IX edizione
COLTIVARE · EDUCARE · UMANIZZARE
Immaginare il futuro, prendendosene cura
In breve
Chi: Team composti da studentesse e studenti delle scuole italiane ed europee di ogni ordine e grado, con le loro e i loro docenti.
Che cosa: realizzazione di narrazioni digitali in risposta ad una delle 10 Sfide Madri, interpretata liberamente dal Team di progetto, con la possibilità di seguire una o entrambe le tracce trasversali.
Quando: da ottobre 2026 ad aprile 2027. Iscrizione entro il 30 aprile 2027; consegna entro il 30 aprile 2027; presentazione durante la IX Rassegna «Raffaello De Ruggieri» maggio-giugno 2027.
Come: iscrizione tramite l’apposito modulo, realizzazione della Narrazione Digitale e del Passaporto del Patrimonio Culturale Digitale in formazione, accompagnamento della DiCultHer Academy.
La partecipazione è gratuita.
- Cosa è HackCultura
- Perché #HackCultura2027
- La grammatica di #HackCultura2027
- La Matrice Ecologica di #HackCultura2027
- Le SFIDE di HackCultura2027
- Come si partecipa
- La IX Rassegna “Raffaello De Ruggieri”
- Una promessa educativa
Cosa è HackCultura
#HackCultura2027 è il laboratorio diffuso delle studentesse e degli studenti per la Titolarità Culturale e la Titolarità Cognitiva promosso da #DiCultHer per accompagnare le nuove generazioni nella conoscenza, interpretazione, co-creazione e cura del patrimonio culturale nell’era digitale e dell’Intelligenza Artificiale.
Scuole, luoghi della cultura, università, territori e comunità educanti diventano spazi di ricerca e progettazione nei quali ragazze e ragazzi partono dalle proprie domande, incontrano patrimoni, memorie, persone e luoghi, costruiscono conoscenza e la restituiscono alla comunità attraverso linguaggi e produzioni culturali digitali.
I giovani generano domanda di cultura.
È questo il movimento che anima la IX edizione: fare della cultura un’esperienza desiderata, partecipata, condivisa; creare le condizioni perché le nuove generazioni possano riconoscersi come interpreti, autori e custodi della memoria culturale e, a loro volta, coinvolgere altre persone.
Perché #HackCultura2027
La trasformazione digitale e l’Intelligenza Artificiale stanno modificando il modo in cui produciamo conoscenza, costruiamo memoria, apprendiamo, creiamo e partecipiamo alla vita culturale.
La scuola rappresenta uno dei luoghi privilegiati nei quali imparare ad abitare consapevolmente questa trasformazione.
#HackCultura2027 propone un percorso fondato su cinque passaggi:
FRUIZIONE → PARTECIPAZIONE → TITOLARITÀ → RESPONSABILITÀ → LIBERTÀ EDUCATIVA
#HackCultura2027 coltiva insieme titolarità culturale e titolarità cognitiva: la capacità di riconoscersi parte attiva dei processi culturali e la capacità di governare consapevolmente i processi attraverso i quali costruiamo conoscenza, anche nel dialogo con l’Intelligenza Artificiale.
- La titolarità culturale prende forma quando studentesse e studenti sviluppano la consapevolezza del proprio diritto a partecipare alla vita culturale e della responsabilità che accompagna questa partecipazione;
- La titolarità cognitiva cresce nella capacità di formulare domande, scegliere e verificare le fonti, confrontare interpretazioni, riconoscere ciò che manca, discutere i criteri con cui le informazioni vengono selezionate e presentate, confrontare interpretazioni, contestare in modo motivato le conclusioni — anche quando provengono da un sistema di IA — e assumere la responsabilità delle proprie scelte conoscitive;
- La libertà educativa nasce dall’esercizio congiunto di queste due titolarità: comprendere, interpretare, creare, scegliere e restituire alla comunità quanto appreso e prodotto.
Imparare significa anche lasciare una traccia utile nel mondo.
Dal digitale al Patrimonio
Il Patrimonio Culturale Digitale costituisce una delle cornici culturali fondamentali di #DiCultHer ed in particolare di #HackCultura2027.
