{"id":9016,"date":"2026-07-11T08:33:00","date_gmt":"2026-07-11T06:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/?p=9016"},"modified":"2026-07-11T08:33:03","modified_gmt":"2026-07-11T06:33:03","slug":"infosfera-algoritmi-predittivi-e-nuovi-diritti-cognitivi-cittadinanza-digitale-e-pluralismo-algoritmico-nellera-dellia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/2026\/07\/11\/infosfera-algoritmi-predittivi-e-nuovi-diritti-cognitivi-cittadinanza-digitale-e-pluralismo-algoritmico-nellera-dellia\/","title":{"rendered":"Infosfera: algoritmi predittivi e nuovi diritti cognitivi. Cittadinanza digitale e pluralismo algoritmico nell\u2019era dell\u2019IA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>di Nadia De Cristofaro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Introduzione editoriale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono idee che maturano contemporaneamente su versanti diversi, e che proprio per questo si rafforzano a vicenda. I &#8220;diritti cognitivi&#8221; sono una di queste. Da anni DiCultHer li coltiva sul terreno che le \u00e8 proprio \u2014 quello dell&#8217;educazione, delle scuole, delle comunit\u00e0 che imparano ad abitare consapevolmente l&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale. Leggere il contributo di Nadia De Cristofaro \u00e8 stato, per noi, come ritrovare gli stessi temi risalire da un&#8217;altra sorgente: quella del diritto costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 una bella notizia. Perch\u00e9 ci\u00f2 che noi pratichiamo nelle aule \u2014 la difesa dell&#8217;attenzione, il pensiero critico, la pluralit\u00e0 delle fonti, la libert\u00e0 di formarsi un&#8217;opinione autonoma \u2014 l&#8217;autrice lo fonda con rigore giuridico, mostrando che la libert\u00e0 cognitiva non \u00e8 soltanto un obiettivo educativo, ma un bene di rilevanza costituzionale, radicato nella dignit\u00e0 della persona. La sua proposta del &#8220;pluralismo algoritmico&#8221; come principio giuridico autonomo, la lettura dell&#8217;infosfera come spazio di cittadinanza, l&#8217;analisi del condizionamento predittivo: sono pagine che danno solide fondamenta di diritto a ci\u00f2 che noi, da educatori, sosteniamo da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la conferma di una convinzione che attraversa tutto il nostro lavoro: che l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;intelligenza artificiale non sia una questione tecnica, ma civile e democratica. E che la scuola, come scrive l&#8217;autrice, sia una vera &#8220;infrastruttura democratica&#8221; \u2014 le stesse parole con cui, in questi anni, abbiamo cercato di dare un nome al nostro impegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci fa particolarmente piacere che questo contributo giunga da Nadia De Cristofaro, vicepresidente dell&#8217;Associazione Io per Benevento, con cui DiCultHer ha siglato un importante protocollo d&#8217;intesa per portare la cultura digitale nelle scuole del beneventano. \u00c8 il segno che le convergenze non restano sulla carta, ma diventano alleanze territoriali concrete \u2014 e presto, ci auguriamo, prenderanno la forma della prima edizione del Festival delle Culture Digitali del Sannio. Perch\u00e9 i diritti cognitivi, per non restare un principio, hanno bisogno esattamente di questo: di comunit\u00e0 che li praticano, di scuole che li abitano, di territori che li fanno vivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buona lettura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Carmine Marinucci<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il presente contributo propone un\u2019analisi evolutiva dell\u2019ecosistema informativo, tra algoritmi predittivi, formazione delle opinioni e tutela dei diritti fondamentali, assumendo l&#8217;emersione dei diritti cognitivi quale nuova frontiera del costituzionalismo digitale. Muovendo da un approccio teorico-ricostruttivo e interdisciplinare, all\u2019intersezione tra diritto costituzionale, teorie generali, filosofia del diritto, sociologia della comunicazione, scienze cognitive e studi sull&#8217;ecosistema digitale \u2212 nella consapevolezza che la complessit\u00e0 dell\u2019infosfera risuoni nella pi\u00f9 ampia teoria dell\u2019ecologia della comunicazione \u2212 evidenzia come i sistemi di raccomandazione algoritmica e l&#8217;intelligenza artificiale generativa incidano sulle condizioni di esercizio della libert\u00e0 di pensiero, imponendo un ripensamento delle categorie costituzionali tradizionali. In tale prospettiva, incarna nel pluralismo algoritmico un autonomo principio giuridico, funzionale alla salvaguardia dell&#8217;autonomia cognitiva, dell&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;ecosistema informativo e della qualit\u00e0 deliberativa dello spazio pubblico, riconoscendo nel pensiero critico un bene giuridico di rilievo costituzionale e una precondizione di resilienza ed effettivit\u00e0 delle istituzioni democratiche nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parole-chiave:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Infosfera, algoritmi predittivi, diritti cognitivi, pluralismo algoritmico, cittadinanza democratico-digitale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Abstract<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>This article offers an evolutionary analysis of the contemporary information ecosystem, examining the interplay between predictive algorithms, opinion formation, and the protection of fundamental rights, while conceptualising cognitive rights as a new frontier of digital constitutionalism. Adopting a theoretical-reconstructive and interdisciplinary approach\u2014at the intersection of constitutional law, general legal theory, legal philosophy, sociology of communication, cognitive science, and digital ecosystem studies\u2014it argues that the complexity of the infosphere must be understood within the broader framework of the ecology of communication. Against this background, the article demonstrates how algorithmic recommender systems and generative artificial intelligence reshape the conditions under which freedom of thought is exercised, thereby challenging the adequacy of traditional constitutional categories. It advances algorithmic pluralism as an autonomous legal principle aimed at safeguarding cognitive autonomy, the integrity of the information ecosystem, and the deliberative quality of the public sphere, while recognising critical thinking as a constitutionally protected legal interest and an essential precondition for the resilience and effectiveness of democratic institutions in the age of artificial intelligence.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Key-words:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Infosphere; predictive algorithms; cognitive rights; algorithmic pluralism; democratic digital citizenship.<\/em><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SOMMARIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. L&#8217;INFOSFERA COME SPAZIO DI CITTADINANZA: AMBIENTI DIGITALI ED EMERSIONE DI NUOVE FORME DI POTERE ALGORITMICO \u2014 2. DIRITTI COGNITIVI E LIBERT\u00c0 DI FORMAZIONE DEL PENSIERO: 2.1 Dai diritti dell&#8217;informazione ai diritti cognitivi; 2.2 Fondamento costituzionale: dignit\u00e0 della persona e cittadinanza digitale \u2014 3. ALGORITMI PREDITTIVI E CONDIZIONAMENTO COGNITIVO: 3.1 Personalizzazione algoritmica e generazione automatica di contenuti; 3.2 Bias cognitivi, echo chambers, vulnerabilit\u00e0 giovanile e scelte democratiche \u2014 4. DISINFORMAZIONE, VERIFICA DELLE FONTI E CRISI DELLA VERIT\u00c0 PUBBLICA: 4.1 Nuovi rischi epistemici; 4.2 La verifica delle fonti come presidio democratico \u2014 5. MEDIA LITERACY, SCUOLA E CITTADINANZA DIGITALE: 5.1 Educazione al pensiero critico e alfabetizzazione algoritmica; 5.2 La scuola come infrastruttura democratica \u2014 6. IL PLURALISMO ALGORITMICO COME NUOVO PRINCIPIO GIURIDICO: 6.1 Dalla trasparenza algoritmica al pluralismo informativo; 6.2 Il quadro normativo europeo \u2014 7. VERSO UN&#8217;ECOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE: 7.1 Costruire ambienti digitali affidabili; 7.2 Conclusioni: democrazia digitale e cittadinanza del XXI secolo.<em><br>&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"678\" height=\"370\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9018\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image.png 678w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image-425x232.png 425w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image-300x164.