
Nel febbraio 2026, a Cannes, nell’ambito del World AI Cannes Festival, è stata presentata la Cannes Declaration on the Sovereignty of Mind, un appello rivolto a governi, istituzioni, imprese tecnologiche, educatori e cittadini per difendere la libertà di pensiero nell’era dell’Intelligenza Artificiale.
Abbiamo scelto di sottoscriverla per coerenza con il percorso che DiCultHer sta portando avanti con il Manifesto Custodire il Futuro e con il MOOC “Laboratorio di Intelligenza Culturale”.
La Dichiarazione di Cannes richiama un tema cruciale: nell’epoca dei sistemi di AI generativa e dei chatbot conversazionali, la questione non è solo tecnologica, ma democratica.
Quando l’Intelligenza Artificiale diventa:
- interfaccia privilegiata di accesso alla conoscenza,
- interlocutore relazionale permanente,
- spazio di “simulated intimacy”,
- strumento di personalizzazione persuasiva,
si apre una questione nuova: la sovranità della mente.
La libertà di pensiero, riconosciuta dall’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, deve oggi essere difesa anche rispetto a sistemi progettati per influenzare, orientare, modellare preferenze e convinzioni su larga scala.
Per DiCultHer questo tema non è estraneo.
Nel Manifesto Custodire il Futuro abbiamo affermato con chiarezza:
- Non delegare il pensiero.
- Non delegare la relazione educativa.
- Non delegare la cittadinanza.
- Non delegare il futuro.
Oggi comprendiamo ancora più profondamente che non si tratta soltanto di evitare una delega tecnica, ma di custodire la libertà interiore delle persone — in particolare delle giovani generazioni — in un ambiente cognitivo sempre più mediato da sistemi intelligenti.
Il rischio non è l’uso dell’AI in sé.
Il rischio è che essa diventi l’interlocutore esclusivo nella formazione delle opinioni, riducendo il confronto umano, il dissenso argomentato, la pluralità delle fonti e delle agenzie educative.
Per questo motivo, alla luce della Dichiarazione di Cannes, abbiamo deciso di:
- integrare il Manifesto Custodire il Futuro con una riflessione esplicita sulla sovranità cognitiva;
- rafforzare nel nostro MOOC i moduli dedicati alla resilienza democratica e alla consapevolezza critica dell’interazione con sistemi antropomorfi;
- promuovere un dibattito pubblico sul rapporto tra AI, educazione e libertà di pensiero.
Custodire il futuro, oggi, significa anche custodire la sovranità della mente.
Non per opporsi all’innovazione, ma per educarla.
Non per temere la tecnologia, ma per orientarla.
Non per delegare la coscienza, ma per coltivarla.