Per #DiCultHer il PCD comprende risorse nate digitalmente e risorse derivate dalla digitalizzazione che acquisiscono valore culturale attraverso processi di contestualizzazione, interpretazione, riconoscimento, partecipazione, cura, conservazione e trasmissione. Il Manifesto PCD individua nell’autenticità, nel valore culturale riconosciuto, nella relazione con le comunità e nella persistenza nel tempo alcuni degli elementi che accompagnano il passaggio dal contenuto digitale al patrimonio.
In #HackCultura2027 le produzioni delle studentesse e degli studenti — podcast, video, archivi, mappe, narrazioni, giochi, raccolte di testimonianze, dataset curati, esperienze immersive, installazioni, AI-Book e altre forme di produzione culturale digitale — possono entrare in un processo di patrimonializzazione attraverso l’interpretazione, la documentazione, la condivisione, il riconoscimento, la cura e la restituzione alle comunità.
È in questo processo che #HackCultura2027 introduce la categoria educativa di Patrimonio Culturale Digitale in formazione: una prospettiva che permette alle studentesse e agli studenti di comprendere come una produzione digitale possa acquisire significato culturale, essere riconosciuta da una comunità, essere custodita e trasmessa nel tempo.
Il valore nasce nella relazione.
#HackCultura2027 educa le nuove generazioni ad abitare consapevolmente questi processi, nel rispetto delle competenze istituzionali relative alla tutela e alla conservazione del patrimonio culturale.
Il patrimonio diventa così esperienza vissuta: viene interrogato, interpretato, co-creato, condiviso e trasmesso.
La grammatica di #HackCultura2027
Ogni Sfida propone una grande domanda.
Ogni gruppo costruisce liberamente il proprio percorso seguendo una grammatica comune:
INTERROGARE → CREARE → VERIFICARE → RESTITUIRE
INTERROGARE
Partire dalle domande. Esplorare patrimoni, luoghi, memorie, fonti, dati e testimonianze.
CREARE
Interpretare ciò che si è scoperto e trasformarlo in una produzione culturale capace di generare conoscenza, esperienza e relazione.
VERIFICARE
Controllare fonti e informazioni, confrontare interpretazioni, riconoscere errori e bias, documentare le scelte compiute.
RESTITUIRE
Portare il risultato fuori dal gruppo di lavoro e condividerlo con la scuola, il territorio e le comunità.
Una quinta azione attraversa l’intero percorso:
PRENDERSI CURA
delle fonti, delle persone, delle memorie, delle differenze, dei diritti, dell’ambiente, delle relazioni e di ciò che viene creato.
La grammatica di #HackCultura2027 traduce nella pratica la regola civile che guida la programmazione #DiCultHer 2026–2027, «Ora, lege et labora»: fermarsi a interrogare le proprie intenzioni e le proprie domande (Ora); leggere criticamente fonti, dati e risposte, anche quelle dei sistemi di IA (Lege); creare, restituire e custodire valore culturale per la comunità (Labora).
La Matrice Ecologica di #HackCultura2027
In #HackCultura2027 i criteri attraverso i quali un progetto viene accompagnato, documentato e letto sono dichiarati fin dall’inizio.
Non costituiscono una griglia esterna applicata soltanto al termine del percorso, ma una grammatica comune per aiutare studentesse, studenti, docenti e comunità educanti a interrogare la qualità delle proprie scelte, a documentarle e a riconoscere il valore generato.
La Matrice Ecologica propone cinque prospettive complementari, radicate nel pensiero di Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia e Dino Buzzetti, secondo l’impianto interpretativo sperimentato e applicato al corpus dei progetti #HackCultura2026 e pubblicato nel volume Ecologia dell’Intelligenza. Dalle radici del pensiero ecologico alle pratiche educative dell’Intelligenza Artificiale.
Per accompagnare docenti, studentesse e studenti nella comprensione delle radici culturali e metodologiche della Matrice, #DiCultHer rende disponibile un breve abstract del volume.
Le cinque prospettive non sono cinque materie da studiare né cinque caselle da riempire. Sono cinque domande attraverso le quali imparare a guardare il proprio progetto.
RESPONSABILITÀ — Laura Conti
Per chi stiamo progettando?
Chi beneficia delle nostre scelte? Chi potrebbe rimanere escluso? Quali persone, differenze, diritti e territori richiedono attenzione? Quali conseguenze, anche non intenzionali, possono derivare da ciò che realizziamo?
