{"id":7690,"date":"2025-07-18T10:21:52","date_gmt":"2025-07-18T08:21:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=7690"},"modified":"2025-07-18T10:55:12","modified_gmt":"2025-07-18T08:55:12","slug":"educazione-per-la-vita-nellera-dellia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/educazione-per-la-vita-nellera-dellia\/","title":{"rendered":"Educazione per la vita nell\u2019era dell\u2019IA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>La convergenza delle intelligenze collettive in una dimensione firtuale<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Alfonso Molina<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale ETS<br>Personal Chair in Technology Strategy, Universit\u00e0 di Edimburgo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Premessa editoriale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>di Carmine Marinucci, Presidente DiCultHer<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Con grande piacere e sincera gratitudine, ospitiamo in anteprima su <em>Culture Digitali<\/em> lo straordinario contributo di Alfonso Molina, Direttore Scientifico della Fondazione Mondo Digitale, che da anni rappresenta una delle voci pi\u00f9 autorevoli e lungimiranti nell\u2019ambito dell\u2019educazione e dell\u2019innovazione sociale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019articolo che presentiamo \u2013 <em>Educazione per la vita nell\u2019era dell\u2019IA. La convergenza delle intelligenze collettive in una dimensione firtuale<\/em> \u2013 \u00e8 molto pi\u00f9 di una riflessione teorica. \u00c8 un vero e proprio manifesto operativo per chiunque creda che il compito dell\u2019educazione, oggi, non sia semplicemente preparare al futuro, ma contribuire a costruirlo in modo consapevole, inclusivo e sostenibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Con concetti originali come <em>costituencies sociotecniche<\/em> e <em>firtualit\u00e0<\/em>, Molina ci invita a superare la dicotomia tra umano e macchina, tra scuola e mondo, tra educazione e cittadinanza. Il suo sguardo, profondamente etico e al tempo stesso progettuale, ci restituisce un\u2019idea di intelligenza artificiale come tecnologia relazionale, capace di abilitare nuovi ecosistemi di apprendimento e coesione sociale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa visione \u00e8 perfettamente allineata con lo spirito del Manifesto <em>AI CULTURA<\/em>, che ispira la nostra programmazione 2025\u20132026. In particolare, risuona con la missione di DiCultHer di accompagnare le comunit\u00e0 educanti a vivere l\u2019IA non come destino da subire, ma come opportunit\u00e0 da orientare verso il bene comune.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ringrazio Alfonso per aver scelto di condividere con noi questo testo denso, generativo, ricco di pratiche e riferimenti. Una lettura che \u00e8 anche un invito: a pensare, a progettare, ad agire. Insieme.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">********<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_44173\"  width=\"1260\" height=\"709\"  data-origwidth=\"1260\" data-origheight=\"709\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Q9PMi62lguw?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"412\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/07\/image-4-1024x412.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7691\" style=\"aspect-ratio:2.4855831469930565;width:453px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/07\/image-4-1024x412.png 1024w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/07\/image-4-300x121.png 300w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/07\/image-4-768x309.png 768w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/07\/image-4-1200x483.png 1200w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2025\/07\/image-4.png 1240w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto caratterizzato da complessit\u00e0 crescente e trasformazioni accelerate, l\u2019intelligenza artificiale rappresenta una tecnologia strategica, non neutra, che interpella