{"id":6585,"date":"2023-11-30T11:47:43","date_gmt":"2023-11-30T10:47:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=6585"},"modified":"2023-11-30T11:48:52","modified_gmt":"2023-11-30T10:48:52","slug":"ia-allinnovation-summit-2023-quali-i-sentiments-di-cittadini-e-imprese","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/ia-allinnovation-summit-2023-quali-i-sentiments-di-cittadini-e-imprese\/","title":{"rendered":"IA ALL\u2019INNOVATION SUMMIT 2023: QUALI I \u201cSENTIMENTS\u201d DI CITTADINI E IMPRESE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <strong><em>Antonella Giordano<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1004\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/11\/image-13.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6587\" style=\"width:840px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/11\/image-13.png 1004w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/11\/image-13-300x172.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2023\/11\/image-13-768x441.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">In un <strong><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/ia-dalle-premesse-di-un-passato-mitico-alle-attuali-evidenze-quali-prospettive\/\">precedente intervento<\/a> <\/strong>su questa rivista,  avevo definito l\u2019Intelligenza Artificiale, una realt\u00e0 dal passato mitico e dalle prospettive imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Della sua diacronica implementativa su cui si incentrano sentiments e rumors, si discute in contesti scientifici e non. A tal proposito&nbsp; \u00e8 interessante \u00e8 la ricerca sull\u2019IA nostrana condotta dalla&nbsp; Deloitte e presentata in anteprima nel corso dell\u2019Innovation Summit&nbsp;svoltosi al MAXXI di Roma alla presenza di&nbsp;Enrico Maria Bagnasco, CEO di Sparkle,&nbsp;Paolo Benanti, Professore presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana,&nbsp;Maria Chiara Carrozza, Presidente del CRN,&nbsp;Tom Davenport, Professore distinto al MIT e al Babson College,&nbsp;Stefano De Alessandri, CEO di Ansa,&nbsp;Luciano Fontana, Direttore del Corriere Della Sera,&nbsp;Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica,&nbsp;Alessandra Poggiani, Direttrice Generale di CINECA,&nbsp;On.&nbsp;Cristina Rossello, Consigliere Ministro dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca&nbsp;Anna Maria Bernini,&nbsp;Sen. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy e&nbsp;Jaap Zuiderveld, Vice President EMEA di Nvidia. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">A lume di quanto rilevato nello studio, e che riporto in sintesi*, i cittadini italiani e le aziende del nostro Paese si dividono tra curiosit\u00e0 e apprensione. Vediamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il sentiment delle imprese: principali evidenze&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Utilizzo dell\u2019IA nelle aziende: ottimizzazione dei processi, analisi dei dati e gestione dei rischi&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">La maggioranza delle aziende intervistate (59%) gi\u00e0 oggi utilizza soluzioni di Intelligenza Artificiale. Tra le pi\u00f9 comuni vi sono quelle per l\u2019automazione, l\u2019ottimizzazione e la gestione di processi (38%), l\u2019analisi dei dati (16%), l\u2019analisi e la gestione dei rischi (15%). Meno frequenti l\u2019uso di chatbot (13%), l\u2019impiego per la formazione dei dipendenti (8%) e le applicazioni per la produzione di testo e\/o immagini, usate solo dal 3% delle aziende nonostante il grande clamore mediatico di cui sono state protagoniste negli ultimi mesi. Solo nel 41% dei casi le aziende non hanno mai fatto alcun utilizzo di applicazioni IA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Investimenti in IA: in crescita per 4 aziende su 10&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Nonostante le numerose incertezze che ancora riguardano gli sviluppi dell\u2019IA e la sua regolamentazione, oltre il 40% delle aziende italiane dichiara che aumenter\u00e0 gli investimenti in IA nei prossimi tre anni, puntando sull\u2019efficientamento del data management (49%), dello sviluppo prodotti e servizi (45%) e dei sistemi software (41%). Un 10% degli investimenti, invece, potrebbe servire per adeguare il capitale umano, mentre il 5% potrebbe portare a operazione di M&amp;A quali acquisizioni, joint-venture, partnership e alleanze strategiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I benefici attesi: aumento della produttivit\u00e0, taglio dei costi e nuovi modelli di business&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Quali sono i benefici che le aziende puntano ad ottenere con l\u2019IA? Il 45% si aspetta una maggiore efficienza e produttivit\u00e0, mentre il 40% pensa a una riduzione dei costi dell\u2019azienda. Quote inferiori ma significative puntano all\u2019abilitazione dei nuovi modelli di business (23%) e alla capacit\u00e0 di guadagnare reattivit\u00e0 rispetto ai cambiamenti esterni (20%), nonch\u00e9 maggiore controllo ed efficacia nel controllo dei rischi (20%). Tra le aree aziendali che potrebbero ricavare il maggiore valore aggiunto ci sono le&nbsp;operations (49%), l\u2019amministrazione e il controllo di gestione (34%), le infrastrutture e sistemi IT (30%), il settore sales (17%) e il comparto R&amp;D e innovazione (13%).