{"id":7227,"date":"2025-01-20T10:44:51","date_gmt":"2025-01-20T09:44:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=7227"},"modified":"2025-01-26T08:08:22","modified_gmt":"2025-01-26T07:08:22","slug":"patrimonio-e-patrimonializzazione-culturale-della-modaprospettive-di-un-progetto-di-ricerca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/patrimonio-e-patrimonializzazione-culturale-della-modaprospettive-di-un-progetto-di-ricerca\/","title":{"rendered":"Patrimonio e Patrimonializzazione Culturale della Moda. Prospettive di un progetto di ricerca."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Per Dino Buzzetti<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Daniela Calanca,<\/strong><em> Alma Mater Studiorum Universit\u00e0 di Bologna<\/em>, Presidente Associazione DiCultHer-Faro-Moda<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Key words<\/strong>: Patrimonio, Patrimonializzazione, Moda, Entanglement, Knowledge base<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The essay delves into the relationship between fashion and cultural heritage, focusing on the process of patrimonialization. It examines the distinction between heritage, understood as a defined and safeguarded entity, and patrimonialization, conceived as an inclusive and dynamic process. This approach considers the Faro Convention, which advocates for community participation in cultural heritage, and challenges the rigid definitions set by the 2004 Cultural Heritage Code.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The essay proposes a relational paradigm that integrates fashion as an object and patrimonialization within the historical, social, and cultural context of Italy, leveraging digital technologies to enhance access, inclusivity, and knowledge. Through the application of semantic technologies, such as linked open data and the Wikibase infrastructure, it outlines the foundations for creating a knowledge base dedicated to fashion and its cultural heritage. This platform aims to transform documentary data into interactive knowledge, fostering new modes of historical research and analysis.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The concept of <em>entanglement<\/em> is employed to describe the cultural and social interconnections in the relationship between fashion and heritage, highlighting the complexity and interplay of seemingly distinct elements. In conclusion, the essay presents an innovative methodology to valorize the cultural heritage of fashion through advanced technologies and interdisciplinary approaches.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_79597\"  width=\"1260\" height=\"709\"  data-origwidth=\"1260\" data-origheight=\"709\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aguCG34VGWU?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*******<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un tema complesso Moda e Patrimonio Culturale, dal momento che non costituisce l\u2019oggetto di una disciplina, bens\u00ec un campo di studi multidisciplinare, caratterizzato da diversi approcci analitici e da molteplici prospettive di ricerca<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fatto, \u00e8 un tema caratterizzato da una serie di questioni significative, soprattutto a partire dalla differenza sostanziale che intercorre, in generale, tra patrimonio e patrimonializzazione: \u201cLa radice \u00e8 la medesima, ma il significato \u00e8 assai diverso. Il patrimonio individua le \u201ccose\u201d gi\u00e0 finite nel perimetro della tutela\/conservazione\/valorizzazione; la patrimonializzazione, \u00e8 il processo inclusivo, integrativo che amplia la sfera del patrimonio. In che direzione? Con quali finalit\u00e0? Una lettura univoca manca\u201d<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questa via, i titolari del patrimonio sono le istituzioni \u2013 nazionali e locali o privati, ma&nbsp; \u00e8 cresciuta la <em>domanda<\/em> di patrimonializzazione, soprattutto a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, ossia la richiesta di valorizzare oggetti, comportamenti, tradizioni ecc\u2026<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a> I titolari della&nbsp;<em>domanda<\/em> sono gruppi, comunit\u00e0, associazioni, appassionati, reti di collezionisti, talvolta singoli individui, portatori di una larga e assai variegata richiesta \u201cdal basso\u201d, che non decidono certamente sul piano istituzionale, giuridico, ma rivendicano una politica del patrimonio che renda la patrimonializzazione un processo pi\u00f9 ampio, pi\u00f9 collettivo, pi\u00f9 condiviso, pi\u00f9 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in questo la <em>domanda <\/em>individua la sua base giuridico-istituzionale nella <em>Convenzione quadro del Consiglio d&#8217;Europa sul valore dell&#8217;eredit\u00e0 culturale per la societ\u00e0 (<\/em><a href=\"https:\/\/www.coe.int\/en\/web\/conventions\/full-list\/-\/conventions\/treaty\/199\"><em>Convention on the Value of Culturale Heritage for Society<\/em><\/a><em>)<\/em>, siglata a Faro, in Portogallo nel 2005, sottoscritta dall&#8217;Italia nel 2013 e ratificata con la legge 1 ottobre 2020, n. 133<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Una Convenzione che, a ben vedere, sancisce l\u2019esatto opposto di quanto prevede il Codice dei Beni Culturali del 2004, e di quanto stabilisce la stessa struttura amministrativa del Ministero, istituito nella temperie del 1974-1975, con i suoi funzionari, i suoi esperti, i suoi saperi tecnici<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dunque, come <em>operare<\/em> nell\u2019ambito dei Beni Culturali?