l\u2019educazione come processo di innovazione sociale. Il contributo esplora la costruzione di \u201ccostituencies sociotecniche\u201d in ambienti educativi firtuali, spazi ibridi in cui la dimensione relazionale e quella algoritmica si intrecciano. A partire dalle esperienze della Fondazione Mondo Digitale ETS, si presentano pratiche trasformative che mettono in dialogo intelligenze collettive, pensiero critico e sostenibilit\u00e0 olistica: dalle Palestre dell&#8217;Innovazione agli hackathon, dai laboratori di IA generativa ai percorsi di active citizenship e storytelling civico. Tra gli esempi, Pathway Companion, piattaforma adattiva sviluppata per supportare docenti e operatori educativi nella presa in carico di studenti con bisogni speciali, rappresenta un caso esemplare di IA al servizio dell\u2019inclusione. L\u2019educazione all\u2019IA si configura cos\u00ec come leva di empowerment e coesione sociale, capace di orientare il cambiamento tecnologico verso finalit\u00e0 pubbliche, inclusive e trasformative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Educare per la vita nell\u2019era dell\u2019IA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo un\u2019epoca segnata da un\u2019accelerazione convergente delle trasformazioni tecnologiche, sociali, culturali ed ecologiche. Il mondo attuale, definito VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity), impone a persone e comunit\u00e0 la necessit\u00e0 di apprendimento continuo, adattamento creativo e discernimento etico. In questo contesto, l\u2019intelligenza artificiale si configura come tecnologia sociale pervasiva e non neutra: ridefinisce la produzione della conoscenza, l\u2019organizzazione educativa, l\u2019accesso ai diritti, generando nuove forme di disuguaglianza e controllo, ma anche un potenziale di cambiamento verso una maggiore equit\u00e0 e inclusione, se il benessere umano rimane il centro etico del suo sviluppo. Per adesso, come tutte le tecnologie profonde e pervasive, l\u2019IA riflette e amplifica strutture culturali e disparit\u00e0 sistemiche. Per questo, l\u2019educazione non pu\u00f2 limitarsi a trasmettere competenze tecniche o ad adattarsi passivamente: deve assumere un ruolo strategico e trasformativo, per orientare e umanizzare l\u2019innovazione tecnologica al servizio del bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva si colloca il modello dell\u2019Educazione per la vita, elaborato con la Fondazione Mondo Digitale [mondodigitale.org], come visione sistemica, inclusiva e trasformativa dell\u2019apprendimento. Educare per la vita significa integrare conoscenze codificate con capacit\u00e0 cognitive, relazionali, etiche e progettuali, per affrontare la complessit\u00e0 e contribuire alla costruzione di futuri desiderabili e sostenibili. In linea con il modello NRC (<em>National Research Council<\/em>, Usa), promuove competenze nei domini cognitivo, intrapersonale e interpersonale, valorizzando apertura intellettuale, cooperazione, leadership e responsabilit\u00e0 sistemica. \u00c8 un\u2019educazione fondata sulla centralit\u00e0 della persona e sulle interdipendenze sociali e tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019innovazione educativa \u00e8 un processo emergente e reticolare, che coinvolge visioni, tecnologie e soggetti in una logica di co-evoluzione. L\u2019educazione per la vita diventa cos\u00ec catalizzatore nella costruzione di costituencies sociotecniche: reti eterogenee &#8211; studenti, docenti, famiglie, tecnologi, istituzioni, imprese &#8211; attivate da una visione condivisa, capaci di mobilitare competenze e strumenti per generare impatto sistemico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diverse cornici teoriche &#8211; dai \u201csette saperi\u201d di Morin, alle \u201ccinque menti\u201d di Gardner, fino ai \u201cquattro pilastri\u201d dell\u2019apprendimento di Delors &#8211; convergono nel riconoscere che l\u2019educazione non deve solo preparare a vivere nel mondo, ma abilitare a migliorarlo. In questa direzione, l\u2019educazione per la vita si configura come pedagogia