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Barriere all\u2019adozione di IA: la carenza di competenze tecniche \u00e8 la numero uno&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Secondo le imprese intervistate, le barriere che ostacolano l\u2019implementazione aziendale di tecnologie AI sono la mancanza di conoscenze e competenze tecniche (40%), l\u2019incompatibilit\u00e0 tecnologica con i sistemi attuali (37%) e la carenza di adeguate risorse finanziarie (31%), che nel caso delle aziende del Sud arriva al 47%. Altri ostacoli che vengono segnalati dalle aziende sono la difficolt\u00e0 nella raccolta e gestione dei dati (27%) e il grado di maturit\u00e0 del mercato\/settore di riferimento (17%).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Evoluzione e prospettive in Italia: il 66% delle aziende sono troppo piccole per i costi attuali della tecnologia&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Mentre il dibattito mediatico globale \u00e8 molto acceso, la reale implementazione dell\u2019AI nel tessuto economico italiano procede tra molte incertezze. Cos\u00ec, il 71% delle aziende ritiene che l\u2019orizzonte temporale per la diffusione dell\u2019Intelligenza Artificiale sia di lungo periodo e il 66% fa notare come nel breve periodo la maggior parte delle tecnologie e innovazioni IA abbia un costo proibitivo per la maggior parte delle aziende italiane. Tuttavia, il 53% confida che il costo dell\u2019IA tender\u00e0 a ridursi progressivamente grazie ad economie di scala, sinergie, guadagni di efficienza e produttivit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come regolare l\u2019IA? Fondamentale la collaborazione pubblico-privato &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Sette aziende su dieci concordano sul fatto che la collaborazione fra pubblico e privato sar\u00e0 imprescindibile per delineare un quadro normativo equo ed efficace sull\u2019IA. Inoltre, il 68% conviene che per garantire uno sviluppo etico e responsabile sar\u00e0 fondamentale regolamentare la tecnologia AI fin dalle prime fasi della progettazione. Ma in che modo garantire uno sviluppo etico dell\u2019IA? Il 59% sottolinea l\u2019importanza delle competenze delle persone all\u2019interno delle imprese, mentre il 33% indica come prioritaria la formazione di ricercatori e sviluppatori di algoritmi IA su problematiche etiche. Il 31%, invece, pone l\u2019accento sull\u2019importanza di una maggiore trasparenza sui meccanismi di funzionamento dell\u2019IA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenibilit\u00e0 ambientale: pi\u00f9 efficienza energetica e meno inquinamento grazie all\u2019AI&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Intervistate sugli ambiti di applicazione dell\u2019IA per la sostenibilit\u00e0 ambientale, le aziende dimostrano il maggiore interesse per le soluzioni che riguardano l\u2019efficienza energetica (70%), la riduzione dell\u2019inquinamento (57%), l\u2019economia circolare (41%) e la prevenzione delle calamit\u00e0 naturali tramite strumenti predittivi (22%). L\u2019impiego dell\u2019IA, invece, secondo il 20% potrebbe servire allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, mentre l\u20198% ne sottolinea il potenziale nella protezione della biodiversit\u00e0. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il sentiment dei cittadini: principali evidenze&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>AI e vita quotidiana: le applicazioni pi\u00f9 usate dagli italiani&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Quali sono le applicazioni di Intelligenza Artificiale che stanno entrando nella vita quotidiana delle persone? La traduzione simultanea la pi\u00f9 diffusa: il 43% degli intervistati la usa e il 36% pensa che continuer\u00e0 ad usarla. Grande successo anche per gli assistenti vocali: il 40% ne fa uso e il 29% continuer\u00e0 a sfruttarli. Molto utili anche le previsioni del traffico in tempo reale, che sono adottate dal 37% e continueranno a essere usate da un cittadino su tre. Il 25% ha provato applicazioni per la generazione di testo, come ChatGPT e Bard, e il 15% continuer\u00e0 a usarle. Tra le applicazioni ancora di \u201cnicchia\u201d la guida autonoma di veicoli (il 13% l\u2019ha provata, il 4% continuer\u00e0), la creazione di contenuti artistici e multimediali (l\u201911% ha provato, il 5% continuer\u00e0) e quelle per i servizi finanziari (provati dal 10%, continueranno a essere usati dal 5%).