Executive Summary

Ora, lege et labora. Per una regola civile per l’era dell’Intelligenza Artificiale

Nel solco del percorso avviato nel 2025–26 — che ha assunto l’AI Literacy come quadro di riferimento per integrare intelligenza artificiale, patrimonio culturale digitale ed educazione alla cittadinanza — la programmazione #DiCultHer per l’anno scolastico 2026–27 compie un passo ulteriore: propone una regola civile per abitare responsabilmente gli ecosistemi intelligenti del nostro tempo.

Il motto che guida questo anno — Ora, lege et labora — non è una citazione nostalgica. È una traduzione laica, interculturale e contemporanea di tre pratiche fondamentali: fermarsi a interrogare le proprie intenzioni prima di agire (Ora: consapevolezza e igiene dell’attenzione); leggere criticamente le fonti, distinguere informazione da simulazione, riconoscere i limiti degli algoritmi (Lege: lettura critica e discernimento); produrre valore culturale, custodire patrimoni, costruire comunità di pratica (Labora: co-creazione e servizio).

Questa regola civile nasce da una consapevolezza nuova e urgente. In un tempo in cui la guerra cognitiva è realtà quotidiana e la sicurezza nazionale include la resilienza democratica dei cittadini, #DiCultHer opera come infrastruttura civile di sicurezza cognitiva. Formare persone capaci di leggere algoritmi, verificare fonti, produrre narrazioni responsabili e custodire memoria culturale non è più solo educazione: è contributo alla tenuta democratica del paese.

La cornice teorica di questo anno è offerta dal volume Ecologia dell’intelligenza. I Maestri italiani del pensiero ecologico nell’era dell’AI, che collega la grande tradizione ecologica italiana del Novecento — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia — e il pensiero di Dino Buzzetti sull’ecologia digitale della conoscenza, alle sfide educative dell’Antropocene digitale. Cinque assi — corpi e territori, sistemi e interdipendenze, cura e responsabilità, materialità economica delle tecnologie, ecologia della conoscenza — diventano la grammatica culturale condivisa di tutte le attività DiCultHer 2026–27.

A questa si affianca la prospettiva del volume “Custodire la vita. Prevenzione, diritti e nuove vulnerabilità nell’Antropocene digitale” che estende la riflessione al mondo del lavoro, della salute cognitiva e delle nuove vulnerabilità prodotte dagli ecosistemi intelligenti.

La programmazione 2026–27 si articola attorno a tre momenti strutturanti dell’anno scolastico:

  • 4 settembre 2026 — L’Aquila: convegno “La Rappresentanza del Futuro”. Le Consulte Provinciali Studentesche come soggetti attivi nella governance della Scuola dell’AI. Manifesto delle Consulte e avvio dell’AI HUB delle Consulte.
  • 10 dicembre 2026 — Giornata Internazionale dei Diritti Umani: i diritti cognitivi nell’era dell’AI come pratiche educative concrete.
  • 6 e 9 ottobre 2026 – Primo Convegno nazionale DiCulther
  • Novembre-Dicembre 2026: Living Archives & Ecologia dell’Intelligenza — DiCultHer × IRAGE
  • 3–9 maggio 2027 — XII Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”.
  • 9 maggio: Festa dell’Europa,
  • Maggio 2027: Festival Culture Digitali @niene — seconda edizione
  • Maggio 2027: Sannio Digital Festival — Festival Culture Digitali Benevento, prima edizione
  • Nona edizione di HackCultura2027
  • nona edizione della Rassegna De Ruggieri,

La DiCultHer Academy entra nel suo secondo anno con oltre 300 docenti già iscritti e cinque MOOC pienamente operativi. HackCultura 2027 compie un salto di maturità: da 15 sfide a 10 sfide madri organizzate attorno a 5 cluster tematici. Il Primo Congresso Nazionale DiCultHer (9–16 ottobre 2026) fa da cerniera tra i due anni scolastici. La collaborazione DiCultHer×IRAGE apre un ponte culturale transcontinentale Italia–Europa–Africa.

Tutto questo, come sempre, gratuitamente. Perché, come ci ha insegnato Antonio Ruberti — al quale DiCultHer dedica la propria Settimana delle Culture Digitali — il sapere è la ricchezza delle nazioni e questa ricchezza non diminuisce quando si distribuisce. Al contrario, si accresce.

