

Executive Summary
Ora, lege et labora. Per una regola civile per l’era dell’Intelligenza Artificiale
Nel solco del percorso avviato nel 2025–26 — che ha assunto l’AI Literacy come quadro di riferimento per integrare intelligenza artificiale, patrimonio culturale digitale ed educazione alla cittadinanza — la programmazione #DiCultHer per l’anno scolastico 2026–27 compie un passo ulteriore: propone una regola civile per abitare responsabilmente gli ecosistemi intelligenti del nostro tempo.
Il motto che guida questo anno — Ora, lege et labora — non è una citazione nostalgica. È una traduzione laica, interculturale e contemporanea di tre pratiche fondamentali: fermarsi a interrogare le proprie intenzioni prima di agire (Ora: consapevolezza e igiene dell’attenzione); leggere criticamente le fonti, distinguere informazione da simulazione, riconoscere i limiti degli algoritmi (Lege: lettura critica e discernimento); produrre valore culturale, custodire patrimoni, costruire comunità di pratica (Labora: co-creazione e servizio).
Questa regola civile nasce da una consapevolezza nuova e urgente. In un tempo in cui la guerra cognitiva è realtà quotidiana e la sicurezza nazionale include la resilienza democratica dei cittadini, #DiCultHer opera come infrastruttura civile di sicurezza cognitiva. Formare persone capaci di leggere algoritmi, verificare fonti, produrre narrazioni responsabili e custodire memoria culturale non è più solo educazione: è contributo alla tenuta democratica del paese.

La cornice teorica di questo anno è offerta dal volume Ecologia dell’intelligenza. I Maestri italiani del pensiero ecologico nell’era dell’AI, che collega la grande tradizione ecologica italiana del Novecento — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia — e il pensiero di Dino Buzzetti sull’ecologia digitale della conoscenza, alle sfide educative dell’Antropocene digitale. Cinque assi — corpi e territori, sistemi e interdipendenze, cura e responsabilità, materialità economica delle tecnologie, ecologia della conoscenza — diventano la grammatica culturale condivisa di tutte le attività DiCultHer 2026–27
Questa cornice si innesta su due percorsi che DiCultHer conduce da anni: il Patrimonio Culturale Digitale e AI CULTURA, le due facce della stessa sfida, ciascuno approdato a un proprio Manifesto. E si arricchisce quest’anno di un concetto nuovo: la titolarità cognitiva. Dalla titolarità culturale — il patrimonio che torna alle comunità — alla titolarità cognitiva: il diritto e il dovere di restare padroni del proprio pensiero anche quando ci si serve di una macchina che pensa.

A questa si affianca la prospettiva del volume “Custodire la vita. Prevenzione, diritti e nuove vulnerabilità nell’Antropocene digitale” che estende la riflessione al mondo del lavoro, della salute cognitiva e delle nuove vulnerabilità prodotte dagli ecosistemi intelligenti.
La programmazione 2026–27 si articola attorno ai seguenti momenti strutturanti dell’anno scolastico:
- 4 settembre 2026 — L’Aquila: convegno “La Rappresentanza del Futuro”. Le Consulte Provinciali Studentesche come soggetti attivi nella governance della Scuola dell’AI. Manifesto delle Consulte e avvio dell’AI HUB delle Consulte.
- 10 dicembre 2026 — Giornata Internazionale dei Diritti Umani: i diritti cognitivi nell’era dell’AI come pratiche educative concrete.
- 3–9 maggio 2027 — XII Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”;
- 9 maggio 2027: Festa dell’Europa,
- Maggio 2027: Festival Culture Digitali @niene — seconda edizione
- Maggio 2027: Sannio Digital Festival — Festival Culture Digitali Benevento, prima edizione
- Nona edizione di HackCultura2027
- Nona edizione della Rassegna De Ruggieri,
La DiCultHer Academy entra nel suo secondo anno con oltre 300 docenti già iscritti e cinque MOOC pienamente operativi. HackCultura 2027 compie un salto di maturità: da 15 sfide a 10 sfide madri organizzate attorno a 5 cluster tematici.
Il Primo Congresso Nazionale DiCultHer (9,16, 23 e 30 ottobre 2026) fa da cerniera tra i due anni scolastici.
La collaborazione DiCultHer×IRAGE apre un ponte culturale transcontinentale Italia–Europa–Africa; il progetto BoomHUB, con il Liceo “Foiso Fois” di Cagliari, l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul e l’Ambasciata d’Italia in Corea del Sud, ne apre un secondo verso Oriente — e con esso la promozione della lingua italiana come lingua di cultura.
A questi si affianca, quest’anno, un ancoraggio accademico stabile: Monday LIFE, ciclo annuale di seminari del Laboratorio LIFE — Laboratorio di Innovazione in Filosofia ed Educazione dell’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione) — che si svolge online da novembre 2026 a maggio 2027 e di cui DiCultHer è partner insieme alla rivista Culture Digitali e nel quadro del New European Bauhaus. È il terzo anno consecutivo di lavoro comune, nell’ambito del protocollo d’intesa in essere con il Dipartimento.
Tutto questo, come sempre, gratuitamente. Perché, come ci ha insegnato Antonio Ruberti — al quale DiCultHer dedica la propria Settimana delle Culture Digitali — il sapere è la ricchezza delle nazioni e questa ricchezza non diminuisce quando si distribuisce. Al contrario, si accresce.
Executive Summary (EN)
#DiCultHer Programme — School Year 2026–2027
Ora, lege et labora. A Civil Rule for the Age of Artificial Intelligence
Building on the path opened in 2025–26 — which adopted the European AI Literacy Framework as a strategic reference for integrating artificial intelligence, digital cultural heritage and citizenship education — the #DiCultHer programme for the 2026–27 school year takes a further step: it proposes a civil rule for inhabiting the intelligent ecosystems of our time responsibly.
The motto guiding this year — Ora, lege et labora — is not a nostalgic quotation. It is a secular, intercultural and interreligious translation of three fundamental practices: pausing to interrogate one’s intentions before acting (Ora: awareness and attention hygiene); reading sources critically, distinguishing information from simulation, recognising the limits of algorithmic systems (Lege: critical reading and discernment); producing cultural value, caring for heritage, building communities of practice (Labora: co-creation and service).