della complessit\u00e0 e della connessione, capace di intrecciare sviluppo individuale, empowerment collettivo, coesione sociale e sostenibilit\u00e0 integrale. Si realizza in ambienti ibridi firtuali, con metodologie attive e inclusive, e tecnologie impiegate in modo riflessivo e relazionale, in grado di amplificare l\u2019esperienza umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019IA non \u00e8 una minaccia da respingere n\u00e9 una soluzione da adottare acriticamente, ma uno spazio educativo inedito, da abitare con consapevolezza critica e creativit\u00e0 progettuale. Educare all\u2019IA significa educare alla cittadinanza algoritmica, alla responsabilit\u00e0 verso il futuro, alla cura dell\u2019umano in un tempo di macchine intelligenti. Un\u2019educazione per la vita nell\u2019era dell\u2019IA richiede infine una strategia culturale e democratica, che coinvolga l\u2019intera comunit\u00e0 educante in un\u2019alleanza strutturale per orientare l\u2019intelligenza artificiale verso finalit\u00e0 pubbliche, inclusive e trasformative. Solo cos\u00ec potr\u00e0 diventare vera innovazione sociale sistemica: un motore di coesione, partecipazione e immaginazione collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Le intelligenze collettive come infrastrutture educative<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel passaggio epocale che stiamo vivendo, l\u2019educazione non pu\u00f2 pi\u00f9 essere concepita come processo individuale, lineare e trasmissivo. Al contrario, si configura come costruzione collettiva e interattiva, fondata su reti generative. L\u2019idea di intelligenza collettiva, proposta da Pierre L\u00e9vy, offre una chiave interpretativa potente per immaginare nuove infrastrutture educative in grado di accompagnare la transizione digitale, ecologica e antropologica in corso. L\u2019intelligenza collettiva emerge dalla connessione dei saperi individuali: ogni persona \u00e8 portatrice di conoscenza che si sviluppa nel dialogo con gli altri. Questa visione supera il modello gerarchico e propone un\u2019educazione aperta, dinamica, plurale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne deriva un modello ecosistemico in cui le infrastrutture educative non sono pi\u00f9 solo edifici o strumenti, ma insiemi sociotecnici in cui persone e ambienti co-evolvono. L\u2019apprendimento nasce dall\u2019interazione, dalla collaborazione su problemi complessi, dalla condivisione di significati e relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio paradigmatico \u00e8 la rete nazionale delle Palestre dell\u2019Innovazione della Fondazione Mondo Digitale [www.mondodigitale.org\/progetti\/palestra-dellinnovazione]: ambienti configurabili e inclusivi dove studenti, docenti e cittadini collaborano in progetti concreti, in modalit\u00e0 blended e interdisciplinare. Spazi fisici e digitali, come FabLab, Immersive Lab, Game Lab, si integrano con piattaforme e ambienti online per offrire esperienze firtuali autentiche, situate e partecipative. Le Palestre si configurano come \u201cnodi intelligenti\u201d all\u2019interno di costituencies sociotecniche locali, dove la scuola si apre al territorio, attiva connessioni generative e contribuisce alla produzione di valore sociale. In questo quadro, le intelligenze collettive diventano infrastrutture educative perch\u00e9 distribuiscono la capacit\u00e0 di apprendere e innovare valorizzando differenze ed esperienze diffuse, generano ambienti autentici che integrano risorse digitali e relazioni umane, e promuovono l\u2019educazione come bene comune, fondata su corresponsabilit\u00e0 e inclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore dell\u2019approccio \u00e8 la costruzione di costituencies sociotecniche: l\u2019insieme di costituenti sociali e tecnici aggregati intorno a visioni condivise, capaci di generare innovazione radicata nei contesti e orientata al bene comune. Le scuole non sono isole, ma nodi di reti territoriali capaci di apprendere, rigenerarsi ed evolvere in dialogo con il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa prospettiva richiede anche una ridefinizione del ruolo dell\u2019educatore: non pi\u00f9 trasmettitore, ma facilitatore di connessioni tra soggetti, contesti e strumenti. In questa dinamica, l\u2019IA pu\u00f2 agire come tecnologia abilitante dell\u2019intelligenza collettiva: mappa bisogni, personalizza percorsi, supporta il lavoro di rete, amplifica l\u2019efficacia formativa. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, deve essere culturalizzata: posta in relazione con valori, visioni e pratiche della comunit\u00e0 educante. Solo un\u2019IA integrata pu\u00f2 contribuire a un ecosistema educativo vivo e inclusivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlare di intelligenze collettive come infrastrutture educative significa, dunque, superare ogni visione meccanicistica per abbracciare un modello organico e aperto, fondato sulla collaborazione e sull\u2019apprendimento co-evolutivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. Firtualit\u00e0 come ambiente di apprendimento trasformativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasformazione digitale non ha solo introdotto nuovi strumenti, ma ha riconfigurato i confini dell\u2019esperienza umana. \u00c8 emersa una nuova dimensione, n\u00e9 totalmente fisica n\u00e9 interamente virtuale, che definisco firtuale: uno spazio ibrido, abitato da presenze fisiche e virtuali, che deve essere compreso come una sola realt\u00e0 strategica. Gli ambienti firtuali trasformano la relazione educativa: non si tratta di digitalizzare contenuti o spostare online le lezioni, ma di ripensare le condizioni stesse dell\u2019apprendimento. L\u2019ambiente diventa agente educativo: un mediatore intelligente, capace di rispondere, adattarsi, evolvere con i soggetti che lo abitano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La firtualit\u00e0 consente di attivare percorsi secondo la logica del modello SAMR (Substitution, Augmentation, Modification, Redefinition), trasformando le relazioni tra spazio, tempo e soggetti dell\u2019apprendimento, ben oltre i confini istituzionali della scuola. Tecnologie come realt\u00e0 aumentata, IA adattiva, ambienti immersivi e interfacce tangibili aprono nuove possibilit\u00e0 di interazione, esplorazione e co-creazione. L\u2019IA stessa sta evolvendo: da strumento per l\u2019automazione, si profila come tecnologia capace di affiancare l\u2019essere umano anche nei processi creativi e di ricerca. Questa transizione rafforza il valore educativo degli ambienti firtuali come spazi di progettazione, espressione e scoperta condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi spazi, l\u2019apprendimento \u00e8 autentico e situato: si sviluppa attraverso compiti significativi, sfide complesse, esperienze che coinvolgono la persona nella sua interezza. Il sapere non \u00e8 pi\u00f9 una merce da trasmettere, ma un processo emergente da vivere con gli altri. L\u2019educazione firtuale \u00e8 relazionale e partecipativa, fondata sulla costruzione collettiva di significato attraverso cooperazione e dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La firtualit\u00e0 risponde anche all\u2019asimmetria tra ambienti educativi e ambienti di vita. Mentre i giovani abitano spazi digitali fluidi, personalizzati e multisensoriali, molte scuole restano ancorate a modelli rigidi e unidirezionali. Gli ambienti firtuali offrono invece un ponte tra scuola e mondo, tra formale e informale, tra soggettivit\u00e0 e comunit\u00e0. Le Palestre dell\u2019Innovazione, in questa prospettiva, offrono spunti preziosi, estendibili a ogni contesto educativo capace di integrare tecnologie intelligenti e partecipazione attiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la dimensione firtuale dell\u2019educazione pone una sfida culturale e politica: costruire ambienti non solo efficienti, ma anche etici, inclusivi e democratici. Ambienti che non amplifichino le disuguaglianze, ma offrano a tutti le condizioni per apprendere, partecipare e trasformare. \u00c8 qui che l\u2019educazione per la vita incontra la firtualit\u00e0: in un progetto