Maria Lisa Figuccia – Liceo Scientifico Pietro Ruggieri – Marsala (TP) 

Inquadramento del progetto e contesto di riferimento

L’artefatto digitale “Lilibeo e il mare_Digital Twin” è il frutto di un percorso di ricerca svolto dagli studenti della classe 1°C SDIA (Scienze dei Dati e Intelligenza Artificiale) del Liceo Scientifico “Pietro Ruggieri” di Marsala, coordinati dalla prof.ssa Maria Lisa Figuccia. Sviluppato nell’ambito della “Sfida 1 di HACKCULTURA 2026”, il progetto ha inteso tradurre il patrimonio archeologico sommerso della città in un’esperienza di narrazione digitale avanzata. Attraverso l’allestimento di una mostra virtuale, l’attenzione è stata focalizzata sul rapporto simbiotico tra l’antica Lilibeo e il mare, cristallizzato nei relitti della nave punica e di quella tardo-romana custodite nel Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala.

Il percorso ha preso le mosse dallo studio del volume Lilibeo e il Mare. Il Museo Archeologico Regionale di Marsala, diffuso nelle scuole grazie a un corso di formazione per docenti promosso dallo stesso istituto museale. L’iniziativa ha permesso di sviluppare in docenti e studenti la consapevolezza del valore storico-archeologico del territorio, stimolando il senso di appartenenza e la responsabilità collettiva verso la tutela e la valorizzazione dei beni culturali locali.

Metodologia didattica e fasi di sviluppo dell’artefatto digitale

Il percorso di lavoro per lo sviluppo dell’artefatto digitale è stato strutturato dal docente referente secondo i principi della didattica laboratoriale, del cooperative learning e dell’approccio STEAM, trasformando la classe in un vero e proprio hub di ricerca e co-progettazione. Il flusso di lavoro si è articolato in tre fasi principali, mirate a favorire il protagonismo degli studenti e lo sviluppo di competenze sia disciplinari che trasversali (digitali, civiche e di cittadinanza):

  • Analisi (Ricerca e Problem-Based Learning): gli studenti, divisi in gruppi di lavoro, hanno analizzato le fonti storiche e archeologiche del testo di riferimento, selezionando e sintetizzando i dati scientifici chiave sui relitti delle imbarcazioni esposte nelle sale del Museo Archeologico;
  • Storytelling (Progettazione e Design Thinking): gli studenti hanno applicato tecniche di Digital Storytelling per tradurre i dati storici in un itinerario coinvolgente, pianificando una fruizione libera, interattiva e a misura di visitatore;
  • Creazione del tour virtuale (Learning by doing): gli studenti hanno operato come progettisti digitali utilizzando ThingLink e NotebookLM per la creazione della mostra virtuale.

La tecnologia del progetto

L’artefatto digitale è stato creato utilizzando una suite di strumenti integrati:

  • ThingLink: piattaforma per la realizzazione della mostra virtuale. Sfruttando la funzione “Fake it! 360 Image”, le immagini bidimensionali sono state trasformate in sale espositive virtuali a 360 gradi, all’interno delle quali il visitatore può muoversi liberamente e interagire con appositi “tag” (punti sensibili) per visionare video, consultare infografiche o ascoltare tracce audio;
  • NotebookLM: assistente basato su Intelligenza Artificiale utilizzato per l’elaborazione dei testi dei video di approfondimento e per la generazione delle sintesi audio che accompagnano il visitatore nelle sale espositive;
  • Gemini Flash Image, Leonardo.AI, Craiyon: utilizzati per la generazione e la post-produzione delle risorse visive;
  • Canva, Adobe Express, Affinity: impiegati per l’editing grafico, il montaggio video e la cura del layout;
  • Animate from Audio (Adobe Express): utilizzato per la creazione dell’avatar parlante. Si è scelto di limitare la durata di ciascuna clip a 120 secondi al fine di ottimizzare i livelli di attenzione del visitatore, garantendo pillole narrative ad alta intensità emotiva e informativa.

Sviluppo Narrativo

Lo storyboard del progetto si è articolato in dieci sezioni sequenziali:

