Prof.ssa Giuliana Amicone

Prof.re Andrea Conte

Prof.ssa Marilena Nobis

Liceo Classico “G. d’Annunzio” di Pescara

Abstract

Custode di una ricca tradizione umanistica, il Liceo Classico “G. d’Annunzio” di Pescara, vanta anche una preziosa e meno nota tradizione sperimentale, racchiusa nel suo storico Museo di Fisica. Il contributo descrive l’esperienza didattica incentrata sulla valorizzazione del patrimonio storico-scientifico dell’istituto.

Attraverso l’integrazione di strumenti digitali e ambienti di simulazione, gli studenti hanno trasformato strumenti d’epoca in oggetti di studio dinamici. Il progetto dimostra come la comunicazione digitale e le tecnologie, se poste al servizio di un apprendimento laboratoriale e cooperativo, non isolino l’individuo ma si trasformino in catalizzatori di relazioni autentiche all’interno del gruppo classe, con i docenti e verso la comunità esterna.

​Un ponte digitale tra passato e futuro

In un’epoca dominata dall’istantaneità e dal continuo mutamento tecnologico, la scuola ha il compito fondamentale di preservare la propria identità e di trasmetterla alle nuove generazioni. È da questa urgenza culturale che nasce il progetto “Il futuro ha un cuore classico” (C’era una volta Pescara), un’iniziativa ideata e tuttora curata dalla prof.ssa Marilena Nobis, che mira a ricostruire e valorizzare la storia del nostro Liceo classico.

Attraverso la creazione del portale web www.ilfuturohauncuoreclassico.it, la memoria storica dell’istituto esce dai faldoni polverosi degli archivi per diventare un patrimonio dinamico, accessibile e condiviso, capace di dialogare con la modernità. Questo cammino di riscoperta non si esaurisce tra le pagine letterarie, ma si estende fino a toccare la ricca tradizione scientifica del Liceo, in un dialogo fecondo che unisce il rigore delle discipline umanistiche alla curiosità della ricerca sperimentale custodita da una preziosa collezione di strumenti storici per la fisica.

Gli studenti protagonisti della ricerca storicistica

Il cuore pulsante dell’iniziativa è rappresentato dal coinvolgimento attivo e sinergico di diversi docenti di varie discipline e studenti seguiti anche da esperti di storia locale. I ragazzi non sono semplici fruitori di contenuti, ma veri e propri ricercatori e storici in erba. Guidati dagli insegnanti, in particolare per l’aspetto digitale dalla prof.ssa Monica Mariani, gli studenti si sono immersi nella consultazione dei registri d’epoca, nel recupero di vecchie fotografie e nella raccolta di testimonianze orali di ex alunni e storici professori.

Questa attività sul campo ha permesso loro di sviluppare un forte senso di appartenenza e di comprendere come la storia generale si intrecci inevitabilmente con le microstorie della nostra comunità scolastica. Una sinergia che ha trovato terreno fertile anche nell’esplorazione dei laboratori storici dell’istituto, dove la memoria scritta si è fusa con la cultura materiale degli oggetti e degli strumenti che hanno fatto la storia della didattica.

In particolare per il Museo di fisica, sono stati consultati:

  • gli Annali presenti nella biblioteca con la documentazione storica della sperimentazione didattica PSSC (anni ’60–’70) e dell’evoluzione della dotazione scientifica e degli ambienti del laboratorio di fisica del Liceo Classico “G. D’Annunzio”;
  • l’inventario cartaceo scritto a mano degli strumenti scientifici;
  • i cataloghi storici cartacei e online di strumenti scientifici (es. produzione FUMEO, Milano);
  • le risorse digitali contemporanee e l’intervista alla figlia del docente Vittorio Pace, protagonista della sperimentazione e alla ex studentessa di quegli anni, docente del Liceo in pensione.