In a time when cognitive warfare is a daily reality and national security includes the democratic resilience of citizens, #DiCultHer operates as a civil infrastructure of cognitive security. Teaching people to read algorithms, verify sources, produce responsible narratives and care for cultural memory is no longer merely “education”: it is a contribution to the democratic fabric of our countries — and of Europe.
The theoretical framework is provided by the volume Ecology of Intelligence. Italian Masters of Ecological Thought in the Age of AI, connecting the great Italian ecological tradition of the twentieth century — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia — and Dino Buzzetti’s thinking on the digital ecology of knowledge, to the educational challenges of the digital Anthropocene.
This framework builds on two long-standing DiCultHer paths — Digital Cultural Heritage and AI CULTURA, two sides of the same challenge, each having produced its own Manifesto — and is enriched this year by a new concept: cognitive ownership. From cultural ownership, which returns heritage to the communities that recognise themselves in it, to cognitive ownership: the right and the duty to remain in command of one’s own thinking, even when using a thinking machine.
The programme is structured around three defining moments: 4 September 2026 (L’Aquila, Student Councils Conference);
10 December 2026 (International Human Rights Day, cognitive rights);
9 May 2027 (Europe Day, Week of Digital Cultures, Exhibition).
The First National DiCultHer Congress (9,16,23,30 October 2026) acts as the hinge between the two school years.
HackCultura 2027 moves from 15 to 10 core challenges in 5 thematic clusters.
The DiCultHer Academy enters its second year with over 300 enrolled teachers and five MOOCs. The DiCultHer×IRAGE collaboration opens a transcontinental cultural bridge between Italy/Europe and Africa; the BoomHUB project — with the “Foiso Fois” Art and Music High School of Cagliari, the Italian Cultural Institute in Seoul and the Italian Embassy in South Korea — opens a second bridge eastwards, promoting Italian as a language of culture.

Alongside these, the 2026–27 programme gains a stable academic anchor: Monday LIFE, the annual seminar series of the LIFE Laboratory (Laboratory of Innovation in Philosophy and Education) at the University of Turin, Department of Philosophy and Educational Sciences, held online from November 2026 to May 2027, with DiCultHer as a partner together with its journal Culture Digitali and within the New European Bauhaus framework. This is the third consecutive year of joint work, under the standing agreement with the Department.
All activities are, as always, free. Because knowledge, as Antonio Ruberti taught us, is not a wealth that diminishes when distributed. On the contrary, it grows.
Introduzione
Undici anni di DiCultHer: una regola civile per l’era dell’intelligenza artificiale
Quando nel 2015 DiCultHer nasceva come rete di scuole, istituzioni culturali e comunità educanti impegnate nella diffusione della cultura digitale e del patrimonio, nessuno poteva immaginare con precisione il mondo in cui avremmo operato un decennio dopo. Eppure, molte delle intuizioni di allora — il patrimonio culturale come diritto di cittadinanza, il digitale come spazio di responsabilità e non solo di consumo, la scuola come laboratorio civile — si sono rivelate non solo giuste, ma urgenti.
Oggi, all’undicesimo anno di attività, DiCultHer non si limita a confermare quella visione: la porta a un livello nuovo.
Il 2026–27 è l’anno in cui DiCultHer adotta una regola civile. Non un nuovo slogan, non un manifesto di principi: una pratica quotidiana di consapevolezza, discernimento e co-creazione che chiediamo a noi stessi, ai docenti, agli studenti, alle comunità educanti con cui lavoriamo. Una regola laica, interculturale e interreligiosa, ispirata a una formula antica — Ora, lege et labora — ma tradotta interamente nel presente.
Fermarsi prima di agire (Ora): interrogare le proprie intenzioni, praticare un’igiene dell’attenzione, chiedersi non solo “cosa posso fare con l’AI” ma “cosa è giusto fare”. Leggere criticamente (Lege): saper distinguere informazione da simulazione, documento autentico da produzione sintetica, fonte verificata da bias algoritmico. Produrre e custodire (Labora): usare l’intelligenza artificiale non per la mera produzione tecnica, ma per generare valore culturale, costruire archivi vivi, narrare la memoria dei territori, restituire alle comunità ciò che appartiene loro.
Questa regola nasce da una consapevolezza che la comunità internazionale sta maturando con crescente urgenza: la sicurezza di una società democratica dipende oggi anche dalla qualità cognitiva dei suoi cittadini. La fiducia nelle istituzioni, la capacità di riconoscere la manipolazione algoritmica, la resilienza culturale dei territori sono asset strategici nazionali al pari delle infrastrutture fisiche. In questo scenario, la scuola e i luoghi della cultura smettono di essere semplici istituzioni formative e diventano infrastrutture civili di sicurezza cognitiva.
DiCultHer lavora in questa direzione da undici anni. Lo fa gratuitamente, perché crede che la cultura sia un bene comune e che l’accesso alla formazione di qualità non possa dipendere dalla capacità di spesa. Lo fa con una rete che cresce: oltre 300 docenti già iscritti alla DiCultHer Academy nel suo primo anno di vita, decine di scuole attive in HackCultura, istituzioni culturali, uffici scolastici regionali, università, comunità patrimoniali locali. Lo fa con strumenti aperti: i MOOC della Academy, gli AI HUB tematici, i webinar settimanali, la rivista Culture Digitali, HackCultura — tutto accessibile a chiunque voglia partecipare.
La cornice teorica di questo anno è offerta dal volume Ecologia dell’intelligenza, che mette in dialogo il grande pensiero ecologico italiano del Novecento — Laura Conti, Valerio Giacomini, Antonio Moroni, Giorgio Nebbia — con le sfide dell’Antropocene digitale, attraverso la mediazione intellettuale di Dino Buzzetti.
Questa cornice non nasce oggi. Poggia su un percorso che DiCultHer conduce da anni sul Patrimonio Culturale Digitale (PCD). Il Patrimonio Culturale Digitale è stato oggetto di un volume dedicato nel 2023[1], di due giornate di confronto pubblico nel maggio 2024 — con studiosi, docenti e istituzioni, convocate proprio per tentare una definizione condivisa[2]
Nel corso di tale incontro, è stata proposta una prima definizione operativa del Patrimonio Culturale Digitale:
“L’insieme delle risorse culturali che, nate digitalmente o derivate da processi di digitalizzazione, hanno acquisito valore culturale autonomo: autenticità , riconoscimento comunitario, persistenza nel tempo, capacità di trasmettere identità e valori. Il PCD è uno spazio dinamico di conoscenza, educazione, creatività e innovazione in cui il valore del patrimonio cresce attraverso la partecipazione delle comunità“
[1] M. Casalino, C. Marinucci, Il Patrimonio Culturale Digitale. Modelli teorici, proposte didattiche, nuovi linguaggi educativi, Stamen Edizioni, Serie PAIS, Roma 2023 (ISBN 9791281045217). Il volume affronta in particolare il significato di “titolarità culturale” e il rapporto tra educazione al patrimonio e Convenzione di Faro.