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagine generata con IA\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. L&#8217;INFOSFERA COME SPAZIO DI CITTADINANZA: AMBIENTI DIGITALI ED EMERSIONE DI NUOVE FORME DI POTERE ALGORITMICO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La progressiva digitalizzazione delle relazioni sociali, l&#8217;affermarsi di ecosistemi digitali governati da piattaforme globali e sistemi algoritmici complessi hanno modificato radicalmente la natura dei processi comunicativi, determinato un\u2019inevitabile riconfigurazione dello spazio pubblico e dando origine all\u2019infosfera<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>: ambiente informazionale integrato in cui dimensione fisica e digitale si fondono fino a costituire un unico contesto esistenziale-relazionale entro cui si esercitano diritti fondamentali, formano opinioni, consolidano identit\u00e0 individuali e collettive e si realizza, in misura crescente, la partecipazione democratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attuale architettura digitale, caratterizzata dalla centralit\u00e0 degli algoritmi di raccomandazione, dei sistemi di profilazione comportamentale e delle tecniche di personalizzazione automatica dei contenuti, sovverte il paradigma tradizionale dell\u2019informazione, fondato sulla mediazione editoriale e sulla pluralit\u00e0 delle fonti. L&#8217;informazione \u00e8 oggi selezionata, ordinata e proposta sulla base di modelli predittivi capaci di anticipare preferenze, interessi e comportamenti futuri; una prospettiva in cui il potere algoritmico trascende la dimensione strettamente economica, esercitando una funzione di intermediazione cognitiva che incide direttamente sulla costruzione della realt\u00e0 percepita dagli utenti. La selezione dei contenuti, la gerarchizzazione delle notizie, la personalizzazione dei flussi informativi e l&#8217;automazione delle interazioni determinano una forma inedita di regolazione privata dello spazio pubblico, in cui la capacit\u00e0 di orientare l&#8217;attenzione diviene uno dei principali strumenti di esercizio del potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fenomeno assume rilevanza costituzionale<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, essendo libert\u00e0 di manifestazione del pensiero, diritto all&#8217;informazione, principio pluralistico e partecipazione democratica oggi strettamente condizionati dalle modalit\u00e0 con cui gli ambienti digitali organizzano e operano la circolazione della conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescente diffusione dell&#8217;intelligenza artificiale generativa acuisce il fenomeno, contribuendo a ridefinire il rapporto tra produzione e fruizione dell&#8217;informazione, rendendo sempre pi\u00f9 arduo distinguere tra contenuti originari, elaborazioni artificiali e manipolazioni digitali. La personalizzazione algoritmica <a>\u2212<\/a> rafforzando meccanismi di conferma cognitiva, riducendo l&#8217;esposizione alla diversit\u00e0 delle opinioni e favorendo la formazione di ecosistemi informativi omogenei, in cui il confronto critico rischia di essere progressivamente sostituito dalla reiterazione delle preferenze gi\u00e0 manifestate \u2212 influenza i processi cognitivi entro cui prendono forma convinzioni, orientamenti valoriali e decisioni individuali, specie per le giovani generazioni, principali fruitrici di piattaforme digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;infosfera, non semplice foro tecnologico, si configura, pertanto, come autentico spazio di cittadinanza contemporanea, in cui la tutela della persona, non pi\u00f9 limitata alla protezione dei dati personali o della riservatezza, necessita di estendersi alle condizioni che rendono possibile un&#8217;autonoma formazione del pensiero, con ricaduta diretta sulla garanzia dei diritti fondamentali<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. La questione centrale non inerisce esclusivamente la libert\u00e0 di accesso alle informazioni, bens\u00ec la garanzia che essa avvenga all&#8217;interno di un ambiente informativo pluralistico, trasparente e idoneo a favorire lo sviluppo del pensiero critico. Una prospettiva da cui emerge la necessit\u00e0 di ripensare le categorie tradizionali del costituzionalismo alla luce delle trasformazioni della societ\u00e0 algoritmica, riconoscendo che la qualit\u00e0 dell&#8217;ecosistema informativo costituisce oggi una condizione essenziale e imprescindibile per l&#8217;effettivit\u00e0 della cittadinanza democratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. DIRITTI COGNITIVI E LIBERT\u00c0 DI FORMAZIONE DEL PENSIERO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2.1 Dai diritti dell&#8217;informazione ai diritti cognitivi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inarrestabile evoluzione tecnologica, la mediazione algoritmica e i sistemi di intelligenza artificiale generativa hanno progressivamente rimodulato la tradizionale configurazione del diritto all\u2019informazione e della libert\u00e0 di manifestazione del pensiero, storicamente incentrate su costituzionalismo e pluralismo comunicativo del secondo dopoguerra, imponendo un necessario mutamento di paradigma che trasla il baricentro<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a> della tutela giuridica dall\u2019informazione, in quanto oggetto, alla dimensione cognitiva della persona, in quanto bene giuridico primario. La ricostruzione dei diritti cognitivi, quale nuova frontiera dei diritti fondamentali ed espressione dell\u2019evoluzione democratica nell\u2019era digitale, impone un\u2019analisi sistemico-sostanziale in cui la categoria della dignit\u00e0 personale assume funzione assiologica centrale. Qui essi si configurano come l\u2019insieme delle situazioni giuridiche soggettive finalizzate a garantire libert\u00e0, autonomia, integrit\u00e0 dei processi cognitivi, capacit\u00e0 critica e indipendente, protezione rispetto a forme opache o invisibili di manipolazione informativa, condizionamento comportamentale o eterodirezione algoritmica; assurgono a specifica funzionale delle trasformazioni strutturali dell\u2019infosfera, in cui le piattaforme digitali contribuiscono attivamente alla costruzione delle condizioni epistemiche della conoscenza attraverso sistemi di profilazione, raccomandazione e personalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale prospettiva, libert\u00e0 di pensiero, situata e relazionale, risentono di ambiente informativo, grado di pluralismo effettivo, trasparenza dei meccanismi di selezione dei contenuti e possibilit\u00e0 di accedere a percorsi conoscitivi diversificati; eccesso informativo, personalizzazione spinta e opacit\u00e0 algoritmica rischiano di generare forme di asimmetria cognitiva in cui l\u2019abbondanza di contenuti si traduce in riduzione della diversit\u00e0 epistemica e progressiva erosione dell\u2019orizzonte conoscitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fondamento costituzionale dei diritti cognitivi si rinviene, allora, nella dignit\u00e0 personale, principio attivo di conformazione dell\u2019ordinamento giuridico, anche e soprattutto rispetto alla sempre crescente rilevanza pubblicistica delle piattaforme digitali che, incidendo sulla formazione dell\u2019opinione pubblica e richiedendo forme di regolazione che oltrepassino la mera logica di mercato e la regolazione tecnica settoriale, investono, ormai, la qualit\u00e0 complessiva dell\u2019ecosistema informativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, una concezione che individua nella qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente informativo il presupposto indispensabile per la piena autodeterminazione attraverso un processo cognitivo autentico, pluralistico e sottratto a condizionamenti occulti: una delle pi\u00f9 significative frontiere del costituzionalismo digitale, base per una rinnovata teoria della cittadinanza nell&#8217;infosfera<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2.2 Fondamento costituzionale: dignit\u00e0 della persona e cittadinanza digitale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La progressiva affermazione del concetto di cittadinanza digitale <a>\u2212<\/a> non soltanto come status giuridico, ma dimensione sostanziale della partecipazione democratica nell\u2019ambiente digitale e processo dinamico di inclusione cognitiva \u2212 richiama il comprendere, valutare criticamente le informazioni acquisite ed esercitare consapevolmente le libert\u00e0 individuali all\u2019interno di ecosistemi informativi complessi. Orbene, se dignit\u00e0 e libert\u00e0 di manifestazione del pensiero costituiscono il nucleo assiologico