
Perché una Call for Papers oggi?
Per dare corpo e senso alle nostre utopie concrete.
Per connettere persone, comunità educanti, ricercatori, scuole, territori e istituzioni.
Per riflettere insieme su come l’innovazione digitale e l’Intelligenza Artificiale possano essere orientate alla dignità umana, alla partecipazione democratica, alla sostenibilità culturale.
La rivista Culture Digitali promossa da #DiCultHer invita studiosi, docenti, educatori, professionisti dei luoghi della cultura, giovani ricercatori e comunità territoriali a contribuire con articoli, esperienze, ricerche e visioni capaci di interpretare il nostro tempo.
Cornice tematica 2026 – verso il n. 18

La Call 2026 si colloca nel percorso verso l’XI Settimana delle Culture Digitali A. Ruberti (4-9 maggio 2026) e il Congresso nazionale DiCultHer di ottobre 2026.
Il filo conduttore è rappresentato da tre verbi generativi:
COLTIVARE – Prendersi cura dei processi culturali e conoscitivi, dei territori e dei patrimoni, anche nella loro dimensione digitale.
EDUCARE – Riconoscere che l’IA non è solo questione tecnica ma profondamente educativa: formazione del giudizio, del pensiero critico, della responsabilità.
UMANIZZARE – Orientare l’innovazione al servizio della dignità, dell’inclusione, della costruzione di comunità solidali.
Il numero 17 ha restituito una prima mappa dell’umanesimo digitale nell’era dell’IA, mettendo in dialogo oltre quaranta contributi da scuole, università, luoghi della cultura e comunità patrimoniali.
Il numero 18 è chiamato ad approfondire e sviluppare questa mappa. Lo fa in un momento straordinario: la pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV ha invitato le comunità educanti di tutto il mondo a riconoscere l’intelligenza artificiale come una sfida antropologica ed educativa — non soltanto tecnologica. L’obiettivo non è celebrare la tecnologia, ma comprenderla, orientarla e umanizzarla, mettendo al centro la dignità della persona.
Sei assi tematici per il numero 18
In coerenza con gli AI HUB DiCultHer e con le riflessioni aperte da Magnifica Humanitas, il numero 18 articola la propria Call in sei assi tematici, tra loro interconnessi:
Asse 1 — Dignità, non delega e responsabilità
Contributi dedicati a ciò che non può essere delegato all’IA: pensiero critico, giudizio, responsabilità educativa, cura, relazione, memoria, cittadinanza e decisione morale. Sono particolarmente rilevanti esperienze scolastiche o territoriali che mostrino come l’IA possa sostenere l’apprendimento senza sostituire la presenza educativa.
Asse 2 — Verità, fonti ed ecologia della comunicazione
Contributi su verifica delle fonti, disinformazione, comunicazione responsabile, giornalismo scolastico, media literacy, uso critico delle piattaforme e costruzione di ambienti digitali affidabili. La verità come bene comune e la necessità di un’ecologia della comunicazione rendono questo asse centrale per scuola, democrazia e cittadinanza.
Asse 3 — Dati, patrimonio e beni comuni digitali
Contributi su dati culturali, archivi digitali, licenze, proprietà intellettuale, attribuzione, accesso equo alla conoscenza, titolarità culturale e comunità patrimoniali. Il patrimonio culturale digitale come bene comune: un quadro forte per rileggere dati, algoritmi, piattaforme e infrastrutture digitali alla luce della destinazione universale dei beni.
Asse 4 — Ecologia integrale, sostenibilità e IA
Contributi sul rapporto tra IA, impatti ambientali, Agenda 2030, Laudato si’, responsabilità intergenerazionale e progettazione sostenibile. L’AI HUB Sostenibilità come luogo di raccordo tra scuola, comunità, ecologia integrale e innovazione digitale.
Asse 5 — Lavoro culturale, orientamento e intelligenza culturale
Contributi su competenze, orientamento, professioni culturali, workers of Cultural Intelligence, dignità del lavoro, creatività e trasformazione digitale. Connettere alfabetizzazione all’IA e futuro professionale senza ridurre l’educazione a mero addestramento tecnico.
