Due nuovi volumi DiCultHer aprono e portano a compimento un percorso culturale che proseguirà nei prossimi giorni con Custodire la vita e Gender Mainstreaming e cultura digitale.

Quattro libri, una sola architettura: comprendere, custodire, rendere equo, agire.
È la cornice teorica e metodologica della programmazione DiCultHer per l’anno scolastico 2026–27.
Che cosa significa abitare l’intelligenza artificiale, invece di limitarci a usarla?
È la domanda che attraversa Ecologia dell’intelligenza. Dalle radici del pensiero ecologico alle pratiche educative dell’Intelligenza Artificiale e Ora, Lege et Labora. Una regola civile per la scuola nell’era dell’IA .
Due libri distinti, ma parti di uno stesso percorso.


Il punto di partenza è una convinzione: crisi ecologica, trasformazione digitale, intelligenza artificiale, educazione, produzione della conoscenza e qualità della democrazia non possono più essere considerate questioni separate.
L’intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia che entra nelle nostre attività.
Modifica gli ambienti nei quali apprendiamo, ricordiamo, interpretiamo, comunichiamo, costruiamo relazioni ed esercitiamo il giudizio. Ecologia dell’intelligenza propone per questo di considerarla una nuova «infrastruttura culturale dell’interdipendenza contemporanea».
Dai maestri italiani dell’ecologia all’Antropocene digitale
Da qui una scelta precisa: tornare alle radici del pensiero ecologico per comprendere il presente digitale.
Il percorso mette in dialogo quattro grandi figure dell’ecologia italiana del Novecento — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni e Giorgio Nebbia — con il pensiero di Dino Buzzetti sull’ecologia digitale della conoscenza, per una ricerca di strumenti ancora vivi per leggere il nostro presente.
Laura Conti richiama il rapporto tra corpi, territori, diritti e responsabilità pubblica. Valerio Giacomini insegna a pensare per sistemi e interdipendenze. Antonio Moroni colloca cura ed educazione al centro della responsabilità civile. Giorgio Nebbia restituisce materialità economica e politica alle infrastrutture del nostro tempo. Dino Buzzetti mostra che la posta in gioco del digitale non riguarda soltanto l’accesso all’informazione, ma la qualità dei processi interpretativi e delle comunità della conoscenza.
Da questa genealogia emergono i cinque assi culturali che DiCultHer propone come grammatica condivisa delle attività 2026–27:
corpi e territori · sistemi e interdipendenze · cura e responsabilità · materialità economica delle tecnologie · ecologia della conoscenza.
Cinque prospettive per chiedersi quali relazioni modifica l’IA? Quali risorse utilizza? Quale memoria costruisce? Quali poteri distribuisce? Chi rende visibile e chi lascia ai margini? Che cosa accade alla nostra capacità di pensare e giudicare?
Dalla titolarità culturale alla titolarità cognitiva
La Convenzione di Faro e il percorso sul Patrimonio Culturale Digitale sviluppato negli anni da DiCultHer ci hanno abituato a parlare di titolarità culturale: persone e comunità come soggetti che lo riconoscono, interpretano, producono, custodiscono e trasmettono.
L’intelligenza artificiale rende necessario estendere questa responsabilità al pensiero stesso, per una Titolarità cognitiva.
Titolarità cognitiva significa conservare il diritto e assumersi il dovere di restare titolari del proprio processo di conoscenza anche quando pensiamo, scriviamo, interpretiamo e progettiamo servendoci di sistemi di intelligenza artificiale.
Non rifiutare la macchina.
Non delegarle il giudizio.
Il docente come ecologo
Al centro di questa prospettiva emerge una nuova figura: il docente ecologo: il custode della qualità degli ambienti nei quali si forma l’intelligenza: attenzione, memoria, profondità interpretativa, pluralità, relazioni, accessibilità, differenze, responsabilità.
La premessa educativa DiCultHer lo esprime con chiarezza: «Non insegnare soltanto a usare nuovi strumenti, ma costruire il contesto culturale, critico e pedagogico per continuare a essere docenti nell’età dell’intelligenza artificiale».
La cornice DiCultHer 2026–27
La Costellazione editoriale sopra richiamata diventa così una delle fondamenta teoriche e metodologiche della programmazione DiCultHer per l’anno scolastico 2026–27.
Una programmazione che attraverserà tutte le attività in programma secondo una grammatica comune:
Faro è l’origine.
Il Patrimonio Culturale Digitale è lo spazio culturale.
AI CULTURA è la responsabilità progettuale.
Ora–Lege–Labora è il metodo.
Il docente ecologo è il custode.
La comunità è il soggetto titolare.
La sfida, dunque, è quella di abitare l’IA senza delegarle il pensiero.
I volumi disponibili
Ecologia dell’intelligenza. Dalle radici del pensiero ecologico alle pratiche educative dell’Intelligenza Artificiale, a cura di Carmine Marinucci, Silvia Mazzeo e Giovanni Piscolla, Stamen, 2026 — ISBN 9791281045675.
Ora, Lege et Labora. Una regola civile per la scuola nell’era dell’IA. Dalla Carta di Pietrelcina al Monastero Diffuso: principi, pratiche e strumenti per le comunità educanti, a cura di Carmine Marinucci, Silvia Mazzeo e Giovanni Piscolla, Stamen, 2026 — ISBN 9791281045699.