dei diritti cognitivi nell\u2019ordinamento costituzionale, il loro sviluppo sistematico si intreccia alla dimensione sovranazionale ed europea<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a> che vi ha progressivamente riconosciuto una premessa essenziale di democrazia. Il principio di limitazione delle finalit\u00e0, la minimizzazione dei dati, il diritto all\u2019opposizione alla profilazione e le garanzie relative ai processi decisionali automatizzati delineano un primo nucleo di autodeterminazione informativa suscettibile di interpretarsi quale presupposto della pi\u00f9 ampia autodeterminazione cognitiva. Uno spazio in cui trova terreno fertile la proposta teorica del pluralismo algoritmico come principio giuridico autonomo in base al quale l\u2019architettura dei sistemi di selezione e distribuzione delle informazioni va organizzata garantendo diversit\u00e0 effettiva dei contenuti, evitando forme di eccessiva omogeneizzazione informativa da profilazione comportamentale. In tale prospettiva<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, il pluralismo algoritmico assume una funzione eminentemente costituzionale, configurandosi come criterio di conformazione delle infrastrutture digitali alla tutela dei diritti fondamentali, imponendo che i sistemi di raccomandazione e di personalizzazione non si traducano in dispositivi di chiusura epistemica, ma favoriscano l\u2019esposizione a contenuti diversificati, capaci di stimolare pensiero critico e opinioni autonome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto principio si salda con la nozione di cittadinanza digitale, progressivamente evoluta da concetto tecnico-amministrativo a categoria sostanziale di partecipazione democratica, implicando la partecipazione consapevole alla formazione dell\u2019opinione pubblica nell\u2019ambiente online e presupponendo un ecosistema informativo non neutralizzato da logiche di ottimizzazione dell\u2019engagement, ma strutturato in funzione della promozione del dibattito democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale contesto, la Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea e la Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo hanno progressivamente delineato un quadro interpretativo in cui la qualit\u00e0 dell\u2019informazione assume rilevanza costituzionale diretta, riconoscendo la centralit\u00e0 dell\u2019ambiente informativo nella tutela effettiva delle libert\u00e0 fondamentali e attribuendo al pensiero critico la fisionomia di un bene giuridico di rilevanza costituzionale, la cui protezione non pu\u00f2 affidarsi esclusivamente all\u2019educazione o alla responsabilit\u00e0 individuale, ma va incorporata nelle architetture normative e tecnologiche dell\u2019infosfera. Allora, il pluralismo algoritmico, strumento concettuale attuativo, consentir\u00e0 di tradurre il principio pluralistico in criteri tecnici e giuridici applicabili al digitale, orientando la progettazione degli algoritmi verso la diversificazione dei contenuti e la riduzione dei fenomeni di chiusura epistemica. Il diritto non interverr\u00e0 ex post sulle distorsioni dell\u2019ecosistema informativo, ma contribuir\u00e0 a modellarne ex ante la struttura, in funzione della tutela della libert\u00e0 cognitiva individuale e del rafforzamento delle condizioni democratiche della societ\u00e0 digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. ALGORITMI PREDITTIVI E CONDIZIONAMENTO COGNITIVO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.1 Personalizzazione algoritmica e generazione automatica di contenuti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;attuale paradigma computazionale \u2212 fondato sulla capacit\u00e0 dei sistemi di apprendimento automatico di elaborare modelli predittivi del comportamento umano, anticipando preferenze, orientamenti e probabilit\u00e0 di interazione attraverso l&#8217;elaborazione continua di enormi quantit\u00e0 di dati personali e comportamentali \u2212 l&#8217;informazione diviene progressivamente costruita, adattata e generata in funzione delle caratteristiche cognitive del singolo destinatario, inaugurando una forma di personalizzazione pervasiva atta a modificare profondamente l&#8217;esperienza conoscitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La profilazione algoritmica, attraverso la raccolta sistematica di dati relativi alle abitudini di navigazione, ai tempi di permanenza sui contenuti, alle interazioni sociali, ai movimenti, alle preferenze espresse e a una molteplicit\u00e0 di segnali comportamentali, genera rappresentazioni probabilistiche, sempre pi\u00f9 sofisticate e dinamiche, dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019utente. Modelli che non si limitano a registrare il comportamento passato, ma ne stimano l&#8217;evoluzione futura, consentendo di selezionare, ordinare e distribuire i contenuti secondo criteri orientati alla massimizzazione dell&#8217;<em>engagement<\/em>, della permanenza sulla piattaforma e della prevedibilit\u00e0 delle interazioni. La logica predittiva sostituisce progressivamente quella editoriale, trasferendo il potere di determinare la visibilit\u00e0 delle informazioni da soggetti umani a sistemi automatizzati il cui funzionamento appare, nella maggior parte dei casi, opaco tanto agli utenti quanto alle autorit\u00e0 pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La personalizzazione algoritmica<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\">[8]<\/a> incide sulle condizioni epistemiche di sviluppo dei processi cognitivi individuali, esclude progressivamente informazioni dissonanti e ottimizza flussi informativi che determinano una selezione invisibile dell&#8217;esperienza conoscitiva, suscettibile di rafforzare bias cognitivi, meccanismi di conferma e fenomeni di polarizzazione: una forma di intermediazione cognitiva predittiva, un circuito autoreferenziale in cui previsione e influenza si alimentano reciprocamente. Quanto pi\u00f9 accurata la capacit\u00e0 predittiva del sistema, tanto maggiore la sua efficacia nell&#8217;orientare le future condotte informative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;impatto costituzionale della fattispecie si manifesta nella progressiva rimodulazione delle condizioni di effettivit\u00e0 della libert\u00e0 di formazione del pensiero, nell\u2019erosione dell&#8217;autonomia cognitiva quale conseguenza dell&#8217;esposizione continuativa a ecosistemi informativi personalizzati, reinterpretando la disciplina della profilazione algoritmica, dei sistemi di raccomandazione e dell&#8217;intelligenza artificiale generativa quale struttura di garanzia dell&#8217;ecosistema democratico, salvaguardia del pluralismo informativo, della diversit\u00e0 epistemica e delle condizioni che rendono possibile una formazione autenticamente libera e consapevole delle opinioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.2 Bias cognitivi, echo chambers, vulnerabilit\u00e0 giovanile e scelte democratiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello spazio fisiologico in cui la mediazione algoritmica incide sulle condizioni epistemiche di formazione del pensiero, si impone il <em>confirmation bias<\/em>, ossia la naturale tendenza dell&#8217;individuo a privilegiare informazioni coerenti con le proprie convinzioni pregresse, riducendo progressivamente l&#8217;esposizione a prospettive alternative e generando un ambiente informativo altamente omogeneo, caratterizzato da una significativa restrizione della diversit\u00e0 conoscitiva accessibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da tale dinamica derivano <em>echo chambers<\/em> e <em>filter bubbles<\/em>, ecosistemi informativi in cui si \u00e8 prevalentemente esposti a contenuti conformi ai propri orientamenti ideologici, culturali o valoriali. Sebbene le nozioni presentino differenze teoriche \u2212 la prima enfatizzando la dimensione sociale dell&#8217;autoriproduzione delle convinzioni, la seconda la selezione automatizzata operata dagli algoritmi \u2212 entrambe evidenziano il rischio di una progressiva chiusura epistemica. L&#8217;ambiente digitale tende a trasformarsi in uno spazio cognitivo autoreferenziale, rafforzando fenomeni di polarizzazione, radicalizzazione e frammentazione del dibattito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolarmente rilevante la peculiare fase evolutiva adolescenziale e giovanile<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, caratterizzata da formazione identitaria personale, costruzione delle convinzioni morali e acquisizione delle competenze critiche, con soggetti particolarmente esposti agli effetti cumulativi