Executive Summary (EN)

#DiCultHer Programme — School Year 2026–2027

Ora, lege et labora. A Civil Rule for the Age of Artificial Intelligence

Building on the path opened in 2025–26 — which adopted the European AI Literacy Framework as a strategic reference for integrating artificial intelligence, digital cultural heritage and citizenship education — the #DiCultHer programme for the 2026–27 school year takes a further step: it proposes a civil rule for inhabiting the intelligent ecosystems of our time responsibly.

The motto guiding this year — Ora, lege et labora — is not a nostalgic quotation. It is a secular, intercultural and contemporary translation of three fundamental practices: pausing to interrogate onès intentions before acting (Ora: awareness and attention hygiene); reading sources critically, distinguishing information from simulation, recognising algorithmic limits (Lege: critical reading and discernment); producing cultural value, safeguarding heritage, building communities of practice (Labora: co-creation and service).

In a time when cognitive warfare is a daily reality and national security includes the democratic resilience of citizens, #DiCultHer operates as a civil infrastructure of cognitive security. Forming people capable of reading algorithms, verifying sources, producing responsible narratives and safeguarding cultural memory is no longer merely education: it is a contribution to the democratic fabric of the country — and of Europe.

The theoretical framework is provided by the volume Ecology of Intelligence. Italian Masters of Ecological Thought in the Age of AI, connecting the great Italian ecological tradition of the twentieth century — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia — and Dino Buzzetti’s thinking on the digital ecology of knowledge, to the educational challenges of the digital Anthropocene.

The programme is structured around three defining moments: 4 September 2026 (L’Aquila, Student Councils Conference); 10 December 2026 (International Human Rights Day, cognitive rights); 9 May 2027 (Europe Day, Week of Digital Cultures, Exhibition). The First National DiCultHer Congress (9–16 October 2026) acts as the hinge between the two school years. HackCultura 2027 moves from 15 to 10 core challenges in 5 thematic clusters. The DiCultHer Academy enters its second year with over 300 enrolled teachers and five MOOCs. The DiCultHer×IRAGE collaboration opens a transcontinental cultural bridge between Italy/Europe and Africa.

All activities are, as always, free. Because knowledge, as Antonio Ruberti taught us, is not a wealth that diminishes when distributed. On the contrary, it grows.

Introduzione

Undici anni di DiCultHer: una regola civile per l’era dell’intelligenza artificiale

Quando nel 2015 DiCultHer nasceva come rete di scuole, istituzioni culturali e comunità educanti impegnate nella diffusione della cultura digitale e del patrimonio, nessuno poteva immaginare con precisione il mondo in cui avremmo operato un decennio dopo. Eppure, molte delle intuizioni di allora — il patrimonio culturale come diritto di cittadinanza, il digitale come spazio di responsabilità e non solo di consumo, la scuola come laboratorio civile — si sono rivelate non solo giuste, ma urgenti.

Oggi, all’undicesimo anno di attività, DiCultHer non si limita a confermare quella visione: la porta a un livello nuovo.

Il 2026–27 è l’anno in cui DiCultHer adotta una regola civile. Non un nuovo slogan, non un manifesto di principi: una pratica quotidiana di consapevolezza, discernimento e co-creazione che chiediamo a noi stessi, ai docenti, agli studenti, alle comunità educanti con cui lavoriamo. Una regola laica, interculturale e interreligiosa, ispirata a una formula antica — Ora, lege et labora — ma tradotta interamente nel presente.

Fermarsi prima di agire (Ora): interrogare le proprie intenzioni, praticare un’igiene dell’attenzione, chiedersi non solo “cosa posso fare con l’AI” ma “cosa è giusto fare”. Leggere criticamente (Lege): saper distinguere informazione da simulazione, documento autentico da produzione sintetica, fonte verificata da bias algoritmico. Produrre e custodire (Labora): usare l’intelligenza artificiale non per la mera produzione tecnica, ma per generare valore culturale, costruire archivi vivi, narrare la memoria dei territori, restituire alle comunità ciò che appartiene loro.

