L’Italia nell’era dell’IA. Crescita, sfide e prospettive di una rivoluzione in corso
A cura di Luciano Floridi e Micaela Lovecchio
Fondazione Leonardo ETS, 2026

Introduzione
Il Rapporto “L’Italia nell’era dell’IA. Crescita, sfide e prospettive di una rivoluzione in corso”, curato da Luciano Floridi e Micaela Lovecchio per la Fondazione Leonardo ETS, rappresenta oggi uno dei contributi più rilevanti per comprendere lo stato dell’intelligenza artificiale nel nostro Paese.
Il documento offre una mappa rigorosa dell’ecosistema nazionale, evidenziando con chiarezza punti di forza, criticità e traiettorie di sviluppo, e contribuendo a orientare il dibattito pubblico e le scelte strategiche dei prossimi anni.
Accogliamo questo Rapporto nella homepage di DiCultHer come riferimento fondamentale per chiunque voglia comprendere le trasformazioni in atto.
Allo stesso tempo, riteniamo che tale analisi — per quanto ampia e approfondita — apra ulteriori domande che chiamano in causa una dimensione più profonda: quella culturale, educativa e civile della trasformazione digitale.
In questa prospettiva, non possiamo non richiamare una tradizione di pensiero che ha contribuito in modo significativo a definire il rapporto tra tecnologie, conoscenza e patrimonio culturale. Una tradizione che trova in studiosi come Dino Buzzetti, a cui abbiamo dedicato l’Associazione DiCultHer, un riferimento importante per comprendere la natura culturale del digitale.
Allo stesso modo, il pensiero di Antonio Ruberti, a cui abbiamo dedicato le Settimane della Cultura Digitale, ci ricorda con straordinaria lucidità come il sapere rappresenti il vero capitale immateriale delle società contemporanee: una ricchezza che non si consuma, ma cresce attraverso la sua produzione e condivisione, e che richiede una integrazione profonda tra ricerca, istruzione e formazione.
È in questa visione unitaria del sapere — come processo continuo e condiviso — che si radica oggi la riflessione sull’intelligenza artificiale e sul patrimonio culturale digitale.
Se l’intelligenza artificiale rappresenta una infrastruttura tecnologica e cognitiva decisiva, essa si sviluppa infatti all’interno di un ambiente più ampio: quello della memoria culturale, delle comunità e dei processi educativi che ne rendono possibile la comprensione, l’uso e la governance.
Il digitale non è più un semplice strumento.
È un ambiente.
Un ambiente in cui la memoria si produce, si trasforma e si trasmette.
Per questo motivo, DiCultHer intende avviare un proprio percorso di riflessione e proposta, a partire anche dagli stimoli offerti dal Rapporto Floridi, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un Rapporto DiCultHer dedicato all’integrazione tra:
- Patrimonio Culturale Digitale (PCD)
- Intelligenza Artificiale (IA)
- Educazione (EDU)
come dimensioni interdipendenti di una stessa trasformazione.

In questo contesto:
- il patrimonio non si limita a essere conservato, ma si co-progetta;
- l’intelligenza artificiale non si subisce, ma si governa;
- l’educazione non accompagna, ma rende possibile una comprensione critica e responsabile dell’intero sistema.
Questo primo passo — la pubblicazione del Rapporto Floridi — è dunque anche un invito.
Un invito a noi stessi, prima ancora che agli altri,
a prenderci cura della memoria nell’era dell’intelligenza artificiale.