Titolarità culturale e titolarità cognitiva nell’era dell’Intelligenza Artificiale
Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, riconoscendo nella dignità, nella libertà e nell’uguaglianza i fondamenti di una comunità umana capace di costruire pace e democrazia.
Il suo articolo 27 afferma il diritto di ogni persona a partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, a godere delle arti e a partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Il 10 dicembre 2026, #DiCultHer propone di rileggere questo principio dentro le trasformazioni generate dal digitale e dall’Intelligenza Artificiale.
Come esercitiamo il diritto alla cultura e alla conoscenza nell’era dell’IA?
La domanda riguarda l’accesso alle tecnologie e, insieme, la possibilità concreta di comprendere, interpretare, creare, scegliere, partecipare e prendersi cura.
Dall’accesso alla titolarità
L’accesso rappresenta la porta d’ingresso.
La partecipazione permette di attraversarla.
La titolarità rende ciascuno consapevole del proprio ruolo e della propria responsabilità.
ACCESSO → PARTECIPAZIONE → TITOLARITÀ → RESPONSABILITÀ
In questa prospettiva #DiCultHer mette in relazione due dimensioni:
TITOLARITÀ CULTURALE
La capacità riconoscersi parte attiva dei processi culturali, di partecipare alla vita culturale, interpretare il patrimonio, contribuire alla costruzione dei suoi significati e prendersene cura insieme alle comunità: attuare la Convenzione di Faro nella modernità.
TITOLARITÀ COGNITIVA
La capacità di governare consapevolmente i processi attraverso i quali costruiamo conoscenza: formulare domande, scegliere e verificare le fonti, riconoscere ciò che manca, discutere i criteri, confrontare interpretazioni e contestare in modo motivato le conclusioni, anche quando provengono da un sistema di Intelligenza Artificiale.
PARTECIPARE ALLA CULTURA.
GOVERNARE LA CONOSCENZA.
Due dimensioni della dignità della persona nell’ecosistema digitale.
Il diritto alla cultura nell’ambiente digitale
Il digitale costituisce oggi uno degli ambienti nei quali le persone accedono alla conoscenza, costruiscono relazioni, producono memoria, esprimono identità e partecipano alla vita culturale.
Il diritto alla cultura acquista quindi nuove dimensioni: accessibilità, competenze, pluralismo, possibilità di espressione, tutela dei diritti, trasparenza, inclusione, equità di genere e capacità di comprendere le tecnologie che mediano l’esperienza culturale.
Il Patrimonio Culturale Digitale appartiene a questo orizzonte. (*)
Documentare una memoria, interpretare un luogo, costruire un archivio di comunità, raccogliere testimonianze, creare una narrazione digitale significa partecipare alla produzione e alla trasmissione della cultura.
LA CULTURA È UN DIRITTO CHE SI ESERCITA.
Il diritto alla conoscenza nell’era dell’IA
L’Intelligenza Artificiale modifica profondamente il rapporto tra persone, informazioni e conoscenza.
Per questo la capacità di comprendere come viene prodotta un’informazione, verificarne le fonti, riconoscere errori e bias, confrontare prospettive e assumersi la responsabilità delle proprie scelte diventa una componente essenziale della cittadinanza.
La titolarità cognitiva esprime questa capacità di mantenere vivo l’esercizio del pensiero e del giudizio nel dialogo con sistemi artificiali.
#DiCultHer colloca questa prospettiva dentro AI CULTURA, orientando l’uso dell’Intelligenza Artificiale alla dignità della persona, alla diversità culturale, alla responsabilità, alla sostenibilità e alla qualità democratica della conoscenza.
PRENDERSI CURA DEL PROPRIO PENSIERO È UN ESERCIZIO DI LIBERTÀ
La Carta dei Diritti Cognitivi
Il 10 dicembre 2026, Giornata Internazionale dei Diritti Umani, #DiCultHer apre alla firma la Carta dei Diritti Cognitivi.
Non è un documento giuridico. È una proposta culturale ed educativa che enuncia ciò che riteniamo debba valere quando un sistema produce inferenze su una persona, o su ciò che le è affidato. Sviluppa la Carta dei Diritti nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale, per le nuove generazioni, presentata da #DiCultHer il 10 dicembre 2024, nella dimensione cognitiva che allora era appena accennata.