Questa regola nasce da una consapevolezza che la comunità internazionale sta maturando con crescente urgenza: la sicurezza di una società democratica dipende oggi anche dalla qualità cognitiva dei suoi cittadini. La fiducia nelle istituzioni, la capacità di riconoscere la manipolazione algoritmica, la resilienza culturale dei territori sono asset strategici nazionali al pari delle infrastrutture fisiche. In questo scenario, la scuola e i luoghi della cultura smettono di essere semplici istituzioni formative e diventano infrastrutture civili di sicurezza cognitiva.

DiCultHer lavora in questa direzione da undici anni. Lo fa gratuitamente, perché crede che la cultura sia un bene comune e che l’accesso alla formazione di qualità non possa dipendere dalla capacità di spesa. Lo fa con una rete che cresce: oltre 300 docenti già iscritti alla DiCultHer Academy nel suo primo anno di vita, decine di scuole attive in HackCultura, istituzioni culturali, uffici scolastici regionali, università, comunità patrimoniali locali. Lo fa con strumenti aperti: i MOOC della Academy, gli AI HUB tematici, i webinar settimanali, la rivista Culture Digitali, HackCultura — tutto accessibile a chiunque voglia partecipare.

La cornice teorica di questo anno è offerta dal volume Ecologia dell’intelligenza, che mette in dialogo il grande pensiero ecologico italiano del Novecento — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia — con le sfide dell’Antropocene digitale, attraverso la mediazione intellettuale di Dino Buzzetti. A questa si affianca Custodire la vita. Prevenzione, diritti e nuove vulnerabilità nell’Antropocene digitale, che estende la riflessione al mondo del lavoro, della salute cognitiva e delle nuove vulnerabilità prodotte dagli ecosistemi intelligenti.

Il diritto di partecipare alla vita culturale — sancito dall’art. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e rilanciato dalla Convenzione di Faro — resta il cuore pulsante di ogni iniziativa DiCultHer. Ma nel 2026–27 quel diritto si arricchisce di una nuova dimensione: il diritto alla consapevolezza cognitiva, il diritto di ogni persona a non essere manipolata, a comprendere gli ecosistemi informativi in cui vive, a partecipare alla vita democratica con gli strumenti culturali necessari per farlo liberamente.

È questa la posta in gioco. Ed è per questo che, anche quest’anno, DiCultHer c’è.

Premessa e Visione

Un ecosistema educativo al servizio della democrazia cognitiva

La programmazione #DiCultHer per l’a.s. 2026–27 non nasce dal nulla. Nasce da undici anni di pratiche concrete, di scuole che hanno trasformato il digitale in strumento di cittadinanza, di docenti che hanno scelto la responsabilità invece della delega, di studenti che hanno prodotto cultura invece di consumarla.

Il 2026–27 compie un passo ulteriore rispetto all’anno precedente. Non abbandona l’AI Literacy — la approfondisce. Ma la colloca dentro una cornice più ampia: quella dell’ecologia dell’intelligenza.

Questa cornice nasce dalla convinzione — maturata attraverso l’esperienza DiCultHer e radicata nel pensiero dei grandi maestri dell’ecologia italiana del Novecento — che l’intelligenza artificiale non sia semplicemente uno strumento da imparare a usare. Essa è un ecosistema culturale, un ambiente che modifica il modo in cui apprendiamo, comunichiamo, ricordiamo, decidiamo, partecipiamo. Come ogni ecosistema, richiede consapevolezza dei limiti, responsabilità collettiva, cura delle relazioni, attenzione agli effetti sistemici.

La programmazione 2026–27 si fonda su cinque pilastri:

  • Corpi e territori (nel solco di Laura Conti): l’AI non è immateriale. Ha un peso fisico, un consumo energetico, una filiera estrattiva, effetti concreti sulla salute cognitiva e relazionale delle persone.
  • Sistemi e interdipendenze (nel solco di Valerio Giacomini): nessun fenomeno può essere compreso isolatamente. Il pensiero sistemico è la competenza fondamentale dell’era algoritmica.
  • Cura e responsabilità (nel solco di Antonio Moroni): educare non significa addestrare. Significa formare persone capaci di prendersi cura del mondo comune. Il docente come ecologo digitale.
  • Materialità economica delle tecnologie (nel solco di Giorgio Nebbia): comprendere chi controlla i dati, chi trae profitto dagli algoritmi, chi sopporta i costi ambientali dell’infrastruttura digitale globale è una competenza di cittadinanza democratica.
  • Ecologia della conoscenza (nel solco di Dino Buzzetti): la conoscenza non coincide con l’accesso all’informazione. Richiede interpretazione, orientamento, responsabilità culturale. La “mappa”, non il “percorso già costruito”.