[2] Convegno “Patrimonio Culturale Digitale”, 6-7 maggio 2024, nell’ambito della IX Edizione della Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”. Le due giornate furono convocate con l’obiettivo dichiarato di mettere a fattor comune esperienze e progetti di ricerca per giungere a una possibile definizione condivisa di Patrimonio Culturale Digitale, e per delinearne la funzione pedagogica nell’educazione al e con il patrimonio. Il Manifesto del Patrimonio Culturale Digitale che ne ha raccolto gli esiti — e sul percorso parallelo di AI CULTURA, sfociato a sua volta in un Manifesto. I due documenti sono, come li abbiamo definiti, le due facce della stessa sfida: il PCD chiede che il patrimonio digitale sia co-progettato e vissuto come bene comune; AI CULTURA chiede che l’intelligenza artificiale che lo attraversa sia progettata e usata con responsabilità etica. Insieme costituiscono la grammatica culturale entro cui si collocano tutte le attività di quest’anno.
Il diritto di partecipare alla vita culturale — sancito dall’art. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e rilanciato dalla Convenzione di Faro — resta il cuore pulsante di ogni iniziativa DiCultHer.
Ma nel 2026–27 quel diritto si arricchisce di una nuova dimensione: il diritto alla consapevolezza cognitiva, il diritto di ogni persona a non essere manipolata, a comprendere gli ecosistemi informativi in cui vive, a partecipare alla vita democratica con gli strumenti culturali necessari per farlo liberamente.
A questo diritto corrisponde un dovere, che quest’anno vogliamo nominare esplicitamente: la titolarità cognitiva. Così come la titolarità culturale ha spostato il patrimonio dalle mani di chi lo conserva a quelle delle comunità che se ne riconoscono eredi, la titolarità cognitiva riguarda ciò di cui possiamo essere titolari di fronte all’intelligenza artificiale. Non dell’algoritmo: la sua logica appartiene a chi lo costruisce, e prometterne il dominio sarebbe un’illusione. Ma del nostro pensiero mentre lo usiamo. Non possiedi il monumento: possiedi il tuo modo di leggerlo. Non possiedi il modello: possiedi il tuo modo di interrogarlo. Dalla titolarità culturale alla titolarità cognitiva: dal riprendersi il patrimonio al riprendersi il pensiero. È questo il filo che lega gli undici anni di DiCultHer alla sfida di oggi.
È questa la posta in gioco. Ed è per questo che, anche quest’anno, DiCultHer c’è.
Premessa e Visione
Un ecosistema educativo al servizio della democrazia cognitiva
La programmazione #DiCultHer per l’a.s. 2026–27 non nasce dal nulla. Nasce da undici anni di pratiche concrete, di scuole che hanno trasformato il digitale in strumento di cittadinanza, di docenti che hanno scelto la responsabilità invece della delega, di studenti che hanno prodotto cultura invece di consumarla.
Il 2026–27 compie un passo ulteriore rispetto all’anno precedente. Non abbandona l’AI Literacy — la approfondisce. Ma la colloca dentro una cornice più ampia: quella dell’ecologia dell’intelligenza.
Questa cornice nasce dalla convinzione — maturata attraverso l’esperienza DiCultHer e radicata nel pensiero dei grandi maestri dell’ecologia italiana del Novecento — che l’intelligenza artificiale non sia semplicemente uno strumento da imparare a usare. Essa è un ecosistema culturale, un ambiente che modifica il modo in cui apprendiamo, comunichiamo, ricordiamo, decidiamo, partecipiamo. Come ogni ecosistema, richiede consapevolezza dei limiti, responsabilità collettiva, cura delle relazioni, attenzione agli effetti sistemici.
La programmazione 2026–27 si fonda su cinque pilastri:
- Corpi e territori (nel solco di Laura Conti): l’AI non è immateriale. Ha un peso fisico, un consumo energetico, una filiera estrattiva, effetti concreti sulla salute cognitiva e relazionale delle persone.
- Sistemi e interdipendenze (nel solco di Valerio Giacomini): nessun fenomeno può essere compreso isolatamente. Il pensiero sistemico è la competenza fondamentale dell’era algoritmica.
- Cura e responsabilità (nel solco di Antonio Moroni): educare non significa addestrare. Significa formare persone capaci di prendersi cura del mondo comune. Il docente come ecologo digitale.
- Materialità economica delle tecnologie (nel solco di Giorgio Nebbia): comprendere chi controlla i dati, chi trae profitto dagli algoritmi, chi sopporta i costi ambientali dell’infrastruttura digitale globale è una competenza di cittadinanza democratica.
- Ecologia della conoscenza (nel solco di Dino Buzzetti): la conoscenza non coincide con l’accesso all’informazione. Richiede interpretazione, orientamento, responsabilità culturale. La “mappa”, non il “percorso già costruito”.
A questo sguardo si affianca una dimensione nuova e urgente: la sicurezza cognitiva civile. In un tempo in cui la guerra cognitiva è realtà quotidiana — fake news, deepfake, campagne algoritmiche di manipolazione, polarizzazione sociale indotta dalle piattaforme — la scuola e i luoghi della cultura non sono più istituzioni neutre. Sono presidi democratici.
I riferimenti culturali e politici che ispirano la programmazione 2026–27:
- Convenzione di Faro (2005): patrimonio come diritto di cittadinanza attiva
- Carta dei Diritti nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale, per le nuove generazioni (DiCultHer, 10 dicembre 2024), dedicata alla memoria di Stefano Rodotà
- Manifesto Ventotene Digitale (in revisione partecipata nel 2026–27)
- Framework europeo per l’AI Literacy (2025)
- Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV
- New European Bauhaus
- Ecologia dell’intelligenza e Custodire la vita: i due riferimenti teorici originali DiCultHer per questo anno
- Manifesto del Patrimonio Culturale Digitale (DiCultHer, 2025): la definizione partecipata di PCD, esito delle due giornate di confronto del maggio 2024
- Manifesto AI CULTURA (DiCultHer, 2025): i principi etici per una progettazione e un uso dell’intelligenza artificiale al servizio della cultura — l’altra faccia del PCD
Il Gender Mainstreaming e l’inclusione attraversano ogni azione, ogni SFIDA, ogni percorso formativo come lenti costitutive — non temi aggiuntivi, ma criteri obbligatori di ogni attività.