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tralasciando le implicazioni giuridiche istituzionali, a parere di chi scrive da questa dialettica deriva il forte impulso a individuare, <em>in primis<\/em>, nuove forme sostanziali di integrazione tra il concetto di patrimonio culturale (Codice 2004)<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, di Eredit\u00e0 Culturale (Faro)<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, e di patrimonializzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa direzione, \u00e8 possibile considerare, in primo luogo, il patrimonio nei termini di un chiasmo, in cui, per dirla con M. Merleau-Ponty, \u201cci\u00f2 che comincia come cosa finisce come coscienza di cosa, ci\u00f2 che comincia come \u2018stato di coscienza\u2019 finisce come cosa\u201d<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a>; in secondo luogo, considerare in che modo il patrimonio, cos\u00ec concepito, sia stato trasmesso da una generazione all\u2019altra, cio\u00e8 nello spazio e nel tempo; in terzo luogo, integrare il medesimo processo di patrimonializzazione nel suo divenire. Inoltre, considerare il digitale per procedere oltre il \u201cpiano del servizio\u201d \u2013 come osservava Dino Buzzetti \u2013 quale mezzo che pu\u00f2 produrre nuova conoscenza e \u201cfavorire tutti quegli aspetti valoriali della Convenzione di Faro: l\u2019accesso, l\u2019inclusivit\u00e0, la partecipazione alle comunit\u00e0, al patrimonio culturale\u201d<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su queste basi, tradotto nei termini di moda e patrimonio, appare evidente la necessit\u00e0 di elaborare una nuova conoscenza, <em>un paradigma di relazioni<\/em>, che contempli in<em> primis<\/em> certamente l\u2019<em>oggetto<\/em> moda, ma soprattutto che integri anche il processo della sua patrimonializzazione, colto nello spazio e nel tempo. D\u2019altro canto, storicamente, la moda italiana, per esempio, all\u2019inizio dell\u2019Ottocento, quando \u00e8 ancora solo immaginata, affonda le sue radici nel patrimonio storico-artistico italiano stesso, ossia in ci\u00f2 che veniva considerato italiano in quel momento. E viceversa, sempre all\u2019inizio dell\u2019Ottocento, si diffonde la prassi di raccogliere costumi tradizionali e tessuti antichi quali testimonianze culturali, oltre a promuovere il recupero delle produzioni locali di qualit\u00e0 (come ad esempio la seta a Como), la cui promozione non era solo di natura commerciale, ma aveva anche e soprattutto lo scopo di celebrare la capacit\u00e0 artigianale italiana quale elemento distintivo della cultura nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, in questo quadro, appare idoneo un paradigma che descriva e analizzi le interconnessioni tra le diverse componenti all\u2019interno del discorso moda e patrimonio, evidenziando in che modo queste si influenzino reciprocamente, includendo il processo stesso della patrimonializzazione della moda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a ci\u00f2, ricostruire di fatto il processo di patrimonializzazione della moda, significa comprendere, al di l\u00e0 delle notifiche statali, in che modo essa sia da sempre un bene culturale, la cui conoscenza avvalora quel significato fondante di civilt\u00e0 assegnato agli oggetti del patrimonio culturale stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo. In questa prospettiva, significa anche procedere oltre la frammentariet\u00e0 e la prevedibilit\u00e0 (per non dire la banalit\u00e0 e pure l\u2019ovviet\u00e0) delle definizioni e delle analisi sul patrimoniale della moda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va da s\u00e9 in che modo la ricostruzione storica del rapporto moda italiana e patrimonio culturale da un lato, e&nbsp; dall\u2019altro la ricostruzione del processo della sua patrimonializzazione necessiti lo studio e la consultazione di notevoli complessi documentali eterogenei tra loro che, seppure in parte presenti sul web, non producono nuove conoscenze. Ossia, non sono applicate tecnologie semantiche, che offrono adeguatamente l\u2019opportunit\u00e0 di cambiare radicalmente le modalit\u00e0 di accesso ai