A questo sguardo si affianca una dimensione nuova e urgente: la sicurezza cognitiva civile. In un tempo in cui la guerra cognitiva è realtà quotidiana — fake news, deepfake, campagne algoritmiche di manipolazione, polarizzazione sociale indotta dalle piattaforme — la scuola e i luoghi della cultura non sono più istituzioni neutre. Sono presidi democratici.

I riferimenti culturali e politici che ispirano la programmazione 2026–27:

  • Convenzione di Faro (2005): patrimonio come diritto di cittadinanza attiva
  • Carta dei Diritti nell’Era Digitale e dell’AI — Stefano Rodatà (2024)
  • Manifesto Ventotene Digitale (in revisione partecipata nel 2026–27)
  • Framework europeo per l’AI Literacy (2025)
  • Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV
  • New European Bauhaus
  • Ecologia dell’intelligenza e Custodire la Vita: i due riferimenti teorici originali DiCultHer per questo anno

Il Gender Mainstreaming attraversa ogni azione, ogni SFIDA, ogni percorso formativo come lente costitutiva — non un tema aggiuntivo, ma un criterio obbligatorio di ogni attività.

Tutto questo, come sempre, gratuitamente. Perché la cultura è un bene comune. E perché nessuno deve restare indietro.

Le azioni principali per l’a.s. 2026–27

Le attività DiCultHer per il 2026–27 si articolano attorno a tre momenti strutturanti dell’anno scolastico e a un insieme di strumenti permanenti che ne garantiscono la continuità e la coerenza. Tutte le attività sono gratuite e aperte a scuole, docenti, studenti, istituzioni culturali e comunità educanti di ogni ordine e grado.

I tre momenti strutturanti

1. Convegno “La Rappresentanza del Futuro” — L’Aquila, 4 settembre 2026

In apertura dell’anno scolastico, DiCultHer promuove insieme agli Uffici Scolastici Regionali di Abruzzo e Liguria un convegno nazionale dedicato alle Consulte Provinciali Studentesche nella Scuola dell’AI. Per la prima volta le rappresentanze studentesche vengono riconosciute come soggetti attivi nella governance della trasformazione digitale della scuola — non destinatari di decisioni altrui, ma co-progettisti di regole e pratiche per un uso giusto dell’intelligenza artificiale.

La giornata si articola in una sessione mattutina di visione e formazione e in un pomeriggio di hackathon progettuale “Consulte 4.0”. Gli esiti sono tre: il Manifesto delle Consulte per la Scuola dell’AI; una prima indagine sul ruolo delle Consulte nella governance digitale scolastica; le basi per un AI HUB delle Consulte come rete interregionale permanente.

2. Giornata dei Diritti — 10 dicembre 2026

In occasione della ricorrenza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, DiCultHer dedica la propria giornata annuale ai diritti cognitivi nell’era dell’AI:

  • il diritto alla consapevolezza algoritmica, alla memoria culturale, all’educazione critica negli ecosistemi digitali, alla sostenibilità digitale. Non diritti astratti, ma pratiche educative concrete.

3. Festa dell’Europa e chiusura dell’anno scolastico — 3–9 maggio 2027

Il 9 maggio 2027 DiCultHer celebra la sesta edizione della Festa dell’Europa e conclude l’anno scolastico con la Dodicesima Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti” (3–9 maggio 2027) e la nona edizione della Rassegna “Raffaello De Ruggieri”. Il 9 maggio è anche la Giornata contro la violenza di genere nel calendario DiCultHer: il filo del Gender Mainstreaming — presente in ogni attività dell’anno — diventa il tema esplicito della celebrazione europea.

Gli strumenti permanenti

Dodicesima Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti” (3-9 maggio 2027).