di profilazione algoritmica, conferma cognitiva e omogeneizzazione informativa. Una sorta di <em>micro-targeting<\/em> e condizionamento cognitivo che operano in modo invisibile, continuo e altamente personalizzato, postulando una pi\u00f9 ampia educazione critica all&#8217;infosfera e ai meccanismi di mediazione algoritmica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le implicazioni si estendono ben oltre la sfera individuale, incidendo direttamente sull\u2019opinione pubblica e sul funzionamento delle istituzioni democratiche che frammentano l\u2019esperienza informativa in una molteplicit\u00e0 di ambienti personalizzati e una pluralit\u00e0 di universi cognitivi impermeabili. Alla luce del rischio di polarizzazione sociale e della progressiva difficolt\u00e0 nel costruire un patrimonio condiviso di conoscenze e fatti, la tutela dei diritti cognitivi non potr\u00e0 ridursi a garanzia formale di libert\u00e0 di espressione o diritto di accesso alle informazioni, ma dovr\u00e0 estendersi alla protezione delle condizioni strutturali che consentono un&#8217;autonoma formazione del pensiero, promuovendo pluralismo algoritmico, trasparenza dei sistemi di raccomandazione e rafforzamento dell&#8217;educazione critica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. DISINFORMAZIONE, VERIFICA DELLE FONTI E CRISI DELLA VERIT\u00c0 PUBBLICA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4.1 Nuovi rischi epistemici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A causa della progressiva erosione delle tradizionali garanzie epistemiche che hanno storicamente accompagnato la produzione dell&#8217;informazione, l&#8217;attuale era algoritmica focalizza su attendibilit\u00e0, autenticit\u00e0 e verificabilit\u00e0 delle fonti, a vantaggio di fattori suscettibili di compromettere la capacit\u00e0 individuale e collettiva di distinguere il vero dal falso, il verificato dal manipolato, il probabile dal meramente plausibile<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disinformazione in s\u00e9 non esaurisce la complessit\u00e0 del fenomeno, bens\u00ec designa un insieme articolato di pratiche comunicative orientate a distorcere la rappresentazione della realt\u00e0 mediante produzione, alterazione, decontestualizzazione o amplificazione selettiva dei contenuti informativi. Essa si sviluppa attraverso dinamiche di propaganda o manipolazione mediatica che incrementano capacit\u00e0 persuasiva e difficolt\u00e0 di individuazione, calibrate sul target dei destinatari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale contesto le <em>fake news<\/em> massimizzano il coinvolgimento emotivo degli utenti<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, sfruttando meccanismi cognitivi che governano attenzione, memoria e condivisione dei contenuti fuorvianti, ottimizzati per incrementare l&#8217;interazione, amplificando dinamiche di viralit\u00e0 che prescindono dalla qualit\u00e0 epistemica dell&#8217;informazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;affermazione dell&#8217;IA generativa ha ulteriormente ampliato il potenziale manipolativo dell&#8217;ambiente digitale, introducendo strumenti capaci di produrre contenuti sintetici caratterizzati da un elevato grado di realismo e coerenza linguistica, difficilmente distinguibili da quelli autentici, riducendo significativamente costi economici e tecnici della manipolazione informativa: in particolare, il <em>deepfake<\/em><a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, abile a riprodurre volto, voce ed espressioni facciali, simulando, con elevata fedelt\u00e0, comportamenti o dichiarazioni mai realmente avvenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Duplice la deriva: da un lato, la probabilit\u00e0 che contenuti artificiali vengano erroneamente percepiti come autentici; dall&#8217;altro, un atteggiamento di sfiducia indiscriminata che porta a considerare potenzialmente manipolabile qualsiasi informazione, indipendentemente dalla sua effettiva attendibilit\u00e0. Tale fenomeno, definito in dottrina come <em>liar&#8217;s dividend<\/em>, consente paradossalmente, anche agli autori di comunicazioni autentiche, di contestarne successivamente la veridicit\u00e0, invocando la possibilit\u00e0 che esse siano state artificialmente generate o alterate. Frammentandosi il dibattito pubblico in universi cognitivi incompatibili, la crisi della verit\u00e0 si traduce in crisi della deliberazione democratica. La risposta giuridica non pu\u00f2 limitarsi a un approccio repressivo delle singole condotte illecite o alla rimozione dei contenuti manifestamente falsi; i nuovi rischi epistemici richiedono, piuttosto, una strategia multilivello, fondata su trasparenza degli algoritmi di raccomandazione, responsabilizzazione delle piattaforme digitali, tracciabilit\u00e0 dei contenuti sintetici, rafforzamento dei sistemi indipendenti di verifica delle fonti e sviluppo delle competenze critiche dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale cornice, la nozione di integrit\u00e0 epistemica assume progressivamente i tratti di un autonomo interesse costituzionalmente rilevante, richiedendo all&#8217;ecosistema informativo le condizioni strutturali necessarie affinch\u00e9 i cittadini possano formare le proprie convinzioni attraverso un confronto libero, pluralistico e fondato su informazioni autentiche, verificabili e contestualizzate: un presupposto indispensabile per la tutela dei diritti cognitivi e per la stessa tenuta del costituzionalismo democratico nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4.2 La verifica delle fonti come presidio democratico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Garanzia delle condizioni epistemiche entro cui pu\u00f2 svilupparsi una sfera pubblica autenticamente pluralistica, la democrazia rappresentativa presuppone l\u2019esistenza di un nucleo minimo di conoscenze condivise e verificabili, senza il quale verrebbe meno la possibilit\u00e0 di deliberazione politica razionale, cedendo al rischio di manipolazione emotiva e costruzione artificiale del consenso. Il pluralismo non implica la dissoluzione del concetto di verit\u00e0, bens\u00ec il confronto tra interpretazioni differenti di fatti accertabili mediante procedure trasparenti e controllabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verifica delle fonti \u00e8 strumento centrale di tale architettura epistemica: implica tracciabilit\u00e0 delle informazioni, identificazione delle responsabilit\u00e0, analisi del contesto, confronto e valutazione metodologicamente rigorosa dell\u2019attendibilit\u00e0. Tuttavia, l\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale generativa e di piattaforme digitali attenuando la corrispondenza tra contenuto e fonte, organizzando i flussi informativi e rendendo sempre pi\u00f9 opaca l\u2019attribuzione della responsabilit\u00e0 comunicativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La governance delle piattaforme<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\">[13]<\/a> dovrebbe orientarsi alla qualit\u00e0 epistemica dell\u2019infosfera: trasparenza algoritmica, riconoscibilit\u00e0 dei contenuti artificiali, valorizzazione delle fonti autorevoli, riduzione della disinformazione virale e predisposizione di efficaci meccanismi di correzione; un modello multilivello, fondato sulla cooperazione tra istituzioni pubbliche, comunit\u00e0 scientifica, giornalismo, organismi indipendenti di <em>fact-checking<\/em>, sistema educativo e piattaforme digitali. La verifica diviene un processo aperto, partecipato e sottratto tanto al monopolio del mercato quanto a forme di controllo autoritativo; strumento essenziale per preservare l\u2019integrit\u00e0 epistemica della sfera pubblica e rendere effettivi i diritti cognitivi, essa non limita la libert\u00e0 di espressione, ma ne costituisce la condizione di possibilit\u00e0, incentrando il dibattito democratico su basi conoscitive affidabili. La qualit\u00e0 della democrazia<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\">[14]<\/a> dipender\u00e0, cos\u00ec, dalla capacit\u00e0 collettiva di costruire un ecosistema informativo trasparente, pluralistico e verificabile, fondato su responsabilit\u00e0 condivise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5. MEDIA LITERACY, SCUOLA E CITTADINANZA DIGITALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5.1 Educazione al pensiero critico e alfabetizzazione algoritmica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le nuove forme di mediazione algoritmica<a href=\"#_ftn15\" id=\"_ftnref15\">[15]<\/a> che caratterizzano l&#8217;esperienza informativa richiedono alla