruiti al largo di Miami a partire dal 2023 avranno un impatto positivo sulla salute dell&#8217;habitat sottomarino, andando a generare un vero e proprio parco pubblico sott\u2019acqua. Caminos ha raccontato la storia del processo che ha portato a un accordo con la citt\u00e0 e l&#8217;Universit\u00e0 di Miami per avviare il progetto. E poi, il disegno del progetto che ha visto la partecipazione di designer, artisti e studi come il famosissimo OMA di Rem Koolhaas nella progettazione di installazioni artistiche che contribuiranno alla realizzazione dell\u2019ambiente sottomarino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La mission di <em>The ReefLine<\/em> consiste nella volont\u00e0 di unire la conservazione, l&#8217;arte e la scienza, divenendo voce guida degli sforzi per la salvaguardia degli oceani in atto a livello globale. Il progetto contribuir\u00e0 a migliorare le relazioni con la comunit\u00e0, ispirer\u00e0 i giovani attraverso una nuova educazione, creer\u00e0 opportunit\u00e0 di finanziamento e donazioni volte al sostegno della salvaguardia ambientale. L\u2019obiettivo \u00e8 ristabilire un contatto tra cultura, comunit\u00e0 e natura attivando una collaborazione multidisciplinare tra i professionisti dei tre settori. L\u2019obiettivo primario consiste nel ripristinare la barriera corallina, intervenendo sull\u2019operazione che la Nova Southeastern University ha realizzato ormai vent\u2019anni fa schierando una serie di barriere artificiali sperimentali in una porzione di costa di Miami Beach.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Una fotografia aerea di Miami Beach mostra come la sabbia di precedenti progetti di conservazione della spiaggia di South Beach sia stata trascinata al largo, soffocando la barriera corallina naturale. Le aree bianche sono sabbiose, le aree scure sono scogliere e fondali duri colonizzati. L\u2019inserimento di substrati per la nuova barriera corallina e di sculture artificiali su questo fondale ora sabbioso servir\u00e0 a ripristinare l\u2019ecosistema marino, ad attrarre un turismo subacqueo e a incoraggiare un centro di studi dedicato alla vita sottomarina. La nuova barriera corallina non porter\u00e0 con s\u00e9 esclusivamente benefici economici, ma servir\u00e0 anche da difesa contro le catastrofi ambientali causate proprio dal deterioramento del rapporto uomo-natura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"927\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-25.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5148\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-25.png 927w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-25-300x194.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-25-768x497.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-25-600x388.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 927px) 100vw, 927px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 6: <em>Rendering di Heart of Okeanos. Fonte: The ReefLine<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">In un progetto di recupero e conservazione della barriera corallina di Miami Beach, che ruolo ha l\u2019arte nel ricostruire il rapporto uomo-natura? L\u2019intervento, che sar\u00e0 guidato dallo studio OMA, \u00e8 di natura architettonica e artistica. Per il masterplan, lo studio ha progettato un&#8217;unit\u00e0 modulare geometrica che pu\u00f2 essere dispiegata e impilata da South Beach a nord, seguendo la topografia del fondale marino, facendo da barriera. Il frangiflutti costituir\u00e0 il tessuto connettivo del progetto e sar\u00e0 scandito da una serie di installazioni site-specific.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\"><em>Heart of Okeanos<\/em> \u00e8 una scultura site-specific che unisce arte, scienza e tecnologia, concepita per rappresentare il funzionamento cardiovascolare del dio greco dell&#8217;oceano. L\u2019artista inglese Petroc Sesti ha ricreato la biologia del cuore di una balenottera azzurra ritrovata sulla spiaggia dagli scienziati del Royal Ontario Museum in Canada. Quello della balenottera azzurra \u00e8 il cuore pi\u00f9 grande del regno animale, e le sue dimensioni servono a rendere l\u2019opera faro sottomarino consacrato alla meditazione. L\u2019opera rappresenta il risultato delle ricerche di Sesti per contribuire alla salvaguardia dell\u2019oceano. <em>Heart of Okeanos <\/em>verr\u00e0 infatti realizzato con un materiale ispirato alla vita nell&#8217;oceano, pensato per assorbire il carbonio tramite un dissipatore di carbonio chiamato CarbonXinc, una novit\u00e0 nel mondo dell&#8217;arte. Per la realizzazione del materiale, Sesti ha studiato e riprodotto le caratteristiche del cemento paleozoico romano e degli organismi marini come il corallo che catturano il carbonio per creare le proprie strutture. L\u2019obiettivo finale della realizzazione di <em>Heart of Okeanos<\/em> \u00e8 riportare in vita un pezzo di oceano che diventer\u00e0 una barriera corallina vivente e brulicante di biodiversit\u00e0. Sesti lavorer\u00e0 con il biologo marino di <em>The ReefLine<\/em> Shelby Thomas, che disseminer\u00e0 coralli viventi su tutta la scultura, contribuendo insieme all\u2019artista Petroc Sesti al miglioramento degli habitat marini con barriere coralline artificiali a PH neutro e resistenti ai cambiamenti climatici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"325\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-26.