Come nelle precedenti edizioni, anche questa Dodicesima Settimana delle Culture Digitali sarà uno spazio di confronto e co-progettazione per:

– valorizzare la progettualità giovanile,
– rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuole e comunità,
– promuovere il diritto all’accesso al sapere, all’istruzione, all’innovazione e all’uso consapevole delle tecnologie digitali.

Essa rappresenta un momento centrale del nostro anno associativo: un’occasione per fare il punto sulle attività realizzate, presentare nuove iniziative in vista dell’a.s. 2027-28, ascoltare le esperienze delle scuole e dei territori, e costruire insieme visioni future

#HackCultura 2027 — nona edizione

HackCultura compie un salto di maturità: da 15 sfide a 10 sfide madri, organizzate attorno a 5 cluster tematici coerenti con l’ecologia dell’intelligenza e con i MOOC della DiCultHer Academy:

  • Educazione & Patrimonio: patrimonio scolastico, memoria dei territori, AI-Book, narrazioni collettive
  • Etica, Diritti & Responsabilità: cittadinanza digitale, disinformazione, AI literacy, genere e partecipazione
  • Futuro Sostenibile: Agenda 2030, borghi, transizione ecologica, patrimonio e sostenibilità
  • Territori & Comunità: Convenzione di Faro, comunità patrimoniali, Europa dei luoghi, NEB
  • Salute, Sicurezza & Benessere: cura, benessere digitale, prevenzione cognitiva, ecosistemi scolastici sani

Le produzioni degli studenti diventano contributi dal basso al Rapporto PCD-IA-EDU e materiali per la rivista Culture Digitali. La responsabilità esplicita — dichiarare fonti, scelte, strumenti e uso dell’AI — è parte integrante della valutazione.

DiCultHer Academy — secondo anno

La DiCultHer Academy entra nel suo secondo anno con oltre 300 docenti già iscritti al Laboratorio di Intelligenza Culturale e con cinque MOOC pienamente operativi, tutti gratuiti e aperti:

  • MOOC 1 — Laboratorio di Intelligenza Culturale: tolarità culturale, Heritage Understanding System, reti di scuole patrimoniali, HackCultura come contest progettuale
  • MOOC 2 — Ecologia dell’Intelligenza: coscienza ecologica, responsabilità verso il futuro, il digitale come ecosistema
  • MOOC 3 — AI e Gender Mainstreaming: bias algoritmici, Digital SHTEAM, educazione affettiva, ambienti inclusivi
  • MOOC 4 — AI: Nessuno escluso: accessibilità come diritto culturale, linguaggio accessibile, progettazione inclusiva
  • MOOC 5 — AI, Salute e Sicurezza: cultura della prevenzione, sicurezza nella scuola, prevenzione nei luoghi di lavoro

Ogni MOOC è collegato agli AI HUB DiCultHer. Il rilascio di Digital Badge attesta le competenze maturate.

Rivista Culture Digitali

Già la Call for Papers per il numero 18 della rivista Culture Digitali (ISSN 2785-308X) si articola attorno a sei assi tematici: Dignità e non delega; Verità, fonti ed ecologia della comunicazione; Dati, patrimonio e beni comuni digitali; Ecologia integrale e sostenibilità; Lavoro culturale e intelligenza culturale; “Disarmare l’AI”.

Primo Congresso Nazionale DiCultHer — 9 e 16 ottobre 2026

Il Congresso è la cerniera tra i due anni scolastici. Raccoglie i frutti dellle attività tenutesi nell’a.s. 2025-26, presenta il n. 18 della rivista, lancia ufficialmente la programmazione 2026–27 e ospita la prima presentazione pubblica dei volumi Ecologia dell’intelligenza e Custodire la vita. Prevenzione, diritti e nuove vulnerabilità nell’Antropocene digitale. Tema: “Coltivare, Educare, Umanizzare l’AI. La scuola davanti alla sfida antropologica di Magnifica Humanitas”.

Webinar settimanali

Il programma settimanale di webinar — da ottobre 2026 a maggio 2027 — accompagna l’intero anno scolastico con approfondimenti tematici, presentazioni di esperienze e dialoghi con esperti e comunità internazionali. Il TG CultherAI e il podcast “L’Europa, parola di Chat” completano l’ecosistema comunicativo.

Manifesto Ventotene Digitale — revisione partecipata

Il Manifesto Ventotene Digitale (ed. 2021) viene sottoposto a revisione attraverso una SFIDA dedicata di HackCultura 2027: “Titolari dell’Europa nell’era dell’Intelligenza Artificiale”. Studenti e docenti co-autori di un documento fondativo europeo.

Fari DiCultHer — comunità patrimoniali locali

Prosegue e si rafforza il sostegno alla nascita di nuove comunità patrimoniali locali (Fari DiCultHer). I Fari sono i nodi del Monastero Diffuso: una rete aperta di “celle” e “laboratori” dove scuole, musei, biblioteche, archivi e AI HUB dialogano guidati dai valori della Regola Civile.

Living Archives & Ecologia dell’Intelligenza — DiCultHer × IRAGE

In novembre-dicembre 2026 prende vita il primo atto fondativo della collaborazione tra DiCultHer e IRAGE: il convegno online “Living Archives & Ecologia dell’intelligenza. Ponti culturali tra Italia/Europa e Africa”, annunciato al Congresso di ottobre. Ogni partecipante ha il diritto di intervenire nella propria lingua originaria: la traduzione è strumento di mediazione, non sostituzione delle voci.

Festival Culture Digitali — edizioni territoriali

Il modello del Festival si consolida con due appuntamenti territoriali: la seconda edizione del Festival @niene (maggio 2027) e la prima edizione del Festival Culture Digitali Benevento — Sannio Digital Festival, nato dall’alleanza siglata il 21 maggio 2026 tra DiCultHer e l’APS “Io X Benevento” presso il Polo Tecnologico “Cultural Educational Immersive Station”. I due Festival sono nodi del Monastero Diffuso DiCultHer: espressioni locali di una rete nazionale che pratica la Regola Civile nei territori.

Il Sannio Digital Festival si distingue per un’identità forte e originale: è il festival dove gli studenti non assistono, producono. In due giornate di lavoro intenso, le scuole del Sannio e del Mezzogiorno portano i propri progetti digitali, sperimentano la sala immersiva 360°, partecipano a keynote con esperti nazionali e costruiscono insieme il Manifesto Collettivo delle Culture Digitali — prodotto finale della due giorni e archivio vivo che cresce di edizione in edizione.

Sannio Digital Festival — elementi distintivi

Sala immersiva 360° come ambiente pedagogico unico in Italia — Manifesto Collettivo delle Culture Digitali come prodotto finale — Benevento e il Sannio raccontati e reinterpretati digitalmente dagli studenti — Archivio digitale annuale dei progetti scolastici — Rete territoriale scuole del Sannio in connessione con la rete nazionale DiCultHer.

I risultati attesi del Sannio Digital Festival alimentano direttamente la programmazione DiCultHer 2026-27:

Manifesto Collettivo:  collegato esplicitamente al Manifesto AI CULTURA DiCultHer come punto di partenza da cui gli studenti costruiscono la propria versione sannita e locale.

Archivio digitale:  repository annuale dei progetti scolastici, pubblicabile su Culture Digitali (ISSN 2785-308X) e nella mappa interattiva della XII Settimana.

Rete territoriale:  le scuole del Sannio diventano Fari DiCultHer e nodi permanenti del Monastero Diffuso.

Visione NEB, Gender Mainstreaming e criteri per l’uso del digitale

Visione NEB e Diritti Digitali

DiCultHer è partner ufficiale del New European Bauhaus (NEB), la visione europea che integra bellezza, sostenibilità e inclusione nella trasformazione digitale. Nel 2026–27 questa partnership si traduce in una domanda concreta che attraversa ogni attività: le tecnologie che adottiamo rendono il mondo più bello, più sostenibile e più inclusivo? Non è una domanda estetica. È una domanda politica.

Gender Mainstreaming, Patrimonio e Cultura Digitale

Il Gender Mainstreaming non è un tema della programmazione DiCultHer 2026–27. È una lente costitutiva attraverso cui ogni tema viene letto, ogni attività progettata, ogni criterio di valutazione definito. Si articola su tre livelli:

  • Livello delle SFIDE: ogni sfida di HackCultura 2027 incorpora il criterio di equità e inclusione di genere come dimensione di valutazione.
  • Livello formativo: il MOOC 3 della DiCultHer Academy — AI e Gender Mainstreaming — offre strumenti per analizzare bias algoritmici, promuovere linguaggi inclusivi e progettare ambienti educativi equi.
  • Livello degli eventi: il 9 maggio 2027, Festa dell’Europa, è anche il momento in cui il Gender Mainstreaming diventa tema esplicito della celebrazione.