Non è nemmeno un testo definitivo: le scuole la metteranno alla prova fino al 9 maggio 2027, Festa dell’Europa, quando ne presenteremo la versione 2, corretta da ciò che le classi avranno sperimentato.
«Il diritto che esercito»
Dal 10 dicembre, dentro #HackCultura2027, la traccia «Il diritto che esercito» invita ogni classe a scegliere un articolo della Carta e a metterlo alla prova in una situazione reale: un orientamento, una ricerca sul territorio, un archivio di comunità, l’uso di un sistema di IA in classe. Poi ci dice se l’articolo regge, che cosa manca e come lo riscriverebbe. Adesioni entro il 31 gennaio 2027 [da confermare]. Tutte le informazioni nella pagina di #HackCultura2027.
Come partecipare
Giovedì 10 dicembre 2026 · ore 10:00–12:00 [da confermare] · online, nel ciclo dei webinar #DiCultHer [link di accesso].
Saranno studentesse e studenti a leggere l’articolo 27 della Dichiarazione Universale e gli articoli della Carta. La registrazione sarà disponibile dopo l’incontro.
Le classi che desiderano intervenire possono scriverci entro il 20 novembre 2026 a info@diculther.it.
La scuola come spazio dei diritti culturali
La scuola è uno dei luoghi nei quali questi diritti possono diventare esperienza quotidiana.
Studentesse e studenti esercitano titolarità culturale e cognitiva quando interrogano le fonti, incontrano patrimoni e comunità, producono nuove interpretazioni, utilizzano criticamente strumenti digitali e sistemi di IA, documentano le proprie scelte e restituiscono alla collettività quanto hanno costruito.
È la prospettiva che attraversa #HackCultura2027, la DiCultHer Academy, gli AI HUB, le comunità patrimoniali e l’intera programmazione #DiCultHer 2026–2027.
Il diritto alla cultura diventa così esperienza educativa, partecipazione e responsabilità.
Dal 10 dicembre al 9 maggio
DIRITTI UMANI → CITTADINANZA EUROPEA
Il 10 dicembre interroga i diritti della persona nell’ecosistema digitale e apre la Carta dei Diritti Cognitivi alla firma.
Da gennaio ad aprile, dentro #HackCultura2027, le classi mettono alla prova gli articoli della Carta, lavorano alla revisione del Manifesto Ventotene Digitale e immaginano, con la traccia «La nuova Città del Sole», il futuro che desiderano abitare.
Il 9 maggio, Festa dell’Europa, interroga la cittadinanza europea nell’era dell’Intelligenza Artificiale e restituisce due testi: il Manifesto Ventotene Digitale riscritto dalle scuole e la Carta in versione 2.
È la regola civile dell’anno, «Ora, lege et labora»: fermarsi a interrogare, leggere criticamente, restituire alla comunità ciò che si è costruito.
Per saperne di più: Festa dell’Europa · 9 maggio 2027 · #HackCultura2027 · Programmazione «Ora, lege et labora»
(*)
Questa cornice non nasce oggi. Poggia su un percorso che DiCultHer conduce da anni sul Patrimonio Culturale Digitale (PCD). Il Patrimonio Culturale Digitale è stato oggetto di un volume dedicato nel 2023[1], di due giornate di confronto pubblico nel maggio 2024 — con studiosi, docenti e istituzioni, convocate proprio per tentare una definizione condivisa[2]
Nel corso di tale incontro, è stata proposta una prima definizione operativa del Patrimonio Culturale Digitale:
“L’insieme delle risorse culturali che, nate digitalmente o derivate da processi di digitalizzazione, hanno acquisito valore culturale autonomo: autenticità , riconoscimento comunitario, persistenza nel tempo, capacità di trasmettere identità e valori. Il PCD è uno spazio dinamico di conoscenza, educazione, creatività e innovazione in cui il valore del patrimonio cresce attraverso la partecipazione delle comunità“
[1] M. Casalino, C. Marinucci, Il Patrimonio Culturale Digitale. Modelli teorici, proposte didattiche, nuovi linguaggi educativi, Stamen Edizioni, Serie PAIS, Roma 2023 (ISBN 9791281045217).
[2] Convegno “Patrimonio Culturale Digitale”, 6-7 maggio 2024, nell’ambito della IX Edizione della Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”.