In questo mese di maggio la parola passa finalmente alle studentesse e agli studenti: nei tre webinar del 15, 22 e 29 maggio, l’8ª “Rassegna Raffaello De Ruggieri” presenta i prodotti digitali realizzati dalle scuole italiane nell’ambito dell’edizione 2026 di HackCultura, l’hackathon per la titolarità culturale promosso dalla Rete DiCultHer.
L’edizione 2026 della Rassegna si apre inoltre con un partner d’eccezione: Google for Education e la comunità degli Edu Group (GEG) che hanno affiancato nel corso dell’a.s. docenti e studenti nella realizzazione delle sfide di HackCultura, sottolineando la dimensione internazionale e l’attenzione condivisa per un uso educativo e creativo dell’intelligenza artificiale nelle scuole.
Dopo mesi di lavoro nei Laboratori di Intelligenza Culturale della DiCultHer Academy, questi incontri online del 15, 22 e 29 maggio trasformano le classi in laboratori culturali aperti, dove l’intelligenza artificiale diventa partner cognitivo e creativo delle nuove generazioni, non semplice scorciatoia tecnologica.
HackCultura: da evento a infrastruttura per la creatività giovanile
HackCultura non è più, da tempo, soltanto “una gara” o “un evento annuale”.
Nel corso delle sue otto edizioni, è diventato l’unica vera infrastruttura nazionale permanente per il sostegno della creatività giovanile nel campo del patrimonio culturale digitale: una piattaforma gratuita e aperta a tutte le scuole, capace di generare narrazioni, audioguide, installazioni in realtà aumentata, AI‑Book esperienziali e interventi innovativi sul patrimonio dei territori.
Questa infrastruttura si regge su alcuni elementi chiave: la continuità nel tempo (otto edizioni dal 2018), l’universalità di accesso per le scuole di ogni ordine e grado, un ecosistema di supporto formato da oltre una pluralità di AI HUB DiCultHer, a supporto delle 15 sfide tematiche articolate in quattro macro‑aree (cultura e sostenibilità, diritti e cittadinanza digitale, memoria e intercultura, creatività e futuro digitale) e il radicamento nella DiCultHer Academy.
AI HUB Creatività e Laboratorio di Intelligenza Culturale
A dare forma, metodo e profondità a questo lavoro è l’AI HUB Creatività, cuore generativo dell’ecosistema DiCultHer dedicato all’immaginazione responsabile nell’era dell’intelligenza artificiale. Nato nel dicembre 2025, l’AI HUB Creatività coordina le sfide di HackCultura come un grande laboratorio diffuso, accompagnando scuole, docenti e comunità educanti dall’idea iniziale al prototipo digitale, dalla scintilla creativa alla narrazione compiuta.
In questo quadro si inserisce il Laboratorio di Intelligenza Culturale della DiCultHer Academy, che in questo anno scolastico ha sostenuto il lavoro di circa 300 docenti nel leggere i contesti, progettare percorsi e accompagnare le classi nell’uso critico ed etico dell’AI.
Grazie a questo laboratorio, l’intelligenza artificiale è stata proposta come strumento di bellezza, responsabilità e progettazione etica, perfettamente allineata con il quadro europeo sull’AI Literacy e con la Raccomandazione UE sulle competenze chiave, in cui la creatività è componente essenziale della cittadinanza culturale.
Una rassegna che mette al centro le voci delle scuole
I webinar del 15, 22 e 29 maggio danno visibilità al lavoro di decine di team scolastici, guidati da docenti che hanno trasformato le sfide di HackCultura in percorsi laboratoriali radicati nei territori.
Dalle narrazioni ambientali sulla cura dei beni comuni alle storie di memoria e migrazione, dalle riflessioni su genere, diritti e cittadinanza digitale fino ai racconti sul futuro, i prodotti presentati testimoniano che le studentesse e gli studenti sono oggi protagonisti consapevoli del proprio patrimonio culturale, non semplici fruitori.
Coltivare, educare, umanizzare: la visione DiCultHer
L’8ª Rassegna si colloca dentro la più ampia visione delineata da DiCultHer nel documento di orientamento e programmazione delle attività DiCultHer per l’a.s. 2025-26 nella visione DiCultHer “Coltivare, Educare, Umanizzare – Un’ecologia dell’intelligenza per la scuola e i territori”.
In questa prospettiva, Patrimonio Culturale Digitale, Intelligenza Artificiale ed Educazione non sono tre settori separati, ma dimensioni interdipendenti di una stessa trasformazione culturale, che trova nella scuola il luogo in cui tutto comincia.
HackCultura traduce in pratica questa visione: il patrimonio digitale come radice viva dell’identità, l’AI come tronco culturale e civico da governare eticamente, l’educazione come linfa che rende comprensibile e governabile il cambiamento, le comunità educanti come chioma in cui la Convenzione di Faro diventa esperienza concreta di partecipazione e titolarità culturale.
Una prospettiva europea per le politiche educative
L’infrastruttura HackCultura è pienamente allineata con i principali quadri di policy europei: dalla Convenzione di Faro al New European Bauhaus, dall’AI Act all’Agenda 2030, dal programma Europa Creativa alla Raccomandazione UE sulle competenze chiave.
In particolare, l’AI Act richiede di promuovere l’AI literacy come componente essenziale di una cittadinanza algoritmica consapevole, e HackCultura offre un modello educativo che va oltre la mera “compliance”, coinvolgendo migliaia di studenti in processi guidati di creazione con l’AI.
Per questo DiCultHer considera a tutti gli effetti HackCultura come una vera e propria infrastruttura educativa e culturale nazionale al sostegno della creatività giovanile, con una chiara vocazione europea e transnazionale.
Verso il prossimo anno scolastico: rilanciare una comunità educante
Con la rassegna di maggio ‘26 si chiude simbolicamente la programmazione delle attività DiCultHer 2025‑26, ma si apre subito il cantiere del prossimo anno scolastico.
Le produzioni digitali che verranno presentate nei webinar del 15, 22 e 29 maggio non sono soltanto “prodotti finali”: rappresentano un patrimonio comune da valorizzare, archiviare, condividere come base per le nuove sfide, i nuovi laboratori, i nuovi MOOC della DiCultHer Academy.
DiCultHer rilancia dunque il proprio impegno perché ogni scuola possa diventare un laboratorio culturale permanente, ogni territorio uno spazio di narrazione, ogni giovane protagonista della propria titolarità culturale nell’era dell’AI. Non si tratta di inseguire la tecnologia, ma di coltivare, educare e umanizzare il cambiamento, mettendo al centro l’immaginazione come primo bene comune delle nuove generazioni.
Seguici per partecipare -gratuitamente- ai webinar della Rassegna: www.diculther.it
Info: info@diculther.it