contenuti documentali e di potenziarne le modalit\u00e0 di interpretazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 quanto appare se si considerano, a titolo esemplificativo, i principali data set sull\u2019opera di <em>Rosa Genoni<\/em> (1867-1954), sarta e pubblicista, alla quale risale la prima fenomenologia del rapporto tra moda italiana e patrimonio culturale in et\u00e0 contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principali data set a disposizione, nel panorama italiano, quali per esempio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Rosa Genoni, in AMS Historica, \u201cla collezione digitali delle opere di pregio dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna\u201d \u00ae articoli, monografie, raccolte fotografiche<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a>;<\/li>\n\n\n\n<li>Catalogo dei Beni Culturali<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>San Sistema Archivistico Nazionale<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">producono una conoscenza gi\u00e0 diffusa, che ricalca in generale la bibliografia descrittiva, tutt\u2019altro che analitica, relativa a Rosa Genoni stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dunque, le tecnologie, nate dalla visione del web semantico concepito da Tim Berners-Lee, per espandere il web tradizionale, da lui inventato, rendono l\u2019informazione digitale non solo leggibile, ma anche interpretabile in maniera automatica. Tale visione si \u00e8 concretizzata nei <em>linked open data<\/em>, un tipo di tecnologia digitale che consente di trasformare contenuti testuali in dati strutturati e interconnessi attraverso relazioni semantiche. Tale processo consente di creare <em>knowledge base<\/em> da interrogare o visualizzare attraverso network interattivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questa tecnologia, si fa largo, quindi, la possibilit\u00e0 di creare una nuova conoscenza sul tema moda e patrimonio culturale da un lato, e dall\u2019altro sul tema della patrimonializzazione della moda, da condividere in forme di uso aperte e da espandere in maniera progressiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura aperta dei <em>linked data<\/em>, infatti, rende possibile mettere in relazione informazioni provenienti da fonti eterogenee e disparate, superando i limiti dei database tradizionali. Il meccanismo stesso dell\u2019<em>interlinking<\/em> ha una ingente portata euristica, in quanto consente di rappresentare connessioni spesso inedite e di suggerire nuovi percorsi di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, se l\u2019<em>interlinking <\/em>\u00e8 fondante in ambiente web, appare altrettanto fondante, ancor prima di tale ambiente, individuare &nbsp;&#8211; del processo gnoseologico in questione- le categorie fondanti di base, le cui relazioni epistemologiche funzionano metaforicamente come l\u2019<em>entanglemen<\/em>t quantistico o correlazione quantistica, in cui le particelle si influenzano reciprocamente anche se poste a distanza<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto in termini di scienza del patrimonio culturale della moda, ci\u00f2 significa che le relazioni delle categorie per esempio antico\/moderno, pubblico\/privato, economico\/culturale, tangibile\/intangibile fanno parte di un unico sistema, di un unico <em>entanglement<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Peculiarmente, <em>entanglement<\/em> e paradigma di relazioni denotano due concetti che, pur provenendo da campi diversi, quali meccanica quantistica e scienze teoriche, condividono alcuni aspetti fondamentali, come per esempio l\u2019interconnessione e la reciproca influenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indagare<strong> <\/strong>in che modo questi concetti possano interagire o essere correlati appare rilevante, in quanto entrambi descrivono dinamiche di relazione tra entit\u00e0 interconnesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto di <em>entanglement <\/em>quantistico descrive essenzialmente il legame indissolubile di interconnessioni, per esempio culturali e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto questo profilo, appare, di conseguenza, plausibile utilizzare insieme i due concetti (<em>entanglement<\/em> e <em>paradigma di relazioni<\/em>) pur appartenendo a discipline diverse, allo scopo di esplorare in che modo fenomeni apparentemente separati siano spesso interconnessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto a ci\u00f2, la formazione della moda italiana nell\u2019Ottocento \u00e8 inesorabilmente intrecciata nel suo divenire allo stesso patrimonio culturale, come gi\u00e0 rilevato. Riflettendo la complessit\u00e0 delle reti sociali economiche, tecnologiche e politiche, si pu\u00f2 affermare che il rapporto tra moda italiana e patrimonio culturale, colto nella sua stessa patrimonializzazione,&nbsp; denoti una forma