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Amicizia con l\u2019Intelligenza Artificiale: 4 su dieci sono aperti all\u2019idea&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Alla domanda: \u201cFarebbe amicizia con un\u2019intelligenza artificiale?\u201d, il 28% dichiara \u201cimpossibile\u201d e \u201cinquietante\u201d familiarizzare con una tecnologia, \u201ctanto pi\u00f9 con sembianze umane\u201d; il 31% dice \u201cprobabilmente no\u201d, spiegando di non essere interessato a familiarizzare con uno strumento tecnologico;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">il 22% \u00e8 possibilista, soprattutto se l\u2019IA \u201cavesse connotati umani\u201d; infine vi \u00e8 un 19% di entusiasti che risponde con un s\u00ec deciso, a prescindere dalla forma che l\u2019IA assumerebbe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ambiti di applicazione indicati dai consumatori: salute e rapporto con la PA &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Interrogati su&nbsp;quali settori dovrebbero essere considerati prioritari nello sviluppo di nuovi prodotti o servizi, gli italiani ripongono speranze soprattutto in ambito medico (38%). E tra chi scommette sull\u2019IA per il settore salute, il 57% immagina di utilizzarla per monitoraggio dello stato di salute e rilevamento di segnali di attenzione, il 52% pensa che sar\u00e0 utile alla ricerca farmaceutica-sanitaria, il 47% ipotizza un miglior accesso a servizi di prevenzione o assistenza sanitaria personalizzata, mentre il 41% spera in un supporto alla diagnosi attraverso l\u2019analisi di dati. Significativa anche l\u2019indicazione sul settore dei servizi pubblici e l\u2019interazione con la PA (31%), che grazie all\u2019AI potrebbe essere migliorata tramite l\u2019automazione e semplificazione burocratica. Al terzo posto (30%), invece, vi \u00e8 l\u2019indicazione di un possibile utilizzo applicato a \u201ctelecomunicazioni, media e intrattenimento\u201d. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto \u00e8 conosciuta l\u2019IA? &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Interrogati sul loro grado di conoscenza dell\u2019Intelligenza Artificiale, gli italiani si suddividono in quattro categorie: i \u201cgrandi conoscitori\u201d (17%) sono coloro che affermano di conoscere bene le applicazioni e i prodotti AI, nonch\u00e9 la tecnologia sottostante; il 19% si definirebbe come \u201cgrande utilizzatore\u201d, cio\u00e8 utilizza frequentemente prodotti e servizi IA nella vita quotidiana ed \u00e8 interessato all\u2019utilizzo di futuri sviluppi nel settore; i \u201cnon utilizzatori\u201d sono il 22% e dichiarano uno scarso uso e interesse verso l\u2019IA; il 42%, invece, esprime timore o preoccupazione per i futuri rischi che questa tecnologia pone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antonella Giordano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Il report completo di Deloitte verr\u00e0 presentato a gennaio 2024.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonella Giordano In un precedente intervento su questa rivista, avevo definito l\u2019Intelligenza Artificiale, una realt\u00e0 dal passato mitico e dalle prospettive imprevedibili. Della sua diacronica implementativa su cui si incentrano sentiments e rumors, si discute in contesti scientifici e non. A tal proposito&nbsp; \u00e8 interessante \u00e8 la ricerca sull\u2019IA nostrana condotta dalla&nbsp; Deloitte e presentata in anteprima nel corso dell\u2019Innovation Summit&nbsp;svoltosi al MAXXI di Roma alla presenza di&nbsp;Enrico Maria Bagnasco, CEO di Sparkle,&nbsp;Paolo Benanti, Professore presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana,&nbsp;Maria Chiara Carrozza, Presidente del CRN,&nbsp;Tom Davenport, Professore distinto al MIT e al Babson College,&nbsp;Stefano De Alessandri, CEO di Ansa,&nbsp;Luciano Fontana, Direttore del Corriere Della<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/ia-allinnovation-summit-2023-quali-i-sentiments-di-cittadini-e-imprese\/\">Leggi altro &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["entry","author-c-marinucci","post-6585","page","type-page","status-publish"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6585","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6585"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6585\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6593,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6585\/revisions\/6593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}