Criteri per un uso consapevole del digitale e dell’AI

Primo criterio: il riuso di contenuti digitali aperti

Le studentesse e gli studenti che partecipano alle attività DiCultHer imparano a navigare le grandi banche dati aperte del patrimonio culturale europeo e italiano: Europeana, ICCU, ICBSA e altri archivi aperti certificati. I contenuti prodotti dagli studenti vengono rilasciati con licenze aperte (CC BY, CC-BY-SA, CC0), contribuendo ad alimentare gli stessi archivi da cui hanno attinto.

Secondo criterio: l’uso consapevole e dichiarato dell’intelligenza artificiale

L’AI è benvenuta nelle attività DiCultHer — come partner cognitivo e creativo, non come scorciatoia. Ogni team che utilizza strumenti di intelligenza artificiale è tenuto a dichiararlo esplicitamente: quali strumenti, per quale funzione, con quali verifiche critiche, con quali limiti riconosciuti. Questa trasparenza non è burocrazia: è la forma più concreta di responsabilità esplicita.

Impatti attesi

La programmazione #DiCultHer per l’a.s. 2026–27 misura il proprio successo nella qualità della trasformazione che genera: nelle persone, nelle comunità, nelle istituzioni. Gli impatti si producono a cinque livelli.

1. Impatto educativo e culturale

Studentesse e studenti che escono dall’anno scolastico 2026–27 hanno imparato a fermarsi prima di condividere un contenuto (Ora), a leggere criticamente una fonte algoritmica (Lege), a produrre cultura restituendo alla loro comunità qualcosa che non c’era prima (Labora). Docenti che hanno attraversato i MOOC della DiCultHer Academy sono ecologi digitali, capaci di curare gli ecosistemi cognitivi delle proprie classi.

2. Impatto istituzionale e democratico

Le Consulte Provinciali Studentesche che hanno partecipato al convegno del 4 settembre escono con strumenti, linguaggio e rete per esercitare un ruolo reale nella governance della Scuola dell’AI. Il Manifesto delle Consulte diventa un documento di riferimento nazionale: studenti che chiedono di essere riconosciuti come soggetti attivi, non destinatari passivi, delle scelte sulla trasformazione digitale della scuola.

3. Impatto sulla sicurezza cognitiva civile

Ogni studente che impara a verificare una fonte, ogni docente che forma una classe alla lettura critica degli algoritmi, ogni comunità educante che pratica la Regola Civile contribuisce alla resilienza democratica del paese. DiCultHer misura questo impatto nella qualità delle narrazioni che gli studenti producono, nella profondità delle domande che sanno fare, nella capacità di stare dentro la complessità senza cedere alla semplificazione algoritmica.

4. Impatto territoriale e comunitario

I Fari DiCultHer, i Festival territoriali, i podcast scolastici, gli archivi digitali locali, le comunità patrimoniali attivate da HackCultura 2027 restituiscono ai territori una narrazione di sé stessi, custodiscono memorie che altrimenti andrebbero disperse, connettono generazioni che non si parlerebbero altrimenti.

5. Impatto europeo e internazionale

La revisione partecipata del Manifesto Ventotene Digitale produce un documento che parla all’Europa con la voce delle giovani generazioni. Il convegno con IRAGE apre un dialogo transcontinentale Italia–Europa–Africa su memoria, patrimonio e intelligenza artificiale. La partecipazione al dibattito europeo sull’AI Literacy posiziona DiCultHer come uno dei soggetti più originali e coerenti nel panorama della formazione digitale europea.

