00:00:01 – Carmine Marinucci: Introduce l’incontro sottolineando come il webinar mensile sulla moda sia un momento fondamentale di confronto per l’Academy, che conta circa 250 iscritti. Presenta le prossime iniziative: l’11ª Settimana delle Culture Digitali (maggio), la call per la rivista Culture Digitali (numeri 17 e 18) e il congresso di ottobre. Il focus centrale è l’uso dell’IA, che deve essere abitata con consapevolezza anziché subita, promuovendo una riflessione seria che superi il mero addestramento tecnologico.

00:07:34 – Silvia Mazzeo: Approfondisce il “Laboratorio di intelligenza culturale” (MOOC), spiegando il sistema di valutazione basato sulla Literacy 3.0 e sulla certificazione delle competenze. Illustra il Primo Livello: i corsisti devono produrre una micro-riflessione (max 1000 battute) sull’IA come partner cognitivo vs sostituto del pensiero, firmando una dichiarazione di responsabilità etica. Presenta inoltre la griglia di valutazione basata su consapevolezza etica e distinzione tra plagio e ricreazione.

00:14:04 – Patrizia Arcuri: Chiede chiarimenti sulla compilazione della griglia di valutazione, in particolare se il punteggio debba essere inserito dal corsista o dalla commissione.

00:14:10 – Silvia Mazzeo: Specifica che la griglia serve come riferimento per il corsista, ma viene compilata dalla commissione valutatrice. Presenta il Secondo Livello, che richiede la definizione di una cornice progettuale per un’attività didattica di circa un’ora volta a modificare la routine quotidiana, includendo obiettivi DigComp 3.0, design del prompting e gestione delle “allucinazioni” dell’IA.

00:21:52 – Silvia Mazzeo: Descrive il Terzo Livello, focalizzato sull’implementazione del progetto in classe tramite la metodologia Heritage Understanding System. Viene richiesta la tracciabilità del processo (citando strumenti come NotebookLM o Perplexity), l’analisi degli errori e la documentazione del prodotto finale. Sottolinea che, pur essendo possibile collaborare tra docenti, la presentazione del documento per l’attestato resta individuale.

00:26:59 – Patrizia Arcuri : Chiede se sia possibile svolgere un lavoro multidisciplinare coinvolgendo materie diverse (come fisica, storia e geografia) in una stessa classe.

00:28:03 – Silvia Mazzeo: Conferma che la trasversalità è auspicabile; i docenti possono progettare insieme ma devono presentare riflessioni originali separate nei primi livelli, esplicitando la collaborazione nel terzo.

00:30:12 – Giovanni Piscolla: Fornisce i dati sulle iscrizioni (248 iscritti su due piattaforme) e rileva che molti utenti non si sono ancora collegati, annunciando l’invio di messaggi di sollecito.

00:31:39 – Silvia Mazzeo: Risponde a un quesito sulla possibilità di fare riferimento a laboratori già svolti, confermando che è possibile se coerenti con le sfide del MOC.

00:32:45 – Silvia Mazzeo: Propone spunti per la scuola dell’infanzia, suggerendo di non dare l’IA direttamente ai bambini ma di educarli all'”esercizio del dubbio” verso ciò che appare sugli schermi.

00:35:21 – Giovanni Piscolla: Stimola le insegnanti dell’infanzia a proporre soluzioni creative e ribadisce la natura sperimentale del MOC, aperto a feedback e miglioramenti.

00:36:40 – Carmine Marinucci: Invita i docenti a non accettare passivamente le linee guida, ma a usare gli spazi di confronto per migliorare il percorso, poiché “la scuola siete voi”.

00:40:45 – Silvia Mazzeo: Annuncia la creazione di una repository delle progettazioni dei docenti per arricchire il MOC con esempi reali d’uso.

00:41:32 – Giovanni Piscolla: Sottolinea che la visione dell’IA proposta nel MOC è totalmente originale e sperimentale rispetto all’offerta attuale.

00:42:31 – Daniela Calanca: Interviene in collegamento da un treno sottolineando che nella moda non esistono ricette pronte ma occorre sperimentare con i criteri corretti (Faro Moda). Evidenzia l’importanza di fornire agli studenti il contesto concettuale del patrimonio culturale.

00:44:59 – Daniela Calanca: Riporta l’esperienza dei colloqui Erasmus, evidenziando come gli studenti percepiscano la sostenibilità nella moda come una sfida di conoscenza critica del contesto. Menziona l’Hub Moda di DiCultHer, valutato positivamente dall’Università di Bologna.

00:50:35 – Carmine Marinucci: Presenta delle slide sulla moda come patrimonio anziché come merce. La sostenibilità culturale significa custodire memoria, identità e il Made in Italy attraverso gli archivi (citando Neri Fadigati). L’IA deve essere un alleato per ricostruire narrazioni di senso partendo dalle fonti.

00:59:05 – Carmine Marinucci: Sottolinea il valore orientativo delle attività di DiCultHer (come l’Hackathon) per le scelte future degli studenti, aiutandoli a passare da consumatori passivi a comunità attiva.

01:08:20 – Daniela Calanca: Riprende il tema della Convenzione di Faro, spiegando che bisogna recuperare le “narrazioni dimenticate” (sartine, archivi di brand scomparsi) per restituire la realtà storica del patrimonio della moda.