cittadinanza digitale un ampliamento del concetto stesso di alfabetizzazione, estendendosi alla comprensione delle logiche economiche, cognitive e politiche che governano l&#8217;ecosistema digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale quadro si colloca il paradigma educativo della <em>media literacy<\/em>, volto a sviluppare la capacit\u00e0 di analizzare, interpretare, valutare e produrre contenuti all&#8217;interno di ambienti mediali complessi. Esso implica comprensione dell&#8217;intero processo di mediazione algoritmica, capacit\u00e0 di riconoscere criteri di selezione dei contenuti e funzionamento dei sistemi di raccomandazione, individuando e interpretando logiche della profilazione comportamentale, dinamiche dell&#8217;economia dell&#8217;attenzione e affidabilit\u00e0 delle fonti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Complementare \u00e8 la <em>information literacy<\/em>, intesa come insieme delle competenze necessarie per individuare, reperire, verificare, valutare e utilizzare le informazioni secondo criteri di attendibilit\u00e0, pertinenza e rigore metodologico, specie rispetto a fenomeni di allucinazione algoritmica e tecniche di manipolazione sintetica dei contenuti, rendendo l&#8217;alfabetizzazione algoritmica componente imprescindibile della pi\u00f9 ampia alfabetizzazione democratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;educazione al pensiero critico<a href=\"#_ftn16\" id=\"_ftnref16\">[16]<\/a> costituisce la naturale convergenza tra <em>media literacy<\/em>, <em>information literacy<\/em> e alfabetizzazione algoritmica: una competenza metacognitiva che consente di riconoscere bias cognitivi, valutare solidit\u00e0 delle argomentazioni, distinguere fatti da opinioni e confrontare prospettive differenti attraverso criteri razionali, divenendo condizione indispensabile per l\u2019esercizio concreto dell&#8217;autonomia cognitiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale scenario, la scuola <a>\u2212<\/a> luogo privilegiato in cui costruire le competenze necessarie per abitare consapevolmente l&#8217;infosfera \u2212 \u00e8 chiamata ad assumere un ruolo strategico, offrendo agli strumenti interpretativi idonei a comprendere il funzionamento delle infrastrutture digitali e le relative implicazioni sui processi di formazione dell&#8217;opinione. L&#8217;educazione civica digitale, pertanto, dovr\u00e0 includere una riflessione sistematica sul rapporto tra algoritmi, informazione, diritti fondamentali e democrazia affinch\u00e9 i cittadini dell&#8217;infosfera possano possedere gli strumenti culturali necessari per comprendere i flussi informativi ed esercitare consapevolmente la libert\u00e0 nell&#8217;ambiente algoritmico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva<a href=\"#_ftn17\" id=\"_ftnref17\">[17]<\/a>, <em>media literacy<\/em>, <em>information literacy<\/em> e alfabetizzazione algoritmica appaiono componenti di un&#8217;unica strategia educativa orientata alla tutela della libert\u00e0 cognitiva, una vera e propria esigenza costituzionale tesa a modulare effettivit\u00e0 del pluralismo informativo, genuinit\u00e0 del dibattito pubblico e stessa capacit\u00e0 delle istituzioni democratiche di preservare uno spazio deliberativo autenticamente libero nell&#8217;ecosistema digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5.2 La scuola come infrastruttura democratica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se l&#8217;ambiente digitale rappresenta oggi il principale spazio di formazione delle opinioni, di costruzione delle identit\u00e0 e di partecipazione alla vita pubblica, la scuola \u00e8 destinata a configurarsi quale principale infrastruttura democratica deputata a riequilibrare le asimmetrie cognitive generate dalle piattaforme digitali e a garantire l&#8217;effettivit\u00e0 della libert\u00e0 di formazione del pensiero. Essa trova la sua centralit\u00e0 nei principi costituzionali che la rendono luogo in cui l&#8217;eguaglianza sostanziale si realizza attraverso la riduzione di asimmetrie cognitive prodotte dalla mediazione algoritmica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;educazione civica digitale costituisce il principale strumento attraverso cui tale funzione pu\u00f2 essere concretamente perseguita, attraverso un approccio sistemico di controbilanciamento rispetto alle logiche di personalizzazione che caratterizzano l&#8217;ecosistema digitale. La classe rappresenta, infatti, un contesto in cui \u00e8 ancora possibile sperimentare una dimensione pubblica della conoscenza, sottratta alle logiche della profilazione comportamentale e della segmentazione algoritmica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale funzione, tuttavia, necessita di formazione continua, in <em>lifelong learning<\/em>, strumento di tutela della libert\u00e0 cognitiva e della partecipazione democratica, imponendo alle istituzioni pubbliche di predisporre percorsi di alfabetizzazione algoritmica e di aggiornamento accessibili, inclusivi e scientificamente fondati, rivolti all&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da tale evoluzione emerge progressivamente la categoria della cittadinanza cognitiva, quale sviluppo della pi\u00f9 ampia nozione di cittadinanza digitale. Ponendo al centro la qualit\u00e0 dei processi attraverso i quali tale partecipazione si realizza, valorizzando la libert\u00e0 di comprendere, interpretare e valutare criticamente le informazioni come presupposto dell&#8217;effettivo esercizio dei diritti democratici, essa designa la condizione del soggetto che dispone delle competenze necessarie per orientarsi consapevolmente nell&#8217;infosfera, riconoscere le modalit\u00e0 di funzionamento dei sistemi algoritmici, esercitare il controllo sulle proprie scelte informative e partecipare al dibattito pubblico senza essere assoggettato a forme occulte di condizionamento cognitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cittadinanza cognitiva<a href=\"#_ftn18\" id=\"_ftnref18\">[18]<\/a> rappresenta, pertanto, una categoria che integra la tradizionale dimensione dei diritti civili e politici con la tutela delle condizioni epistemiche che ne rendono possibile l&#8217;esercizio. L&#8217;educazione, allora, non costituir\u00e0 pi\u00f9 soltanto una politica pubblica settoriale, ma una componente essenziale dell&#8217;architettura costituzionale della democrazia digitale, cardine del costituzionalismo nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale, presidio attraverso cui l&#8217;ordinamento garantisce la resilienza cognitiva della societ\u00e0 democratica di fronte ai nuovi poteri algoritmici e alle piattaforme digitali che modellano l&#8217;esperienza informativa secondo logiche di ottimizzazione economica e previsione comportamentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6. IL PLURALISMO ALGORITMICO COME NUOVO PRINCIPIO GIURIDICO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6.1 Dalla trasparenza algoritmica al pluralismo informativo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per lungo tempo la riflessione giuridica ha individuato nella trasparenza algoritmica il principale rimedio alle asimmetrie informative tra piattaforme e utenti, ritenendo che la conoscibilit\u00e0 dei criteri di funzionamento dei sistemi automatizzati fosse sufficiente a garantirne il controllo democratico; pur imprescindibile, essa non \u00e8 in grado, tuttavia, di neutralizzare gli effetti della personalizzazione algoritmica, della profilazione comportamentale e della concentrazione del potere di intermediazione informativa. Da qui l&#8217;esigenza di riconoscere il pluralismo algoritmico<a href=\"#_ftn19\" id=\"_ftnref19\">[19]<\/a> quale autonomo principio giuridico, destinato a integrare e superare la tradizionale logica della mera conoscibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza del pluralismo informativo, volto ad assicurare la pluralit\u00e0 delle fonti, il pluralismo algoritmico guarda alle modalit\u00e0 attraverso cui i contenuti vengono selezionati e resi accessibili, garantendo un\u2019architettura volta a favorire la diversit\u00e0 epistemica, contrastare l&#8217;omogeneizzazione informativa e preservare l&#8217;autonomia cognitiva, quale forma di <em>constitutional by design<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attuazione di tale principio presuppone un rafforzamento dell&#8217;<em>accountability<\/em> algoritmica, attraverso audit algoritmici indipendenti<a href=\"#_ftn20\" id=\"_ftnref20\">[20]<\/a>, affidati a soggetti terzi e diretti non solo a individuare discriminazioni o violazioni della disciplina in materia