Il 18 marzo si è svolto il TEDx presso il Liceo Pitagora di Rende (CS) sul tema “Scuola in movimento“, un invito a ripensare l’educazione come un processo vivo, dinamico, in continua evoluzione. In un mondo che cambia rapidamente, anche la scuola è chiamata a muoversi: nei metodi, negli spazi, nelle relazioni e nei linguaggi.
Al TEDx è intervenuta Silvia Mazzeo, Responsabile della DiCultHer Academy, con un intervento focalizzato sul rapporto tra scuola, tecnologia e intelligenza artificiale, proponendo una riflessione che va oltre l’uso tecnico degli strumenti.
Ecco i punti principali del suo discorso:
- La sfida della lentezza: Silvia Mazzeo osserva come la scuola sia diventata “fluida” e debba rincorrere tecnologie che diventano obsolete velocemente. Secondo la relatrice, la vera sfida oggi non è correre, ma fermarsi a pensare, recuperando la “lentezza” necessaria per instaurare relazioni umane, formulare le domande giuste e alimentare il dubbio.
- Il rischio della delega all’algoritmo: Con l’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa nelle aule, esiste il rischio di delegare alle macchine funzioni prettamente umane come la memoria, il giudizio etico e la progettazione del futuro. Mazzeo avverte che delegare la conoscenza non produce autonomia o cittadinanza, ma solo obbedienza e adattamento.
- Cosa resta “irriducibilmente umano”: L’insegnante identifica alcuni elementi che non possono essere sostituiti dall’intelligenza artificiale: il senso delle parole e delle azioni, la cura della relazione (intesa come presenza e ascolto) e la capacità di sognare e immaginare il futuro.
- Umanità aumentata, non solo tecnologia: Pur essendo favorevole all’introduzione della tecnologia, Mazzeo sottolinea la necessità che gli studenti diventino competenti digitali e non semplici consumatori. La sua visione è quella di una scuola come “laboratorio di umanità aumentata“, dove l’obiettivo è potenziare la consapevolezza e la sensibilità dell’individuo per agire in un mondo complesso.
- Il ruolo dell’insegnante: Oggi il compito del docente non è più dare risposte o trasmettere informazioni (che vanno invece interrogate e scartate se necessario), ma custodire il diritto all’errore, al dubbio, alla meraviglia e alla bellezza.
In conclusione, Silvia Mazzeo invita i giovani a essere gli autori del proprio futuro, ricordando che l’innovazione nasce dalla memoria e dall’immaginazione, non da un semplice “click”.