Asse 6 — “Disarmare l’IA”
Contributi su pace digitale, parole, immagini, linguaggi, piattaforme, conflitti informativi, bias, discriminazioni e usi aggressivi o manipolativi dell’IA. “Disarmare l’IA” come sfida pedagogica: imparare a riconoscere e trasformare le logiche di dominio presenti nei sistemi tecnici, comunicativi e sociali.
Domande guida
– In che modo il digitale e l’IA stanno contribuendo alla formazione di una cultura europea condivisa?
– Quale valore culturale assume oggi l’Intelligenza Artificiale nelle politiche educative e nei luoghi della cultura?
– Come garantire che l’innovazione rafforzi diritti, partecipazione e democrazia?
– Quali pratiche concrete mostrano un’AI al servizio delle comunità educanti?
– Come rispondere, nelle scuole e nei territori, alla sfida antropologica posta da Magnifica Humanitas?
Diritti cognitivi e responsabilità democratica
Nell’era dell’Intelligenza Artificiale e dell’accelerazione tecnologica, emerge con particolare urgenza il tema dei diritti cognitivi: il diritto alla formazione libera del pensiero, all’accesso pluralistico all’informazione, alla trasparenza dei processi algoritmici che influenzano opinioni, scelte e partecipazione pubblica. La Call invita a riflettere sul ruolo e sulle responsabilità degli Stati, delle istituzioni educative e culturali e delle comunità scientifiche nel garantire condizioni di equità, autonomia critica e piena partecipazione democratica nell’ecosistema digitale.
Ambiti di approfondimento
– Patrimonio culturale digitale e nuovi modelli di rappresentazione della conoscenza
– Educazione all’IA e cittadinanza digitale
– Etica, responsabilità e governance dell’innovazione
– Open Educational Resources e buone pratiche scolastiche
– Rigenerazione culturale dei territori e aree interne
– AI, sostenibilità e sviluppo umano
– Metodologie, strumenti e tecnologie emergenti applicate al patrimonio culturale
– Esperienze NEB, Convenzione di Faro e reti europee
– IA, dignità umana e sfida antropologica dopo Magnifica Humanitas
– Pace digitale, comunicazione responsabile e disarmo algoritmico
Indicazioni editoriali
Lunghezza articoli: 3.000 – 6.000 parole
Ogni contributo deve includere:
– almeno 5 parole chiave
– breve biografia dell’autore con foto
– abstract in italiano e inglese (eventualmente anche in francese o spagnolo)
– eventuale iconografia (immagini e/o video con licenza verificata)
Gli articoli possono essere scritti nella propria lingua.
Invio contributi: rivista@diculther.it — indicare in oggetto: Culture Digitali – Call 2026 – n. 18
Scadenze 2026
Scadenza per l’invio dei contributi: 20 settembre 2026, per la presentazione del numero in occasione dell’avvio del Primo Congresso Nazionale DiCultHer (9–16 ottobre 2026).
I contributi selezionati saranno presentati, in forma sintetica, nel quadro del Primo Congresso Nazionale DiCultHer, dedicato a “Coltivare, Educare, Umanizzare l’IA. La scuola davanti alla sfida antropologica di Magnifica Humanitas”. In continuità con gli AI HUB DiCultHer e con HackCultura, la rivista intende raccogliere ricerche, pratiche educative e riflessioni capaci di mettere in dialogo dignità, verità, ecologia integrale, lavoro culturale, pace digitale e responsabilità educativa nell’era dell’intelligenza artificiale.
(Il numero 17 è chiuso. Qui gli esiti della Call: AI Cultura. La mappa dell’umanesimo digitale nel numero 17 di Culture Digitali)
Un invito
Questa Call non è solo un invito a scrivere.
È un invito a partecipare alla costruzione di un futuro culturale condiviso.
Dopo la mappa tracciata nel numero 17, questo nuovo numero vuole approfondire il confronto e rendere ancora più visibili le esperienze che danno forma a un umanesimo digitale inclusivo nell’era dell’IA — a partire dalla sfida che Magnifica Humanitas pone a ogni comunità educante.
Coltivare. Educare. Umanizzare.
Insieme.