​La didattica laboratoriale e le competenze digitali

Il percorso si è sviluppato seguendo la metodologia della didattica attiva e del cooperative learning. Gli studenti non si sono limitati a catalogare gli strumenti del Museo di fisica, ma hanno intrapreso un cammino di digitalizzazione e condivisione. L’analisi delle fonti storiche ha richiesto rigore metodologico, capacità critica e spirito di sintesi, mentre la successiva fase di pubblicazione online ha messo alla prova le competenze digitali degli studenti.

Le fasi cruciali del lavoro hanno riguardato:

Studio e ricerca: riscoperta e valorizzazione del patrimonio scientifico dell’istituto attraverso un percorso laboratoriale per comprendere il funzionamento originale dei dispositivi storici e la loro evoluzione nel tempo[1].

Progettazione e simulazione: traduzione dei principi fisici in modelli digitali e simulazioni interattive tramite Gemini (Canvas)[2].

Comunicazione: creazione del portale dedicato (sviluppato su Google Sites)[3], concepito non come una semplice vetrina, ma come un ambiente didattico aperto, dove la comunicazione digitale è restituzione sociale e culturale.

Tra gli strumenti presenti negli armadi del Museo, un motore a scoppio in particolare ha acceso la curiosità di docenti e studenti, perché contrassegnato da una targa recante il nome di un donatore, la cui ricerca ha attivato una vera e propria indagine storiografica, sia tra le aziende di settore proposte dall’Archivio di Stato di Pescara, attive sul territorio abruzzese nel secondo dopoguerra, sia tra le pagine dei volumi d’epoca degli Annali conservati nella biblioteca del Liceo.

Nell’ambito dell’ottava edizione della Rassegna dei prodotti digitali realizzati dalle scuole, tenutasi il 22 maggio 2026, una rappresentanza di studenti e studentesse delle due classi quarte dell’indirizzo biomedico ha illustrato il lavoro svolto negli ultimi due anni. In particolare, hanno presentato il percorso di ricerca e catalogazione degli strumenti dell’a.s. 2024/25 e l’approfondimento sulla termodinamica dell’a.s. 2025/26, quest’ultimo incentrato sulla traduzione dei principi fisici in modelli digitali e simulazioni interattive[4].

​Un archivio vivo di storie e identità

Esplorando le pagine del sito www.ilfuturohauncuoreclassico.it, ci si accorge che il progetto va ben oltre la cronistoria istituzionale. Tra le righe dei documenti e i volti in bianco e nero delle foto storiche, emerge l’evoluzione della società, del costume e dei metodi educativi che hanno attraversato le nostre aule nel corso dei decenni. “Il futuro ha un cuore classico” non è un’operazione nostalgica o un semplice tributo al passato. Al contrario, dimostra con forza l’assoluta contemporaneità della formazione classica. Gli strumenti dell’umanesimo – il pensiero critico, l’analisi profonda e la comprensione dell’essere umano – restano la bussola più efficace per interpretare la complessità e l’incertezza del presente. Riscoprire da dove veniamo ci offre le coordinate ideali non solo per abitare la modernità, ma anche per progettare con consapevolezza e lungimiranza le sfide di domani. Ed è proprio seguendo questa stessa bussola che il nostro Liceo ha saputo riscoprire e rinnovare un altro suo grande tesoro: il proprio patrimonio storico-scientifico, trasformando il Museo di Fisica in un in un laboratorio vivo di cittadinanza e innovazione digitale.


[1] Progetto di Ristrutturazione del Museo di Fisica https://youtu.be/n5fL9NuqzKc?si=vzl6EqzgvKvGNJ18

[2]Simulazioni interattive realizzate dagli studenti https://sites.google.com/liceoclassicope.edu.it/esperienze-di-fisica-simulator/esperimenti?authuser=0

[3] https://sites.google.com/liceoclassicope.edu.it/esperienze-di-fisica-simulator/home-page

[4] presentazione per la rassegna https://canva.link/b5dtyt2qdu27zzb