RELAZIONI — Valerio Giacomini
Quali relazioni stiamo costruendo?
Quali connessioni esistono tra persone, patrimoni, ambiente, scuola, istituzioni, tecnologie e territorio? Il nostro progetto interviene soltanto su un elemento oppure prova a comprendere il sistema di relazioni nel quale quell’elemento vive?
CURA — Antonio Moroni
Che cosa facciamo crescere?
Quali capacità, responsabilità, forme di partecipazione e relazioni stiamo coltivando? Che cosa rimarrà alle persone, alla scuola e alla comunità dopo la conclusione del progetto?
MATERIALITÀ — Giorgio Nebbia
Quale impronta lascia ciò che realizziamo?
Quali risorse, materiali, energie e infrastrutture richiede il nostro progetto? Quali impatti produce il digitale che utilizziamo? Chi controlla i dati e le infrastrutture che usiamo, e chi ne sopporta i costi?Possiamo riconoscerli, documentarli e, quando possibile, ridurli?
CONOSCENZA — Dino Buzzetti
Come sappiamo ciò che affermiamo?
Quali fonti, dati, testimonianze e interpretazioni sostengono il nostro lavoro? Come li verifichiamo? Come distinguiamo ciò che sappiamo da ciò che interpretiamo o ipotizziamo? Come documentiamo l’eventuale contributo dell’Intelligenza Artificiale senza delegarle il nostro giudizio?
Una matrice per progettare, non soltanto per valutare
Le cinque prospettive non producono automaticamente un valore complessivo di un progetto e nessuna di esse, isolatamente, ne determina la qualità.
Servono infatti a costruirne progressivamente il profilo ecologico, rendendo visibili relazioni, responsabilità, forme di cura, condizioni materiali e processi di costruzione della conoscenza.
Per questo la Matrice Ecologica accompagna #HackCultura2027 in momenti diversi.
Durante la progettazione, aiuta i gruppi a formulare domande e a riconoscere aspetti inizialmente trascurati.
Durante la realizzazione, permette di tornare sulle scelte compiute, verificarle e, quando necessario, modificarle.
Nella documentazione, aiuta a individuare le evidenze che rendono leggibile il percorso.
Nell’autovalutazione e nella Rassegna, offre una grammatica comune per riflettere sui risultati senza ridurre la complessità dei progetti a un unico indicatore.
La stessa Matrice è quindi conosciuta fin dall’inizio da chi progetta, da chi accompagna e da chi successivamente osserva e valuta le esperienze.
Dalle domande alle evidenze
Il Passaporto del Patrimonio Culturale Digitale in formazione diventa anche il luogo nel quale studentesse e studenti raccolgono le evidenze del proprio percorso: fonti utilizzate, persone e comunità coinvolte, strumenti digitali e sistemi di IA eventualmente impiegati, verifiche effettuate, diritti e attribuzioni, consensi e tutela dei dati personali, accessibilità, rappresentazione di genere, errori incontrati, revisioni, modalità di restituzione e possibilità di conservazione e riuso.
La Matrice pone le domande.
Il percorso educativo permette di esplorarle.
Il Passaporto documenta le evidenze.
La comunità contribuisce a riconoscere il valore prodotto.
La Rassegna diventa spazio di restituzione, confronto e nuova interrogazione.
In questa prospettiva, valutare non significa soltanto stabilire che cosa è stato realizzato, ma comprendere come, per chi, attraverso quali relazioni, sulla base di quali fonti, con quali conseguenze e lasciando quale valore alla comunità.
Una regola comune
Nessun giudizio senza evidenza.
“Non documentato” non significa “inesistente”.
La tecnologia amplia le possibilità, ma non sostituisce la responsabilità.
La qualità di un progetto non coincide con un singolo punteggio, ma emerge dal suo profilo e dalla capacità di motivare e documentare le scelte compiute.
Ogni valutazione rimane aperta alla revisione quando emergono nuove evidenze.
Due lenti che attraversano tutte le Sfide
Equità di genere e accessibilità non sono temi riservati a una Sfida: sono dimensioni con cui ogni progetto viene pensato, documentato e letto. Chi è rappresentato e chi resta invisibile nelle fonti e nelle narrazioni che usiamo? Chi può fruire di ciò che abbiamo realizzato, e con quali barriere? Il Passaporto documenta queste scelte secondo i parametri indicati nel regolamento.