Tutto questo, come sempre, gratuitamente. Perché la cultura è un bene comune. E perché nessuno deve restare indietro.
Le azioni principali per l’a.s. 2026–27
Le attività DiCultHer per il 2026–27 si articolano attorno a tre momenti strutturanti dell’anno scolastico e a un insieme di strumenti permanenti che ne garantiscono la continuità e la coerenza. Tutte le attività sono gratuite e aperte a scuole, docenti, studenti, istituzioni culturali e comunità educanti di ogni ordine e grado.
I tre momenti strutturanti
1. Convegno “La Rappresentanza del Futuro” — L’Aquila, 4 settembre 2026
In apertura dell’anno scolastico, DiCultHer promuove insieme agli Uffici Scolastici Regionali di Abruzzo e Liguria un convegno nazionale dedicato alle Consulte Provinciali Studentesche nella Scuola dell’AI. Per la prima volta le rappresentanze studentesche vengono riconosciute come soggetti attivi nella governance della trasformazione digitale della scuola — non destinatari di decisioni altrui, ma co-progettisti di regole e pratiche per un uso giusto dell’intelligenza artificiale.
La giornata si articola in una sessione mattutina di visione e formazione e in un pomeriggio di hackathon progettuale “Consulte 4.0”. Gli esiti sono tre: il Manifesto delle Consulte per la Scuola dell’AI; una prima indagine sul ruolo delle Consulte nella governance digitale scolastica; le basi per un AI HUB delle Consulte come rete interregionale permanente.
2. Giornata dei Diritti — 10 dicembre 2026
In occasione della ricorrenza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, DiCultHer dedica la propria giornata annuale ai diritti cognitivi nell’era dell’AI:
- il diritto alla consapevolezza algoritmica, alla memoria culturale, all’educazione critica negli ecosistemi digitali, alla sostenibilità digitale. Non diritti astratti, ma pratiche educative concrete.
3. Festa dell’Europa e chiusura dell’anno scolastico — 3–9 maggio 2027
Il 9 maggio 2027 DiCultHer celebra la sesta edizione della Festa dell’Europa e conclude l’anno scolastico con la Dodicesima Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti” (3–9 maggio 2027) e la nona edizione della Rassegna “Raffaello De Ruggieri”. Il 9 maggio è anche la Giornata contro la violenza di genere nel calendario DiCultHer: il filo del Gender Mainstreaming — presente in ogni attività dell’anno — diventa il tema esplicito della celebrazione europea.
Gli strumenti permanenti
Dodicesima Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti” (3-9 maggio 2027).
Come nelle precedenti edizioni, anche questa Dodicesima Settimana delle Culture Digitali sarà uno spazio di confronto e co-progettazione per:
– valorizzare la progettualità giovanile,
– rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuole e comunità,
– promuovere il diritto all’accesso al sapere, all’istruzione, all’innovazione e all’uso consapevole delle tecnologie digitali.
Essa rappresenta un momento centrale del nostro anno associativo: un’occasione per fare il punto sulle attività realizzate, presentare nuove iniziative in vista dell’a.s. 2027-28, ascoltare le esperienze delle scuole e dei territori, e costruire insieme visioni future
#HACKCULTURA 2027 — nona edizione
HackCultura compie un salto di maturità: da 15 sfide a 10 sfide madri, organizzate attorno a 5 cluster tematici coerenti con l’ecologia dell’intelligenza e con i MOOC della DiCultHer Academy:

- Educazione & Patrimonio: patrimonio scolastico, memoria dei territori, AI-Book, narrazioni collettive
- Etica, Diritti & Responsabilità: cittadinanza digitale, disinformazione, AI literacy, genere e partecipazione
- Futuro Sostenibile: Agenda 2030, borghi, transizione ecologica, patrimonio e sostenibilità
- Territori & Comunità: Convenzione di Faro, comunità patrimoniali, Europa dei luoghi, NEB
- Salute, Sicurezza & Benessere: cura, benessere digitale, prevenzione cognitiva, ecosistemi scolastici sani
Le produzioni degli studenti diventano contributi della Scuola al Rapporto PCD-IA-EDU e materiali per la rivista Culture Digitali. La responsabilità esplicita — dichiarare fonti, scelte, strumenti e uso dell’AI — è parte integrante della valutazione.
DiCultHer Academy — secondo anno
La DiCultHer Academy entra nel suo secondo anno con oltre 300 docenti già iscritti al Laboratorio di Intelligenza Culturale e con cinque MOOC pienamente operativi, tutti gratuiti e aperti:
- MOOC 1 — Laboratorio di Intelligenza Culturale: tolarità culturale, Heritage Understanding System, reti di scuole patrimoniali, HackCultura come contest progettuale
- MOOC 2 — Ecologia dell’Intelligenza: coscienza ecologica, responsabilità verso il futuro, il digitale come ecosistema
- MOOC 3 — AI e Gender Mainstreaming: bias algoritmici, Digital SHTEAM, educazione affettiva, ambienti inclusivi
- MOOC 4 — AI: Nessuno escluso: accessibilità come diritto culturale, linguaggio accessibile, progettazione inclusiva
- MOOC 5 — AI, Salute e Sicurezza: cultura della prevenzione, sicurezza nella scuola, prevenzione nei luoghi di lavoro
Ogni MOOC è collegato agli AI HUB DiCultHer. Il rilascio di Digital Badge attesta le competenze maturate.
A partire dal 2026–27 i percorsi si arricchiscono di una dimensione accademica: i seminari Monday LIFE dell’Università degli Studi di Torino entrano nell’offerta dell’Academy come approfondimenti riconosciuti all’interno dei MOOC. Registrati e resi disponibili, restano materiale formativo permanente: i discenti dell’Academy — docenti, educatori, operatori culturali — accedono così gratuitamente a un ciclo universitario internazionale.
Rivista Culture Digitali
Già la Call for Papers per il numero 18 della rivista Culture Digitali (ISSN 2785-308X) si articola attorno a sei assi tematici: Dignità e non delega; Verità, fonti ed ecologia della comunicazione; Dati, patrimonio e beni comuni digitali; Ecologia integrale e sostenibilità; Lavoro culturale e intelligenza culturale; “Disarmare l’AI”.