pedagogico che unisce tecnologia, comunit\u00e0, mente e corpo per generare significato e futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. Percorsi e pratiche per l\u2019innovazione sociale con l\u2019IA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per affrontare le sfide dell\u2019epoca contemporanea, l\u2019intelligenza artificiale va considerata non solo come tecnologia funzionale, ma come infrastruttura relazionale. Occorre superare la visione dell\u2019IA come mero strumento predittivo o ottimizzante, per riconoscerla come leva di innovazione sociale: capace di generare valore, abilitare processi di cura e sostenere ecosistemi educativi complessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio chiave \u00e8 il progetto Pathway Companion [mondodigitale.org\/progetti\/pathway-companion], sviluppato dalla Fondazione Mondo Digitale con universit\u00e0 e partner tecnologici. \u00c8 una piattaforma adattiva che integra IA, tutoraggio umano e co-progettazione pedagogica per supportare docenti, educatori e operatori sociali nella presa in carico di studenti con bisogni educativi speciali. Il sistema analizza dati, personalizza i percorsi, monitora i progressi e rafforza le reti territoriali, generando conoscenza condivisa. L\u2019IA non si limita a personalizzare l\u2019offerta formativa, ma diventa parte di un ecosistema di cura, inclusione e giustizia educativa. Pathway Companion incarna pienamente l\u2019idea di innovazione sociale: una tecnologia adattiva e relazionale al servizio della cura educativa e dell\u2019empowerment comunitario, in linea con il modello di innovazione interattiva proposto da Rothwell, che valorizza la collaborazione tra utenti, istituzioni e ambienti in una logica di co-evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo tipo di IA, relazionale e situata, si inserisce in un modello educativo orientato alla persona e alle dinamiche comunitarie che la circondano. \u00c8 un\u2019IA che non automatizza n\u00e9 sostituisce, ma potenzia le capacit\u00e0 umane attraverso l\u2019interazione con algoritmi, relazioni sociali e ambienti firtuali. In questa prospettiva, l\u2019IA trasformativa assume un ruolo abilitante nella costruzione di costituencies sociotecniche educative che includono comunit\u00e0 di pratica che generano e condividono sapere, si supportano reciprocamente, affrontano la complessit\u00e0 dei contesti. L\u2019algoritmo non agisce da solo, ma si integra in una rete di relazioni significative, diventando uno strumento al servizio della collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una tale prospettiva solleva importanti interrogativi etici: chi progetta l\u2019IA, quali valori incorpora, quali relazioni promuove. Educare all\u2019IA significa anche educare con l\u2019IA, rivedendo modelli educativi, ruoli, linguaggi e finalit\u00e0. L\u2019IA trasformativa non \u00e8 un fine in s\u00e9, ma un mezzo per sostenere una cultura della cura, dell\u2019equit\u00e0 e della responsabilit\u00e0. Una tecnologia che non si limita a ottimizzare il presente, ma aiuta a costruire futuri pi\u00f9 giusti, inclusivi, umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi principi si traducono gi\u00e0 in pratiche concrete. Alla Fondazione Mondo Digitale, l\u2019IA supporta percorsi di apprendimento, alfabetizzazione e inclusione: nell\u2019Academy con l\u2019agente conversazionale Arin, nel progetto Itali.IA Lab per l\u2019educazione digitale, nella Scuola del noi per la formazione diffusa dei docenti, e naturalmente in Pathway Companion, a sostegno della cura educativa personalizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5. Prospettive: orientare l\u2019intelligenza artificiale verso coesione ed equit\u00e0 sociale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto tra educazione e intelligenza artificiale \u00e8 decisivo per il futuro della democrazia. Come sottolineato anche nel \u201cManifesto per un\u2019azione collettiva su intelligenza artificiale e robotica\u201d promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, l\u2019IA rappresenta