La Matrice Ecologica diventa così parte del patto educativo di #HackCultura2027: i criteri attraverso i quali un progetto sarà interrogato non vengono nascosti né introdotti alla fine, ma sono messi a disposizione di tutte e tutti fin dall’inizio.
Perché imparare a valutare il proprio lavoro significa anche imparare a esserne titolari, responsabili e custodi.
Per approfondire — Ecologia dell’Intelligenza
La Matrice Ecologica trova le proprie radici nel percorso di ricerca pubblicato nel volume Ecologia dell’Intelligenza. Dalle radici del pensiero ecologico alle pratiche educative dell’Intelligenza Artificiale, nel quale le prospettive di Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia e Dino Buzzetti sono state messe in relazione con le pratiche educative e applicate alla lettura del corpus dei progetti #HackCultura2026.
È disponibile un breve abstract introduttivo, pensato in particolare per docenti e comunità educanti che desiderano comprendere l’origine delle cinque prospettive e il loro significato pedagogico, senza che la conoscenza preventiva degli autori costituisca un requisito per partecipare a #HackCultura2027.
Scarica l’abstract di “Ecologia dell’Intelligenza”
Le SFIDE di HackCultura2027
Intelligenza Artificiale e AI CULTURA
L’Intelligenza Artificiale attraversa tutte le Sfide di #HackCultura2027 come possibile ambiente di ricerca, esplorazione, progettazione, co-creazione e verifica critica.
La cornice è AI CULTURA: una visione umanistica, democratica e sostenibile dell’IA, centrata sulla persona, sulla diversità culturale, sulla responsabilità e sulla capacità delle comunità di governare consapevolmente le tecnologie.
L’IA amplia lo spazio delle possibilità. La responsabilità delle scelte resta umana.
Studentesse e studenti imparano a formulare domande, confrontare risposte, verificare fonti, individuare errori e allucinazioni, riconoscere bias, documentare l’impiego dell’IA e valutare criticamente il contributo che essa ha fornito al progetto.
#HackCultura2027 tutela la neutralità tecnologica e l’autonomia educativa. Le comunità educanti scelgono liberamente gli strumenti più appropriati agli obiettivi dei propri progetti.
5 Cluster · 10 Sfide Madri
La IX edizione compie un passaggio di maturità: le esperienze sviluppate nelle precedenti edizioni convergono in 10 Sfide Madri, organizzate in cinque grandi cluster, come previsto nella programmazione #DiCultHer 2026–2027 “Ora, Lege et Labora”.
1. EDUCAZIONE, PATRIMONIO E TERRITORIO
SFIDA 1 — LA SCUOLA CHE CUSTODISCE IL PATRIMONIO CULTURALE
Quale patrimonio abita la nostra scuola e il nostro territorio?
Scoprire, documentare, interpretare e restituire storie, oggetti, archivi, luoghi, memorie e patrimoni delle comunità scolastiche e dei territori in cui sono inserite.
SFIDA 2 — MEMORIE VIVE
Come può una memoria diventare conoscenza condivisa?
Raccogliere testimonianze, archivi familiari e comunitari, narrazioni e fonti per costruire nuove forme di memoria culturale digitale.
2. ETICA, DIRITTI & RESPONSABILITÀ
SFIDA 3 — IL PENSIERO CHE NON SI DELEGA
Come conserviamo autonomia di giudizio nell’era dell’IA?
Interrogare sistemi di IA, verificare risposte, scoprire errori e bias, confrontare fonti e documentare il processo di costruzione della conoscenza.
SFIDA 4 — DIRITTI IN AZIONE
Come rendiamo il digitale uno spazio di cittadinanza?
Diritti, responsabilità, proprietà intellettuale, privacy, disinformazione, parità di genere, inclusione e partecipazione nell’ambiente digitale.
3. FUTURO SOSTENIBILE
SFIDA 5 — L’IMPRONTA INVISIBILE
Quale impronta lascia il nostro mondo digitale?
Indagare le dimensioni ambientali, energetiche, materiali e sociali del digitale e dell’IA e progettare pratiche più consapevoli e sostenibili.
SFIDA 6 — ABITARE IL FUTURO
Come possono patrimonio e cultura aiutarci a progettare territori sostenibili?