Alla rivista confluiscono inoltre gli esiti dei seminari Monday LIFE e dei webinar settimanali: registrati e resi disponibili sul canale YouTube DiCultHer, diventano materiale di approfondimento per l’Academy e base per contributi scientifici.
Primo Congresso Nazionale DiCultHer — 9, 16, 23 e 30 ottobre 2026
Il Congresso è la cerniera tra i due anni scolastici. Raccoglie i frutti dellle attività tenutesi nell’a.s. 2025-26, presenta il n. 18 della rivista, lancia ufficialmente la programmazione 2026–27 e ospita la prima presentazione pubblica dei volumi Ecologia dell’intelligenza e Custodire la vita. Prevenzione, diritti e nuove vulnerabilità nell’Antropocene digitale. Tema: “Coltivare, Educare, Umanizzare l’AI. La scuola davanti alla sfida antropologica di Magnifica Humanitas”.
Webinar settimanali
Il programma settimanale di webinar — da ottobre 2026 a maggio 2027 — accompagna l’intero anno scolastico con approfondimenti tematici, presentazioni di esperienze e dialoghi con esperti e comunità internazionali. Il TG CultherAI e il podcast “L’Europa, parola di Chat” completano l’ecosistema comunicativo.
Monday LIFE — DiCultHer × Università degli Studi di Torino

Da novembre 2026 a maggio 2027, il lunedì pomeriggio, si svolge online il ciclo annuale di seminari Monday LIFE. Thinking Futures: Technological Innovation Serving Imagination, promosso dal Laboratorio LIFE — Laboratorio di Innovazione in Filosofia ed Educazione del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con DiCultHer. È il terzo anno consecutivo di attività comune, nell’ambito del protocollo d’intesa tra l’Associazione e il Dipartimento.
Il ciclo si articola in cinque sezioni: immaginazione, innovazione e incanto; gli scenari dell’innovazione tecnologica — tecnologie della sensibilità e dei sensi, del paesaggio, del suono, XR e intelligenza artificiale; le esperienze dell’immaginazione, con il coinvolgimento diretto di scuole primarie e secondarie e di realtà come Studio Azzurro e il MUSLI; le testimonianze dal mondo della matematica, della fisica, della medicina e delle scienze umane; e infine il reincanto dei futuri, tra sostenibilità, cambiamento e responsabilità.
Il formato è dialogico per scelta: ogni incontro prevede uno o due relatori affiancati da un intervistatore proveniente da un altro ateneo, per trasformare la conferenza in un confronto. Sono previsti relatori internazionali, e la rete DiCultHer può contribuire con interlocutori di altri Paesi: il dialogo europeo e transcontinentale diventa così una pratica e non solo un’intenzione.
Gli incontri sono gratuiti, online e aperti a tutti, in orario pomeridiano da definire, compatibile con l’attività scolastica. Sono rivolti a ricercatori, dottorandi, docenti di ogni ordine e grado, educatori, artisti e innovatori — la stessa comunità che DiCultHer accompagna. La diffusione anche in lingua inglese li rende accessibili ai partner internazionali dell’Associazione. Tutti gli incontri sono registrati e resi disponibili sul canale YouTube DiCultHer, oltre che come materiale di approfondimento nei MOOC della DiCultHer Academy.
Per DiCultHer, Monday LIFE rappresenta l’ancoraggio accademico dell’intera programmazione: il luogo in cui le pratiche nate nelle scuole e nei territori incontrano la ricerca universitaria, e in cui la ricerca torna alle scuole in forma fruibile. Gli esiti dei seminari confluiscono nella rivista Culture Digitali.
Manifesto Ventotene Digitale — revisione partecipata
Il Manifesto Ventotene Digitale (ed. 2021) viene sottoposto a revisione attraverso una SFIDA dedicata di HackCultura 2027: “Titolari dell’Europa nell’era dell’Intelligenza Artificiale”. Studenti e docenti co-autori di un documento fondativo europeo.
Fari DiCultHer — comunità patrimoniali locali
Prosegue e si rafforza il sostegno alla nascita di nuove comunità patrimoniali locali (Fari DiCultHer). I Fari sono i nodi del Monastero Diffuso: una rete aperta di “celle” e “laboratori” dove scuole, musei, biblioteche, archivi e AI HUB dialogano guidati dai valori della Regola Civile.
Living Archives & Ecologia dell’Intelligenza — DiCultHer × IRAGE
In novembre-dicembre 2026 prende vita il primo atto fondativo della collaborazione tra DiCultHer e IRAGE: il convegno online “Living Archives & Ecologia dell’intelligenza. Ponti culturali tra Italia/Europa e Africa”, annunciato al Congresso di ottobre. Ogni partecipante ha il diritto di intervenire nella propria lingua originaria: la traduzione è strumento di mediazione, non sostituzione delle voci.
BoomHUB — Il dialogo Italia (Sardegna) – Corea del Sud
Accanto al ponte con l’Africa, DiCultHer consolida nel 2026–27 un secondo dialogo internazionale, questa volta verso Oriente. BoomHUB è nato nell’ambito dell’Anno degli Scambi Culturali Italia-Corea 2025, promosso dal Liceo Artistico e Musicale “Foiso Fois” di Cagliari — scuola attiva nella rete DiCultHer fin dalla nascita dell’Associazione — in collaborazione con DiCultHer, l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul e l’Ambasciata d’Italia in Corea del Sud. È un laboratorio multidisciplinare dedicato alla ricerca e alla divulgazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale, che mette in dialogo le culture di Italia, Corea del Sud: gli studenti costruiscono un database digitale collaborativo di fonti verificate — dall’arte all’architettura, dalla musica al design, dalle tradizioni all’intelligenza artificiale — esercitando competenze di ricerca, analisi critica e comunicazione digitale.
Il progetto porta con sé una dimensione che ci sta particolarmente a cuore: la promozione della lingua italiana nel mondo come lingua di cultura. Il patrimonio, raccontato in italiano a interlocutori coreani, smette di essere materia scolastica e diventa ponte vivo tra due Paesi. In questa direzione la DiCultHer Academy — che eroga in lingua italiana percorsi sulla cultura digitale e sul patrimonio — offre uno strumento naturale di raccordo tra le due sponde.