una sfida culturale che interpella tutta la comunit\u00e0 educante: pu\u00f2 accentuare disuguaglianze oppure essere orientata verso inclusione e giustizia sociale. Non si tratta solo di adattare l\u2019educazione alla digitalizzazione, ma di decidere quale societ\u00e0 vogliamo costruire. L\u2019educazione all\u2019IA deve avere una funzione civica e trasformativa: non basta alfabetizzare, occorre formare soggetti consapevoli, capaci di interpretare algoritmi, riconoscere bias e agire con responsabilit\u00e0 nei contesti digitali. La cittadinanza firtuale richiede competenze nuove: consapevolezza algoritmica, responsabilit\u00e0 culturale, empatia aumentata e progettualit\u00e0 sociale, ovvero capacit\u00e0 di connettere tecnologia, partecipazione e visione etica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questa base, servono politiche educative inclusive che promuovano l\u2019IA come bene comune: investimenti in piattaforme pubbliche e open source, formazione per educatori, infrastrutture territoriali, ma anche valorizzazione delle pratiche civiche e delle reti locali che sperimentano una nuova ecologia dell\u2019apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019approccio delle costituencies sociotecniche mostra che ogni innovazione richiede non solo tecnologie adeguate, ma anche alleanze, visioni e narrazioni condivise. Applicato all\u2019educazione, questo paradigma invita a costruire processi partecipativi che coinvolgano attivamente scuole, famiglie, comunit\u00e0, universit\u00e0, imprese e altre organizzazioni rilevanti. In questo quadro, l\u2019educazione per la vita si configura come strategia culturale e democratica: non contrappone umano e macchina, ma rafforza la capacit\u00e0 umana di orientare la tecnologia verso finalit\u00e0 condivise. Non si limita a spiegare come funziona l\u2019IA, ma si interroga su perch\u00e9 e per chi debba funzionare. Perch\u00e9 l\u2019educazione diventi davvero innovazione sociale sistemica, \u00e8 essenziale valorizzare i \u201ccampioni dell\u2019innovazione educativa\u201d: docenti, dirigenti, educatori capaci di generare visione, coesione e cambiamento. Attori trasformativi e promotori di reti, sono la risorsa chiave per costruire un sistema nazionale di innovazione educativa, fondato sulla sinergia tra scuola, territorio, ricerca e tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre pi\u00f9 spesso, inoltre, le persone ricorrono all\u2019IA per organizzare la propria vita, cercare uno scopo, gestire emozioni e relazioni. Questo uso emergente, quasi terapeutico, evidenzia la necessit\u00e0 di un\u2019educazione capace di sviluppare consapevolezza affettiva e senso critico nella relazione con le macchine intelligenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 solo una questione tecnica, ma un fenomeno culturale e sociale che interpella profondamente l\u2019educazione, chiamata ad assumere una postura progettuale, critica e generativa, capace di ridefinire apprendimenti, relazioni e saperi. L\u2019educazione per la vita nell\u2019era dell\u2019IA si configura come innovazione sociale sistemica: una strategia che integra intelligenze collettive, ambienti firtuali e tecnologie relazionali per promuovere giustizia, sostenibilit\u00e0 e coesione. Supera la logica addestrativa per abbracciare un apprendimento complesso, partecipativo e orientato al bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costruire costituencies sociotecniche diventa condizione essenziale per guidare l\u2019innovazione tecnologica in senso democratico. L\u2019educazione non \u00e8 pi\u00f9 spazio di adattamento, ma luogo in cui il cambiamento si discute e si orienta. Un\u2019educazione per la vita \u00e8, in definitiva, un atto di democrazia: forma soggetti capaci di agire nella complessit\u00e0 e costruire futuri condivisi.<strong><br><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Delors, J. (1996). <em>Learning: The treasure within<\/em>. Report to UNESCO of the International Commission on Education for the Twenty-first Century. UNESCO.