Prof.ssa Claudia Foggetti — Scuola secondaria di primo grado, classe I E Istituto Comprensivo Pietro Vanni
Il progetto
«Bucchero Next» nasce da una domanda semplice e radicale: cosa rimane di un oggetto quando l’oggetto non c’è più? Il punto di partenza è il bucchero, la ceramica nera prodotta dagli Etruschi a partire dal VII secolo a.C. attraverso una tecnica di cottura in ambiente riducente che conferiva all’argilla il suo colore uniforme, lucido, quasi metallico. Un oggetto senza iscrizioni facilmente leggibili, senza policromia da interpretare: solo una forma, una superficie, un gesto conservato nell’argilla.
Il progetto ha proposto agli studenti di prima media non di studiare il bucchero, ma di rifarlo, in forma digitale. Il lavoro si è sviluppato in tre fasi connesse: la ricerca storica sulle fasi di produzione del bucchero, la costruzione narrativa della figura del vasaio etrusco come voce narrante in prima persona, e la realizzazione di un villaggio etrusco virtuale esplorabile in realtà virtuale e aumentata con la piattaforma DelightexEdu (esplorabile alla pagina https://edu.delightex.com/XLY-QEL).
Come è stato svolto il lavoro creativo
La prima fase ha avuto carattere investigativo: gli studenti hanno ricostruito il processo artigianale del bucchero identificando le fasi principali: estrazione e preparazione dell’argilla, tornitura, levigatura e brunitura della superficie, cottura in forno a riduzione dell’ossigeno e trasformando ciascuna fase in un nodo narrativo. Non si trattava di scrivere una voce enciclopedica, ma di immaginare il punto di vista di chi quel lavoro lo faceva ogni giorno.
La seconda fase è stata la costruzione del racconto del vasaio. Con il supporto dell’intelligenza artificiale, gli studenti hanno co-costruito un monologo in prima persona: un personaggio fittizio ma storicamente fondato, che racconta il proprio mestiere, gli strumenti, i tempi di lavorazione, il significato rituale e commerciale degli oggetti che produce. L’IA non ha scritto al posto degli studenti: ha risposto alle loro domande, proposto versioni che gli studenti hanno valutato, corretto e riscritto. Ogni prompt è diventato un’occasione per verificare la coerenza storica del racconto, confrontare le fonti, decidere cosa tenere e cosa scartare.
La terza fase ha riguardato la realizzazione dell’ambiente immersivo. Con DelightexEdu, gli studenti hanno progettato e costruito un villaggio etrusco virtuale: capanne, forni, spazi di lavoro e di scambio, ambienti abitati e riconoscibili. All’interno di questo spazio, il racconto del vasaio si attiva come narrazione immersiva in realtà virtuale e aumentata: chi visita il villaggio non legge la storia del bucchero, la attraversa. Il prodotto finale è esplorabile, condivisibile, e pensato per essere visitato anche da famiglie e da altri studenti.
Connessione con la Sfida 1 “Il patrimonio culturale risorsa per lo sviluppo sostenibile”
Il progetto aderisce alla Sfida 1 ponendo il patrimonio etrusco al centro di un percorso di cittadinanza culturale attiva. Il bucchero diventa strumento per sviluppare negli studenti un senso di responsabilità verso i beni culturali del territorio: non come oggetti appartenenti a musei e istituzioni distanti, ma come tracce di un’umanità condivisa che richiede cura, interpretazione e trasmissione.
La sostenibilità culturale si declina nel progetto in due direzioni. Sul piano della conoscenza, il lavoro di ricerca storica e di verifica dei contenuti generati dall’IA ha educato gli studenti a distinguere l’informazione affidabile da quella superficiale, sviluppando un rapporto consapevole con le fonti digitali. Sul piano della produzione, il villaggio virtuale rappresenta un atto concreto di restituzione: un patrimonio ricostruito, reso accessibile e condiviso con la comunità scolastica e le famiglie.
Obiettivi DigComp 3.0
Il percorso ha coinvolto competenze digitali riconducibili a quattro delle cinque aree del framework europeo DigComp 3.0.
Area 1 — Alfabetizzazione su informazioni e dati: gli studenti hanno ricercato e selezionato fonti storiche sul bucchero e sulla civiltà etrusca (1.1), hanno valutato criticamente i contenuti prodotti dall’IA confrontandoli con le fonti (1.2) e hanno organizzato le informazioni raccolte in strutture narrative utilizzabili nel prodotto finale (1.3).
Area 2 — Comunicazione e collaborazione: il progetto ha richiesto un lavoro di gruppo costante nella costruzione del villaggio virtuale e nella stesura del racconto del vasaio (2.4). Gli studenti hanno condiviso il prodotto con le famiglie e la comunità scolastica, esercitando una forma di partecipazione digitale consapevole (2.2).
Area 3 — Creazione di contenuti digitali: gli studenti hanno prodotto contenuti digitali originali integrando testo, audio e ambienti tridimensionali (3.1), hanno rielaborato materiali storici in forma narrativa e immersiva (3.2) e hanno progettato spazi interattivi nella piattaforma CoSpaces (3.4).
Area 5 — Risoluzione di problemi: gli studenti hanno identificato le esigenze narrative e tecniche del progetto e scelto gli strumenti più adeguati (5.2), affrontando le difficoltà di progettazione dell’ambiente virtuale in modo creativo e collaborativo (5.3).
Il valore educativo
«Bucchero Next» ha avuto come obiettivo primario trasformare il patrimonio culturale da oggetto di trasmissione in oggetto di produzione. Gli studenti non hanno ricevuto informazioni sul bucchero: hanno dovuto costruire una narrazione intorno ad esso, il che ha richiesto di capirlo davvero, nei suoi aspetti tecnici, storici, culturali, prima di poterlo raccontare.
Il lavoro creativo con l’IA ha sviluppato competenze di pensiero critico specificamente legate al contesto digitale: gli studenti hanno imparato che la qualità di una risposta dipende dalla qualità della domanda, che i contenuti generati dall’intelligenza artificiale richiedono verifica e valutazione, e che il ruolo del ricercatore, anche a undici anni, è quello di chi guida lo strumento, non di chi si lascia guidare da esso.
La dimensione immersiva ha garantito accessibilità a tutti i profili di apprendimento presenti in classe. L’ambiente VR/AR offre un accesso multicanale alla conoscenza storica: visivo, sonoro, spaziale. Gli studenti con difficoltà nella lettura o nell’elaborazione del testo scritto hanno trovato nel villaggio virtuale un punto di ingresso autonomo e paritario. L’IA ha inoltre supportato la produzione di versioni semplificate della narrazione, adattando registro e struttura ai diversi livelli.
Il progetto ha promosso la consapevolezza del patrimonio culturale come risorsa viva: non qualcosa da conservare passivamente, ma qualcosa da interpretare, riattivare e trasmettere. Il suffisso «Next» nel titolo vuole esprimere esattamente questo: il bucchero non come reperto terminale, ma come punto di partenza per immaginare connessioni tra passato e futuro.