Agenda 2030, borghi, paesaggi, beni comuni, transizione ecologica, design rigenerativo e rapporto tra patrimonio culturale e naturale.
4. EUROPA E CONVENZIONE DI FARO
SFIDA 7 — FARI DI COMUNITÀ
Di che cosa vogliamo prenderci cura insieme?
Costruire comunità patrimoniali attraverso la partecipazione di scuole, cittadini, musei, archivi, biblioteche e associazioni territoriali, nello spirito della Convenzione di Faro.
SFIDA 8 — L’EUROPA DEI LUOGHI E DELLE PERSONE
Quale Europa vogliamo abitare nell’era dell’Intelligenza Artificiale?
Cittadinanza europea, donne e uomini che hanno costruito l’identità europea, diversità culturale, Mediterraneo e New European Bauhaus. In questa Sfida studentesse e studenti diventano coautori della revisione del Manifesto Ventotene Digitale (2021): la nuova versione sarà presentata il 9 maggio 2027, Festa dell’Europa.
5. SALUTE, SICUREZZA E BENESSERE
SFIDA 9 — ECOLOGIA DELL’ATTENZIONE
Come vogliamo abitare il nostro tempo digitale?
Attenzione, memoria, relazioni, benessere digitale e progettazione di ecosistemi scolastici capaci di coltivare consapevolezza e qualità delle relazioni.
SFIDA 10 — PRENDERSI CURA
Come possono cultura e tecnologie contribuire a comunità più accessibili, sicure e inclusive?
Accessibilità, cura, prevenzione, inclusione, sicurezza e progettazione centrata sulla persona.
Ogni Sfida è collegata ai percorsi della DiCultHer Academy e agli AI HUB #DiCultHer, che accompagnano docenti e Team nella progettazione.
Due tracce trasversali
Accanto alle dieci Sfide Madri, #HackCultura2027 propone due tracce che ogni Team può scegliere, qualunque sia la sua Sfida. Non sono Sfide in più: sono due modi di arricchire il proprio progetto, aggiungendovi uno sguardo rivolto ai diritti nel presente o al futuro che vogliamo costruire.
Il diritto che esercito · dal 10 dicembre 2026
Il 10 dicembre 2026, Giornata Internazionale dei Diritti Umani, #DiCultHer propone alle scuole un percorso sui diritti cognitivi nell’era dell’Intelligenza Artificiale, «Il diritto che esercito», che si svolgerà dentro #HackCultura2027 e potrà accompagnare qualunque Sfida, in particolare la 3, la 4 e la 8. Il percorso trova restituzione il 9 maggio 2027, Festa dell’Europa. Modalità e materiali saranno pubblicati in questa pagina.
La nuova Città del Sole · il mestiere non previsto
Quale intelligenza vogliamo abitare?
Ogni Team può immaginare un frammento della città che desidera abitare e il mestiere che servirebbe a costruirla: quello che nessun sistema, conoscendo soltanto i dati del passato, saprebbe suggerire. Il percorso parte da una previsione interrogata — chiedere a un sistema di IA quali strade ci suggerisce e capire che cosa manca nella sua risposta — e arriva a una proposta fondata sul territorio, sul patrimonio e sui bisogni reali delle comunità.
Quattro domande accompagnano il lavoro: che cosa non deleghiamo alla macchina? Quale patrimonio custodiamo? Chi rischia di restare ai margini? Che cosa abbiamo imparato lungo il percorso?
Come si partecipa
Chi può partecipare
#HackCultura2027 è rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole italiane ed europee di ogni ordine e grado, con la guida dei docenti, referenti del Team scolastico che realizza il progetto.
Le scuole possono costruire alleanze con musei, biblioteche, archivi, università, enti di ricerca, associazioni, fondazioni, amministrazioni locali, professionisti, famiglie, cittadini e comunità patrimoniali.
Il territorio diventa così parte dell’ambiente di apprendimento.
SCEGLI → COSTRUISCI IL TEAM → ESPLORA → PROGETTA → CREA → DOCUMENTA → CONDIVIDI → RESTITUISCI
I Docenti individuano una delle dieci Sfide Madri e costituiscono il Team di progetto.
Ogni Team interpreta liberamente la Sfida in relazione all’età degli studenti, al curricolo, al territorio, agli interessi e alle risorse disponibili.