sostanziale di \u201centanglement culturale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In definitiva, entro tali coordinate, si sta progettando la creazione di un <em>knowledge base<\/em> sul patrimonio culturale della moda e della sua patrimonializzazione, inteso a dimostrarne le potenzialit\u00e0 per la ricerca storica e per la consultazione in generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungo questa linea, in primo luogo, partendo da un campione di documenti digitalizzati e selezionati in base a criteri di diversit\u00e0 tipologica e contenutistica, ci si propone di definire una metodologia di applicazione della tecnologia <em>linked data<\/em>. Tale metodologia verr\u00e0 consolidata sul campione stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In secondo luogo, questa metodologia verr\u00e0 applicata a specifiche collezioni d\u2019archivio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal senso, la metodologia qui considerata include un ciclo completo di attivit\u00e0. E ci\u00f2 a partire dalla<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">creazione di un modello di dati o ontologia. E di qui, a sua volta, il modello stesso rappresenter\u00e0 la spina dorsale del <em>knowledge base<\/em>. Seguiranno, in maniera sequenziale, l\u2019estrazione automatica e manuale di dati dai testi documentali del campione, la normalizzazione dei dati per eliminare ambiguit\u00e0 semantiche e l\u2019assegnazione di identificativi unici necessari per convertire tali dati in unit\u00e0 <em>linked data<\/em> o triple. Infine, attraverso un processo programmatico, le triple andranno a popolare il <em>knowledge base<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019implementazione del progetto pilota, ci si avvale dell\u2019infrastruttura open-source chiamata Wikibase<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Calanca, 2014; Calanca, Capalbo, 2018<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Balzani <a href=\"http:\/\/rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it\/xw-201803\/xw-201803-a0015\">http:\/\/rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it\/xw-201803\/xw-201803-a0015<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ivi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> https:\/\/www.journalchc.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Convenzione-di-Faro.pdf<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Balzani cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> Codice dei Beni Culturali: \u201cIl patrimonio culturale \u00e8 costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici: \u201cSono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all&#8217;articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Faro: \u201ca) l\u2019eredit\u00e0 culturale \u00e8 un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la propriet\u00e0, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Essa comprende tutti gli aspetti dell\u2019ambiente che sono il risultato del l\u2019interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi; b. una comunit\u00e0 di eredit\u00e0 \u00e8 costituita da un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici dell\u2019eredit\u00e0 culturale, e che desidera, nel quadro di un\u2019azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> M. Merleau-Ponty, 19993, 229<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> &nbsp;Dino Buzzetti, 9\/10\/2020 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=e2hzgGBvL8I\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=e2hzgGBvL8I<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> https:\/\/historica.unibo.it\/cris\/fonds\/fonds02039<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> https:\/\/catalogo.beniculturali.it\/search?query=rosa+genoni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> https:\/\/san.beniculturali.it\/web\/san\/dettaglio-oggetto-digitale?p_p_id=dgtobjportlet_WAR_prjsanportlet_INSTANCE_qT7R&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=box_contenuto&amp;p_p_col_count=1&amp;_dgtobjportlet_WAR_prjsanportlet_INSTANCE_qT7R__spage=%2Fportlet_action%2Fsan%2Fdgtobj%3Ffolder%3Dinit%26pid%3Dsan.dl.SAN%3ATXT-<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> Cf. per es M. M. Wilde, 2017<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> https:\/\/www.mediawiki.org\/wiki\/Wikibase\/DataModel <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>POSSIBILI IMMAGINI PER KNOWLEDGE BASE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1003\" height=\"567\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7228\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-3.png 1003w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-3-300x170.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-3-768x434.