<\/li>\n\n\n\n<li>European Commission. (2020). <em>Ethics guidelines for trustworthy AI<\/em>. High-Level Expert Group on Artificial Intelligence.<\/li>\n\n\n\n<li>Gardner, H. (2006). <em>Five minds for the future<\/em>. Harvard Business School Press.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u00e9vy, P. (1994). <em>L\u2019intelligence collective. Pour une anthropologie du cyberspace<\/em>. La D\u00e9couverte.<\/li>\n\n\n\n<li>Molina, A. (1999). <em>Understanding the role of the technical in the build-up of sociotechnical constituencies<\/em>. <em>Technovation<\/em>, 19(1), 1\u201329. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0166-4972(98)00093-5\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0166-4972(98)00093-5<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><em>Manifesto per un\u2019azione collettiva su intelligenza artificiale e robotica<\/em> (2024). Italian Tech, La Repubblica, 19 marzo 2024<\/li>\n\n\n\n<li>Molina, A, (1995), <em>Sociotechnical constituencies as processes of alignment: The rise of a large-scale European information technology initiative<\/em>, Technology in Society, Vol. 17, Issue 4, 385-412 https:\/\/www.research.ed.ac.uk\/en\/publications\/sociotechnical-constituencies-as-processes-of-alignment-the-rise-<\/li>\n\n\n\n<li>Molina, A., &amp; Kinder, T. (2002). <em>Bringing forth sociotechnical constituencies: Innovation processes and the transformation of learning. <\/em><em>The International Journal of Innovation Management<\/em>, 6(2), 143\u2013175. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1142\/S1363919602000530\">https:\/\/doi.org\/10.1142\/S1363919602000530<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Molina, A. (2014). <em>Palestre dell\u2019Innovazione. Verso una rete nazionale per promuovere un\u2019educazione per vivere e lavorare nel 21\u00b0 secolo<\/em>, https:\/\/www.mondodigitale.org\/sites\/default\/files\/allegati\/progetti\/2022\/booklet-palestra-innovazione.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Molina, A., (2016), <em>Educazione per la vita e inclusione digitale<\/em>, Erickson.<\/li>\n\n\n\n<li>Molina, A. (2021), Oggi pi\u00f9 che mai bisogna sviluppare la competenza &#8220;firtuale&#8221;, HuffPost, https:\/\/www.huffingtonpost.it\/blog\/2021\/06\/15\/news\/oggi_piu_che_mai_bisogna_sviluppare_la_competenza_firtuale_-5126168\/<\/li>\n\n\n\n<li>Morin, E. (2000). <em>Les sept savoirs n\u00e9cessaires \u00e0 l\u2019\u00e9ducation du futur<\/em>. Unesco.<\/li>\n\n\n\n<li>National Research Council (NRC). (2012). Education for Life and Work: Developing Transferable Knowledge and Skills in the 21st Century. National Academies Press.<\/li>\n\n\n\n<li>Oecd. (2021). <em>AI and the future of skills, Volume 1: Capabilities and assessments<\/em>. OECD Publishing. https:\/\/doi.org\/10.1787\/19963725<\/li>\n\n\n\n<li>Puentedura, R. (2006). Transformation, Technology, and Education: The SAMR Model.<\/li>\n\n\n\n<li>Rothwell, R. (1992). <em>Successful Industrial Innovation: Critical Factors for the 1990s<\/em>. R&amp;D Management, 22(3), 221\u2013239.<\/li>\n\n\n\n<li>Wikipedia contributors. (n.d.). <em>Social innovation<\/em>. In Wikipedia, The Free Encyclopedia. Retrieved from https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Social_innovation<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La convergenza delle intelligenze collettive in una dimensione firtuale di Alfonso Molina direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale ETSPersonal Chair in Technology Strategy, Universit\u00e0 di Edimburgo Premessa editoriale di Carmine Marinucci, Presidente DiCultHer Con grande piacere e sincera gratitudine, ospitiamo in anteprima su Culture Digitali lo straordinario contributo di Alfonso Molina, Direttore Scientifico della Fondazione Mondo Digitale, che da anni rappresenta una delle voci pi\u00f9 autorevoli e lungimiranti nell\u2019ambito dell\u2019educazione e dell\u2019innovazione sociale. L\u2019articolo che presentiamo \u2013 Educazione per la vita nell\u2019era dell\u2019IA. 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