Il percorso può svilupparsi durante l’anno scolastico attraverso attività curriculari, interdisciplinari, laboratoriali e di collaborazione con il territorio.
Iscrizione e consegna
1. Iscrizione del Team, tramite il modulo online, entro il 30 aprile 2027. Ogni scuola può iscrivere più Team e ciascun Team può indicare, oltre alla Sfida, una o entrambe le tracce trasversali: «Il diritto che esercito» e «La nuova Città del Sole».
2. Consegna del prodotto e del Passaporto entro il 30 aprile 2027 a hackcultura@diculther.it: il link, se il prodotto è già online, oppure un servizio di trasferimento file.
3. Presentazione alla IX Rassegna «Raffaello De Ruggieri», tra maggio e giugno 2027: facoltativa, ma fortemente consigliata
Che cosa si può realizzare
Narrazioni Digitali; Podcast, video, documentari, archivi digitali, mappe narrative, siti e mostre digitali, percorsi territoriali, giochi, installazioni, AI-Book, dataset curati, prodotti editoriali, narrazioni interattive, manifesti, performance, prototipi, esperienze immersive, ….
La forma nasce dal progetto.
La domanda che accompagna ogni produzione è: Quale conoscenza, relazione o valore culturale stiamo generando?
Il Passaporto del PCD in formazione
Ogni progetto è accompagnato da un Passaporto del Patrimonio Culturale Digitale in formazione, strumento educativo attraverso il quale studentesse e studenti documentano il proprio percorso.
Il Passaporto racconta: fonti e criteri di scelta; persone e comunità coinvolte; strumenti digitali utilizzati; eventuale impiego dell’IA e verifiche effettuate; diritti, licenze e attribuzioni; accessibilità e inclusione; rappresentazione di genere nelle fonti e nelle narrazioni; errori incontrati e revisioni; modalità di restituzione alla comunità; possibilità di conservazione, riuso e sviluppo futuro.
Documentare significa rendere leggibile la responsabilità delle proprie scelte.
La documentazione del processo costituisce parte integrante dell’esperienza #HackCultura2027, coerentemente con l’impostazione che collega libertà educativa, trasparenza e responsabilità.
Una comunità che accompagna
Le scuole partecipanti saranno accompagnate durante il percorso attraverso le attività della DiCultHer Academy, gli AI HUB #DiCultHer, incontri di orientamento, webinar, materiali metodologici e occasioni di confronto tra scuole, esperti, luoghi della cultura e comunità.
Il docente assume sempre più il ruolo di regista e facilitatore dell’ecosistema di apprendimento, mentre studentesse e studenti diventano protagonisti della ricerca e della produzione culturale.
La IX Rassegna “Raffaello De Ruggieri”
Il percorso trova il proprio momento pubblico nella IX Rassegna dei prodotti digitali realizzati dalle scuole “Raffaello De Ruggieri”, sia nell’ambito della XII Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”, 3–9 maggio 2027, sia nei successivi venerdì di maggio e giugno 2027.
La Rassegna è lo spazio della restituzione: le produzioni incontrano altre scuole, istituzioni, comunità, luoghi della cultura e cittadini.
I percorsi e le produzioni più significative potranno continuare a vivere nell’ecosistema #DiCultHer, contribuendo alla documentazione delle pratiche, alla ricerca sul rapporto PCD–IA–EDU, alle attività della DiCultHer Academy e alle successive esperienze educative.
RICERCA → CREAZIONE → RESPONSABILITÀ → RESTITUZIONE → CURA → NUOVA RICERCA
Una promessa educativa
#HackCultura2027 affida alle ragazze e ai ragazzi qualcosa di più importante di un compito: la possibilità di formulare una domanda propria sul mondo e di trasformarla in un’esperienza culturale condivisa.
La cultura diventa così relazione tra generazioni, luoghi e comunità.
Il digitale diventa spazio di cittadinanza.
L’Intelligenza Artificiale diventa occasione per esercitare pensiero critico, creatività e responsabilità.
Il patrimonio diventa qualcosa di cui sentirsi titolari e custodi.
I giovani generano domanda di cultura.
Immaginare il futuro, prendendosene cura.
#HackCultura2027 · IX edizione
#DiCultHer · Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities School
Iscrizioni: modulo di iscrizione · Assistenza: hackcultura@diculther.it · Informazioni: info@diculther.it