In sintesi

«Il sapere è la ricchezza delle nazioni, è il nuovo capitale immateriale, e questa ricchezza si deve accumulare, produrre e distribuire. Tra l’altro questa ricchezza — e si tratta di un aspetto fondamentale — non è una ricchezza che diminuisce quando si distribuisce, come i soldi. Al contrario si accresce.» Antonio Ruberti, in Società dell’apprendimento. Istruzione e formazione nella nuova Europa, Ed. Associate Editrice Internazionale, Roma 1998

#DiCultHer conferma la propria missione di catalizzatore di consapevolezza e innovazione culturale, promuovendo la creazione e la distribuzione di capitale immateriale come ricchezza condivisa e inesauribile, in linea con la visione di Antonio Ruberti, al quale la Settimana delle Culture Digitali è dedicata con gratitudine e continuità.

Tutto questo, come sempre, gratuitamente. Perché la cultura è un bene comune. E perché nessuno deve restare indietro.

Calendario sintetico delle principali scadenze

  • Settembre 2026: lancio della programmazione 2026–27
  • 4 settembre 2026: Convegno “La Rappresentanza del Futuro” — L’Aquila (USR Abruzzo e Liguria)
  • 20 settembre 2026: scadenza Call for Papers rivista Culture Digitali n. 18
  • 9–16 ottobre 2026: Primo Congresso Nazionale DiCultHer — presentazione n. 18 e lancio programmazione
  • Ottobre 2026: avvio webinar settimanali (serie 2026–27)
  • 10 dicembre 2026: Giornata Internazionale dei Diritti Umani — diritti cognitivi nell’era dell’AI
  • Novembre–dicembre 2026: convegno online Living Archives & Ecologia dell’intelligenza (DiCultHer × IRAGE)
  • Gennaio–marzo 2027: svolgimento HackCultura 2027 — nona edizione
  • 3–9 maggio 2027: Dodicesima Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”
  • 9 maggio: Festa dell’Europa, sesta edizione
  • Maggio 2027: Festival Culture Digitali @niene — seconda edizione
  • Maggio 2027: Sannio Digital Festival — Festival Culture Digitali Benevento, prima edizione
  • Maggio–giugno 2027: nona edizione Rassegna “Raffaello De Ruggieri”


ALLEGATO

Il pamphlet operativo: strumento per docenti, dirigenti e istituzioni

La programmazione 2026-27 trova il suo strumento operativo nel pamphlet Ora, lege et labora. Una regola civile per la scuola nell’era dell’intelligenza artificiale. Non un testo teorico: un manuale pratico, pensato per essere usato il giorno dopo averlo letto.

Il pamphlet è il terzo volume della costellazione editoriale DiCultHer 2026, insieme a Ecologia dell’intelligenza e Custodire la Vita. Custodire la vita nell’Antropocene digitale. Se i due volumi costruiscono il paradigma culturale e scientifico, il pamphlet lo traduce in pratiche quotidiane per chi insegna, dirige e costruisce comunità educanti.

Tre lettori, tre porte d’ingresso

Il pamphlet è scritto per tre lettori diversi.

  • Il DOCENTE trova schede pratiche pronte per la classe, attività operative e strumenti di verifica.
  • Il DIRIGENTE trova la cornice pedagogica per il PTOF e le istruzioni per diventare Faro DiCultHer.
  • La SCUOLA COME ISTITUZIONE trova gli impegni formali e il collegamento alla rete nazionale del Monastero Diffuso.

Il pamphlet contiene:

12 capitoli in 4 Parti: 

  • Il tempo (Antropocene digitale, guerra cognitiva, Monastero Diffuso);
  • La regola (Ora, Lege, Labora con schede operative per ogni verbo);
  • Gli strumenti (titolarita’ culturale, AI HUB, HackCultura, Living Archives);
  • Il patto (dieci impegni, come aderire alla rete).

8 sfide madri di HackCultura 2027:  Una per ogni cluster AI HUB, in formato scheda operativa pronta all’uso.

10 MOOC della DiCultHer Academy:  5 operativi + 5 in sviluppo, con obiettivi, struttura e output attesi.

Premessa Concettuale su Patrimonio Culturale Digitale (PCD) e AI CULTURA:  Per chi incontra DiCultHer per la prima volta.

Appendici:  Lessico essenziale (21 lemmi), bibliografia ragionata (5 sezioni), i due Manifesti fondativi (AI CULTURA e PCD).

La programmazione 2026-27 è la visione.

Il pamphlet è la mappa. Insieme, sono la regola civile di DiCultHer per l’anno scolastico.