di protezione dei dati personali, ma anche a valutare gli effetti sistemici prodotti sugli ecosistemi informativi, misurando il grado di pluralismo dei contenuti, i fenomeni di polarizzazione e le distorsioni cognitive generate dai sistemi di raccomandazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Complementare \u00e8 il diritto alla spiegazione, inteso come diritto dell&#8217;utente a comprendere, in termini intelligibili, i criteri essenziali della selezione dei contenuti, della profilazione e della personalizzazione informativa, il nesso tra algoritmo ed effetti sulla sfera cognitiva<a href=\"#_ftn21\" id=\"_ftnref21\">[21]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pluralismo algoritmico si configura cos\u00ec come un principio costituzionale destinato a orientare la progettazione delle infrastrutture digitali verso la tutela dell&#8217;autonomia cognitiva, della qualit\u00e0 del dibattito pubblico e delle condizioni che rendono effettiva la partecipazione democratica nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale. La sua piena affermazione richiede il riconoscimento del diritto dell&#8217;utente a scegliere tra differenti modelli di raccomandazione, non limitati alla massimizzazione dell&#8217;<em>engagement<\/em>, ma fondati su criteri cronologici, editoriali, tematici o pluralistici atti ad attenuare il rischio di chiusura epistemica derivante dalla personalizzazione automatizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6.2 Il quadro normativo europeo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ordinamento europeo costituisce oggi il pi\u00f9 avanzato laboratorio normativo nella regolazione dei poteri algoritmici, riconducendo la disciplina digitale entro il paradigma costituzionalista nel quale innovazione tecnologica, tutela della persona e salvaguardia del processo democratico sono concepite come valori reciprocamente interdipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale prospettiva, il Digital Services Act introduce un sistema fondato su prevenzione e mitigazione dei rischi sistemici derivanti dai meccanismi di raccomandazione algoritmica e dalla profilazione degli utenti, riconoscendo come tali fenomeni possano incidere su pluralismo informativo, corretto funzionamento dei processi democratici e, pi\u00f9 in generale, effettivit\u00e0 dei diritti fondamentali. Gli obblighi di trasparenza, valutazione dei rischi, accesso ai dati da parte della ricerca indipendente e supervisione pubblica, pur perseguendo finalit\u00e0 differenti, concorrono infatti a rafforzare la tutela della libert\u00e0 cognitiva e dell&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;ecosistema informativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un piano complementare si colloca l&#8217;AI Act il quale, adottando un approccio graduato in funzione del rischio, sottopone a specifici obblighi i sistemi di intelligenza artificiale suscettibili di incidere sui diritti fondamentali, dedicando particolare attenzione alle tecniche manipolative e allo sfruttamento delle condizioni di vulnerabilit\u00e0. Pur in assenza di un espresso riferimento ai diritti cognitivi, il regolamento riconosce, implicitamente, nella libert\u00e0 di autodeterminazione un bene giuridico da preservare rispetto alle nuove capacit\u00e0 persuasive sviluppate dall&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analoga funzione il GDPR che, attraverso i principi di liceit\u00e0, correttezza, trasparenza, limitazione delle finalit\u00e0 e minimizzazione dei dati, nonch\u00e9 mediante la disciplina della profilazione e delle decisioni automatizzate, costituisce il principale presidio di autodeterminazione informativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura sistemica delle su citate fonti <a>\u2212<\/a> sebbene ancora frammentarie e settoriali \u2013 consente di individuare un comune filo conduttore nel progressivo riconoscimento della qualit\u00e0 dell&#8217;ecosistema informativo quale presupposto essenziale dell&#8217;effettivit\u00e0 dei diritti fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla lacuna sistematica prende corpo la prospettiva di una Carta europea dei diritti cognitivi<a href=\"#_ftn22\" id=\"_ftnref22\">[22]<\/a>, destinata a ricondurre entro un quadro unitario le garanzie gi\u00e0 desumibili dai principi fondamentali dell&#8217;ordinamento europeo, riconoscendo la libert\u00e0 cognitiva quale proiezione contemporanea della dignit\u00e0 della persona e della libert\u00e0 di pensiero. Una&nbsp; prospettiva in cui il diritto al pluralismo informativo, alla trasparenza e spiegabilit\u00e0 algoritmica, alla non manipolazione cognitiva, all&#8217;alfabetizzazione digitale, alla riconoscibilit\u00e0 dei contenuti sintetici e alla diversificazione dei sistemi di raccomandazione verrebbero ricomposti in una categoria unitaria, idonea a orientare l&#8217;evoluzione del costituzionalismo europeo verso la tutela delle condizioni cognitive che rendono possibile una cittadinanza democratica autenticamente libera e consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7. VERSO UN&#8217;ECOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7.1 Costruire ambienti digitali affidabili<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;analisi delle trasformazioni generate dalla societ\u00e0 algoritmica conduce a una conclusione di carattere sistemico in merito alla tutela dei diritti cognitivi: una prospettiva in cui acquista progressiva centralit\u00e0 il paradigma dell&#8217;ecologia della comunicazione, inteso come modello di governo dell&#8217;ambiente digitale orientato non soltanto alla regolazione dei flussi informativi, ma anche alla costruzione delle condizioni strutturali necessarie allo sviluppo di un ecosistema comunicativo affidabile, pluralistico e rispettoso dell&#8217;autonomia cognitiva della persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muovendo dall&#8217;assunto che disinformazione, proliferazione di contenuti sintetici non riconoscibili, opacit\u00e0 dei sistemi di raccomandazione e concentrazione del potere algoritmico<a href=\"#_ftn23\" id=\"_ftnref23\">[23]<\/a> compromettono non soltanto la qualit\u00e0 delle informazioni disponibili, ma anche le condizioni epistemiche entro cui gli individui formano le proprie convinzioni ed esercitano i diritti politici, consegue che la qualit\u00e0 dell&#8217;informazione non pu\u00f2 valutarsi come attributo del singolo contenuto, bens\u00ec come propriet\u00e0 complessiva dell&#8217;ecosistema informativo, il quale potr\u00e0 dirsi realmente affidabile soltanto se capace di garantire trasparenza delle fonti, verificabilit\u00e0 dei contenuti, pluralit\u00e0 delle prospettive, riconoscibilit\u00e0 delle elaborazioni artificiali, intelligibilit\u00e0 dei criteri di selezione algoritmica ed effettiva controllabilit\u00e0 dei processi di mediazione tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolare rilievo assume la certificazione delle fonti, che dovr\u00e0 tradursi in un insieme di procedure dirette ad assicurarne tracciabilit\u00e0, identificabilit\u00e0 e verificabilit\u00e0. Alle istituzioni il compito di definire un quadro regolatorio fondato su trasparenza, <em>accountability<\/em> e tutela dei diritti cognitivi; alle piattaforme di progettare sistemi algoritmici ispirati al pluralismo e alla spiegabilit\u00e0; al sistema educativo di promuovere alfabetizzazione digitale e pensiero critico; al giornalismo di assicurare la funzione di verifica e mediazione dell&#8217;informazione; alla comunit\u00e0 scientifica di sviluppare metodologie indipendenti di valutazione dell&#8217;impatto algoritmico, mentre la societ\u00e0 civile \u00e8 chiamata a esercitare forme diffuse di controllo democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da ci\u00f2 una diversa concezione della progettazione tecnologica la cui ecologia si configurer\u00e0 come un paradigma entro cui ricondurre unitariamente tutela dei diritti cognitivi, pluralismo algoritmico, responsabilit\u00e0 delle piattaforme, verifica delle fonti, educazione al pensiero critico e regolazione dell&#8217;intelligenza artificiale, esprimendo il passaggio da una concezione individualistica dei diritti a una prospettiva ecosistemica in cui la qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente informativo diviene presupposto indispensabile per l&#8217;effettivo esercizio delle libert\u00e0 fondamentali e per la salvaguardia della democrazia costituzionale nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7.2 Conclusioni: democrazia digitale e cittadinanza del XXI secolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi condotta ha inteso evidenziare come la trasformazione algoritmica della comunicazione non costituisca un mero progresso tecnologico, bens\u00ec una profonda ridefinizione dell&#8217;assetto costituzionale dello spazio pubblico, divenendo l&#8217;infosfera il luogo in cui si formano identit\u00e0, convinzioni e orientamenti politici, mentre algoritmi, sistemi di intelligenza artificiale e piattaforme digitali esercitano una funzione di mediazione cognitiva destinata a incidere direttamente sulle condizioni di esercizio delle libert\u00e0 fondamentali. Il costituzionalismo contemporaneo \u00e8 pertanto chiamato a confrontarsi con una forma di potere che opera mediante l&#8217;organizzazione dell&#8217;esperienza informativa e la modulazione dei processi di formazione della conoscenza, richiamando l&#8217;esigenza di ampliare il tradizionale catalogo delle garanzie costituzionali, riconoscendo che la libert\u00e0 di manifestazione del pensiero presuppone la possibilit\u00e0 di elaborare le proprie convinzioni attraverso processi realmente autonomi, pluralistici e sottratti a condizionamenti opachi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su tale fondamento il pensiero critico<a href=\"#_ftn24\" id=\"_ftnref24\">[24]<\/a> cessa di rappresentare una mera competenza culturale o pedagogica per assumere la natura di bene giuridico costituzionalmente rilevante, dal cui effettivo esercizio dipendono pluralismo, partecipazione politica, autodeterminazione personale e legittimazione democratica delle istituzioni. La sua tutela richiede, pertanto, la predisposizione di un ambiente informativo caratterizzato da pluralit\u00e0 delle fonti, trasparenza e spiegabilit\u00e0 algoritmica, verificabilit\u00e0 delle informazioni, educazione permanente e qualit\u00e0 complessiva dell&#8217;ecosistema comunicativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tale contesto il principio del pluralismo algoritmico \u00e8 destinato a costituire una delle categorie centrali del costituzionalismo digitale; progettato secondo criteri idonei a promuovere la diversit\u00e0 epistemica, contrastare la chiusura cognitiva e preservare la capacit\u00e0 di confronto con prospettive differenti, confermando come l&#8217;innovazione tecnologica debba essere orientata dai principi del costituzionalismo democratico e incorporare, sin dalla fase progettuale, trasparenza, <em>accountability<\/em>, pluralismo e tutela dell&#8217;autonomia della persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esperienza dell&#8217;Unione Europea, che, pur rappresentando il pi\u00f9 avanzato tentativo di costruire una <em>governance<\/em> democratica dell&#8217;intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali, evidenzia ancora una significativa frammentariet\u00e0 normativa, dalla quale emerge l&#8217;esigenza di riconoscere espressamente la libert\u00e0 cognitiva quale autonomo interesse giuridico, anche attraverso la prospettata elaborazione di una Carta europea dei diritti cognitivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rafforzamento della tutela giuridica richiede un investimento strutturale nell&#8217;educazione e nella formazione permanente, poich\u00e9 la resilienza democratica dipender\u00e0 sempre pi\u00f9 dalla diffusione di competenze critiche idonee a consentire ai cittadini di comprendere e governare consapevolmente i processi di mediazione algoritmica. Il futuro del costituzionalismo nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale dipender\u00e0, pertanto, dalla capacit\u00e0 degli ordinamenti di garantire non soltanto l&#8217;accesso alle tecnologie, ma anche il diritto di ciascun a sviluppare il proprio pensiero in un ambiente informativo, trasparente e affidabile, in cui la tutela dell&#8217;autonomia cognitiva e del pluralismo algoritmico divengano condizioni essenziali per la salvaguardia della democrazia costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bateson G., <em>Verso un&#8217;ecologia della mente<\/em>, Chandler Publishing, San Francisco, 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Benkler Y., <em>Propaganda di rete<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cartabia M., <em>Principi inviolabili e integrazione europea<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chesney R., Citron D. K., <em>Deepfake: una sfida imminente per la privacy, la democrazia e la sicurezza nazionale<\/em>, in \u00abCalifornia Law Review\u00bb, vol. 107, n. 6, 2019, pp. 1753-1819.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Delmas-Marty M., <em>Ai quattro venti del mondo. Piccola guida alla navigazione nell&#8217;oceano della globalizzazione<\/em>, Seuil, Paris, 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">De Gregorio G., <em>Il costituzionalismo digitale in Europa. Ripensare diritti e poteri nella societ\u00e0 algoritmica<\/em>, Cambridge University Press, Cambridge, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Floridi L., <em>L&#8217;etica dell&#8217;informazione<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Floridi L., <em>La quarta rivoluzione. Come l&#8217;infosfera sta trasformando la realt\u00e0 umana<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Farahany N., <em>La battaglia per il tuo cervello. Difendere il diritto di pensare liberamente nell&#8217;era delle neurotecnologie<\/em>, St. Martin&#8217;s Press, New York, 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gillespie T., <em>I custodi di Internet. Piattaforme, moderazione dei contenuti e le decisioni nascoste che plasmano i social media<\/em>, Yale University Press, New Haven, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ienca M., <em>Le sfide comuni ai diritti umani poste dalle diverse applicazioni delle neurotecnologie in ambito biomedico<\/em>, Council of Europe, Strasbourg, 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mittelstadt B., Allo P., Taddeo M., Wachter S., Floridi L., <em>L&#8217;etica degli algoritmi: una mappatura del dibattito<\/em>, in \u00abBig Data &amp; Society\u00bb, 3(2), 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rodot\u00e0 S., <em>Il diritto di avere diritti<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rodot\u00e0 S., <em>Tecnologie e diritti<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Srnicek N., <em>Il capitalismo delle piattaforme<\/em>, Polity Press, Cambridge, 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Zuboff S., <em>L&#8217;era del capitalismo della sorveglianza. La lotta per un futuro umano alla nuova frontiera del potere<\/em>, PublicAffairs, New York, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fonti normative<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Regolamento (UE) 2016\/679 (GDPR).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Regolamento (UE) 2022\/1925 (<em>Regolamento sui mercati digitali<\/em> \u2013 Digital Markets Act).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Regolamento (UE) 2022\/2065 (<em>Regolamento sui servizi digitali<\/em> \u2013 Digital Services Act).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Regolamento (UE) 2024\/1689 (<em>Regolamento sull&#8217;intelligenza artificiale<\/em> \u2013 Artificial Intelligence Act).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consiglio d&#8217;Europa, <em>Convenzione quadro sull&#8217;intelligenza artificiale, i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto<\/em>, CETS n. 225, Vilnius, 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">OCSE, <em>Principi dell&#8217;OCSE sull&#8217;intelligenza artificiale<\/em>, 2019 (agg. 2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">UNESCO, <em>Raccomandazione sull&#8217;etica dell&#8217;intelligenza artificiale<\/em>, Parigi, 2021.