01:13:36 – Daniela Calanca: Critica le narrazioni insostenibili che celebrano il territorio ignorando i lavoratori, citando il caso dei licenziamenti Ferretti in Romagna. Definisce la moda come un linguaggio di espressione del sé e dell’immaginario.

01:19:39 – Carmine Marinucci: Osserva come l’identità dei territori sia legata alla sartoria e all’economia locale, che costituiscono comunità patrimoniali Faro.

01:21:28 – Francesco Follo: Osserva che il termine “moda” non dovrebbe essere ridotto solo all’abbigliamento femminile, ma esteso agli stili di vita e all’arte. Suggerisce l’uso del termine francese “durabile” (duraturo) al posto di sostenibile.

01:22:52 – Carmine Marinucci: Concorda, precisando che l’associazione considera patrimonio tutto il processo tecnologico e umano (innovazioni, distretti della seta, macchinari) dietro l’abito.

01:26:31 – Daniela Calanca: Conferma che storicamente la moda includeva tutto ciò che era “novità” (come le gomme delle auto negli anni ’20) e che occorre de-costruire l’immaginario degli ultimi decenni.

01:28:41 – Francesco Follo: Cita l’esempio storico della Sartoria Bianchetti a Milano.

01:28:47 – Daniela Calanca: Menziona le sue ricerche sulla moda ecclesiastica e su come la divisa religiosa abbia influenzato l’immaginario vestimentale.

01:31:19 – Carmine Marinucci: Avvia una sessione interattiva tramite sondaggi per raccogliere idee su come “rallentare” la moda e coinvolgere i partecipanti come protagonisti.

01:41:57 – Daniela Calanca: Commenta i risultati dei sondaggi, ribadendo che l’IA può aiutare a riconoscere tessuti nocivi o a riflettere sul tempo, purché l’utente non sia passivo.

01:44:45 – Giovanni Piscolla: Gestisce il secondo sondaggio sulla formazione dei designer, sottolineando le difficoltà tecniche della regia in diretta.

01:49:13 – Silvia Mazzeo: Legge le risposte dei partecipanti: formare designer con spirito critico, tecnica, creatività e una solida base in storia dell’arte e della moda.

01:54:44 – Giovanni Piscolla e Silvia Mazzeo: Lanciano l’ultimo sondaggio sulla costruzione di una responsabilità condivisa verso il patrimonio, che i partecipanti vedono realizzabile attraverso il dialogo e il cambio di paradigmi.

01:59:05 – Carmine Marinucci: Illustra la roadmap fino a ottobre: la Settimana delle Culture Digitali (4-9 maggio) con lectio magistralis di Guido Saracco, la certificazione delle competenze e il manifesto dei giovani per l’Europa. Presenta il Premio Buzzetti per onorare il dialogo tra umanesimo e informatica.

02:17:04 – Daniela Calanca: Ribadisce il suo appoggio a tutte le attività future, inclusi il congresso e il premio Buzzetti.

02:20:02 – Giovanni Piscolla: Conclude ricordando che i webinar saranno trasformati in “pillole” digitali su YouTube. Annuncia il prossimo appuntamento del 27 febbraio con la professoressa Guarcello sul tema della bellezza.

Sintesi del Webinar

Il Webinar #154 di DiCultHer, svoltosi il 20 febbraio 2026, ha offerto una riflessione multidisciplinare sul rapporto tra Intelligenza Artificiale (IA), moda e sostenibilità culturale.

I punti salienti dell’incontro includono:

  • Aggiornamenti sull’Academy e il MOC: È stato presentato lo stato dell’arte del percorso formativo (MOC) sull’intelligenza culturale, che conta circa 250 iscritti. Silvia Mazzeo ha dettagliato il sistema di valutazione a tre livelli, volto a certificare le competenze nell’uso dell’IA come “partner cognitivo” e strumento di “ricreazione”.
  • La Nuova Visione della Moda: Sotto il coordinamento di Carmine Marinucci e l’intervento di Daniela Calanca, è stato promosso il passaggio dalla concezione di “moda come merce” a quella di “moda come patrimonio”. Questo approccio, legato alla Convenzione di Faro, punta a valorizzare la memoria, l’identità e gli archivi storici del Made in Italy.
  • Sostenibilità e Responsabilità: Il dibattito, arricchito dai contributi di Monsignor Francesco Follo, ha evidenziato come la sostenibilità non debba essere solo ambientale ma soprattutto culturale, preservando il “saper fare” tradizionale e l’innovazione tecnologica.
  • Interazione e Formazione: Attraverso sondaggi gestiti da Giovanni Piscolla, i partecipanti hanno discusso su come formare designer che dialoghino criticamente con gli algoritmi senza dipenderne, stimolando lo spirito critico sin dalla prima infanzia.
  • Prospettive Future: Sono stati annunciati i prossimi traguardi, tra cui l’11ª Settimana delle Culture Digitali (maggio 2026), la Call for Papers per la rivista Culture Digitali e il congresso di ottobre, con l’istituzione del Premio Buzzetti per onorare il dialogo tra umanesimo e informatica.

In sintesi, il webinar ha riaffermato la missione di DiCultHer: “abitare” consapevolmente le tecnologie digitali per trasformare gli studenti da consumatori passivi a comunità patrimoniale attiva.