Pubblicato nel n. 18 della nostra rivista Culture Digitali questo articolo della Prof.ssa Giuliana Amicone e Prof. Andrea Conte
Liceo Classico “G. d’Annunzio”, Pescara — Classi V Beta e IV H (Indirizzi Europeo e Biomedico).
Questo il link per l’articolo: https://www.diculther.it/rivista/lordine-invisibile-il-viaggio-di-mach-unesperienza-immersiva-tra-teatro-fisica-e-intelligenza-artificiale/

Tre cose che rendono questo contributo esemplare
La scrittura collettiva come pratica civica
Mille mani per una storia: gli studenti hanno imparato che la scrittura non è solo espressione individuale, ma responsabilità condivisa. Ogni mano aggiunge, corregge, negozia. È la metafora più bella del Labora nella regola civile Ora, lege et labora: produrre cultura insieme, non uno per conto suo.
Il peer tutoring come ecologia cognitiva
Gli studenti del biomedico insegnano agli studenti dell’europeo a programmare. Non perché i secondi siano inferiori, ma perché insegnare è la forma più profonda di apprendimento. Il docente come ecologo digitale — concetto centrale di Ecologia dell’intelligenza — qui prende forma concreta: non trasmette conoscenza, crea le condizioni in cui la conoscenza si genera nelle relazioni.
La domanda che resta aperta
Il progetto non risponde alla domanda sull’AI: la pone. Come si trasmette la conoscenza in un’epoca in cui le macchine sembrano sapere tutto? Chi decide cosa vale la pena custodire? Ipazia è stata uccisa per il sapere che custodiva: oggi chi custodisce il sapere nell’era dell’AI? Sono domande che i ragazzi del d’Annunzio hanno imparato a portare con sé — non risposte preconfezionate.
Il contributo nel contesto DiCultHer
La Redazione segnala che il progetto del Liceo d’Annunzio di Pescara sarà citato nel volume Ecologia dell’intelligenza (Stamen Edizioni, 2026) come esempio emblematico del Cap. 8 — Il docente come ecologo digitale: un percorso che trasforma la classe in ecosistema cognitivo, dove le relazioni tra gli studenti sono tanto importanti quanto i contenuti.
Il riferimento a Ernst Mach — lo scienziato che ha insegnato che la conoscenza nasce dal dubbio, non dalla certezza — è anche un rimando diretto al pensiero di Dino Buzzetti sull’ecologia della conoscenza: la mappa non è il territorio, il modello non è la realtà, l’algoritmo non è il pensiero. Non basta un click.
“Scrivere insieme una storia ha allenato l’empatia, il lavoro di squadra, la capacità di ascoltare e integrare punti di vista diversi. Ma soprattutto ha insegnato che la conoscenza è sempre una costruzione collettiva.” — Prof.ssa Giuliana Amicone e Prof. Andrea Conte
Grazie alla Prof.ssa Giuliana Amicone e al Prof. Andrea Conte, e a tutti gli studenti delle classi V Beta e IV H del Liceo Classico “G. d’Annunzio” di Pescara.