BARI, 29 NOVEMBRE 2019
Ore 9:30/13:00
Dipartimento di Studi Umanistici DISUM
Auditorium ex Monastero Santa Teresa dei Maschi
Strada Torretta – Bari Vecchia

Programma

Ore 9:30 Caffè di Benvenuto

Ore 10:00 Saluti istituzionali:
STEFANO BRONZINI, RETTORE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO GIULIA ANASTASIA CARLUCCIO, PRORETTRICE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO ALDO PATRUNO, DIRETTORE DIPARTIMENTO TURISMO, ECONOMIA DELLA CULTURA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO – REGIONE PUGLIA ANTONIO DE CARO, SINDACO DI BARI ANNA CAMMALLERI, DIRETTORE USR PER LA PUGLIA PAOLO PONZIO, DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DISUM

Ore 10:45 Open Talk

Introduzione:
ON. PAOLO LATTANZIO
Capogruppo VII Commissione Cultura Camera dei Deputati

Intervengono:
LUCIA ABIUSO (Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, Polo DiCultHer Calabria), NICOLA BARBUTI (UniBA, Coordinatore Polo Apulian DiCultHer), LETIZIA BINDI* (UNIMOL, coordinatore Polo DiCultHer Molise), FABIO CIOTTI (Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Joint Research Committee di DARIAH-EU), SARA DI GIORGIO (Europeana – Istituto Centrale per il Catalogo Unico, MiBACT), PAMELA GIORGI (INDIRE – Istituto Nazionale di Didattica, Innovazione e Ricerca Educativa), GIUSEPPE LO BIANCO* (Coordinatore Polo DiCultHer Sicilia), SABINA MAGRINI* (Direttore Istituto Beni Sonori ed Audiovisivi-MiBACT), CARMINE MARINUCCI (Presidente Associazione DiCultHer), GERMANO PAINI (Presidente IC4KI – UniTO), INES PIERUCCI (Ripartizione Culture, Religioni, Pari opportunità, Comunicazione, Marketing territoriale e Sport – Comune di Bari), GRAZIA RUGGIERO (Liceo Classico, Linguistico, Scienze Umane “F. De Sanctis” – Trani).

Modera:
NICOLA GRASSO
Docente di Diritto Costituzionale e Legislazione dei Beni Culturali, UniSalerno

Ore 13:15 Conclusioni: ON. PAOLO LATTANZIO
Capogruppo VII Commissione Cultura Camera dei Deputati

*IN ATTESA DI CONFERMA

Le riflessioni sul valore culturale degli artefatti creati nell’Era Digitale sono oggetto di attenta riflessione nei dibattiti, ricerche e studi volte a dare un’identità al Digital Cultural Heritage, definito dall’UE nell’Art. 2 delle Conclusioni del Consiglio del 21 maggio 2014 come “risorsa strategica per un’Europa sostenibile” (2014/C 183/08)1.


Le istanze internazionali sono state recepite all’interno della Scuola a Rete per la Formazione nel Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities – #DiCultHer. Prendendo le mosse dallo snodo essenziale rappresentato per il Patrimonio Culturale dalla Convenzione di Faro2, di recente in ratifica anche in Italia, la Rete ha dato origine a un confronto vivace tra le istituzioni che ne fanno parte: università, scuole, istituzioni culturali, associazioni, singoli individui, al fine di identificare il digitale nel suo autentico ruolo di facies culturale dell’epoca contemporanea e di favorire un rinascimento culturale digitale, una nuova “Megàle Hellàs” capace di raccogliere la straordinaria eredità culturale e storica dell’Italia, vista in una prospettiva europea, rimodellandola anche grazie alla creatività dei suoi giovani e al coinvolgimento di vere e proprie “comunità di eredità culturale”, nello spirito della Convenzione.

In questa direzione, anche l’elaborazione del “Manifesto Ventotene Digitale”3, redatto nel 2017 in vista dell’Anno europeo della cultura (2018) in seguito ad un’ampia consultazione che ha coinvolto varie comunità scientifiche ed educative in Italia, ha segnato un ulteriore momento di riflessione. Nel Manifesto sono sintetizzate le sfide e le azioni dalle quali prende le mosse la programmazione DiCultHer per l’a.s. 2019-204, che pongono la Cultura al centro del “Progetto d’Europa” nel suo essere “bene comune” e dispositivo fondamentale di coesione sociale, legate alla Ricerca, all’Alta formazione e all’Educazione scolastica nell’area delle Digital Humanities (DH) e nel dominio del nuovo Digital Cultural Heritage (DCH).

Il messaggio guida che la Rete ha intercettato e nelle cui istanze si è identificata evolvendo nel progetto #DiCultHer è stato Ripartire dalla cultura come bene comune e come condivisione. Non uno slogan, ma un presupposto indispensabile per la crescita sociale, culturale ed economica sostenibile, che la Rete ha ripreso e rilanciato anche in Europa, estendendo gli obiettivi che fin dal principio ne hanno sotteso la programmazione e le azioni nel nostro Paese per ridisegnare la prospettiva di interventi in direzione del rafforzamento dell’identità europea e del suo sviluppo sociale nella vita, nel lavoro, nella condivisione dei valori comuni.

Obiettivi che si stanno sostanziando nella convinzione che l’eredità culturale, retaggio abilitante i processi di ricostruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e alla titolarità partecipata, di promozione del dialogo interculturale nel riconoscimento del valore culturale del digitale, rappresenti sempre più un volano di sviluppo e una risorsa strategica, intesa essa stessa come entità ormai di fatto e di diritto integrata nei processi evolutivi della conoscenza.

Nella visione della Rete DiCultHer, le attività di Educazione finalizzate a riconoscere il digitale nel valore di patrimonio culturale dell’inizio del nuovo millennio rappresentano la strada maestra per restituire ai nostri giovani la piena consapevolezza del loro ruolo essenziale nel raggiungere obiettivi di crescita sociale, culturale, economica. In tale direzione, la Rete ha promosso la “Carta di Pietrelcina sull’educazione all’eredità culturale digitale”5, documento d’indirizzo su cui oggi si propone il confronto, nell’ottica di sviluppare ulteriori iniziative. Tra queste, rientra l’attivazione di una piattaforma globale basata su tecnologia Blockchain dedicata alla Cultura e al mondo dell’Educazione e Formazione #LRXCULTURA6, in cui operatori culturali, imprenditori, studenti e docenti potranno sia condividere le attività della programmazione DiCultHer alle quali vorranno partecipare, sia accedere a servizi specifici loro dedicati, proteggendo il loro ingegno e aumentando il valore competitivo maturato.

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Categorie: NEWS

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