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In collaborazione con Scholas Occurrentes

La SFIDA prevede la costruzione di opere digitali congiunte  (di proposta e di speranza) realizzate da ragazzi di culture diverse passando per il riconoscimento interculturale (studio e analisi delle analogie e delle differenze tra le culture dei partecipanti). E’ una SFIDA proposta:

  • per affermare il ruolo della cultura digitale nell’agire “Con i ragazzi per costruire opportunità
  • per sostenere la capacità di immaginare il cambiamento
  • per sostenere forme di raccordo sociale e culturale, potenziando i processi di riconoscimento e valorizzazione della transculturalità nelle giovani generazioni nel contesto del tema Periferie, povertà educativa e comunità educante;

I Laboratori creativi di Umanesimo solidale sono Laboratori scolastici in cui la creatività digitale viene stimolata per l’elaborazione congiunta di un tema “solidale” e “inclusivo” in cui si valorizza l’interculturalità tra gruppi di giovani, che verranno accompagnati in attività di riconoscimento e di scambio dei rispettivi valori patrimoniali culturali.

Al riguardo sono di riferimento alcuni passaggi del documento “Educare all’Umanesimo Solidale”:

Il capitolo 10 che verte sull’Educazione umanizzata:

  • 10. Un’educazione umanizzata, perciò, non si limita a elargire un servizio formativo, ma si occupa dei risultati di esso nel quadro complessivo delle attitudini personali, morali e sociali dei partecipanti al processo educativo; non chiede semplicemente al docente di insegnare e allo studente di apprendere, ma sollecita ciascuno a vivere, studiare e agire, in relazione alle ragioni dell’umanesimo solidale; non progetta spazi di discussione ma, al contrario, propone luoghi di incontro e confronto per realizzare progetti educativi validi; si tratta di un’educazione – allo stesso tempo – solida e aperta, che rompe i muri dell’esclusività, promuovendo la ricchezza e la diversità dei talenti individuali ed estendendo il perimetro della propria aula in ogni angolo del vissuto sociale nel quale l’educazione può generare solidarietà, condivisione, comunione.

Il capitolo 14 sulla cultura del dialogo nelle aule scolastiche:

  • 14. L’educazione all’umanesimo solidale ha la gravissima responsabilità di provvedere alla formazione di cittadini provvisti di un’adeguata cultura del dialogo. D’altronde la dimensione interculturale è di frequente vissuta nelle aule scolastiche di ogni ordine e grado, nonché nelle istituzioni universitarie, per cui è da lì che si deve procedere per diffondere la cultura del dialogo. Il quadro di valori nel quale vive, pensa e agisce il cittadino formato al dialogo è sostenuto da principi relazionali (gratuità, libertà, uguaglianza, coerenza, pace e bene comune) che entrano in modo positivo e decisivo nei programmi didattici e formativi delle istituzioni e agenzie che hanno a cuore l’umanesimo solidale.

Il capitolo 23 che valorizza la conoscenza delle culture di provenienza:

  • 23. Per essere una vera inclusione si deve compiere l’ulteriore passo di entrare in un rapporto di solidarietà con le generazioni che ci hanno preceduto. Purtroppo l’affermazione del paradigma tecnocratico ha, in alcuni casi, ridimensionato il sapere storico, scientifico ed umanistico – con il suo patrimonio letterario ed artistico – mentre una retta visione della storia e dello spirito con cui i nostri antenati hanno affrontato e superato le loro sfide, può aiutare l’uomo nella complessa avventura della contemporaneità. Le società umane, le comunità, i popoli, le nazioni sono il frutto di passaggi della storia nei quali si rivela una specifica identità in continua elaborazione. Cogliere il nesso fecondo fra il divenire storico di una comunità e la sua vocazione al bene comune e al compimento dell’umanesimo solidale implica la formazione di una coscienza storica, basata sulla consapevolezza dell’inscindibile unità che porta gli antenati, i contemporanei e i posteri, a superare i gradi di parentela per riconoscersi tutti ugualmente figli dell’unico Padre, e dunque in un rapporto di solidarietà universale.

Questi Laboratori riguarderanno tematiche particolarmente stimolanti per il coinvolgimento dei giovani in attività pratiche strutturate.

Cosa si può fare

I Laboratori avranno ad oggetto sia il Digital Storytelling sia forme di creatività digitale; i giovani saranno coinvolti:

  1. in attività creative per valorizzare il contributo che possono fornire per la costruzione di una “speranza collettiva” partendo dalle varie “memorie collettive” per riconoscere, apprezzare e diffondere i propri ​​patrimoni culturali in una prospettiva di inclusione e di solidarietà;
  2. in attività di narrazione dei luoghi e delle memorie (proprie e condivise), attraverso un loro accompagnamento all’utilizzo delle tecnologie digitali con cui è possibile ​corredare una visita reale al territorio locale ed una visita virtuale ai territori lontani, raccontare i luoghi, rappresentare, preservare e valorizzare le tradizioni e le espressioni orali di ciascun patrimonio culturale, i dialetti, le consuetudini, gli eventi, i rituali, le ricette, le leggende, i canti, le sapienze contadine, …, le memorie e le storie di ciascuna comunità

Fasi del Laboratorio

Di seguito una possibile scansione in Fasi del Laboratorio da attivare:

a) fase congiunta di individuazione del tema “inclusivo” e “solidale” da sviluppare

b) fase di analisi e ricerca dei suoi presupposti nella cultura di ciascun gruppo di partecipanti

c) fase di progettazione dell’opera digitale e dei suoi risultati e di pianificazione del lavoro

d) fase di enunciazione (pubblica) dell’opera per avere contributi esterni

e) fase di realizzazione

f) fase di valorizzazione pubblica dei risultati

Come si partecipa

Per partecipare alla SFIDA 2 è sufficiente compilare questo Form di adesione: https://goo.gl/forms/EQ8EgCWDWZI8ev3v1 formato da 4 Sezioni:

  1. Sezione anagrafica per le informazioni sul Team coinvolto e sul Docente di riferimento
  2. Sezione tematica sul RISULTATO atteso con la descrizione testuale libera dell’opera digitale da realizzare, le tecnologie e gli strumenti che si pensa di utilizzare   
  3. Sezione pianificazione con i tempi complessivi di attuazione previsti e le giornate pianificate durante la Settimana delle Culture Digitali
  4. Sezione per indicare l’eventuale collegamento con un progetto PON Patrimonio Culturale

A questo indirizzo mail è possibile rivolgersi per richiedere assistenza su questa sfida: hackcultura@diculther.it