Nella prima settimana di novembre 2026 BoomHUB sarà presentato, d’intesa con la referente del Liceo “Foiso Fois”, prof.ssa Beatrice Artizzu, nell’ambito della Sardinia Meets Korea Week a Seul. È l’occasione per mostrare come una scuola italiana, una comunità patrimoniale e una rete internazionale possano costruire insieme conoscenza — e per presentare alle istituzioni coreane il modello delle reti di scuole patrimoniali che DiCultHer ha costituito e reso attive in tutto il Paese.
Festival Culture Digitali — edizioni territoriali
Il modello del Festival si consolida con due appuntamenti territoriali: la seconda edizione del Festival @niene (maggio 2027) e la prima edizione del Festival Culture Digitali Benevento — Sannio Digital Festival, nato dall’alleanza siglata il 21 maggio 2026 tra DiCultHer e l’APS “Io X Benevento” presso il Polo Tecnologico “Cultural Educational Immersive Station”. I due Festival sono nodi del Monastero Diffuso DiCultHer: espressioni locali di una rete nazionale che pratica la Regola Civile nei territori.
Il Sannio Digital Festival si distingue per un’identità forte e originale: è il festival dove gli studenti non assistono, producono. In due giornate di lavoro intenso, le scuole del Sannio e del Mezzogiorno portano i propri progetti digitali, sperimentano la sala immersiva 360°, partecipano a keynote con esperti nazionali e costruiscono insieme il Manifesto Collettivo delle Culture Digitali — prodotto finale della due giorni e archivio vivo che cresce di edizione in edizione.
Sannio Digital Festival — elementi distintivi
Sala immersiva 360° come ambiente pedagogico unico in Italia — Manifesto Collettivo delle Culture Digitali come prodotto finale — Benevento e il Sannio raccontati e reinterpretati digitalmente dagli studenti — Archivio digitale annuale dei progetti scolastici — Rete territoriale scuole del Sannio in connessione con la rete nazionale DiCultHer.
I risultati attesi del Sannio Digital Festival alimentano direttamente la programmazione DiCultHer 2026-27:
Manifesto Collettivo: collegato esplicitamente al Manifesto AI CULTURA DiCultHer come punto di partenza da cui gli studenti costruiscono la propria versione sannita e locale.
Archivio digitale: repository annuale dei progetti scolastici, pubblicabile su Culture Digitali (ISSN 2785-308X) e nella mappa interattiva della XII Settimana.
Rete territoriale: le scuole del Sannio diventano Fari DiCultHer e nodi permanenti del Monastero Diffuso.
Visione NEB, Gender Mainstreaming e criteri per l’uso del digitale
Visione NEB e Diritti Digitali
DiCultHer è partner ufficiale del New European Bauhaus (NEB), la visione europea che integra bellezza, sostenibilità e inclusione nella trasformazione digitale. Nel 2026–27 questa partnership si traduce in una domanda concreta che attraversa ogni attività: le tecnologie che adottiamo rendono il mondo più bello, più sostenibile e più inclusivo? Non è una domanda estetica. È una domanda politica.
Un obbligo europeo che attende di essere riempito: l’articolo 4 dell’AI Act
Dal 2 febbraio 2025 è in vigore l’articolo 4 del Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale. La norma stabilisce che fornitori e deployer di sistemi di IA — cioè chiunque li adotti e li utilizzi, a prescindere dal livello di rischio — debbano garantire un livello adeguato di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale del proprio personale e di chiunque operi per loro conto. Le istituzioni scolastiche che adottano sistemi di IA rientrano a pieno titolo in questa definizione.
L’obbligo esiste. La sua traduzione operativa, invece, non è stabilita: non esiste un corso unico, una durata prestabilita, una certificazione obbligatoria. Lo hanno chiarito gli stessi Uffici Scolastici Regionali, segnalando che alcune scadenze diffuse presso le scuole sono, testualmente, «date fantasma figlie di operazioni di marketing di alcune aziende».
Qui si apre un problema che riguarda il senso stesso di questa programmazione. Un obbligo di alfabetizzazione privo di indicazioni di contenuto viene naturalmente riempito da ciò che il mercato offre: pacchetti di addestramento allo strumento del momento, adempimenti da certificare, corsi che scadono con la versione successiva del software. Addestrare all’uso di uno strumento non è formare una persona. Il primo serve, ed è necessario; ma se occupa tutto lo spazio disponibile, l’obbligo europeo si traduce in un adempimento formale e non in una competenza.
La Regola Civile «Ora, lege et labora» è la proposta di #DiCultHer per assolvere sostanzialmente a quell’obbligo. Non un corso, ma una postura che si esercita in ogni disciplina: fermarsi prima di agire e interrogare le proprie intenzioni; leggere criticamente le fonti e riconoscere i limiti dei sistemi; produrre valore culturale tracciabile e dichiarato. Sono le operazioni che l’articolo 4 richiede — comprendere che cosa fa un sistema, quali rischi comporta, come si verifica ciò che restituisce — collocate dove possono radicarsi: nel lavoro quotidiano di una comunità educante, e non in un modulo da certificare.
Tutti i percorsi della DiCultHer Academy sono gratuiti e aperti. Una scuola che vi partecipi dispone di una documentazione verificabile del percorso di alfabetizzazione svolto dal proprio personale.
Gender Mainstreaming, Inclusione e Cultura Digitale
Il Gender Mainstreaming e l’Inclusione non sono uno dei temi della programmazione DiCultHer 2026–27. Rappresentano una lente costitutiva attraverso cui ogni tema viene letto, ogni attività progettata, ogni criterio di valutazione definito.
- Livello delle SFIDE: ogni sfida di HackCultura 2027 incorpora l’equità di genere e l’accessibilità fra le dimensioni obbligatorie di valutazione.
- Livello formativo: il MOOC 3 della DiCultHer Academy — AI e Gender Mainstreaming — offre strumenti per analizzare bias algoritmici, promuovere linguaggi inclusivi e progettare ambienti educativi equi.
- Livello degli eventi: il 9 maggio 2027, Festa dell’Europa, è anche il momento in cui il Gender Mainstreaming diventa tema esplicito della celebrazione.
Sull’inclusione questa distinzione va precisata, perché è la ragione stessa del criterio.
L’inclusione non consiste nel far entrare chi è rimasto escluso, ma nel progettare spazi, strumenti e tecnologie pensando a tutti fin dall’inizio. Nell’intelligenza artificiale, inclusione e accessibilità sono un requisito progettuale essenziale: non un’opzione, non un valore aggiunto, ma la condizione perché un progetto possa dirsi realmente inclusivo.