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5149\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-26.png 827w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-26-300x118.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-26-768x302.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-26-600x236.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 7: <em>L\u2019opera<\/em> <em>Order of Importance presentata ad Art Basel Miami nel 2019, Leandro Elrich. Fonte: The ReefLine<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La seconda opera sar\u00e0 <em>Concrete Coral<\/em>, l\u2019evoluzione permanente dell\u2019opera <em>Order of Importance<\/em>, presentato dall\u2019artista argentino Leandro Elrich a Miami Beach durante Art Basel 2019. L\u2019opera di Art Basel \u00e8 una ricostruzione del traffico stradale realizzata interamente con la sabbia sulla spiaggia di Miami,&nbsp; dove le macchine sembravano emergere improvvisamente dalla sabbia, per poi sparire nuovamente lasciando spazio alla spiaggia. Il lavoro di Elrich rappresenta una riflessione sulla caducit\u00e0 del nostro stile di vita contemporaneo, oltre che una riflessione sul tempo e sul suo potere trasformativo. L&#8217;installazione di Art Basel si evolver\u00e0 sotto il mare come parte di <em>The ReefLine,<\/em> sar\u00e0 fatta di macchine in pietra che man mano verranno colonizzate dalla vita marina e che rappresenteranno un nuovo habitat per gli organismi della barriera corallina. <em>Concrete Coral<\/em> offrir\u00e0 una lettura completamente nuova della caducit\u00e0 rappresentata in <em>Order of Importance<\/em>. A differenza delle macchine di sabbia sulla spiaggia, le sculture sottomarine non si degraderanno nel tempo, ma si fonderanno con l&#8217;ambiente naturale. Nell\u2019opera di Elrich, la struttura di veicoli creati dall&#8217;uomo, simbolo della crisi climatica e del pericolo generato dall\u2019essere umano, si trasforma in uno strumento silenzioso e efficace per la conservazione della barriera corallina.<em>Heart of Okeanos<\/em> e <em>Concrete Coral<\/em> sono solo due delle installazioni che contribuiranno a restituire vita alla realt\u00e0 sottomarina di Miami Beach, le altre verranno selezionate con un bando pubblico che verr\u00e0 pubblicato sul sito del progetto al fine di realizzare una vera e propria mostra sottomarina. Una concezione di arte e di museo che scardina i modelli ottocenteschi europei, votati al collezionismo e alla conservazione dell\u2019opera, e inaugura un\u2019ottica dell\u2019<em>hic et nunc<\/em>, dove l\u2019arte contemporanea finalmente vive e dialoga con i coralli, i pesci e le persone che la circondano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"466\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-27.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5150\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-27.png 827w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-27-300x169.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-27-768x433.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-27-600x338.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figura 8: <em>Rendering di Concrete Coral. Fonte: The ReefLine<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">C\u2019\u00e8 poi l\u2019approccio digitale, rappresentato da <em>Machine Hallucinations: Coral<\/em> (AI Data Sculpture), risultato del progetto di ricerca dell\u2019artista turco Refik Anadol, studio sull&#8217;estetica dei dati basata su memorie visive collettive della natura e degli ambienti urbani. Anadol e il suo team hanno raccolto 300 milioni di dati incentrati sul tema della natura e hanno utilizzato 1,7 milioni di immagini di corallo ricavate da piattaforme di social media disponibili al pubblico, per poi elaborarle con modelli di classificazione di <em>machine learning<\/em>. Mentre la mente-macchina inizia a stabilire le proprie connessioni tra punti dati e &#8220;allucinazioni&#8221; su forme e colori di corallo alternativi, l&#8217;universo dei dati si espande in un cosmo latente in cui la dinamica dei fluidi diventa l&#8217;ispirazione principale della creativit\u00e0 artistica di Anadol. Collegando un ecosistema digitale di dati e un paesaggio che ospita molti ecosistemi viventi, l&#8217;opera d&#8217;arte si concentra cos\u00ec sulla conservazione e la sostenibilit\u00e0, e apre la strada a studi scientifici.