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Floridi L., <em>La quarta rivoluzione. Come l&#8217;infosfera sta trasformando la realt\u00e0 umana<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> Rodot\u00e0 S., <em>Il diritto di avere diritti<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Rodot\u00e0 S., <em>Tecnologie e diritti<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> De Gregorio G., <em>Il costituzionalismo digitale in Europa. Ripensare diritti e poteri nella societ\u00e0 algoritmica<\/em>, Cambridge University Press, Cambridge, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cartabia M., <em>Principi inviolabili e integrazione europea<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\">[7]<\/a> Mittelstadt B., Allo P., Taddeo M., Wachter S., Floridi L., <em>L&#8217;etica degli algoritmi: una mappatura del dibattito<\/em>, in \u00abBig Data &amp; Society\u00bb, 3(2), 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\">[8]<\/a> Zuboff S., <em>L&#8217;era del capitalismo della sorveglianza. La lotta per un futuro umano alla nuova frontiera del potere<\/em>, PublicAffairs, New York, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\">[9]<\/a> Gillespie T., <em>I custodi di Internet. Piattaforme, moderazione dei contenuti e le decisioni nascoste che plasmano i social media<\/em>, Yale University Press, New Haven, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\">[10]<\/a> Bateson G., <em>Verso un&#8217;ecologia della mente<\/em>, Chandler Publishing, San Francisco, 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\">[11]<\/a> Benkler Y., <em>Propaganda di rete<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\">[12]<\/a> <a>Chesney R., Citron D. K., <em>Deepfake: una sfida imminente per la privacy, la democrazia e la sicurezza nazionale<\/em>, in \u00abCalifornia Law Review\u00bb, vol. 107, n. 6, 2019, pp. 1753-1819.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\">[13]<\/a> De Gregorio G., <em>Il costituzionalismo digitale in Europa. Ripensare diritti e poteri nella societ\u00e0 algoritmica<\/em>, Cambridge University Press, Cambridge, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\">[14]<\/a> Bateson G., <em>Verso un&#8217;ecologia della mente<\/em>, Chandler Publishing, San Francisco, 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\">[15]<\/a> Floridi L., <em>La quarta rivoluzione. Come l&#8217;infosfera sta trasformando la realt\u00e0 umana<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref16\" id=\"_ftn16\">[16]<\/a> Ienca M., <em>Le sfide comuni ai diritti umani poste dalle diverse applicazioni delle neurotecnologie in ambito biomedico<\/em>, Council of Europe, Strasbourg, 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref17\" id=\"_ftn17\">[17]<\/a> De Gregorio G., <em>Il costituzionalismo digitale in Europa. Ripensare diritti e poteri nella societ\u00e0 algoritmica<\/em>, Cambridge University Press, Cambridge, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref18\" id=\"_ftn18\">[18]<\/a> La categoria della &#8220;cittadinanza cognitiva&#8221; \u00e8 proposta quale sviluppo teorico della cittadinanza digitale elaborata nel costituzionalismo digitale, sulla base delle riflessioni di G. De Gregorio, <em>Il costituzionalismo digitale in Europa<\/em>, cit.; L. Floridi, <em>La quarta rivoluzione<\/em>, cit.; S. Rodot\u00e0, <em>Il diritto di avere diritti<\/em>, cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref19\" id=\"_ftn19\">[19]<\/a> La nozione di &#8220;pluralismo algoritmico&#8221; \u00e8 qui proposta quale sviluppo teorico del principio costituzionale del pluralismo informativo, alla luce delle riflessioni di G. De Gregorio, <em>Il costituzionalismo digitale in Europa<\/em>, cit.; L. Floridi, <em>L&#8217;etica dell&#8217;informazione<\/em>, cit.; T. Gillespie, <em>I custodi di Internet<\/em>, cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref20\" id=\"_ftn20\">[20]<\/a> Mittelstadt B., Allo P., Taddeo M., Wachter S., Floridi L., <em>L&#8217;etica degli algoritmi: una mappatura del dibattito<\/em>, in \u00abBig Data &amp; Society\u00bb, 3(2), 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref21\" id=\"_ftn21\">[21]<\/a> Delmas-Marty M., <em>Ai quattro venti del mondo. Piccola guida alla navigazione nell&#8217;oceano della globalizzazione<\/em>, Seuil, Paris, 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref22\" id=\"_ftn22\">[22]<\/a> La prospettiva di una &#8220;Carta europea dei diritti cognitivi&#8221; costituisce una proposta ricostruttiva elaborata nel presente lavoro, sviluppata a partire dalle riflessioni sul costituzionalismo digitale e sulla libert\u00e0 cognitiva contenute in G. De Gregorio, <em>Il costituzionalismo digitale in Europa<\/em>, cit.; M. Ienca, <em>Le sfide comuni ai diritti umani&#8230;<\/em>, cit.; N. Farahany, <em>La battaglia per il tuo cervello<\/em>, cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref23\" id=\"_ftn23\">[23]<\/a> Benkler Y., <em>Propaganda di rete<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref24\" id=\"_ftn24\">[24]<\/a> Cfr.: S. Rodot\u00e0, <em>Il diritto di avere diritti<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2012; M. Cartabia, <em>Principi inviolabili e integrazione europea<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano, 1995; N. Farahany, <em>La battaglia per il tuo cervello. Difendere il diritto di pensare liberamente nell&#8217;era delle neurotecnologie<\/em>, St. Martin&#8217;s Press, New York, 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"216\" height=\"324\" src=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9020\" srcset=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image-1.png 216w, https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2026\/07\/image-1-200x300.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Docente in ruolo, con esperienza ventennale nella Scuola Secondaria, Nadia De Cristofaro ha conseguito le lauree in Giurisprudenza e in Didattica della musica, il diploma accademico in pianoforte, abilitazioni all\u2019insegnamento per i diversi ordini di scuola e il master in Direzione, amministrazione e gestione delle istituzioni scolastiche e formative, sviluppando una formazione giuridica e, insieme, umanistica, e arricchendo, nel tempo, il suo approccio educativo e progettuale attraverso studi, eventi e attivit\u00e0 di formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 docente di Diritto amministrativo presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Campania \u201cLuigi Vanvitelli\u201d, svolge attivit\u00e0 di ricerca e divulgazione sui temi dell\u2019istruzione, dell\u2019innovazione didattica e delle politiche educative. Redige contributi, articoli e saggi per riviste scolastiche online ed \u00e8 relatrice in numerosi convegni dedicati al mondo della scuola e dell\u2019educazione; inoltre, curatrice della rubrica \u201cTecnoSofia &amp; Pragma \u2013 La Bottega dell\u2019Educazione Educativa\u201d per il magazine on line www.labottegadellefilosofie.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricopre le cariche di vicepresidente e coordinatrice dell\u2019APS \u201cIo X Benevento\u201d, coordinatrice della Comunit\u00e0 educante \u201cInsieme per Benevento\u201d, con un impegno costante nella costruzione di reti educative territoriali. Supervisiona progetti PNRR finalizzati alla prevenzione e al contrasto della dispersione scolastica, della povert\u00e0 educativa e del disagio giovanile. Attivamente coinvolta, in collaborazione con INDIRE, in percorsi sperimentali di \u201cScuola estesa\u201d, e \u201cAI Mode\u201d, lavora allo sviluppo di patti educativi territoriali e di modelli di didattica innovativa attraverso ambienti di apprendimento immersivo-virtuali in 360\u00b0, l\u2019utilizzo dell\u2019I.A., della robotica educativa e di laboratori di gaming education presso il polo tecnologico \u201cCultural Educational Immersive Station\u201d in Benevento, promuovendo una scuola inclusiva, partecipata e orientata al futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nadia De Cristofaro Introduzione editoriale Ci sono idee che maturano contemporaneamente su versanti diversi, e che proprio per questo si rafforzano a vicenda. I &#8220;diritti cognitivi&#8221; sono una di queste. Da anni DiCultHer li coltiva sul terreno che le \u00e8 proprio \u2014 quello dell&#8217;educazione, delle scuole, delle comunit\u00e0 che imparano ad abitare consapevolmente l&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale. Leggere il contributo di Nadia De Cristofaro \u00e8 stato, per noi, come ritrovare gli stessi temi risalire da un&#8217;altra sorgente: quella del diritto costituzionale. Ed \u00e8 una bella notizia. Perch\u00e9 ci\u00f2 che noi pratichiamo nelle aule \u2014 la difesa dell&#8217;attenzione, il pensiero critico, la pluralit\u00e0 delle fonti, la<a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/2026\/07\/11\/infosfera-algoritmi-predittivi-e-nuovi-diritti-cognitivi-cittadinanza-digitale-e-pluralismo-algoritmico-nellera-dellia\/\">Leggi altro &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["entry","author-c-marinucci","post-9016","post","type-post","status-publish","format-standard","category-senza-categoria"],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9016"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9022,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9016\/revisions\/9022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diculther.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}