Se accessibilità e inclusione non vengono progettate fin dall’inizio, si trasformano in adattamento successivo: qualcosa che si aggiunge in un secondo momento per chi è stato escluso dal progetto originario. È la logica che questa programmazione #DiCultHer rifiuta.
Più che di scuola inclusiva, ci pare necessario parlare di scuola allargata: non far entrare chi è rimasto fuori, ma ampliare lo spazio comune affinché nessuno ne sia escluso in partenza.
Ne discende una conseguenza operativa che vale per tutte le attività dell’Associazione: un prodotto culturale digitale che non sia fruibile da tutti rivela un limite progettuale, e in questa prospettiva non è un buon progetto — quale che sia la sua qualità sotto ogni altro aspetto. Per questo l’accessibilità entra fra i criteri di valutazione delle SFIDE di HackCultura 2027, con parametri verificabili definiti nel regolamento: leggibilità dei testi, chiarezza della struttura linguistica, adeguatezza tipografica, presenza di alternative sonore e visive, fruibilità per persone ipovedenti, audiolese, con disabilità cognitive, con disturbi del linguaggio o dell’apprendimento, e per chi non ha l’italiano come lingua madre.
La cultura tecnica come bene comune
C’è un rischio che questa programmazione deve nominare esplicitamente, perché la riguarda da vicino: che un discorso sulla titolarità cognitiva resti una conversazione fra umanisti, mentre le macchine continuano a essere progettate e decise da altri.
L’intelligenza artificiale è anche matematica, statistica, logica, ingegneria e — sempre di più — biologia. Non tutti devono diventare programmatori. Ma capire che l’intelligenza artificiale non è magia è un diritto di cittadinanza, non una competenza professionale. Sapere che un modello calcola probabilità e non verità, che apprende da dati raccolti da qualcuno in un certo momento, che le sue risposte hanno un margine di errore stimabile: sono conoscenze elementari, e sono la condizione perché il giudizio critico abbia qualcosa su cui esercitarsi. Senza di esse, la richiesta di «pensiero critico» resta un appello.
Questa non è una concessione a un modello formativo orientato al mercato del lavoro.
È il riconoscimento che la cultura scientifica e tecnica è patrimonio culturale a pieno titolo — e che l’Italia ne possiede uno fra i più ricchi al mondo, in larga parte ancora poco conosciuto.
È la ragione per cui #DiCultHer parla di Digital SHTEAM e non di STEM o STEAM: le scienze umane e la dimensione sociale non sono un ornamento della formazione scientifica, ma il terreno su cui si decide che cosa valga la pena sapere — e reciprocamente, senza competenze scientifiche di base non esiste titolarità cognitiva, ma solo la sua dichiarazione.
Il riferimento non è nuovo per questa Associazione. Nel giugno 1988 il Ministro Antonio Ruberti istituiva il Comitato nazionale per la cultura scientifica; la relazione conclusiva di quel Comitato si apriva constatando che nel nostro Paese esiste «un giacimento culturale largamente ignoto», costituito dalle testimonianze e dai reperti che attestano la grande tradizione scientifica e tecnologica italiana, e che quel patrimonio «attende ancora il riconoscimento di bene culturale a pieno titolo» Riconoscimento che è avvenuto nel 2014, con il nuovo Codice dei beni Culturali[1]. Da quel lavoro nacquero la legge 113/1991 e la 6/2000 per la diffusione della cultura scientifica e le Settimane della Cultura Scientifica e Storico-Scientifica, delle quali la Settimana delle Culture Digitali «Antonio Ruberti» è la continuazione dichiarata.
Nel 2026–27 questa dimensione attraversa la programmazione su tre piani: nelle SFIDE di HackCultura, dove la ricostruzione di un patrimonio richiede competenze insieme storiche e tecniche; nei percorsi della Academy, dove comprendere il funzionamento dei sistemi generativi precede il loro uso; e nei Fari DiCultHer, dove il patrimonio industriale, scientifico e tecnologico dei territori è oggetto di ricerca al pari di quello artistico.
[1] DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.
Criteri per un uso consapevole del digitale e dell’AI
Primo criterio: il riuso di contenuti digitali aperti
Le studentesse e gli studenti che partecipano alle attività DiCultHer imparano a navigare le grandi banche dati aperte del patrimonio culturale europeo e italiano: Europeana, ICCU, ICBSA e altri archivi aperti certificati. I contenuti prodotti dagli studenti vengono rilasciati con licenze aperte (CC BY, CC-BY-SA, CC0), contribuendo ad alimentare gli stessi archivi da cui hanno attinto.
Secondo criterio: l’uso consapevole e dichiarato dell’intelligenza artificiale
L’AI è benvenuta nelle attività DiCultHer — come partner cognitivo e creativo, non come scorciatoia. Ogni team che utilizza strumenti di intelligenza artificiale è tenuto a dichiararlo esplicitamente: quali strumenti, per quale funzione, con quali verifiche critiche, con quali limiti riconosciuti. Questa trasparenza non è burocrazia: è la forma più concreta di responsabilità esplicita.
Impatti attesi
La programmazione #DiCultHer per l’a.s. 2026–27 misura il proprio successo nella qualità della trasformazione che genera: nelle persone, nelle comunità, nelle istituzioni. Gli impatti si producono a cinque livelli.
1. Impatto educativo e culturale
Studentesse e studenti che escono dall’anno scolastico 2026–27 hanno imparato a fermarsi prima di condividere un contenuto (Ora), a leggere criticamente una fonte algoritmica (Lege), a produrre cultura restituendo alla loro comunità qualcosa che non c’era prima (Labora). Docenti che hanno attraversato i MOOC della DiCultHer Academy sono ecologi digitali, capaci di curare gli ecosistemi cognitivi delle proprie classi.
2. Impatto istituzionale e democratico
Le Consulte Provinciali Studentesche che hanno partecipato al convegno del 4 settembre escono con strumenti, linguaggio e rete per esercitare un ruolo reale nella governance della Scuola dell’AI. Il Manifesto delle Consulte diventa un documento di riferimento nazionale: studenti che chiedono di essere riconosciuti come soggetti attivi, non destinatari passivi, delle scelte sulla trasformazione digitale della scuola.