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Come dimostra la variet\u00e0 delle ricerche in atto per costruire la barriera corallina del futuro, <em>The ReefLine<\/em> \u00e8 un progetto unico e innovatore, multidisciplinare, che spazia dall\u2019architettura all\u2019urbanistica e alla riqualificazione, passando dallo studio della biologia marina e sconfinando nell\u2019arte contemporanea. La visione dell\u2019imprenditrice culturale Ximena Caminos non solo si fa sempre pi\u00f9 concreta nei piani di OMA e nei progetti degli artisti gi\u00e0 coinvolti, ma ci indica una via chiara per reinterpretare in ottica contemporanea il rapporto primordiale uomo natura e riscattare l\u2019umanit\u00e0 da un passato di sfruttamento incauto della natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Beardsley, J. (1984). Earthworks and beyond: contemporary art in the landscape. New York, Abbeville Press.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Celant,G,&nbsp;(1967). Arte povera: appunti per una guerriglia, in&nbsp;Flash Art, n.&nbsp;5, novembre-dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Celant,&nbsp;G., (1989). Arte povera: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabbro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio. Torino, Allemandi Editore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Descola, P. (2005). Par de-l\u00e0 nature et culture. Trad.it.(2011). Diversit\u00e0 di na- tura, diversit\u00e0 di cultura. Milano, Book Time.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forte di Bard (n.d.), Earth&#8217;s Memory, i ghiacciai testimoni della crisi climatica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-wp-embed is-provider-forte-di-bard wp-block-embed-forte-di-bard\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"i4GlL1InGl\"><a href=\"https:\/\/www.fortedibard.it\/mostre\/earths-memory-i-ghiacciai-testimoni-della-crisi-climatica\/\">Earth&#8217;s Memory, i ghiacciai testimoni della crisi climatica<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Earth&#8217;s Memory, i ghiacciai testimoni della crisi climatica&#8221; &#8212; Forte di Bard\" src=\"https:\/\/www.fortedibard.it\/mostre\/earths-memory-i-ghiacciai-testimoni-della-crisi-climatica\/embed\/#?secret=lREf7wKeI8#?secret=i4GlL1InGl\" data-secret=\"i4GlL1InGl\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Galleria Nazionale (n.d.), HOT-SPOT-Caring for a Burning World.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/lagallerianazionale.com\/mostra\/hot-spot-caring-for-a-burning-world\">https:\/\/lagallerianazionale.com\/mostra\/hot-spot-caring-for-a-burning-world<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Long, R. (1994). Richard Long. Milano, Electa Mondadori. LOOS, A. (1972). Parole nel vuoto. Milano, Adelphi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Scoppola (n.d.), Walking through Time.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.paoloscoppola.com\/installations\/walking-through-time\/\">http:\/\/www.paoloscoppola.com\/installations\/walking-through-time\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poli, F. (2002).&nbsp;Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale. Roma, Editori Laterza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The ReefLine (n.d.), Masterplan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.thereefline.org\/masterplan\">https:\/\/www.thereefline.org\/masterplan<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Utopian Hours (n.d.), The ReefLine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-utopian-hours wp-block-embed-utopian-hours\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/utopianhours.it\/en\/events\/the-reefline\/\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-28.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5162\" width=\"122\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-28.png 245w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2022\/12\/image-28-230x300.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 122px) 100vw, 122px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matilde Ferrero (1995) \u00e8 laureata in Beni Culturali all\u2019Universit\u00e0 di Torino e in Economia della Cultura all\u2019Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna. \u00c8 dottoranda all\u2019Universit\u00e0 di Catanzaro con una tesi sulle dinamiche di mercato e le politiche a sostegno dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intuizione del progetto The ReefLine a Miami. di Matilde Ferrero * Abstract Il pianeta sta soffrendo a causa dell\u2019impatto dell\u2019uomo. Gli interessi economici improntati ancora a logiche manifatturiere e standardizzate impediscono di fermarsi, pensare, innovare, diversificare per un futuro che guarda al rapporto primordiale uomo-natura in un\u2019ottica contemporanea. Nuovi modelli economici di sviluppo dovranno puntare sulle competenze artistiche, culturali, scientifiche e tecnologiche per costruire realt\u00e0 pi\u00f9 sostenibili per l\u2019ambiente e la societ\u00e0. L\u2019articolo presenta l\u2019argomento da una prospettiva artistica, riportando quelli che sono le novit\u00e0 nell\u2019ambito dell\u2019arte contemporanea in rapporto alla salvaguardia del pianeta. 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