{"id":821,"date":"2021-10-04T20:14:54","date_gmt":"2021-10-04T18:14:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?page_id=821"},"modified":"2021-10-24T00:11:21","modified_gmt":"2021-10-23T22:11:21","slug":"le-fonti-che-non-ti-aspetti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/le-fonti-che-non-ti-aspetti\/","title":{"rendered":"Le fonti che non ti aspetti"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>Fabiana Spinelli<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Keywords<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Archivi Beni Culturali Memoria<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esaminare una fonte \u00e8 sempre l\u2019inizio di un lavoro laboratoriale. Ma che cosa succede quando non troviamo ci\u00f2 che cerchiamo nei nostri canali consueti e dobbiamo andare oltre? Spesso la ricerca si blocca. \u00c8 ci\u00f2 che accade a molti utenti degli archivi storici, in particolare agli studenti, che non hanno ancora una familiarit\u00e0 con i vincoli archivistici e che spesso hanno bisogno di qualcuno che indirizzi il loro lavoro in direzioni inesplorate, facendo luce sull\u2019enorme e preziosissima rete di informazioni degli archivi privati. Il bene culturale diventa tesoro ritrovato quando emerge inaspettato, in tutta la sua bellezza, utilit\u00e0 e fruibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Examinating a document is always a good start for a workshop activity. But what\u2019s happens when we can\u2019t find any information about our research through the usual channels and we desperately need to go further?&nbsp; Often, the work freezes. This is what happens with some of historical archives users, particularly for students, who aren\u2019t familiar with archival bonds and they often need an help to explore new directions, shedding light on archive\u2019s great and invaluable information network. Cultural heritage istantly becomes treasure trove when unexpectedly emerges in beauty, utility and accessibility.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Piccoli archivi, grandi traguardi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mondo dei beni culturali spesso appare, ai non addetti ai lavori, come un misterioso magma di bellezza e stupore, in un certo modo slegato dal resto della realt\u00e0. Difficilmente infatti, nel sentire comune, si associano in prima istanza a musei, biblioteche ed archivi (tanto per citare tre macro-strutture), tecnologie avanzate, software dedicati, reti internazionali di comunicazione e scambio dei dati. Il lavoro svolto in questi campi dagli enti che si occupano di conservazione, studio e ricerca, \u00e8 naturalmente mastodontico, tanto grande che i confini si sfumano e la percezione generale si diluisce. Tocca quindi a tutti coloro che si occupano di conoscenza, in ogni forma, ordine e grado, colmare questo scollamento dalla realt\u00e0, ribadendo con forza che la memoria \u00e8 modernit\u00e0, \u00e8 un ricchissimo trampolino di lancio per una conoscenza trasversale, per una riflessione che metta in movimento ed in correlazione enti piccoli e grandi, fonti e documenti mai accostati prima. Uno spunto in questo senso \u00e8 l\u2019editoriale della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Bruxelles, nell\u2019ottobre 2020, sul<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/it\/ac_20_1916\"> nuovo Bauhaus<\/a> europeo: <em>\u201cL&#8217;esplosione innovativa del Bauhaus non sarebbe infatti stata immaginabile senza il ponte gettato verso il mondo dell&#8217;arte e della cultura o verso le sfide sociali dell&#8217;epoca. Il primo Bauhaus ha dimostrato che l&#8217;industria e l&#8217;eccellenza nel design possono migliorare la vita quotidiana di milioni di persone. Il nuovo Bauhaus europeo deve innescare una dinamica analoga. Deve dimostrare che ci\u00f2 che \u00e8 necessario pu\u00f2 essere anche bello, che lo stile e la sostenibilit\u00e0 vanno di pari passo.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come colleghiamo un piccolo archivio privato con Bruxelles, ad un discorso importante ed enormemente ambizioso? La risposta si pu\u00f2 trovare proprio nella scuola, in quelle trasversalit\u00e0 disciplinari che possono essere sollecitate dai percorsi laboratoriali. \u00c8 interessante, a questo proposito, il pensiero di Giuseppina Rita Jose Mangione e Francesca De Santis <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_821_1('footnote_plugin_reference_821_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_821_1('footnote_plugin_reference_821_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_821_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[1]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_821_1_1\" class=\"footnote_tooltip\">G. Mangione, F. De Santis, (2021). La pedagogia del patrimonio per ripensare il curricolo della piccola scuola. Il museo come terzo spazio educativo, Culture Digitali, anno 1, n. 0, p. 68.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_821_1_1').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_821_1_1', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>; <em>\u201cuna struttura di richiesta intervento su base progettuale andr\u00e0 a nutrire un Atlante di alleanze tra le piccole scuole e i piccoli musei e avviare dei percorsi di formazione per condividere le buone pratiche gi\u00e0 esistenti e che possono rappresentare dei modelli per questa idea di scuola di prossimit\u00e0.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un laboratorio sulle fonti storiche pu\u00f2 aprire innumerevoli strade di ricerca, mostrando specialmente agli studenti come la realt\u00e0 sia legata a doppio filo ai documenti e agli istituti di conservazione, facendo anche dei percorsi di meta-archivistica sulle storie delle collezioni e degli enti. Seguire una traccia (e svolgere parallelamente l\u2019esperienza fisica e digitale) che parte, ad esempio, da un archivio di stato, ma porta poi ad un archivio fotografico, uno ecclesiastico, una biblioteca di quartiere e ad uno spazio urbano o interattivo di un museo, sviluppa una fortissima consapevolezza della rete culturale che unisce e sostiene un intero sistema di studio e conoscenza. \u00c8, in fondo, l\u2019obiettivo primario del <strong><a href=\"https:\/\/www.diculther.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/MANIFESTO-Ventotene-Digitale-REV1-2021-07-09.pdf\">Manifesto \u201cVentotene Digitale<\/a><\/strong>&#8220;, che spinge a <em>\u201cco-creare un sistema di conoscenze e competenze digitali consapevoli, abilitate ad assicurare conservazione, fruizione ampia, interattiva, partecipata e consapevole, sostenibilit\u00e0, valorizzazione, promozione e presentazione del nuovo Patrimonio culturale digitale\u201d<\/em>. Una formazione che parte mostrando la concretezza e la fruibilit\u00e0 dei beni culturali, facilita una considerazione pi\u00f9 moderna e pi\u00f9 consapevole dell\u2019intero sistema, collocando la sfera umanistica in una dimensione reale, miniera di idee innovative tanto quanto ambiti come l\u2019ecologia e la scienza. Cos\u00ec come un sempre pi\u00f9 massiccio utilizzo delle risorse digitali ha ridato linfa vitale all\u2019intero settore dei beni archivistici e librari, cos\u00ec una tendenza all\u2019esperienza laboratoriale sulle fonti e sugli strumenti di lavoro, potrebbe mostrare sotto una nuova luce un mondo troppo spesso stereotipato come \u201cpolveroso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><h2><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_821_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_821_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_821_1\">+<\/a>]<\/span><\/h2><\/div> <div id=\"footnote_references_container_821_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_821_1('footnote_plugin_tooltip_821_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_821_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">G. Mangione, F. De Santis, (2021). La pedagogia del patrimonio per ripensare il curricolo della piccola scuola. 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