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">POSSIBILE IMMAGINE PER KNOWLEDGE BASE E WIKIBASE<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1003\" height=\"570\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7229\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-4.png 1003w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-4-300x170.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-4-768x436.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1003\" height=\"546\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-5.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7230\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-5.png 1003w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-5-300x163.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-5-768x418.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>POSSIBILI IMMAGINI PER PARADIGMA DI RELAZIONI E ENTANGLEMENT QUANTISTICO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1003\" height=\"561\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7233\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-8.png 1003w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-8-300x168.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-8-768x430.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1003\" height=\"582\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-7.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7232\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-7.png 1003w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-7-300x174.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/01\/image-7-768x446.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nota bibliografica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Balzani, R. <a href=\"http:\/\/rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it\/xw-201803\/xw-201803-a0015\">http:\/\/rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it\/xw-201803\/xw-201803-a0015<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calanca, D. (2014), Storia sociale della moda contemporanea, Bologna, Bononia University Press<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calanca, D. (2016), Moda e immaginari sociali in et\u00e0 contemporanea, Milano, B. Mondadori<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calanca, D. (2018), The Fashion Palace, in The Culture, Fashion, and Society Notebook, Milano, Bruno Mondadori, 3-25<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calanca, D., Capalbo C. (2018)&nbsp; (a cura di) Moda e Patrimonio Culturale, ZMJ Unibo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calanca, D. (2019) Calanca, Daniela. \u2018Moda e Patrimonio Cultural entre Imaginarios&nbsp; Sociais e Praticas Coletivas na Contemporaneidade\u2019, in&nbsp; <em>Revista De Historia<\/em>, 178,&nbsp; 2019, 1-28<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calanca, D. (2020) Fashion and Costume in the National Heritage, in The Culture, Fashion, and Society Notebook, Milano, Bruno Mondadori, 3-24<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Merleau-Ponty, M. (19993 trad.it), Il visibile e l\u2019invisibile, Bompiani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poulot,&nbsp; D. (1997), Mus\u00e9e nation patrimoine, Paris, \u00c9ditions Gallimard<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poulot, D. (1998), Patrimoine et Modernit\u00e9,&nbsp; L\u2019Harmattan<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poulot, D. (2006), Une histoire du patrimoine en Occident, XVIIIe-XXIe si\u00e8cle: Du monument aux valeurs, Paris, Press Universitaire de France<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Dino Buzzetti Daniela Calanca, Alma Mater Studiorum Universit\u00e0 di Bologna, Presidente Associazione DiCultHer-Faro-Moda Key words: Patrimonio, Patrimonializzazione, Moda, Entanglement, Knowledge base Abstract The essay delves into the relationship between fashion and cultural heritage, focusing on the process of patrimonialization. It examines the distinction between heritage, understood as a defined and safeguarded entity, and patrimonialization, conceived as an inclusive and dynamic process. This approach considers the Faro Convention, which advocates for community participation in cultural heritage, and challenges the rigid definitions set by the 2004 Cultural Heritage Code. The essay proposes a relational paradigm that integrates fashion as an object and patrimonialization within the historical,<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/patrimonio-e-patrimonializzazione-culturale-della-modaprospettive-di-un-progetto-di-ricerca\/\">Leggi altro &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["entry","author-c-marinucci","post-7227","page","type-page","status-publish"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7227"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7326,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7227\/revisions\/7326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}