3. Impatto sulla sicurezza cognitiva civile
Ogni studente che impara a verificare una fonte, ogni docente che forma una classe alla lettura critica degli algoritmi, ogni comunità educante che pratica la Regola Civile contribuisce alla resilienza democratica del paese. DiCultHer misura questo impatto nella qualità delle narrazioni che gli studenti producono, nella profondità delle domande che sanno fare, nella capacità di stare dentro la complessità senza cedere alla semplificazione algoritmica.
4. Impatto territoriale e comunitario
I Fari DiCultHer, i Festival territoriali, i podcast scolastici, gli archivi digitali locali, le comunità patrimoniali attivate da HackCultura 2027 restituiscono ai territori una narrazione di sé stessi, custodiscono memorie che altrimenti andrebbero disperse, connettono generazioni che non si parlerebbero altrimenti.
5. Impatto europeo e internazionale
La revisione partecipata del Manifesto Ventotene Digitale produce un documento che parla all’Europa con la voce delle giovani generazioni. Il convegno con IRAGE apre un dialogo transcontinentale Italia–Europa–Africa su memoria, patrimonio e intelligenza artificiale. La partecipazione al dibattito europeo sull’AI Literacy posiziona DiCultHer come uno dei soggetti più originali e coerenti nel panorama della formazione digitale europea.
In sintesi
«Il sapere è la ricchezza delle nazioni, è il nuovo capitale immateriale, e questa ricchezza si deve accumulare, produrre e distribuire. Tra l’altro questa ricchezza — e si tratta di un aspetto fondamentale — non è una ricchezza che diminuisce quando si distribuisce, come i soldi. Al contrario si accresce.» Antonio Ruberti, in Società dell’apprendimento. Istruzione e formazione nella nuova Europa, Ed. Associate Editrice Internazionale, Roma 1998
#DiCultHer conferma la propria missione di catalizzatore di consapevolezza e innovazione culturale, promuovendo la creazione e la distribuzione di capitale immateriale come ricchezza condivisa e inesauribile, in linea con la visione di Antonio Ruberti, al quale la Settimana delle Culture Digitali è dedicata con gratitudine e continuità.
Tutto questo, come sempre, gratuitamente. Perché la cultura è un bene comune. E perché nessuno deve restare indietro.
Calendario sintetico delle principali scadenzeSettembre 2026: lancio della programmazione 2026–27
4 settembre 2026: Convegno “La Rappresentanza del Futuro” — L’Aquila (USR Abruzzo e Liguria)
20 settembre 2026: scadenza Call for Papers rivista Culture Digitali n. 18
9, 16, 23, 30 ottobre 2026: Primo Congresso Nazionale DiCultHer — presentazione n. 18 rivista Culture Digitali
Ottobre 2026: avvio webinar settimanali (serie 2026–27)
6 novembre, presentazione della Programmazione delle attività DiCultHer a.s. 2026-27
Novembre 2026 – maggio 2027: Monday LIFE — ciclo annuale di seminari del Laboratorio LIFE, Università degli Studi di Torino (DiCultHer partner)
10 dicembre 2026: Giornata Internazionale dei Diritti Umani — diritti cognitivi nell’era dell’AI
Novembre–dicembre 2026: convegno online Living Archives & Ecologia dell’intelligenza (DiCultHer × IRAGE)
Novembre, prima settimana: presentazione del progetto BoomHUB alla Sardinia Meets Korea Week (DiCultHer × Liceo “Foiso Fois” × Istituto Italiano di Cultura di Seoul)
Ottobre 2026–aprile 2027: svolgimento HackCultura 2027 — nona edizione
3–9 maggio 2027: Dodicesima Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”
9 maggio 2027: Festa dell’Europa, sesta edizione
Maggio 2027: Festival Culture Digitali @niene — seconda edizione
Maggio 2027: Sannio Digital Festival — Festival Culture Digitali Benevento, prima edizione
Maggio–giugno 2027: nona edizione Rassegna “Raffaello De Ruggieri”
PER OGNI AGGIORNAMENTO/INTEGRAZIONE SI FACCIA RIFERIMENTO ALLO SPAZIO ON LINE DICULTHER:
https://www.diculther.it/ora-lege-et-labora-programmazione-delle-attivita-anno-scolastico-2026-2027/
ALLEGATO
Il pamphlet operativo: strumento per docenti, dirigenti e istituzioni
La programmazione 2026-27 trova il suo strumento operativo nel pamphlet Ora, lege et labora. Una regola civile per la scuola nell’era dell’intelligenza artificiale. Non un testo teorico: un manuale pratico, pensato per essere usato il giorno dopo averlo letto.

Il pamphlet è il terzo volume della costellazione editoriale DiCultHer 2026, insieme a Ecologia dell’intelligenza e Custodire la Vita. Custodire la vita nell’Antropocene digitale. Se i due volumi costruiscono il paradigma culturale e scientifico, il pamphlet lo traduce in pratiche quotidiane per chi insegna, dirige e costruisce comunità educanti.
Tre lettori, tre porte d’ingresso
Il pamphlet è scritto per tre lettori diversi.
- Il DOCENTE trova schede pratiche pronte per la classe, attività operative e strumenti di verifica.
- Il DIRIGENTE trova la cornice pedagogica per il PTOF e le istruzioni per diventare Faro DiCultHer.
- La SCUOLA COME ISTITUZIONE trova gli impegni formali e il collegamento alla rete nazionale del Monastero Diffuso.
Il pamphlet contiene:
12 capitoli in 4 Parti:
- Il tempo (Antropocene digitale, guerra cognitiva, Monastero Diffuso);
- La regola (Ora, Lege, Labora con schede operative per ogni verbo);
- Gli strumenti (titolarita’ culturale, AI HUB, HackCultura, Living Archives);
- Il patto (dieci impegni, come aderire alla rete).
8 sfide madri di HackCultura 2027: Una per ogni cluster AI HUB, in formato scheda operativa pronta all’uso.
10 MOOC della DiCultHer Academy: 5 operativi + 5 in sviluppo, con obiettivi, struttura e output attesi.
Premessa Concettuale su Patrimonio Culturale Digitale (PCD) e AI CULTURA: Per chi incontra DiCultHer per la prima volta.
Appendici: Lessico essenziale (21 lemmi), bibliografia ragionata (5 sezioni), i due Manifesti fondativi (AI CULTURA e PCD).
La programmazione 2026-27 è la visione.
Il pamphlet è la mappa. Insieme, sono la regola civile di DiCultHer per l’anno scolastico.