  1. Avvio percorso: punto di partenza della mostra virtuale. Presenta il logo della mostra virtuale e include un video con un avatar parlante che accoglie il visitatore e introduce le macro-tematiche del percorso;
  2. I porti di Lilibeo: in questa sala virtuale l’avatar definisce il contesto topografico e storico del sistema portuale antico; è presente un tag di collegamento a un’infografica di approfondimento;
  3. Il Museo Archeologico Regionale: la sala si apre con l’immagine dell’ingresso della struttura museale; l’interazione con il tag consente di accedere a un video che ne illustra la storia e l’allestimento generale;
  4. Honor Frost: spazio virtuale dedicato alla pioniera dell’archeologia subacquea. Offre l’accesso a un video documentario e a uno storybook digitale sulla vita e l’attività professionale della ricercatrice;
  5. Sala Honor Frost (I): ambiente che segna l’inizio dell’esplorazione dei reperti navali punici (la Nave Punica e la Nave Sorella). La sequenza visiva è supportata da un commento audio dedicato;
  6. Sala Honor Frost (II): prosecuzione del focus sulle imbarcazioni puniche, volta ad approfondire gli aspetti costruttivi e i dettagli del ritrovamento;
  7. Sala Honor Frost (III): ulteriore livello di dettaglio informativo sui reperti punici, che mantiene la medesima coerenza e struttura tecnologica delle sale precedenti per non interrompere il flusso d’esperienza;
  8. Sebastiano Tusa: sala virtuale che celebra l’archeologo e Soprintendente del Mare. Include un video e uno storybook che ne raccontano l’imprescindibile contributo alla ricerca archeologica siciliana e le innovazioni normative in materia di tutela dei Beni Culturali;
  9. Sala Sebastiano Tusa: spazio dedicato al patrimonio navale tardo-romano. Contenuti grafici e audio guidano l’utente nella comprensione delle differenze tecniche, strutturali e storiche rispetto ai relitti punici;
  10. Fine percorso: l’ambiente di congedo dell’itinerario virtuale. L’avatar parlante saluta il visitatore e lo rimanda alle successive digital experience e ai percorsi fisici appositamente allestiti dal Museo Archeologico.

Conclusioni

L’artefatto digitale realizzato dagli studenti dimostra come il passaggio “dall’idea al prodotto” costituisca un modello scalabile e replicabile per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico territoriale. In quest’ottica, l’integrazione tecnologica non si limita a conservare la memoria, ma la trasforma in un’esperienza viva, immersiva e scientificamente rigorosa.

La sinergia tra i diversi strumenti digitali abilita una narrazione multimediale capace di trasformare l’utente da osservatore passivo a esploratore attivo. Contenuti storici complessi diventano così accessibili e immediati, grazie alla mediazione linguistica degli avatar e all’impatto visivo dei video e degli audio sintetici.

Ringraziamenti:

Si desidera esprimere la più profonda gratitudine ai curatori del testo “Lilibeo e il Mare. Il Museo Archeologico Regionale di Marsala”, nelle persone dell’arch. Enrico Caruso e della dott.ssa Maria Grazia Griffo. La ricchezza dei contenuti e l’apparato iconografico del testo sono stati il fondamentale punto di partenza per lo sviluppo dell’artefatto digitale.

Si ringraziano inoltre la dott.ssa Eleonora Romano, referente per i servizi educativi del Museo Archeologico Regionale Lilibeo di Marsala, organizzatrice del percorso formativo destinato al personale docente dal titolo “Lilibeo e il Mare. Dalla ricerca alla didattica, attraversando la città antica” fondamentale per la strutturazione del progetto e il Direttore del Parco Archeologico Lilibeo, arch. Anna Occhipinti, per avere agevolato il lavoro di documentazione storica e fotografica.

Bibliografia:

  • a cura di E. Caruso, M.G. Griffo, Lilibeo e il Mare. Il Museo Archeologico Regionale di Marsala, Palermo 2024
  • E. Caruso, La Nave punica: storia e restauro dal ritrovamento alla presentazione nel Museo Lilibeo, in 2nd Archaeometry and underwater archaeology: Sebastiano Tusa summer school, Favignana, 6-12 settembre 2020, a cura di e.Caponetti, Palermo, 2020, pp. 222-231.
  • M.G. Griffo, La nave punica di Marsala, in Il Museo Archeologico “Baglio Anselmi”. Itinerari didattici: dal Museo al Territorio, Il Mare racconta 1, Palermo, 2007, pp. 25-31.
  • M.G. Griffo, The Punic ship of Lilybaeum: new data and hypotheses for the archaeological research, in 2nd Archaeometry and Underwater Archaeology “Sebastiano Tusa” Summer School, Favignana (TP) 6 – 12 September 2020, Proceedings, a cura di e. Caponetti, pp.121-135.
  • S. Tusa, Trapani – Marausa, in Il mare delle Egadi: storia, itinerari e parchi archeologici subacquei, a curadi S. Tusa, Palermo, 2005, pp. 133-136.
  • S. Tusa, La nave e lo scalo marittimo di Marausa tra Trapani e Marsala in epoca romana, ≪Mare internum. Archeologiae culture del Mediterraneo≫, 2, 2010, pp. 81-89.
  • S. Tusa, Il relitto tardo romano di Marausa (Trapani), in Archeologia e storia nei mari di Sicilia, Udine, 2010,pp. 138-142.
  • S. Tusa, Relitto di Marausa, in Memorie di mare, Palermo, 2015, pp. 66-67.
  • S. Tusa, B. Ampola, F. Lentini, Un relitto tardo-romano nelle acque di Marausa (Trapani), ≪Sica≫, 102,2004, pp. 151-170.

Sitografia: